Natale e capodanno in Yemen tra Socotra e San'a

foto di viaggio Socotra Yemen 2011
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Quando dissi ai miei genitori, amici e parenti che sarei partito per un viaggio nello Yemen...mi dissero tutti la stessa cosa..:"Ma non è pericoloso?" "Mi raccomando, stai attento"...è il pensiero che coglie un po' tutti quelli occidentali che spesso,si lasciano manipolare dal sistema mediatico italiano, che lo descrive come un paese pericolosissimo ...Ovviamente questi grandi giornalisti di oggi scrivono i loro articoli non avendo mai visitato in prima persona il luogo preso in esame e cosi riescono ad abbindolare un paese intero con le loro false dichiarazioni. Questo è ciò che titola un articolo apparso su uno dei nostri giornali nazionali il 10 dic 2010:" Yemen: l'ultima frontiera del terrore", e credetemi che per uno che non ha mai avuto la fortuna di visitare questo paese, è probabile che parta con molti pregiudizi e un po di timore. Per fortuna, non è il mio caso. Vi riporto il mio taccuino di viaggio in uno dei paesi piu affascinanti e cordiali al mondo, dove conoscere il suo popolo, che Maometto descrisse come "gli uomini dal cuore più gentile" è un privilegio che non dimenticherete tanto facilmente.

Mar 21 dic. Italia-San'a
Partiamo con 3 ore di ritardo, dopo un ottimo volo Yemenia, arriviamo a San'a alle 23.50, disbrigo visti, controllo passaporti ed eccoci fuori dall'aeroporto. Ci attende la nostra guida Kalhed che in perfetto italiano ci rassicura subito della situazione interna del paese Saliamo sul pulmino per dirigerci in albergo. Durante il tragitto iniziamo a scorgere la bellissima architettura di San'a, con le sue luci e la sua atmosfera che la rendono cosi magica. Dopo 20 minuti arriviamo all'Arabia Felix, un carinissimo hotel nel cuore della città vecchia.
Check in, Kahled ci informa a che in 20 minuti ci avrebbero servito la cena., il ragazzo della reception sorride e ci consegna le chiavi 301-302-305-307... benissimo...3 piano...
Abbiamo intuito subito il sorriso del ragazzo, a cosa si riferisse, iniziamo la scalata nelle nostre camere... arriviamo stremati alle nostre camere dopo 30 scalini alti circa mezzo metro, buttiamo via gli zaini, e scendiamo giù nel giardino per la cena. Apprezziamo subito la cucina yemenita, Hummus bianco, rosso e verdone, spezzatino di pollo, capra e pesce accompagnati da verdure grigliate.
Beviamo un te, sono le 2.35 e decidiamo di andare a dormire....Rientro in camera, sistemo la roba e mi sdraio nel letto.... Nel momento che stavo per addormentarmi, il Muezzin inizia la sua salmodia....sembrava di averlo in camera, tant'è che mi sono alzato di colpo per controllare se ci fossero delle casse audio all'interno della mia stanza, controllo sotto il letto, ma niente da fare...mi avvicino alla finestra x controllare che tutte fossero realmente chiuse e cosi fu, sorrisi per il mio gesto e mi ributtai nel letto....iniziamo bene :-).

