Sarajevo e Mostar, ultime tappe di un lungo interrail

Questo racconto partecipa al concorso Storie Vagabonde!
Ci sono 1000 euro in palio! Partecipa anche tu inviando i tuoi racconti entro il 25 aprile 2009. Dal 1 al 30 giugno 2009 potrai votare il vincitore ed assegnare il premio: se questo racconto ti è piaciuto, ricordatene!




15 Agosto
Sarajevo...e la pioggia continua!

h 8:30: Casa/ostello a Sarajevo
Partire di notte da sola per Sarajevo: è la prima volta che ho la sensazione di fare qualcosa di rischioso!
Durante la notte si batte il record delle irruzioni dei controllori e della polizia!
Il paesaggio dal finestrino è tutta campagna, sto entrando in un paese devastato. Sono circa le 6 del mattino. L'atmosfera è desolante, solo tanti palazzi e poche luci.
Appena scendo dal treno mi avvicino a dei ragazzi, sono in cinque di Torino, due baresi e un napoletano. Il gruppo mi sembra OK. In stazione una signora ci propone un ostello..ci accompagnano in taxi gratuito..ma l'ostello per loro è una casa con due stanze e un bagno ... PIOVE PIOVE PIOVE ...

16 Agosto
Ferragosto a Sarajevo

h 8:41 dal treno per Mostar
Ferragosto a Sarajevo si rivela una gran figata! Ormai il gruppo è compatto e sembriamo perfetti amici in vacanza in una casetta affittata, tra le strade di Sarajevo. Ci siamo già sistemati ma sono appena le 8 e con calma ci prepariamo per uscire. Cerco di memorizzare i nomi di tutti: 2 Marco,Alessio, Federico ed Enrico; il napoletano solitario Arwen e i due baresi Francesco e Jasminka, di mamma serba, lei sarà la nostra "cicerona" visto che parla la lingua locale!
Il giro per Sarajevo inizia dal quartiere turco, ci accorgiamo subito di non passare inosservati..9 di noi, italiani chiassoni a girare per la città, peggio di una gita scolastica!!! Cambiamo i soldi in valuta locale, solo dopo molte ore capiremo che si chiamano "marchi", noi intanto li chiamiamo "Kilometri"..perchè la sigla è Km..e con pochi Kilometri puoi veramente comprare un sacco di cose!!
Per la città ci sono tante moschee, e c'è il fiume attraversato da ponti di cui uno in particolare è un ponte vecchio che spunta sulla strada dove è iniziata la prima guerra mondiale con l'assassinio dell'erede al trono austroungarico per opera di un giovane nazionalista serbo.
Arwen ha una guida che parla di una sorgente del fiume, allora ci convinciamo tutti di andare alla scoperta di questo posto, a 25 minuti di tram dal centro città.
Arriviamo esausti al capolinea, abbiamo alle spalle un viaggio pressochè insonne e tanta fame! Con Jasminka e Marco mangio il primo piatto tipico del posto per 2 Km (circa 1 euro!): si chiama Burek, è una pasta sfoglia soffiata con dentro la carne, il formaggio o le patate!
Ci incamminiamo per la sorgente, il tempo che finora era stato clemente (addirittura sole!) inizia a mettersi sul grigio..noi imbocchiamo un lungo viale alberato che porta verso la montagna. Circa tre quarti d'ora di cammino e un diluvio nel bel mezzo del vialone...senza riparo, e senza arrenderci andiamo avanti...ad un certo punto un grosso cartello che dice: ATTENZIONE PERICOLO DI MINE! Beh bravi...ma dove stiamo andando???
Che importa...la compagnia è piacevole, perciò anche la passeggiata, nonostante gli inconvenienti, è stata un'ottima idea! Finalmente eccoci all'ingresso di un grande parco dove scorrono tanti ruscelli direttamente dalla sorgente del fiume. Il posto è rilassante, ci sta bene una PIVO=BIRRA, e facciamo quasi chiudere un chioschetto comprando 9 birre: la signora che ce le vende è tutta simpatica e contenta (ovviamente!)

Giriamo un po' intorno alle piccole sorgenti, ci fermiamo vicino a un vecchio casolare.
Ripassiamo accanto alla signora che, oltre a nuove birre, prova a spillarci qualche km in più: ci organizza con sedie e tavolini e comincia a farci preparare dalla BABA=NONNA un "cevapcici" (sicuro non si scrive cosi!), piccole salsicce alla brace in un pane/focaccia caldo!!!
Riusciamo ad entrare in una moschea Per me è la prima volta. Scena bellissima: due bambine che stanno facendo "catechismo": il capo della moschea le chiama in disparte in un angolo e spiega loro le preghiere da recitare.
Sarajevo l'ho sempre sentita nominare durante i telegiornali, l'ho vista nelle immagini tristi e l'ho sempre pensata come una città devastata e nient'altro!
Invece Sarajevo si è mostrata subito come un cavaliere ferito ma con la sua indistruttibile e forte corazza...la gente ha negli occhi tutta la tristezza e il terrore della guerra, ma ti guarda profondamente con occhi dolci animati di speranza nel futuro, gli occhi di chi vuol solo dimenticare e costruire di nuovo! I giovani in particolare hanno stravolto completamente la mia idea di questa città e dei suoi abitanti! Dopo una mega abbuffata di chevapcici e pivo a volontà abbiamo incontrato Irene, un'interrailer solitaria di Pescara, ci porta in un localino a bere qualcosa, con giovani del posto che affollavano e coloravano il locale di buona musica e tanta allegria!
Incantevole la notte con le moschee illuminate, ancora più affascinante con le prime luci del mattino quando partiamo!

