USA: 28 giorni e una Grande Storia d'Amore

Nel 2012 ho trascorso 3 mesi per uno stage presso l'Ambasciata Italiana di Washington DC. Non appena finito sono partita per un tour di circa 30 giorni per visitare i luoghi che da sempre avevo desiderato vedere negli States.

Sono partita sola, in quanto il periodo e il costo economico non erano ideali per persone che conoscevo. Del resto il viaggio era un viaggio on the road, che poco si prestava a chi non era davvero motivato a visitare con entusiasmo e intrapredenza la visita di luoghi così diversi da loro.
Il 14 Aprile con un bagaglio a mano sono partita da Washington facendo scalo ad Atlanta per poi atterrare definitivamente a Las Vegas. In autobus mi sono diretta al mio ostello-motel dove ho trascorso la prima notte.
Il giorno dopo sempre in autobus sono ritornata in aeroporto dove ho ritirato la mia auto a noleggio. Mi sono diretta subito in un mega store per comprare tenda e provviste continuare il mio viaggio. Ho visitato la Hoover Dam, la diga più grande degli States, e poi ho proseguito verso l'Arizona, guidando sulla route 66 sino a Peach Springs. Ho mangiato in una tipica country steak house nel mezzo del nulla e ho proseguito per un pò sulla route 66 mentre era ormai notte. Ho incrociato ahime un enorme cervo alto circa 2 metri con corna ramificate enormi. Per quanto la visione fosse celestiale e allucinante (e preannunciata dalle persone in loco) considerata la pericolosità ho preferito fermarmi a borso strada e dormire in auto. La mattina alle 6 mi sono svegliata per fare colazione in un posto a qualche miglia da li, fare benzina e proseguire deviando di circa 60 miglia dalla route 66 per raggiungere l'Havasupai Indian Resrvation. Giunta al punto di arrivo delle auto (e della strada) ho lasciato tutto in auto portando con me solo tenda, provviste e uno zainetto di lycra con dentro quanti piu vestiti potessi considerato il gran freddo trovato sulla 66. Ho camminato per circa 20 miglia sotto un bel sole cocente, attraversando da dentro i Canyon e raggiungendo l'incontaminata oasi della Havasupai Indian Reservation con immense e potenti cascate. 
Ho trascorso li 2 notti, visitando altre cascate e addentrandomi fino al Colorado River.

2 giorni dopo sono risalita e ho proseguito per 5 ore di auto fino a Williams, la porta per il Grand Canyon, e ho preso camera in un motel per riposarmi (dato che ero letteralmente provata atleticamente) e visitare un luogo che, per quanto votato al turismo, resta ancora sospeso nel passato di luogo del Far West, per posizione, locali, strade, mood. Ho avuto l'occasione di conoscere persone del loco passando la serata nel posto meno turistico che ho trovato prendendo una birra, ascoltando musica country e confrontandomi con persone dalle storie così diverse dalle mie... per poi risposarmi finalmente e proseguire il giorno dopo alle 7 verso il Grand Canyon National Park South Rim. 
Ho percorso il Parco con il bus che portava ai vari Punti di Avvistamento e restando incantata ancora una volta dal silenzio irreale che si respira e dalle pericolosità di una natura così selvaggia e arida che sfidata con superficialità può uccidere per certo.
Alle ore 15 sono ripartita per giungere a Las Vegas alle ore 21.30, tornare nell'Ostello-Motel, sistemare il tutto per il giorno dopo e poi fare un lungo giro nella notte della Sin City, tra i suoi vizi, i suoi "abitanti" con i loro visi che parlavano di storie così diverse dalla mia, cenare con Americani in una strada parallela alla via dei Casino,  in un locale buio, con luci a led, con il suono delle slot machine di sottofondo, in un tavolo tondo davanti allo spazio per poggiare piatto e birra c'era la pulsantiera per continuare a giocare. Che dire, da FILM! Più realistico di così, non sapevo dove andare. E poi ovviamente una visita al Bellagio con lo spettacolo d'acqua, al Pyramid, al Venice.

Il giorno dopo sono andata in auto in aeroporto a restituire l'auto, sono tornata in bus in ostello per fare colazione e poi sn partita per Los Angeles con un bus di Linea.

Ho trascorso a Los Angeles 5 giorni incantevoli, con entusiasmanti conoscenze grazie al bellissimo Ostello di Santa Monica, a 1 passo dal Pier! Con le persone che ho conosciuto non solo ho vissuto quei giorni tra gite a Malibu e al Point Dume, cene e serate su Hollywood Blvd, ma sono anche rimasta in contatto sia quando sono stata in seguito a San Francisco (dove la ragazza coreana compagna di stanza mi ha fatto da guida per 1 giorno) sia quando sono tornata a LA per trascorrere altri 3 mesi e 2 dei ragazzi conosciuti in ostello mi sono stati amici regalandomi addirittura una bici.

Dopo LA in bus sono stata a San Francisco, in un'ostello basic ma che ogni sera organizzava un torneo di beer pong con birra gratis, pazzesco! San Francisco per me era la città di Berkeley, della mia tesi di laurea triennale, la città della lotta all'AIDS e ai pregiudizi contro i gay, la città dei poeti della beat generation che ho avuto il piacere di incontrare in una lettura di poesie a Salerno. Ed ho incominciato da lì, dalla Libreria City Lights Book di Lawrence Ferlinghetti, che pubblicò On the Road e Howl (finendo anche in prigione), proseguendo per il quartiere italiano, cinese, la Mission, i Docks con il mercato del pesce, la visita ad Alcatraz alle 8.30 del mattino con l'aria fredda e il ricordo di uno dei piu bei film di quando ero piccola a farmi compagnia, e poi ovviamente il Golden Gate e il suo splendido parco in una giornata di sole tra famiglie bambini giovani ragazzi barbecue e football. Mi sono recata anche a Barkeley dove ho assistito ad una lezione di Economica dello Sviluppo di uno dei piu eminenti professori in materia, Robert Reich, e ho potuto conoscere una delle partecipanti del Movimento Studentesco che da Berkeley, tra la colonna sonora di Joan Baez, Mario Savio e l'occupazione e l'arresto di migliaia di studenti, infiammò l'america con temi come la partecipazione politica, il diritto all'istruzione, il No alla guerra in Vietnam e al razzismo nel sud degli States e arrivò poi a contaminare l'europa nel 1968. 
Dopo San Francisco ho trascorso 3 giorni a Boston e poi sono volata su NY immergendomi tout court in una città piena di suoni frastuoni umanità caos creativo. 
E poi?
Poi avevo vinto una borsa di Studio e mi sono trasferita da lì a Los Angeles proseguendo la mia avventura statunitense per altri 3 mesi. Visitando lo Yosemite National Park in tenda, raggiungo con carpooling e passaggi, facendo trekking, amando e vivendo la Los Angeles chic come piena di natura, sport, sole, amore per la vita.

Gli Stati Uniti: per me LA MIA GRANDE STORIA D'AMORE! 

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