Con la vagabonda DOC Cristiana Kokowitz

Cristiana è nata in un paesino che si arrampica sulle colline fra la provincia di Verona e Vicenza. Lo ha amato da sempre.
Le piacciono la musica, la cucina, il vino, la pittura e la fotografia. Parla bene inglese e francese.
Ama viaggiare in tutti i sensi... e CON tutti i sensi!
Ama viaggiare per vedere il mondo con occhi diversi e da diverse angolazioni (perché le cose più belle si vedono dai punti di osservazione più inaspettati)
Ama viaggiare per "assaggiare" il mondo (perché condividere il cibo avvicina le persone; e l' amore per il cibo è un modo per essere quotidianamente grati alla vita)
Ama viaggiare per ascoltare il suono del mondo (perché può essere dolce anche lo stridere delle ruote di un treno)
....Ma soprattutto ama viaggiare perché, quando ha visto qualcosa di nuovo, non può più rimanere ad essa indifferente!
Iscritti
Camilla
Camia - da Milano
Evelina - da Milano
La vagabonda Doc Cristiana
kokowitz - da Milano
Quota
1900 euro a persona
Cassa comune stimata: da 750 a 850 euro
Piano voli
Da Milano Malpensa con Ethiad
1 EY 88 04APR 1 MXPAUH*HK1 1055 1920 /DCEY /E
2 EY 878 04APR 1 AUHNRT*HK1 2205 1315 05APR 2 /DCEY /E
3 EY 871 17APR 7 NRTAUH*HK1 2120 0435 18APR 1 /DCEY /E
4 EY2870 18APR 1 AUHMXP*HK1 0845 1325 /DCEY /E
Da Roma Fiumicino con Ethiad
1 EY7064 04APR 1 FCOAUH*HK1 1120 1910 /DCEY /E
2 EY 878 04APR 1 AUHNRT*HK1 2205 1315 05APR 2 /DCEY /E
3 EY 871 17APR 7 NRTAUH*HK1 2120 0435 18APR 1 /DCEY /E
4 EY 8318APR 1 AUHFCO*HK1 0845 1310 /DCEY /E
NB.: All'andata milanesi e romani si incontrano ad Abu Dhabi e proseguono il viaggio fino a Tokyo insieme. Al ritorno volano insieme da Tokyo fino ad Abu Dhabi.
Programma di viaggio

Giorno 1: Italia – Tokyo (4 aprile)
Volo dall’Italia. In genere uno scalo e notte in aereo.
Giorno 2: Tokyo (5 aprile)
Arrivo a Tokyo. Saremo stanchi dopo il lungo volo ma nessuno ci toglie un primo giretto per la città, una cena e magari anche una birretta locale per brindare al nostro arrivo in Giappone.
Per la vostra prima serata nipponica vi consigliamo una cena ad Akihabara, il famosissimo quartiere dell'elettronica e dei maid caffè.
Notte a Tokyo.
Giorno 3: Tokyo (6 aprile)
Oggi iniziamo la visita di questa grande città. Partiamo dal quartiere di Asakusa, dove visiteremo il tempio Senso-ji, conosciuto anche come Asakusa Kannon, che è il tempio più sacro e imponente di Tokyo. Il viale che porta al tempio è pieno di negozietti, ottimi per comprare qualche souvenir. Poi andiamo al Parco pubblico di Ueno, meta di migliaia di uccelli migratori, che ospita molti musei e templi.
Nel pomeriggio, spostandoci con l'efficientissima metro di Tokyo, potremo raggiungere Shibuya o Harajuku, dove può capitare soprattutto la domenica di incontrare qualche cosplayer che vi sembrerà uscito da un manga.
Pernottamento a Tokyo
Giorno 4: Tokyo - Kamakura – Tokyo (1h40 tra andata e ritorno) (7 aprile)
Sveglia presto per una bella gita “fuori porta”. In treno raggiungiamo Kamakura, piccola città molto accogliente a 50 km da Tokyo. E’ circondata da colline su tre lati, mentre il quarto si apre sul mare. E’ stata la capitale del Giappone sotto gli shōgun del clan Minamoto, in un'epoca che prese, appunto, il nome di “periodo Kamakura” (dal 1185 al 1333).
