SRI LANKA CON ZAINO E BIMBA IN SPALLA

Ho deciso di scrivere questo diario per incentivare altri genitori un po’ scoraggiati, a viaggiare con i propri figli in modo libero e senza schemi mentali. Non troverete descrizioni di luoghi di cui il web è colmo, ne di sensazioni ed emozioni, troppo personali perché possano interessare a chi non ci conosce, ma leggerete solo dettagli tecnici che spero possano essere utili per la pianificazione di un viaggio in Sri Lanka, isola ricca di sorprese! Il nostro segreto è stato quello di pianificare quasi tutto, contrariamente alle nostre abitudini.

Viaggiatori: Patrizia 36 anni, Walter 36 anni, Siria 3 anni 

Bagaglio: 2 zaini, uno zainetto. K-way e scialli, utili per coprire spalle e pantaloni corti.

Medicinali e precauzioni: Non sono richiesti vaccini particolari ma a Siria abbiamo fatto l’epatite A. Siamo andati ad un consulto al servizio di medicina del viaggiatore della ASL per controllare la situazione malaria e ci siamo registrati sul sito “Dove siamo nel mondo”. Siamo partiti con molti medicinali (poche dosi per ogni tipo), protezioni solari, autan (molto) e permetrina da dare sulle zanzariere dei letti.

Volo: selezionato dal motore di ricerca Sky Scanner. Euro 500,00 a testa (anche Siria) compreso il pagamento con carta di credito, compagnia Srilankan Airlines, volo diretto Roma-Colombo. Il viaggio Viareggio-Roma e ritorno lo abbiamo fatto in treno sfruttando alcune offerte di trenitalia. Anche se gli aerei non sono all’ultimo grido, CONSIGLIO la Srilankan a chi viaggia con i piccoli. Essendo voli utilizzati da singalesi, sono pieni di bambini e il personale di bordo è attentissimo a loro: servizio pasti in base alle singole esigenze, consegna di matite e libretti da colorare, biscottini e caramelle, ecc. ma soprattutto non vi sentirete in imbarazzo se vostro figlio farà della confusione perché il caos vi accompagnerà per tutto il viaggio. Abbiamo scelto di volare di notte per non dovere intrattenere Siria per 9 ore di giorno.

Itinerario:

09 novembre volo di partenza

10-11 Dambulla

12-13 Kandy

14 Wellawaya

15-16 Tissamaharama (yala park)

17-18-19 Mirissa

20-21 Bentota

22 novembre notte volo di ritorno

SEGNALO alcuni nostri errori: Peccato non essersi fermati di più a Dambulla, ci sono molte escursioni da fare. Da Kandy a Wellawaya non esiste strada diretta, sono circa 6 ore di viaggio, noi abbiamo optato per un’auto (viaggio 4 ore e 30) anche perché Siria il giorno prima aveva vomitato un paio di volte ed era un po’ sofferente. Yala park (quindi Tissa) può essere saltato benissimo … non è niente di che. Avendo il volo di ritorno all’una e mezza di sabato mattina, per il viaggio serale da Bentota all’aeroporto (3 ore circa) abbiamo usato un taxi dal prezzo molto competitivo, procurato dalla nostra guesthouse che ci ha anche permesso di usufruire della camera fino alle 19 ad un prezzo ridotto.

Trasporti: Siria non ama camminare, quindi abbiamo usato un’infinità di tuk tuk (tragitti cittadini 100 rupie). Per spostamenti più lunghi, autobus (tre ore un euro circa a testa). I bambini non pagano ma devono stare in braccio. Tutti si alzano di fronte ad un bambino, cedendo il posto a un genitore. I primi posti sono per i monaci… in genere si alzano i locali ma conviene non sedersi. Abbiamo sempre cercato di viaggiare con una scorta “alimentare” tipo biscotti, krackers, banane, acqua, e di “intrattenimento” matite colorate e quaderni, e di non fare viaggi più lunghi di tre ore. Sedetevi accanto ad altre famiglie, i bambini giocheranno insieme e il tempo passerà meglio.

Pasti: è possibile concordare sempre un menù non speziato e non piccante, Siria è andata avanti a banane, uova, riso pollo e noodles. In ogni cittadina si trovano i city food, supermercati ben forniti, consiglio lo yogurt alla vaniglia.

Pernottamento: solo guesthouse selezionate da tripadvisor e lonely planet. Abbiamo cercato le mail, chiesto prezzi e prenotato sistemazioni meno spartane del solito, spendendo circa 20 euro a camera per notte, colazione compresa. Le mie recensioni sono su tripadvisor.

DAMBULLA: Saman’s guesthouse, se è presente affidatevi totalmente a Roshan, il figlio del proprietario, laureato in archeologia a Firenze e collaboratore di tour operator italiani, è uno dei pochi che pensa che il turista vada accolto… non spennato! Sia qui che a Sigirya non mangiate niente in strada e nei siti… le scimmie attaccano! Abbiamo comprato una scheda per cellulare a due o tre euro circa. chiamare in Italia costa circa 14 centesimi di euro am minuto. Sigirya è molto cara, 25 euro a testa, ma ne vale la pena e con qualche trucco camuffato da gioco Siria ha salito 1000 scalini da sola.

KANDY: Blinkbonnie inn, fuori dal centro… un punto forza! La sera ci hanno proposto lo spettacolo di danza tradizionale a 500 rupie a testa (centro culturale d’arte, prezzo standard) ne vale la pena. Il biglietto per il tempio può essere utilizzato più volte in un giorno.

WELLAWAYA: Little Rose Inn, una volta ripresi dall’impatto iniziale dovuto al cantiere accanto alla casa, si rimane sorpresi dall’accoglienza delle camere. La famiglia ha due bimbi piccoli e vi farà sentire a casa! i Buddha di Bandarawela sono a soli 4 km, immersi nella vegetazione.

TISSA: River Face Inn. Dovete fermarvi alla fermata di Deberawewa, se telefonate vi verranno a prendere gratuitamente. I pasti sono un po’ più cari della media ma nei dintorni non troverete altro. Abbiamo prenotato con loro il safari ma come dicevo… non lo rifarei. Siamo andati anche a Kataragama che deve essere molto suggestiva nei giorni di Poya.

MIRISSA: Extremehost guesthouse, non è sulla spiaggia ma per il resto è quasi perfetta, intima e accogliente. Abbiamo cenato sempre in spiaggia. Durante il giorno non ci sono zone d’ombra ma dopo pranzo, nelle ore più calde, si può stare sotto l’ombrellone di qualche locale, sono gratuiti ma si aspettano, giustamente, una consumazione.

BENTOTA: Mihin Villa, un’oasi fra i resort! La spiaggia è bellissima e deserta! Piena di zone d’ombra tra le mangrovie. Dovrete cenare alla guesthouse, non c’è paese né locali nei dintorni. Gli acquisti non devono essere fatti qui… commercio e turismo sono stati rovinati dai russi!

In conclusione… Siria ha praticamente camminato scalza per due settimane, senza costrizioni né vincoli, ha conosciuto tante persone ed ha assaporato la libertà. Certo le bizze non sono mancate ma a casa ne fa di più! Ed è stata un’occasione per conoscere ancora più a fondo nostra figlia. Per noi è stata una prova e continueremo su questa strada, non rinunciando alla nostra passione per i viaggi zaino in spalla.

Patrizia, Walter e Siria

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