Gita fuori porta: Cocconato nel Monferrato



di tessy982

 

Nel 2014 il paesaggio delle colline centrali del Piemonte è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell'Umanità: la zona abbraccia una parte dei territori di Langhe, Roero e Monferrato, terre di vini, di cantine, di Infernot e di buona cucina. Ormai qualunque guida turistica può consigliarvi tour di uno o più giorni tra degustazioni di vini, relais e passeggiate tra le vigne...

Io, che in Piemonte ci sono nata,  invece,  vorrei portarvi in quelli che sono i miei luoghi del cuore, appena fuori dalla zona "Unesco", luoghi forse meno conosciuti, ma perfetti per una autentica esperienza monferrina!

 

Cocconato

Il primo non può che essere Cocconato.

Nel momento in cui avrete parcheggiato la vostra auto (o moto, o meglio ancora bici) già avrete intuito l'origine del nome latino: Cum Conatu, cioè "con fatica". Il paese infatti si trova a 491m di altitutidine ed è uno dei più alti tra i paesi del Monferrato. Sono varie le strade per arrivarci, ma tutte estremamente panoramiche, tra vigne scoscese e un verde un po' selvaggio.

Ecco la prima scoperta: il Monferrato è una terra wild, al contrario delle più famose cugine Langhe, più dolci, coltivate, il Monferrato è più selvaggio e misterioso.

Itinerario

Iniziate a percorrere a piedi via Roma, la via centrale e respirate un po' dell'atmosfera medievale del borgo. Proseguite per arrivare fino al Palazzo Comunale, uno dei rari esempi di edificio civile in stile  gotico e al Cortile del Collegio, anticamente utilizzato come riformatorio.

Passando davanti a Palazzo Martelleti, antico palazzo ottocentesco, sede tra l'altro dell'omonimo ristorante, salite fino alla Chiesa Parrocchiale, di origine seicentesca, perdendovi tra le scalinate, le viuzze di pietra, le case ricoperte di edera.

Sarete in cima al paese: via XXIV Maggio è considerata il "belvedere", da qui infatti avrete una vista aperta sulle colline e i paesi vicini: Piovà Massaia, di cui si intravede la maestosa Chiesa Monumentale, Albugnano, Passerano (essì Passerano Marmorito, quello del Drive In di Faletti!) e nelle giornate  particolarmente sclinte potrete ammirare  il Monviso proprio lì davanti.

Proseguendo ancora di qualche passo e sarete proprio sotto alla Torre, il simbolo del paese.

La storia di questa torre è molto travagliata e persino divertente. Non voglio annoiarvi, ma da residenza della famiglia dei Conti Radicati, nel 1800 divenne una stazione del famoso telegrafo ottico Charles Chappe, voluto dal Governo Francese e ampiamente utilizzato da Napoleone, per collegare le comunicazioni tra Torino e Milano. Lentamente caduto in disuso con  l'avvento del telegrafo elettrico, la nostra torre è stata venduta e letteralmente trasformata in un mulino a vento.

Ha concluso le sue disavventure diventando una residenza privata, per questo attualmente, purtroppo, è non sempre possibile salirci.

Una volta riscesi nella piazza centrale del paese, sarà ora di pensare al pranzo.

Cocconato

Mangiare

A Cocconato hanno sede 7 ristoranti, quindi avrete l'imbarazzo della scelta, ma sarà una scelta prettamente piemontese!

Non potrete andare via senza aver provato il vitello tonnato, la carne cruda, vera queen degli antipasti, gli agnolotti o i tajarin e il bunet o la torta di mele al cioccolato. Il tutto inaffiato da un bel bicchiere di Barbera o di Freisa.

Se invece non avete il tempo per un pranzo completo (ma credetemi, sarebbe un peccato), fermatevi almeno per un calice di vino e una schiciola.

In una cucina ricca e articolata come quella piemontese, manca totalmente il concetto di street food! Noi piemontesi, si sa, abbiamo la fama dei Boegia-nen: ci piace mangiare con le gambe sotto il tavolo (chiamaci sciocchi).

E allo street food, preferiamo la merenda sinoira: una cena anticipata all'orario dell'aperitivo.

Una delle poche eccezioni in questo senso è la schiciola: un cibo quasi da strada, a metà tra una focaccia e una piadina, è ricavata dalla pasta degli agnolotti e cotta al forno o in padella, per poi essere farcita con salumi e formaggi.

Se non volete sbagliare, provatela condita con robiola e prosciutto crudo, la versione classica cocconatese.

schisciola

Quando visitare?

Il periodo migliore per visitare Cocconato? Non c'è.

Ma se volete riempirvi gli occhi di 50 sfumature di colori, il periodo migliore è la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Le colline si illuminano di rosso e giallo e quelli che sono già dei panorami mozzafiato, prendono quasi vita.

Tenete d'occhio poi il calendario delle manifestazioni a settembre, potreste assistere a Coccowine, un'importante rassegna vinicola o al famoso Palio degli Asini, una tradizione che si ripete da 50 anni: vi lascio scoprirne le origini.

 

Insomma... io vi aspetto.

 

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