E' una città molto amata da artisti e scrittori, con tante bottegucce di antiquari e artigiani e pittoresche stradine. I suoi templi sembrano trasportarci indietro nel tempo, ma l'emblama della città resta la famosa statua lignea del Grande Buddha o "Daibutsu. La visitiamo e poi se ci va raggiungiamo il Santuario di Tsurugaoka Hachimangu, che è a 10 minuti a piedi dalla stazione di Kamakura.
Nel pomeriggio rientriamo a Tokyo, dove si dorme.
Giorno 5: Tokyo– Nikko – Tokyo (8 aprile)
Altro giorno, altra gita: ci dirigiamo nella splendida Nikko, anch’essa patrimonio mondiale dell’Unesco. E' un ex centro di rinnovamento buddhista-scintoista, il suo nome significa “I raggi del sole” ed è famosa per il mausoleo dedicato allo shogun Ieyasu Tokugawa, che ha impiegato migliaia di artigiani per la sua realizzazione. Abbiamo tutta la giornata a disposizione per la visita della cittá, visiteremo il santuario Tosho-gu, il santuario mausoleo di Taiyuin-byo e il bellissimo ponte Shinkyo che attraversa il fiume Dalya, immagine simbolo del Giappone. In serata torniamo a Tokyo e pernottamento.
Giorno 6: Tokyo – Kyoto (2h40 in treno) (9 aprile)
Stamattina partiamo presto per Kyoto, la città più bella e caratteristica di tutto il Giappone, con i suoi 1600 templi buddisti, 400 santuari shintō, e poi palazzi, giardini e musei. Ben 17 tra i suoi monumenti sono Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Kyoto fu la capitale dell'impero tra il 794 e il 1868 e rimane tuttora il principale centro culturale del Giappone.
All'arrivo andiamo subito a vedere uno dei suoi templi più belli (e per questo anche più visitati): il Kyiomizu-dera. Da qui si gode anche di una bellissima vista su tutta la città. Passeggiando nei dintorni del tempio attraversiamo le stradine caratteristiche di Sannen-zaka e Ninen-zaka fino a raggiungere il Maruyama-koen e lo Yasaka shrine.
In serata potremmo passeggiare per Gion, il quartiere delle geishe. In tutto il Giappone, Kyoto è la città con il maggior numero di geishe ma dato che molte di loro vanno in pensione e non vengono rimpiazzate da nuove leve, il loro numero è destinato a diminuire: in città oggi ci sono probabilmente non più di 100 geishe e 80 maiko (apprendiste geishe). La geisha o gheiscia non è una prostituta ma un’artista e intrattenitrice tradizionale giapponese con varie abilità: musica, canto, danza. Il termine stesso è la composizione della parole “gei’’, che vuol dire ‘’arte’’, e ‘’sha’’, che significa ‘’persona’’: quindi si traduce esattamente come “persona d’arte”. Le geisha erano molto comuni tra il XVIII e il XIX secolo ed esistono anche oggi.
Pernottamento a Kyoto.
Giorno 7: Kyoto (10 aprile)
Stamattina visitiamo il Kinkaku-Ji, il padiglione d'oro, fatto costruire dal terzo shogun Ashikaga, Yoshimitsu. In origine era la sua villa privata e poi lui stesso ordinò di farlo divenire tempio dopo la sua morte. E' considerato da molti uno dei massimi splendori dell' architettura giapponese.
Dopo questa visita possiamo raggiungere il percorso dei Filosofi, una bella passeggiata lungo il canale shishigatani dedicata a Nishida Kitaro, il più importante filosofo giapponese del XX secolo, che si trova poco più a nord del parco Murayama.
Pernottamento a Kyoto.
