Viaggi in Italia e Certificato Verde: le nuove regole

Dal 26 aprile è in vigore il Green Pass per potersi spostare tra regioni di colore diverso. Un piccolo passo in più verso la ripresa della libera circolazione in Italia, in sicurezza



Blocco tra regioni, zone rosse e arancioni, immunità in viaggio: di questi tempi sembra quasi più facile partire verso un altro paese europeo piuttosto che spostarsi all’interno del territorio italiano. Dopo una finestra semestrale di libertà di movimento, durata fino allo scorso Natale, le restrizioni sugli spostamenti si sono fatte serrate fino al nuovo decreto legge, entrato in vigore lo scorso 26 aprile.

Ora gli spostamenti tra regioni sono consentiti per turismo anche in zone ad alto rischio pandemico grazie al cosiddetto Green Pass (o Certificato Verde): vediamo come.

 


COS’È

Il Certificato Verde è uno strumento pensato per permettere il passaggio tra regioni di colore diverso per motivi di turismo. Serve appunto a certificare che lo spostamento non sia rischioso a livello di diffusione del contagio, in quanto chi lo esibirà sarà vaccinato (ciclo completo), testato o guarito dal Covid-19.

In formato digitale o cartaceo, il Green Pass presenterà i dati di vaccinazione/immunizzazione/negatività al virus in lingua italiana e inglese.

 

cartello

 


DOVE SERVE

Il Green Pass è obbligatorio per gli spostamenti non necessari (quindi che non siano per lavoro, salute, urgenza o rientro alla propria residenza) tra regioni a rischio moderato (gialle) e rischio medio-alto o alto (arancioni e rosse) e viceversa

Facciamo un esempio: Maria Rossi vive in Liguria e può spostarsi liberamente in Veneto per andare a trovare un amico o visitare Venezia (in quanto regioni gialle). Tuttavia, per andare in vacanza in Sardegna o fare una degustazione di ‘nduja in Calabria (rispettivamente zone rossa e arancione) Maria dovrà essere in possesso del Green Pass. Chiaro, no? :)

 

molentis

 


I TEMPI DI VALIDITÀ

Il certificato è limitato nel tempo: durerà infatti sei mesi a partire dalla seconda dose di vaccino e dalla guarigione dal Covid. Quindi, se - facendo un altro esempio - Maria Rossi fosse guarita dalla malattia lo scorso settembre, per poter ottenere il Green Pass ad aprile dovrebbe effettuare un tampone prima di mettersi in viaggio.

Per quanto riguarda i test, invece, saranno accettati sia il molecolare che l’antigenico rapido, entrambi da eseguire entro 48 ore dal viaggio

Il Certificato verde italiano sarà in vigore fino all’inaugurazione del Digital Green Certificate europeo, previsto per l’inizio di giugno, quando la piattaforma potenziata dalla Commissione Europea sostituirà i vari certificati nazionali.

immune


COME SI OTTIENE

Per il rilascio del certificato, i vaccinati e i testati dovranno recarsi nella struttura presso la quale si è avuta la prestazione. Idem per i guariti che sono stati ricoverati, mentre per chi è guarito a casa entra in gioco il medico di famiglia: sarà lui a rilasciare il certificato su richiesta.

Con qualche problema e ritardo dovuto alle puntualizzazioni del Garante sulla Privacy in merito ai dati presenti nel certificato e alle differenze tra regioni, il sistema ci metterà un po' a funzionare correttamente. Nell'attesa che il nodo si sblocchi, però, si potrà sempre utilizzare l'autocertificazione, assieme alla documentazione necessaria allo spostamento: tampone negativo, certificato di vaccinazione o di guarigione.

Dalla validità limitata del certificato alla presunta discriminazione verso chi dovrà fare necessariamente il tampone, dalla fallibilità delle vaccinazioni al rischio nella finestra delle 48 ore: sono tanti i dubbi che assalgono chi va a guardare i dettagli delle nuove misure. Un sistema non certo perfetto, ma è un inizio, che ci garantisce di poter tornare a muoverci più liberamente e di poter assaporare pian piano tutto quello che il Bel Paese ha da offrirci.

offrire


 

Risposte