Un viaggio nel Mondo in moto



Questo racconto partecipa al concorso Storie Vagabonde!

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"L'Asia é come una donna dallo sguardo felino e le mani bellissime. Ti guarda maliziosa e si lascia osservare, mentre con dita affusolate e femminili ti richiama a sé. Il carnato della sua pelle é pallido come le nuvole nel deserto cinese e la sua voce ti intriga con parola incomprensibili da cui ti senti ammaliato.


Gli occhi di lei sono neri come le notti che vegliano sulle foreste indonesiane e le sue labbra invitanti, sono rosse come i sentieri polverosi che fanno della Cambogia uno dei paesi più selvaggi del mondo.


Fra le cose che lei mi ha insegnato, una sembra farsi ancora più chiara adesso che lo Shuttle Bus mi porta in centro città per 7 dollari: Sono una persona fortunata.

Io la miseria, la povertà e l'arretratezza che ho visto dietro la visiera del mio Agv Gp Pro, l'ho lasciata alle mie spalle quando ho lasciato l'Asia. Coloro che invece in quella terra remota e selvaggia ci sono nati, quella stessa povertà non potranno lasciarla mai. Perché privi di scelta."



Brisbane, Australia


Partenza per il 10 Settembre, proprio alla vigilia del mio 24simo compleanno. Sulla moto appare in grandi caratteri la scritta adesiva che ho realizzato: www.partireper.it ed anche "From Italy to Here".


Sono diretto a Cairns dove celebro la mia festicciola privata sulla spiaggia, scambiando due parole con una famiglia cinese che, venuta a sapere del felice evento, mi inviterà a cena con loro e mi omaggerà come tradizione vuole.


I chilometri precedono senza intoppi. L'unico problema sembra riguardare i consumi moto che, per un motivo ovviamente a me ignoto, sembrano essersi duplicati. Ricordavo infatti di riuscire a coprire esattamente 315 km con un pieno e adesso, con le stesse condizioni di guida, velocità e carico, la moto non copre oltre i 200.


A nord, oltre Laura, inizia il deserto che tutti temono e tutti sfidano, in sella a monocilindriche da cross leggere. Si chiama la Old Telegraph e collega Port Douglas con Cape York, ovvero quella vetta estrema dell'isola australiana che giaca poco sotto la Papua Nuova Guinea.


Con i miei consumi duplicati, i 400 kg di massa totale, la mia inesperienza su fuoristrada e le dune di sabbia, impiego 7 giorni per coprire 2000 km di sterrato estremo.

Ne andranno danneggiate molte parti della moto, le borse Givi, il mio tre piedi, la telecamera che porto con me e la mia gamba sinistra (quando colpisco accidentalmente un termitaio e lo sradico da terra con la tibia). Ma l'unica cosa che non si intacca é il mio entusiasmo e la sensazione di presenza che tutto quell' "infermo" mi dà.



Dingo che sbucano dalla vegetazione. Coccodrilli che nuotano dietro le mie spalle mentre mi lavo nei fiumi. Termitai alti più di 5 metri. Guadi in cui la moto sprofonda per poi uscire a singhiozzi e restare ferma per ore. Un incubo per cui attraverserei il mondo in moto, pur di potermici ritrovare. Ops!

Un incubo che ogni anno smuove decine di motociclisti preparati che vogliono perdersi in tutto quel mondo selvaggio ed ostile aiutati soltanto dalla propulsione rumorosa di una due ruote che sappia come si mangia la terra ed il fango.


Dopo 7 giorni ho proprio bisogno di ritornare sul cemento. Spingo la moto sulla Savannah Highway e mi accampo ogni notte in zone remote al punto da insegnarmi quello che tutti conoscono con il nome di silenzio. Serpenti al mattino fuggono nel sentirmi impacchettare la tenda.


Piccoli villaggi spuntano come miraggi fra centinaia di chilometri e offrono quel poco di civiltà che mi é necessario. Della benzina, una toilette in cui lavarsi i denti e delle provviste.

Cucino ogni notte con il fornellino a gas e bevo acqua di ruscelli presso i quali viene segnalata la presenza di alligatori. Quando arrivo alla famosa Ayers Rock di Uluru, ho un termostato rotto ed il problema ai consumi che non sembra migliorare. Per risolvere il problema al termostato mi servono 3 giorni, ma trovo buona compagnia in un hostello di città in cui vengo corteggiato da una viaggiatrice francese di 40 anni.