Giorno 8: Kyoto (11 aprile)
Questa mattina andiamo ad Arashiyama, dove si trova la famosa foresta di bambù ed il bel Tenryu-ji Temple. In questa zona si trovano diversi templi e giardini e se vorrete potrete scegliere di visitarne altri.
Nel pomeriggio ritorniamo verso il centro e visitiamo il Nishiki market, dovre potrete assaggiare un po' delle prelibatezze della cucina giapponese e comprare qualche souvenir.
Pernottamento a Kyoto.
Giorno 9: Kyoto – Nara – Kyoto (12 aprile)
Oggi ci facciamo una bellissima escursione nella piccola cittadina di Nara, prima capitale del Giappone che da 74 anni è una delle più straordinarie città dell’Asia. Era il cuore del Buddhismo giapponese e l’ultima tappa della Via della Seta. Attraversando il Parco di Nara, un polmone verde di 520 ettari dove vedremo scorrazzare molti cervi, arriviamo al complesso del Todai-ji, che vanta un’immensa sala del Buddha, templi, saloni e pagode di eccezionale valore storico e architettonico. Poi visitiamo il Grande Santuario Kasuga, circondato da un bosco e costeggiato da una bellissima collezione di lanterne in bronzo e in pietra. Nel pomeriggio rientriamo a Kyoto facendo una sosta al santuario scintoista di Fushimi, che è proprio sulla strada ed è il più celebre tra le migliaia di santuari dedicati a Inari, la divinità del riso e del sake. Serata a Kyoto.
Giorno 10 : Kyoto – Hiroshima (2h di treno) (13 aprile)
Stamattina visitiamo il Castello Nijo, del 1600, simbolo del potere e della ricchezza dello shōgunato di Edo famoso per i suoi interni decorati e per i caratteristici “pavimenti dell’usignolo”, ideati per produrre un suono simile a quello del canto di un uccello nel momento in cui vengono calpestati, insomma un antifurto (anti ninja) dei tempi andati.
Poi nel pomeriggio prendiamo il treno per Hiroshima, dove arriviamo dopo un paio di ore.
Pernottamento a Hiroshima
Giorno 11 : Hiroshima – Miyajima – Hiroshima (14 aprile)
Stamattina andiamo a visitare il Museo del ricordo e della pace* e l’Hiroshima Peace Memorial, oggi patrimonio Unesco. E' inevitabilmente l’edificio simbolo di Hiroshima, simbolo della pace e della speranza: è infatti l’unico edificio rimasto intatto dopo l’esplosione della bomba atomica del 6 Agosto 1945. E’ un'esperienza davvero toccante ma che noi consigliamo a tutti per mantenere vivo il ricordo delle persone che hanno perso la vita e per far sì che quel orrore non venga riposto nel dimenticatoio.
Più tardi prendiamo il treno della JR Sanyo Line per Miyajimaguchi Station e in circa 25 minuti siamo al porto. Da qui prendiamo un traghetto della JR Ferry (incluso nel JR Pass) che in 10 minuti ci porta sull'isola di Miyajima. Il simbolo di Miyajima, gioiello della costa di Sanyo, è il torii (porta scintoista) galleggiante rosso fuoco che svetta dal mare a segno della sacralità dell’intera isola, considerato dai giapponesi una delle vedute più belle del Giappone.
Il resto della giornata lo dedicheremo a scoprire le meraviglie dell’isola. Rientriamo poi a Hiroshima nel tardo pomeriggio. Pernottamento a Hiroshima.
* Il Peace Memorial Museum è al momento in ristrutturazione. Al momento e fino alla primavera 2016 uno dei due edifici che ospitano il museo sarà chiuso. La mostra sarà ospiata in maniera ridotta nell'edificio rimasto aperto.
