Un anno senza orologio



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Ed eccomi là, su un volo di 24 ore per il grande continente rosso. Non so come mai la scelta sia ricaduta sull'Australia piuttosto che su altri posti, a me sicuramente più noti; alla fine però la scelta della lontana, grande e misteriosa terra dei canguri si è rivelata un'avventura indimenticabile.

Ancora non eravamo, io e la mia amica Sara, atterrate a Sydney, che lo spettacolo che potevamo vedere dal finestrino dell'aereo già mi aveva incantata. Un tramonto mai visto prima, rosso vivo come la terra su cui tramontava, un cerchio rosso che si immergeva nelle nuvole, che sembrava sussurrarci "Welcome to Australia".

Cominciamo dalla fine: a Sydney sono rimasta due mesi, due mesi per ambientarsi, conoscerla, amarla, odiarla, due mesi per capire che era arrivato il momento di lasciarla e cominciare il mio viaggio. Sydney è stata, per me, più un punto di partenza che una destinazione.

Da Sydney verso Mildura, alle porte dell'Outback,dove tra la raccolta dell'uva, che ci avrebbe dato una manciata di dollari per proseguire nel viaggio, e i pomeriggi passati nella roulotte in affitto, abbiamo fatto amicizia con dei ragazzi francesi, come noi anche loro lì all'avventura, nuovi amici che avrebbero dato poi una svolta al nostro viaggio. Infatti, finalmente finito il periodo di lavoro, abbiamo ripreso il treno, otto lunghe ore fino a Melbourne, dormito in aeroporto e preso un volo per Launceston, in Tasmania. Da qui via verso Devonport, per raggiungere i nostri amici, ora improvvisati meccanici dai preziosi consigli per comprare un van, un semplicissimo furgone bianco anni '80, la nostra casa viaggiante. Se prima ogni spostamento sembrava difficile, ora eravamo cariche di energie ed euforia, con tanta voglia di muoverci e scoprire tutti i segreti e le meraviglie del continente.

Subito un'altra sosta per racimolare un po' di denaro questa volta in una coltivazione di broccoli. Dormivamo nel van, in un prato vicino al campo fornito di un solo bagno per tutti i lavoratori, e una doccia con acqua calda solo per le prime cinque persone. Quest'esperienza è stata un po' dura: quando il sole sorgeva, già ci trovava con gli stivaloni immersi nel fango, le mani ghiacciate dalla rugiada mattutina improvvisando una conversazione con il vicino di turno. Finita l'estenuante raccolta di broccoli abbiamo passato i nostri primi veri giorni wild in Tasmania, dormendo nel furgone e campeggiando, scoprivamo quella bellissima terra, con montagne che sembrano incantate, come Cradle Mt., spiagge nascoste come Wineglass Bay e Rocky Cape, e una capitale che conserva il fascino e la timidezza di una cittadina, come Hobart. E poi animali, tantissimi animali. Ovunque andassimo trovavamo un animale diverso ad accoglierci; un opossum curioso, un wallaby affamato, i canguri nei prati e i koala tranquillamente adagiati sugli alberi.

Brusco e improvvisato risveglio dopo queste meraviglie, le 8 ore di traghetto per Melbourne..

Il fascino dell'Australia è che i viaggiatori giovani e i meno giovani, si incontrano nelle più impensabili situazioni, e lì decidono, senza conoscersi, dopo anche un solo giorno, di viaggiare insieme, vivere insieme o perché no, comprare insieme un mezzo per viaggiare. E ancora, se cerchi un passaggio, o un compagno per non fare una lunga tappa da solo, è sufficiente mettere un annuncio in un ostello per incontrare qualcuno che abbia la tua stessa voglia di andare avanti, proseguire.

Così abbiamo fatto e in un solo giorno abbiamo conosciuto tre ragazzi olandesi euforici all'idea di potersi unire a noi fino ad Adelaide, lungo la Great Ocean Road. Paesaggi incantati, lunghe strade semi deserte e incomprensibili follie della natura come i 12 Apostles.



A mo' dii carovana seguendo il van di due amici, ci siamo gettati nel Nullarbor Plain; un territorio il cui nome è emblematica evocazione della sua natura: migliaia di miglia riempite solo da un presentissimo nulla. Piccoli e bassi arbusti da una parte, scogliere a strapiombo sul mare dall'altra; è questa la strada che, infinita, ti catapulta nel selvaggio Western Australia. Tappa obbligatoria alle paradisiache spiagge di Esperance, con spaghettata sulla sabbia, per poi dirigersi, purtroppo, verso Fremantle; più di 1200 Km facendo sosta solo per il rifornimento, incrociando le dita per la sopravvivenza dei furgoni che con il caldo del deserto cominciavano a dare alcuni problemi, che ci avrebbero poi costretti a dire addio al mitico van, più un compagno che un mezzo di viaggio.


