Gruppo Giappone Freak Style - Partenza del 2016-04-04

Giappone Freak Style

4
Apr
Confermato

Viaggio in Giappone alla scoperta dei suoi Patrimoni Unesco, delle sue meraviglie naturali, delle sue tradizioni e della sua modernità. E ancora dell’ottimo cibo giapponese da un lato e dei suoi enigmi dall’altro.

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Dettagli del viaggio

Confermato
  • Quota: 1950 €
  • Cassa comune: 800 €
  • Partenza: 4  Aprile  2016
  • Ritorno: 18  Aprile  2016
  • Durata: 15 Giorni
  • Vagabondo DOC: kokowitz

Partecipanti

Vagabondo DOC

Questa partenza

  • 4
    Apr
    Dal 4  Apr al 18  Apr
    Confermato
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Forum del viaggio

16/3/2016 - 12:39 Collegamento permanente

Ciao!

Avevo guardato le date dei tornei per capire se fosse possibile ma, ahimé, il prossimo torneo inizia a maggio.

C'è però la possibilità di andare a vedere gli allenamenti mattutini dei lottatori.

Penso potrebbe essere un' esperienza interessante!

Intanto io mi son segnata una palestra in cui è possibile vedere gli allenamenti

:reading:

 

Repondi
16/3/2016 - 22:56 Collegamento permanente

Migliaia di strati di acciaio.....secoli di storia e di tradizione.... l' evoluzione di un' arma, di una cultura, di una forma d' arte....

Sarebbe riduttivo chiamarla solo spada!

....un po' di notizie sulla katana... giusto per stimolare la vostra curiosità!

 

La katana (刀) è la spada giapponese per antonomasia. Anche se molti giapponesi usano questa parola per indicare genericamente una spada, il termine katana si riferisce più specificamente ad una spada a lama curva e a taglio singolo di lunghezza superiore a 2 shaku (60 centimetri circa) usata dai samurai.

 

Nonostante permettesse efficacemente di stoccare, la katana veniva usata principalmente per colpire con dei fendenti, impugnata principalmente a due mani. Veniva portata con il filo rivolto verso l'alto, in modo da poterla sguainare velocemente con abili movimenti, e che in nessun modo il filo della lama potesse danneggiarsi nel tempo sfregando, a causa della forza di gravità, contro l'interno del fodero.

 

L'arma era portata di solito dai membri della classe guerriera insieme alla "wakizashi", una seconda spada più corta (fra 1 e 2 shaku). La combinazione delle due spade era chiamata daishō (大小), e rappresentava il potere o classe sociale e l'onore dei samurai, i guerrieri che obbedivano al daimyō (feudatario).

 

La produzione di spade in ferro inizia in Giappone alla fine del IV secolo, quando i Turco-mongoli, invasero il Giappone dalla Corea, e vi introdussero le katane che erano le spade curve turche, simili al Dao cinese, che in seguito divenne la katana che conosciamo oggi. Inizialmente si tratta di spade curve alla turca a imitazione delle lame cinesi (Dao) dalle quali i giapponesi appresero la tecnica della tempra differenziale. In seguito, nel periodo Heian (782-1180) le spade giapponesi assumono la classica forma ricurva, sono più lunghe della katana e vengono usate spesso a cavallo e montate in configurazione tachi (con la lama rivolta verso il basso). Nel periodo Kamakura (1181-1330) la tecnologia produttiva raggiunge livelli senza precedenti e si ha la comparsa delle celebri "cinque scuole" di maestri spadai, corrispondenti ad altrettante zone di estrazione mineraria:  Scuola Yamashiro (Kyoto) - Scuola Yamato (Nara - Il grande Masamune, il più famoso fabbricante di spade di tutti i tempi apparteneva a questa scuola) - Scuola Bizen (Okayama, dove venne prodotto il 70% di tutte le spade del Giappone antico) -Scuola Soshu (Sagami) - Scuola Mino (Seki)

 

La katana come noi lo conosciamo inizia ad apparire intorno alla metà del periodo Muromachi (1392-1573), in particolare con la massificazione del combattimento del Sengoku Jidai; si tratta in essenza di una rivisitazione delle spade da cavalleria usate nei secoli precedenti che vengono adattate ad un utilizzo da fanteria. Sono lame più corte e con una curvatura meno pronunciata, non vengono più montate in configurazione tachi ma in uchikatana (con la lama rivolta verso l'alto). Molte lame antiche vengono accorciate (o-suriage) e trasformate in katana.

 

Il periodo Momoyama (1573-1599) è un periodo di transizione alla fine del quale il Giappone viene unificato sotto il potere della dinastia dei Tokugawa che pone fine alle guerre. Con la fine delle guerre finisce il periodo della spada antica (koto) e inizia il periodo della spada nuova (shinto). La funzione del katana cambia: diviene più uno status symbol o un'arma da duello che uno strumento da guerra vero e proprio. In questo periodo si ha quindi la scomparsa delle cinque scuole e una fioritura di varianti stilistiche.

Ora le spade vengono prodotte a partire da acciaio proveniente dagli stessi siti da cui viene estratto ormai con metodi semi-industriali e spesso si assiste ad una particolare attenzione al fornimento e alle decorazioni più che alle qualità belliche dell'arma in sé.

 Dal 1804 si assiste ad un tentativo di ritornare alle tradizioni antiche.