Giorno 12: Hiroshima - Himeji Castle (50-60 min circa in treno) - Tokyo (circa 4h30 di treno) (15 aprile)
Ci svegliamo presto e ci dirigiamo alla stazione dei treni per andare a Himeji per visitare il suo magnifico castello, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. E' edificato su un alto promontorio ed è il più grande dei 12 castelli feudali esistenti. Dopo la visita del castello ripartiamo in direzione di Tokyo, dove arriviamo in serata.
Pernottamento a Tokyo.
Giorno 13: Tokyo - mercato del pesce (chiuso tutte le domeniche e alcuni giorni infrasettimanali) (16 aprile)
Stamattina andiamo a visitare il famosissimo Tukiji market, il mercato del pesce più famoso del Giappone (se oggi è uno dei giorni di chiusura anticipiamo la visita ad un altro giorno).
Lo Tsukiji tra le altre cose è fomoso per l'asta del tonno che avviene ogni mattina alle 5.25. E' possibile uscire molto presto ed assistere all'asta, ma è importante sapere che qui vengono ammessi solo 120 visitatori al giorno. Per essere ammessi bisogna registrarsi presso l'Osakana Fukyu Center (Fish Information Center) al Kachidoki Gate. Le registrazioni iniziano alle 5 e chi prima arriva può assicurarsi il posto. Le 120 persone vengono poi divise in 2 gruppi da 60 ognuno: il primo gruppo assiste all'asta che comincia alle 5.25 e dura fino alle 5.50. Il secondo gruppo assiste all'asta dalle 5.50 alle 6.15.
Se pur sapendo questo volete comunque provare a conquistarvi un posto, bene, non vi resta che svegliarvi prestissimo al mattino. Altrimenti se il desiderio di vedere l'asta del tonno non riesce a buttarvi giù dal letto, potete tranquillamente andare al mercato più tardi. Vi consigliamo però di arrivare non più tardi delle 9.30, perché verso le 10 - 10.30 il pesce è già tutto finito e troverete i banchi vuoti e in fase di pulizie.
Altra cosa da sapere è che nel mercato non è permesso muoversi in gruppo, perciò vi converrà dividervi in 2 o 3 persone e poi darvi appuntamento all'uscita.
Sicuramente lo Tsukiji è diventato negli ultimi anni un luogo molto turistico, ma rimane pur sempre un’esperienza divertentissima. Le strade nei dintorni del mercato sono altrettanto interessanti e vivaci, con negozi e bancarelle di cibo di ogni tipo. Vi consigliamo di fare una sosta per uno spuntino a base di sushi, onigiri o quello che più vi va.
Il resto della giornata sarà libero, per dedicarvi agli acquisti, un po' di meritato relax o la visita di qualcuno degli altri quartiri di Tokyo.
Pernottamento a Tokyo
Giorno 14: Tokyo e volo notturno per l'Italia (17 aprile)
Oggi l'intera giornata sarà libera per fare quello che più vi va! Tokyo è una città che offre molto, potete sfruttare la giornata per vedere qualcuno dei quartieri più periferici, oppure visitare qualche museo come il mitico Studio Ghibli che tutti gli appassionati di anime giapponesi e di Myazaki devono assolutamente vedere!
Un'altra opzione per chi non volesse andare via senza aver visto il monte Fuji è quella di prendere uno dei tanti bus che partono dalla stazione di Shinjuko che in meno di 2 ore vi portano al Lago Kawaguchiko, da cui nei giorni tersi si gode una bellissima vista del Fuji-san.
In serata andiamo in aeroporto per prendere il volo notturno che ci riporterà in Italia.
Giorno 15: Arrivo in Italia (18 aprile)
Giornata libera e volo notturno per l'Italia. Arriviamo la mattina del 18 aprile.
La quota comprende:
- Volo Internazionale
- tutte le tasse aeroportuali
- Japan Rail Pass per 7 giorni (da conservare con molta cura perchè se perso non si può rifare. Il vostro Japan Rail Pass coprirà i trasporti dal giorno 7 al giorno 13)
- 5 notti a Tokyo in ostello in camerata con bagno condiviso.