Mostar, la piccola "Capri" turca!
h 20:04 binario 6, stazione di Mestre
Mostar: La prima impressione è abbastanza negativa, siamo però lontani dal centro, in particolare dal ponte distrutto durante la guerra e recentemente ricostruito.
Finchè non ci addentriamo verso il centro la città è tranquillissima, con la gente locale che è dedita alle cose quotidiane. Improvvisamente dalla sobrietà dei vicoli con i genuini forni e il buon odore del pane e delle brioches appena sfornate si iniziano ad intravedere una serie di bancarelle e baretti in una viuzza affollatissima di turisti, come a Capri. L'atmosfera ha molto di Oriente, Turchia, dalla merce venduta nei negozietti ai cibi serviti nei bar/ristoranti, tutti attrezzatissimi con terrazze curate nei minimi dettagli..insomma una cittadina che si è data tutta al turismo, al punto di offrire ai sui visitatori delle curiose esibizioni: due ragazzi in costume si apprestano a tuffarsi di sotto, nel fiume!
Nonostante l'acqua sia gelida ci piazziamo tutti a bordo del fiume con i piedi in ammollo. 
La vista del ponte è emozionante. Ho subito pensato a come l'uomo, se si impegna, può ricominciare, ricostruire...e se dal volto non si cancellano i segni del dolore è pur vero che l'espressione cambia e ti migliora! Vicino al ponte c'è una pietra con la scritta "per non dimenticare" e la data della distruzione..e ancora attorno al fiume i massi di pietra di case abbattute! È tutto un mescolarsi di sensazioni ed emozioni, ancora più forti quando dall'autobus per Split attraversiamo un altro lato della città, con i palazzi distrutti e forati dai bombardamenti..che se chiudevo gli occhi era facile immaginare la guerra, quelle scene di terrore agghiaccianti che viste in Tv ti sembrano irreali, come un film di fantascienza..e invece anche a distanza di tempo la vivi in quell'attimo presente, sotto i bulka delle donne, dentro quei buchi degli edifici, nella faticosa camminata di chi è stato colpito e ferito, nelle mani tese di chi non ha ancora trovato la forza o il modo di ricominciare...
A questa malinconia si accosta timidamente la contemplazione e lo stupore per la bellezza di un paese che non ha nulla da invidiare agli altri, forse solo il progresso tecnologico, quello che però se da un lato fa crescere economicamente un paese dall'altro "storpia" le città modellandole secondo standards usuali e affondandone quelle peculiarità che invece la Bosnia ancora conserva intatte!!

L'album dei ricordi
Viaggiare ti apre tanti orizzonti, ma viaggiare da soli significa attraversare quegli orizzonti gettandosi senza rotta alla scoperta di ciò che la vita è pronta ad offrirti.
Le sorprese sono tante e ti fanno assaporare la dolcezza e l'amarezza del mondo che abiti e che ti rendi conto di conoscere così poco.. E allora cresce ancor di più la voglia di girare l'angolo, di salire più su, dove altri hanno paura di affacciarsi.., per vedere, ammirare, contemplare, inebriarsi di voci, profumi, visioni che neanche i sogni ti concedono e che invece la realtà ti regala, quasi un premio per la tenacia e la forza, la volontà di oltrepassare e oltrepassarsi...
Ed ecco che scopri le città, abitate nei modi più diversi, vissute, abbandonate, maltrattate ed amate, ignorate e contemplate! Ciascuna mi ha lasciato nel cuore e nella mente un pezzetto di sé, una immagine particolare che riempie l'album dei miei viaggi!
La sensazione più bella del viaggiare è stato questo camminare facendosi portare dalla strada ..quest'asfalto che ti guida per luoghi sconosciuti..ti ferisce e ti sostiene...
E poi la gente; quella del posto che ti accoglie e quella come te, che viaggi senza sosta con la fame di vivere attimo per attimo, senza perderti nulla di ciò che ti viene regalato!
E dietro i volti le storie di tutti, talvolta così diverse dalla tua, talvolta così simili..vite che magicamente si intrecciano sugli stessi percorsi!
Ed io che raccolgo tutte queste emozioni, e provo a scriverle qui tra queste pagine come a conservare gelosamente e attentamente  un prezioso gioiello in uno scrigno con la paura che possa andare perduto..
Ma forse questo timore non ha senso di essere perché se è vero che il tempo rovina le pagine di un album e sbiadisce i colori delle foto, quelle immagini tuttavia restano immutate e intoccabili in te.  E ricercare e sfogliare nella propria mente quelle stesse immagini fa scoccare l'incantesimo più bello: come per magia eccoti.. a viaggiare ancora, stavolta col pensiero.., in quei posti indimenticabili...

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Rosa Garofalo
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