E se vi siete chiesti quale sia il paese più bello in cui viaggiare, sarete felici di sapere che quel posto lo visitate ogni qual volta mettere le mani sotto gli abiti di una donna.



Darwin, Lunedì 1 Ottobre 2007


I chilometri che mi riportano a Darwin sono questa volta 1700 km. Il giorno in cui ho guidato il caravan é passato da oltre 10 mesi ed é bello non poter ricordare che andamento abbiano queste strade che adesso percorro per la seconda volta. Giunto in Darwin per l'ennesima volta realizzo di essere a corto di fondi. La benzina, i già 12000 km ed il prezzo delle provviste nei villaggi molto lontani dai centri di distribuzione, mi hanno lasciato con gli ultimi 1000 dollari.


Decido di lavorare a Darwin come muratore per una 20ina di giorni e riparto diretto a Broome e Perth con oltre 3000 a fine Ottobre 2007.


Perth, Gioved' 1 Novembre 2007


Il deserto del Western Australia é qualcosa di incredibile. Ricco di vegetazione, ma arido più del deserto di Cape York. Passo più di una notte accampato in mezzo al deserto dove mi riscaldo e contemplo con falò che accendo con rami secchi trovati nei dintorni.

Il profumo di brace che arde, il calore della mia fronte che suda e la via lattea che taglia il cielo sotto al quale mangio le mie provviste, sono la sintesi non verbale con qui descrivere tutto quello che l'Australia ha da offrire a voi e la vostra moto.


La natura, quella non ti tradisce mai, se la sai rispettare.


Sono impegnato in questo Tour di Oceania da già due mesi e non mi rendo ancora conto che ho coperto già oltre ¾ di Australia. Per raggiungere Adelaide mi rifiuto di mettere la moto su un treno come fanno molti motociclisti e vado in cerca di balene nel Sud Ovest dell'isola australiana, nei pressi di Albany ed Esperance.



Da lì mi ricollego alla famigerata e temuta Eyre Highway (2000 km di puro niente) attraverso una maestosa pista bianca di sterrato dove famiglie di canguri e Sleepy Lizards rendono la mia traversata rischiosa e piena di imprevisti.


Lungo la Eyre Highway scopro un cartello che indica l'esistenza del tratto di strada dritta più lungo di tutta l'Australia: 144 km di bontà.


Sveglio sempre all'alba, prendo il tempo di impacchettare la mia tenda facendo qualche passeggiata nel Bush in cerca di canguri rossi da fotografare e filmare con i miei mediocri strumenti mediatici. Il cellulare che posseggo dal 2003 non riceve alcun segnale nelle zone in cui viaggio. Non lo faceva in Siberia nel 2005, non vedo perché dovrebbe fare diversamente nel deserto Australiano.


Si narra della leggenda di una bellissima donna nuda che negli anni 50 corresse nuda sulla stessa strada in cui sfreccio io adesso, coperta di una pelle di cammello o chissà cos'altro. Secondo i miei calcoli quella donna dovrebbe avere l'età di mia donna per cui, anziché scrutare famelico ai lati della strada dove la vegetazione nasconde l'imprevedibile, fisso le nuvole dense all'orizzonte davanti a me ed accelero.


Arrivo ad Adelaide il 7 Novembre 2007, ospitato da una ragazza tedesca che avevo frequestato a Brisbane. Nei giorni in cui sono fermo da lei avvio le procedure per il visto per la Nuova Zelanda e concretizzo l'incontro con i dirigenti di Honda Australia che mi invitano ad incontrarli nella sede Honda MPE situata in Melbourne.


Quando arrivo alla capitale europea dell'Australia, il mio pneumatico posteriore tocca il suo 20000 km. Al centro del battistrada appare in più punti la superficie metallica dell'anima che gli dà forma. I miei principi motociclistici mi dicono di continuare e così mi trovo in autostrada a spingere la moto con una ruota oramai mangiata dai chilometri.


Spingo la moto in cerca di aiuto e penso di non esser mai stato più felice in vita mia!



Il volo di sola andata per l'isola dei Maori mi lascia l'Australia alle spalle il 5 Dicembre e, dopo giorni di preparativi (Importazione moto, rilascio documenti, quarantene e spese di custodia in dogana), mi ritrovo ad Auckland, Nuova Zelanda pronto a partire per un nuovo viaggio avventura in sella alla mia moto.


Un abbraccio


Gionata Nencini
www.Partireper.it

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