- Assicurazione Medico Sanitaria e bagaglio
Al viaggio partecipa sempre anche un nostro Vagabondo Doc - chi è? cosa fa?
La quota non comprende (queste spese verranno pagate con la cassa comune stimata di 750-850 euro):
- i pernottamenti non inclusi (4 notti a Kyoto, 2 a Hiroshima, 1 a Tokyo). Si dorme in ostelli o ryokan in camerate camerate con bagno in comune.
- I pasti (colazione, pranzi e cene. A differenza di come possa sembrare, in Giappone è possibile mangiare dell’ottimo cibo a prezzi incredibilmente bassi. Da 6 a 10 euro a pasto, spuntini da 2 euro)
- Ingresso ai templi e parchi (gli ingressi variano da un minimo di 200 yen a un massimo di 1.000 yen, ma la maggiorparte delle entrate costa 500yen)
- gli spostamenti non inclusi nel Japan Rail Pass
Opzionale:
- assicurazione annullamento (opzionale, da richiedere al momento dell'iscrizione. Costa un 5-6% del costo del viaggio)
- estensione massimali polizza medica ( è possibile estendere il massimale della polizza medica fino a 50.000 euro con un supplemento di 50 euro).
La quota comprende:
- Volo Internazionale
- tutte le tasse aeroportuali
- Japan Rail Pass per 7 giorni (da conservare con molta cura perchè se perso non si può rifare. Il vostro Japan Rail Pass coprirà i trasporti dal giorno 7 al giorno 13)
- Le prime 5 notti a Tokyo in ostello in camerata con bagno condiviso.
- Assicurazione Medico Sanitaria e bagaglio
Al viaggio partecipa sempre anche un nostro Vagabondo Doc - chi è? cosa fa?
La quota non comprende (queste spese verranno pagate con la cassa comune stimata di 750-850 euro):
- i pernottamenti non inclusi (4 notti a Kyoto, 2 a Hiroshima, 2 a Tokyo). Si dorme in ostelli o ryokan in camerate camerate con bagno in comune.
- I pasti (colazione, pranzi e cene. A differenza di come possa sembrare, in Giappone è possibile mangiare dell’ottimo cibo a prezzi incredibilmente bassi. Da 6 a 10 euro a pasto, spuntini da 2 euro)
- Ingresso ai templi e parchi (gli ingressi variano da un minimo di 200 yen a un massimo di 1.000 yen, ma la maggiorparte delle entrate costa 500yen)
- gli spostamenti non inclusi nel Japan Rail Pass
Opzionale:
- assicurazione annullamento (opzionale, da richiedere al momento dell'iscrizione. Costa un 5-6% del costo del viaggio)
- estensione massimali polizza medica ( è possibile estendere il massimale della polizza medica fino a 50.000 euro con un supplemento di 50 euro).
Cassa comune
Per questo viaggio stimiamo una cassa comune tra i 750 e gli 850 euro per coprire alcuni pernottamenti, pasti, trasporti e ingressi nei templi. La cassa comune è stimata sulla base delle spese dei gruppi precedenti e la variazione dipende anche da cosa decidete di fare.
Ecco un altro po' di dettagli:
PERNOTTAMENTI
L'abbiamo considerato pernottamenti in camerate o camere quadruple con bagno condiviso.
Oltre che essere la soluzione più economica, crediamo sia anche la più comoda. Le camere doppie infatti, oltre ad essere molto costose, sono in genere striminzite (ma davvero tanto) e non è sempre facile trovare camere doppie con letti separati o con letti matrimoniali di dimensioni standard. Stessa cosa dicasi per i bagni in camera.
PASTI
In Giappone potete pranzare o cenare con un buon Ramen con 5 euro, oppure per un pranzo on the go potete optare per i deliziosi onigiri, che si comprano freschi al supermecato (i famosi konbini).