Così ora toccava a me chiedere un passaggio. Salutata Sara, la mia compagna di viaggio e gli amici, sono partita su una grossa jeep con Johannes un ragazzo tedesco dal cuore d'oro. Dopo qualche centinaio di chilometri abbiamo caricato altre due ragazze tedesche e una francese che ci hanno fatto compagnia, aiutandoci ovviamente con tutte le spese del viaggio fino a Broome. Due settimane in una jeep e 3500Km percorsi sotto il caldo sole del nord, fermandoci alla spiaggia di Monkey Mia, famosa per i suoi delfini che ogni giorno vengono a riva per nutrirsi, e poi ancora a Coral Bay ed Exmouth, abbracciate dalla loro bellissima barriera corallina dove ho nuotato libera con tartarughe, razze, mante e squali. Prossimo paradiso il Karijini National Park, credo il posto più bello che io abbia mai visitato. Un canyon nel quale era possibile scendere ad immergerti nelle fredde pozze d'acqua, circondato da pareti alte un centinaio di metri, rosse come il fuoco, con una vivissima vegetazione verde, e il cielo azzurrissimo; un giocoso contrasto di colori reso ancora più sorprendente da un sole sempre splendente. Un'oasi nel deserto.



Abbiamo volutamente schivato Wolf Creek, dopo le voci sentite in giro e il noto film horror, e siamo andati diretti al Purnululu Nt. Park con i suoi ammassi rocciosi simili a grandi panettoni. Dopo un sudato cambio di gomma a terra siamo ripartiti per arrivare nella piccola Darwin. Finalmente una bella doccia; questo piccolo piacere a volte mancava anche per un'intera settimana, rendendoci delle specie di mostri sporchi di acqua e sabbia marina, terra del deserto e sudore. La mattina seguente era il 7 maggio, il mio compleanno, e i compagni d'avventura mi han fatto trovare, una torta con candeline rosse, bianche e verdi, un omaggio all'italiana del gruppo. Ho festeggiato il compleanno in un modo diverso, davvero diverso, nel Kakadu Nt. Park, tra zanzare assassine, caldo soffocante, pericolo coccodrillo e..paesaggi mozzafiato.



Un altro arrivederci ai miei compagni d'avventura e con due ragazzi italiani conosciuti per caso un mese prima, son partita alla volta di Sydney. Lungo la strada non potevamo non fermarci in posti come Arlie Beach, punto di partenza per le Whitesunday Island, nella bianca spiaggia di Noosa Heads, con i delfini al largo, nella capitale Brisbane, a Surfer Paradise, con i suoi grattacieli sul mare con acqua cristallina, nel punto più ad est del continente nella caotica Baron Bay e naturalmente nella cittadina di Nimbin, conosciuta per il folclore del suo centro.

Dopo l'ultima notte in tenda, passata nella spiaggia di Forster, dove la sabbia è talmente sottile che fa uno strano rumore mentre cammini, eccomi di nuovo a Sydney, sette mesi dopo, con un clima decisamente più freddo. Ed ecco che mi innamoro nuovamente di Sydney, una Sydney autunnale, con il suo cielo limpido e l'arietta fredda, le strade tranquille non più invase dai giovani in vacanza, e gli amici salutati mesi prima.

Ho viaggiato con tutti i mezzi possibili, aerei, treni, bus, navi, macchine, jeep e furgoni; ho percorso più di 25000Km in auto, guidandone quasi la metà; sono passata dalle montagne verdi del New South Wales, ai monumenti naturali del Victoria; dal deserto e le strade infinitamente lunghe del South e Western Australia al clima arido e i coccodrilli del Northern Territory, per concludere con le spettacolari spiagge del Queensland.

Ho visto Koala che correvano (e non è uno scherzo!!), wallaby coccoloni con il dito in bocca, cavalli selvaggi, canguri giganti, opossum curiosi ed affamati, e ancora aquile, coccodrilli, squali, tartarughe delfini foche e pinguini.

Ho viaggiato, vissuto e lavorato con gente di tutte le nazionalità, uniti dalla voglia di viaggiare e dalla magnifica lingua inglese.

Insomma..AUSTRALIA..varia, immensa, nascosta, spettacolare....AUSTRALIA CHE INCANTA!

Questa è solo una traccia del mio viaggio, un breve e un po' disordinato racconto, che tralascia molto, particolari piccoli e grandi, dalla vita nel van alle emozioni che ogni volta mi hanno invaso. Insomma, mancano molti pezzi di questo mio puzzle, la cui figura però già si distingue; i pezzi che mancano può incastrarli chiunque decida di partire, e la figura che si sarà composta il giorno di un eventuale ritorno, sarà sicuramente diversa dalla mia e da ogni altra.
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Giada Marelli
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