Nel 1876 l'editto imperiale chiamato haitōrei, che vieta di portare in pubblico le spade, determina la fine della classe sociale dei samurai e della produzione delle spade. Ora le uniche spade prodotte sono le gendaito (spade moderne) che, sul modello occidentale, armano gli ufficiali dell'esercito. Si tratta in questo caso di spade di non grande valore, prodotte spesso con metodi semi-industriali e non paragonabili alle katana dei periodi precedenti.

 Dopo la Seconda guerra mondiale, la produzione di katana tradizionali giapponesi è stata regolamentata e i moderni artigiani si sforzano nuovamente di produrre spade di grande valore seguendo e riscoprendo le antiche tradizioni. Creano così le shinsakuto (spade contemporanee), molto costose, che hanno mercato tra gli estimatori e i collezionisti.

Procedimento costruttivo

La katana veniva forgiata alternando strati di ferro acciaioso, con percentuali variabili di carbonio. L'alternanza di strati le conferiva la massima resistenza e flessibilità. Si partiva da un blocchetto di acciaio (tamahagane, 玉鋼) che veniva riscaldato e lavorato mediante piegatura e martellatura. Le piegature successive producevano un numero di strati molto elevato: poiché ad ogni piegatura il numero degli strati veniva raddoppiato, con la prima piegatura da due strati se ne ottenevano quattro, con la seconda otto e così via. Alla fine della lavorazione, dopo quindici ripiegature, si arrivava a 32768 strati. Ulteriori ripiegature erano considerate inutili in quanto non miglioravano le caratteristiche finali.

 Successivamente veniva definita la forma generale della lama: la lunghezza, la curvatura, la forma della punta (kissaki, 切っ先). Il filo veniva indurito mediante riscaldamento e successivo raffreddamento in acqua (tempra). La lama veniva poi sottoposta ad un lungo procedimento di pulitura eseguito con pietre abrasive di grana sempre più fine. L'ultima finitura era eseguita manualmente con particolari barrette di acciaio. Tutto il procedimento veniva effettuato in modo da esaltare il più possibile le caratteristiche estetiche della lama.

 Il procedimento costruttivo tradizionale viene ancor oggi tramandato di generazione in generazione, dal mastro forgiatore all'allievo forgiatore. La tecnica di forgiatura ricorda un procedimento medievale con cui si produce un tipo di acciaio chiamato damasco (infatti i primi ad aver fatto spade con acciaio stratificato sono stati gli arabi Omayyadi nel corso del nostro Medioevo, che avevano però appreso in precedenza tecniche d'origine indiana). Questa stratificazione è necessaria per rendere la lama flessibile ma nel contempo molto dura, addirittura così dura da non intaccarsi nemmeno con fendenti di lama su corazza o su altra spada. L'estrema durezza permette inoltre di affilare un filo molto fine e quindi molto tagliente senza renderlo troppo fragile.

tempra: dopo che tutta la lama viene cosparsa di particolari tipi di argille con peculiari proprietà di refrattarietà al calore, la lama viene portata al calor rosso, poi viene immersa in acqua tiepida circa a 37° Celsius. Questa tempratura differenziata permette di ottenere un corpo più flessibile ed un filo più duro.

rifinitura della lama: fase finale detta togi di competenza di un artigiano specializzato, chiamato togishi, addetto esclusivamente a questa operazione. Questa pratica conferisce una grande bellezza ed eleganza alla lama e ne conferisce l'affilatura.

I primi forgiatori di spada giapponesi erano monaci buddhisti Tendai o monaci di montagna guerrieri chiamati yamabushi. Erano alchimisti, poeti, letterati, invincibili combattenti e forgiatori di lama, avevano conoscenze vastissime per la loro epoca e il luogo in cui vivevano, e per loro la costruzione di una lama costituiva una vera e propria pratica ascetica.

 

Repondi
17/3/2016 - 22:17 Collegamento permanente

 

Tokyo possiede più tesori nazionali e beni culturali importanti di ogni altra città o regione del Giappone. 
In particolare, il Museo nazionale di Tokyo, il primo inaugurato nel paese, vanta la più vasta collezione a livello nazionale.  

Il Museo nazionale di Tokyo è stato il primo a essere inaugurato in Giappone, nel 1872. Attualmente nel paese si contano 10.476 opere d'arte costituite da tesori nazionali e beni culturali importanti e di queste 2.642 si trovano a Tokyo, un vero e proprio record rispetto alle altre città. Con più di 110.000 oggetti tra opere d'arte e reperti archeologici principalmente del Giappone ma anche di tutta l'Asia, il Museo nazionale di Tokyo custodisce anche più di 700 tesori e beni ed è perciò uno dei più grandi musei giapponesi. 
Quest'anno ricorre il 140esimo anniversario dell'inaugurazione e per festeggiare l'occasione sono in programma varie manifestazioni.

Repondi
3/4/2016 - 18:48 Collegamento permanente

Ciaoo a tutti 

Sono Mariangela e mi sono iscritta nel viaggio usa east on the road dal 28 giugno al 15 luglio !

Anche il Giappone mi ispira tanto e sto tenendo d occhio il gruppo già confermato del 26 luglio.

Volevo augurarvi buon divertimento ... Ormai vi manca davvero poco ... Ciaoooooo 

Repondi