Per la colazione, vi consigliamo l'opzione più economica: ogni minimarket (7eleven, Lawson etc) ha un angolo del caffè (self service o servito) e sempre dei panini dolci o salati tra cui scegliere, frechi o confezionati. Decisamente meno costoso di café e bakery!
Sulle bevande si può spendere 0 se bevete l'acqua, che viene data gratuitamente in tutti i ristoranti.
TRASPORTI
Il vostro Japan Rail pass della durata di 7 giorni vi coprirà nei trasporti dal giorno 7 al giorno 13. In questi giorni ci sono infatti gli spostamenti più lunghi e costosi.
Quello che pagherete in loco saranno: la metro di Tokyo e i biglietti del treno per le escursioni giornaliere (per i quali ci sono tariffe economiche dai 6 al 12 euro a tratta), gli autobus di Kyoto per i quali potete fare dei pass giornalieri del costo di circa 500 yen (ma potete anche noleggiare le biciclette), e in generale i trasporti all'interno delle città.
Ci raccomandiamo di avere molta cura del vostro Japan Rail Pass perchè se lo perdete durante il viaggio non potete rifarlo.
INGRESSI
La gran parte dei templi e giardini hanno una fee di ingresso, ma sono prezzi molto ragionevoli, considerato pure che in cambio si hanno templi e giardini ottimamente conservati, con servizi igenici pulitissimi. Parliamo di biglietti di ingresso che vanno da un minimo di 200 o 300 Yen (1-2 euro) fino ad un massimo di 1000 o 1500 (7-10 euro) in casi rarissimi. La maggioranza comunque costa 500 yen (3-4 euro).
Ovviamente, se preferite ristoranti più costosi, pernottamenti in doppia ed aggiungete attività extra prevedete una cassa comune più sostanziosa!
ARTICOLO DI
kokowitz
In risposta a Tra tre settimane a quest'ora di Caian_76
Sumo
Ciao!
Avevo guardato le date dei tornei per capire se fosse possibile ma, ahimé, il prossimo torneo inizia a maggio.
C'è però la possibilità di andare a vedere gli allenamenti mattutini dei lottatori.
Penso potrebbe essere un' esperienza interessante!
Intanto io mi son segnata una palestra in cui è possibile vedere gli allenamenti
:reading:
ARTICOLO DI
kokowitz
storie di acciaio.... la Katana
Migliaia di strati di acciaio.....secoli di storia e di tradizione.... l' evoluzione di un' arma, di una cultura, di una forma d' arte....
Sarebbe riduttivo chiamarla solo spada!
....un po' di notizie sulla katana... giusto per stimolare la vostra curiosità!
La katana (刀) è la spada giapponese per antonomasia. Anche se molti giapponesi usano questa parola per indicare genericamente una spada, il termine katana si riferisce più specificamente ad una spada a lama curva e a taglio singolo di lunghezza superiore a 2 shaku (60 centimetri circa) usata dai samurai.
Nonostante permettesse efficacemente di stoccare, la katana veniva usata principalmente per colpire con dei fendenti, impugnata principalmente a due mani. Veniva portata con il filo rivolto verso l'alto, in modo da poterla sguainare velocemente con abili movimenti, e che in nessun modo il filo della lama potesse danneggiarsi nel tempo sfregando, a causa della forza di gravità, contro l'interno del fodero.
L'arma era portata di solito dai membri della classe guerriera insieme alla "wakizashi", una seconda spada più corta (fra 1 e 2 shaku). La combinazione delle due spade era chiamata daishō (大小), e rappresentava il potere o classe sociale e l'onore dei samurai, i guerrieri che obbedivano al daimyō (feudatario).