Mer 22 dic. San'a- Hadibo (Socotra)
Mi sveglio di buon ora, sono le 7 e abbiamo colazione con tutti gli altri alle 9. Scendo giu prendo un panino caldissimo e buonissimo, spalmo il mitico formaggino di importazione cinese, una tazza di te...ed esco a fare due passi.
Alle 9 ci ritroviamo tutti in giardino,colazione e andiamo in aeroporto per il volo previsto per le 13. Partiamo con un ora di ritardo, scalo a Mukhalla e arriviamo a Socotra alle 16.30.
Conosciamo Gabriella e Moh, i nostri corrispondenti a Socotra, aspettiamo i bagagli...mancano il mio e quello di Enrico....gli ultimi 2 sono i nostri.... Prendiamo gli zaini e ci dirigiamo con le jeep verso il funduk di Hadibo, capitale dell'isola. Conosciamo Ahmed, archeologo, signore sulla mezza età, che ha vissuto 6 mesi a Napoli e 6 mesi a Perugia per studiare l'Italiano, sarà la nostra guida per tutta la durata del viaggio. Facciamo un giro per il villaggio e mentre Ahmed inizia a darci le prime informazioni sull' isola, ci dirigiamo al ristorante x la cena. Mangiamo riso, zuppa di verdure (da questo momento in poi verrà chiamata "sbobba" per tutto il viaggio), pesce spada (forse) patate fritte e beviamo una birra...analcolica. Finiamo di cenare e Moh e Gabriella ci invitano in caso loro, stappiamo le prime due bottiglie di vino portate con tanto affetto dall'Italia. Dopo un ora di un interessante conversazione sull'isola e lo Yemen, torniamo in albergo....e capisco di essere nel famoso "Lazzaretto" nominato da Sarita... Renza è nella sua singola al primo piano, insieme al Turco e al Ragio, io e il Fagiano, Eli e Romano siamo al 3. Non siamo gli unici italiani nel funduk, c'è un altro gruppo di 6, di un'altra agenzia, li sentiamo parlare...e capiamo subito la loro provenienza. Il capo si rivolge al gruppo "stasera carne o pesce?" E in perfetto gergo berlusconiano continua dicendogli "Questa è l'unica decisione che prenderete voi, per tutto il resto decido SOLO io, farete esattamente quello dico io"...Chapeaux, guardo il mio gruppo e li minaccio di comportarmi cosi anche loro...mmm...non sono credibile....mi mandano a quel paese...e andiamo a dormire....
Passo tutta la notte a litigare con le zanzare, cercando di non svegliare il fagiano, che è riuscito a prendere sonno nel giro di 10 minuti...partita persa, hanno vinto loro, sono le 5.45 e sono ancora sveglio, non mi lasciano in pace e attendo con impazienza che la luce del giorno faccia ingresso nella mia stanza...per poter finalmente abbandonare il "Lazzaretto".

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Gio 23 dic. Qalansya Laguna Ditwah
Sveglia alle 7, fuggo da quella stanza, e andiamo a fare colazione al ristorantino della sera prima. Carichiamo le jeep e partiamo in direzione Qalansya.
Lungo il percorso ci fermiamo a vedere un'insenatura di acqua salata naturale nel centro di un villaggio.
Iniziamo a fare conoscenza con i bambini del posto, sempre pronti a regalarci un sorriso, vogliono farsi fotografare e accompagnarci nel giro all' interno del villaggio. Non chiedono soldi, come capita spesso in altri paesi, e noi rimaniamo subito ammaliati da questo loro atteggiamento. Non vogliamo andare via, ma dobbiamo arrivare al campeggio per ora di pranzo per accaparrarci i posti migliori dove posizionare le tende.
Riprendiamo il percorso e alle 11 arriviamo a Qalansya.
Scendiamo dalle jeep e per alcuni minuti nessuno si pronuncia. Lo spettacolo che abbiamo di fronte è di una bellezza disarmante.
Buttiamo via gli zaini, via i vestiti e facciamo il nostro primo bagno nel Mar Arabico. L'acqua è fredda, il "fagiano" carica la sua maschera, pinne e boccaglio e parte in spedizione, Eli e Romano passeggiano in spiaggia, il "Turco" rinuncia al bagno a causa di una nottata un po turbolenta, io e il "Ragio" ci buttiamo in mare, mentre la nostra carissima Renza, ha deciso di battere tutti i record con la sua super fotocamera digitale, vuole arrivare a 100000 di foto in una sola settimana.
Dopo un bellissimo bagno e un paio d'ore sotto un sole splendido ci dirigiamo al campeggio per il pranzo. Conosciamo il nostro cuoco Fadel, Sadik ed Enoir. Pranziamo divinamente sotto un albero, riso, sbobba e carne, macedonia di frutta, e un te "chiodatissimo" (termine coniato per sottolineare l'abbondanza di fiori di garofano nel tè) per chiudere il pranzo. Torniamo in spiaggia x goderci ancora un po' di sole.
Restiamo fino all'imbrunire per osservare il tramonto. Torniamo al campeggio, ma durante il tragitto la guida Ahmed fa fermare le jeep e vuole farci fare un giro all'interno del villaggio di Qalansya.
Ci immettiamo all'interno dei vicoletti del villaggio e veniamo presi all'assalto da un gruppo di bambini che vogliono farsi fotografare, sono 20, forse 30...siamo circondati... non possiamo sfuggire... ridono, ci prendono per mano, saltano, urlano, è un momento di gioia anche per noi.
Entriamo in un negozietto suggerito da Ahmed perché io e il Turco vogliamo acquistare una futa locale, contrattiamo, non abbiamo soldi a sufficienza, e quindi rimandiamo l acquisto...
"Vabbè li prenderemo da un'altra parte", non sarà così. Un consiglio: per fare quei pochissimi acquisti disponibili sull'Isola, comprate subito ciò che vi piace, perché difficilmente troverete gli stessi oggetti altrove. Alla fine io e il Turco siamo tornati a casa senza Futa L
Torniamo al campeggio, cena, vino, questa sera ne apriamo 3, la serata è stupenda, calda, senza vento e sotto una bellissima luna. Siamo gli unici al campeggio...non ci sono altre persone. Alle 9.30 tutti in tenda, io non ho sonno, resto sveglio ancora un po', guardo il cielo, faccio due passi...bevo un te, fumo una sigaretta, e decido di rintanare in tenda, forse riuscirò ad addormentarmi.