La produzione di spade in ferro inizia in Giappone alla fine del IV secolo, quando i Turco-mongoli, invasero il Giappone dalla Corea, e vi introdussero le katane che erano le spade curve turche, simili al Dao cinese, che in seguito divenne la katana che conosciamo oggi. Inizialmente si tratta di spade curve alla turca a imitazione delle lame cinesi (Dao) dalle quali i giapponesi appresero la tecnica della tempra differenziale. In seguito, nel periodo Heian (782-1180) le spade giapponesi assumono la classica forma ricurva, sono più lunghe della katana e vengono usate spesso a cavallo e montate in configurazione tachi (con la lama rivolta verso il basso). Nel periodo Kamakura (1181-1330) la tecnologia produttiva raggiunge livelli senza precedenti e si ha la comparsa delle celebri "cinque scuole" di maestri spadai, corrispondenti ad altrettante zone di estrazione mineraria: Scuola Yamashiro (Kyoto) - Scuola Yamato (Nara - Il grande Masamune, il più famoso fabbricante di spade di tutti i tempi apparteneva a questa scuola) - Scuola Bizen (Okayama, dove venne prodotto il 70% di tutte le spade del Giappone antico) -Scuola Soshu (Sagami) - Scuola Mino (Seki)
La katana come noi lo conosciamo inizia ad apparire intorno alla metà del periodo Muromachi (1392-1573), in particolare con la massificazione del combattimento del Sengoku Jidai; si tratta in essenza di una rivisitazione delle spade da cavalleria usate nei secoli precedenti che vengono adattate ad un utilizzo da fanteria. Sono lame più corte e con una curvatura meno pronunciata, non vengono più montate in configurazione tachi ma in uchikatana (con la lama rivolta verso l'alto). Molte lame antiche vengono accorciate (o-suriage) e trasformate in katana.
Il periodo Momoyama (1573-1599) è un periodo di transizione alla fine del quale il Giappone viene unificato sotto il potere della dinastia dei Tokugawa che pone fine alle guerre. Con la fine delle guerre finisce il periodo della spada antica (koto) e inizia il periodo della spada nuova (shinto). La funzione del katana cambia: diviene più uno status symbol o un'arma da duello che uno strumento da guerra vero e proprio. In questo periodo si ha quindi la scomparsa delle cinque scuole e una fioritura di varianti stilistiche.
Ora le spade vengono prodotte a partire da acciaio proveniente dagli stessi siti da cui viene estratto ormai con metodi semi-industriali e spesso si assiste ad una particolare attenzione al fornimento e alle decorazioni più che alle qualità belliche dell'arma in sé.
Dal 1804 si assiste ad un tentativo di ritornare alle tradizioni antiche.
Nel 1876 l'editto imperiale chiamato haitōrei, che vieta di portare in pubblico le spade, determina la fine della classe sociale dei samurai e della produzione delle spade. Ora le uniche spade prodotte sono le gendaito (spade moderne) che, sul modello occidentale, armano gli ufficiali dell'esercito. Si tratta in questo caso di spade di non grande valore, prodotte spesso con metodi semi-industriali e non paragonabili alle katana dei periodi precedenti.
Dopo la Seconda guerra mondiale, la produzione di katana tradizionali giapponesi è stata regolamentata e i moderni artigiani si sforzano nuovamente di produrre spade di grande valore seguendo e riscoprendo le antiche tradizioni. Creano così le shinsakuto (spade contemporanee), molto costose, che hanno mercato tra gli estimatori e i collezionisti.
Procedimento costruttivo
La katana veniva forgiata alternando strati di ferro acciaioso, con percentuali variabili di carbonio. L'alternanza di strati le conferiva la massima resistenza e flessibilità. Si partiva da un blocchetto di acciaio (tamahagane, 玉鋼) che veniva riscaldato e lavorato mediante piegatura e martellatura. Le piegature successive producevano un numero di strati molto elevato: poiché ad ogni piegatura il numero degli strati veniva raddoppiato, con la prima piegatura da due strati se ne ottenevano quattro, con la seconda otto e così via. Alla fine della lavorazione, dopo quindici ripiegature, si arrivava a 32768 strati. Ulteriori ripiegature erano considerate inutili in quanto non miglioravano le caratteristiche finali.
Successivamente veniva definita la forma generale della lama: la lunghezza, la curvatura, la forma della punta (kissaki, 切っ先). Il filo veniva indurito mediante riscaldamento e successivo raffreddamento in acqua (tempra). La lama veniva poi sottoposta ad un lungo procedimento di pulitura eseguito con pietre abrasive di grana sempre più fine. L'ultima finitura era eseguita manualmente con particolari barrette di acciaio. Tutto il procedimento veniva effettuato in modo da esaltare il più possibile le caratteristiche estetiche della lama.
Il procedimento costruttivo tradizionale viene ancor oggi tramandato di generazione in generazione, dal mastro forgiatore all'allievo forgiatore. La tecnica di forgiatura ricorda un procedimento medievale con cui si produce un tipo di acciaio chiamato damasco (infatti i primi ad aver fatto spade con acciaio stratificato sono stati gli arabi Omayyadi nel corso del nostro Medioevo, che avevano però appreso in precedenza tecniche d'origine indiana). Questa stratificazione è necessaria per rendere la lama flessibile ma nel contempo molto dura, addirittura così dura da non intaccarsi nemmeno con fendenti di lama su corazza o su altra spada. L'estrema durezza permette inoltre di affilare un filo molto fine e quindi molto tagliente senza renderlo troppo fragile.
tempra: dopo che tutta la lama viene cosparsa di particolari tipi di argille con peculiari proprietà di refrattarietà al calore, la lama viene portata al calor rosso, poi viene immersa in acqua tiepida circa a 37° Celsius. Questa tempratura differenziata permette di ottenere un corpo più flessibile ed un filo più duro.
rifinitura della lama: fase finale detta togi di competenza di un artigiano specializzato, chiamato togishi, addetto esclusivamente a questa operazione. Questa pratica conferisce una grande bellezza ed eleganza alla lama e ne conferisce l'affilatura.
I primi forgiatori di spada giapponesi erano monaci buddhisti Tendai o monaci di montagna guerrieri chiamati yamabushi. Erano alchimisti, poeti, letterati, invincibili combattenti e forgiatori di lama, avevano conoscenze vastissime per la loro epoca e il luogo in cui vivevano, e per loro la costruzione di una lama costituiva una vera e propria pratica ascetica.
ARTICOLO DI
kokowitz
una visita da non perdere!!! IL MUSEO NAZIONALE DI TOKYO
Tokyo possiede più tesori nazionali e beni culturali importanti di ogni altra città o regione del Giappone.
In particolare, il Museo nazionale di Tokyo, il primo inaugurato nel paese, vanta la più vasta collezione a livello nazionale.
Il Museo nazionale di Tokyo è stato il primo a essere inaugurato in Giappone, nel 1872. Attualmente nel paese si contano 10.476 opere d'arte costituite da tesori nazionali e beni culturali importanti e di queste 2.642 si trovano a Tokyo, un vero e proprio record rispetto alle altre città. Con più di 110.000 oggetti tra opere d'arte e reperti archeologici principalmente del Giappone ma anche di tutta l'Asia, il Museo nazionale di Tokyo custodisce anche più di 700 tesori e beni ed è perciò uno dei più grandi musei giapponesi.
Quest'anno ricorre il 140esimo anniversario dell'inaugurazione e per festeggiare l'occasione sono in programma varie manifestazioni.
ARTICOLO DI
Mariangela Cavasino
Ciaoo a tutti
Ciaoo a tutti
Sono Mariangela e mi sono iscritta nel viaggio usa east on the road dal 28 giugno al 15 luglio !
Anche il Giappone mi ispira tanto e sto tenendo d occhio il gruppo già confermato del 26 luglio.
Volevo augurarvi buon divertimento ... Ormai vi manca davvero poco ... Ciaoooooo
ARTICOLO DI
kokowitz
In risposta a Ciaoo a tutti di Mariangela Cavasino
*DACE*aoGrazie per gli auguri
*DACE*aoGrazie per gli auguri! La nostra avventura sta per iniziare.... Adesso!!!!