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24 dic. Shoab Beach (gita in barca)-Dikssam Plateau-Wadi Dihror
Mi sveglio alle 6, finalmente sono riuscito a dormire, colazione in spiaggia, te, caffe, uova strapazzate, miele cinese, nutella, datteri, "cinesi" (formaggini), e "sciambrana" (termine coniato dai toscani che sta ad indicare il pane tipico socotrino, assomiglia molto alla nostra piadina romagnola).
Dopo una ricca colazione, partiamo per il porticciolo di Qalansya dove ci attendono due pescatori con le loro barche per accompagnarci alla splendida spiaggia di Shoab. Ci sono due barche per il nostro gruppo, io il Ragio, il turco e il fagiano saliamo su quella piu piccola, scelta che si rivelerà non troppo azzeccata e Renza, Eli, Romano, Gabriella e Ahmed salgono sulla barca piu grande.
Partiamo e capiamo subito che non sarà una tranquilla gita in barca...le onde ci sbattono da una parte all'altra, usiamo un ombrellone per cercare invano di ripararci dall'acqua.
Dopo circa un ora arriviamo finalmente alla spiaggia di Shoab, bellissima, stupenda, e pulitissima, ci sono molti pesci e possiamo fare snorkeling. Il Fagiano si butta prima di arrivare a riva, io il Turco e il Ragio lasciamo gli zaini in spiaggia, e ci buttiamo in acqua. Dopo circa due ore, io mi ero addormentato sotto il sole, Ahmed, la guida molto delicatamente viene a svegliarmi e mi dice che dobbiamo affrettarci a rientrare perché stava arrivando l'alta marea. Ci prepariamo e saliamo subito in barca...vediamo la barca di Gabri e company...che si sistemano tutti vicini, noi invece stessa posizione di partenza...due avanti e due dietro.
L'alta marea era arrivata già da un pezzo, e il nostro viaggio di ritorno è stato molto ma molto movimentato.
Arriviamo in spiaggia, sani e salvi :-), e notiamo che mancava uno dei nostri autisti, era nella moschea per la preghiera. Decidiamo di salire tutti su una jeep, ma siamo troppi. Che si fa? io Ahmed, il fagiano e il Turco saliamo sul portapacchi per lasciare i posti comodi alle donne.
20 minuti di strada sterrata cercando di evitare di prendere sberle dai rami degli alberi, e arriviamo al campeggio per il pranzo. Solita sbobba, riso, e macedonia di frutta e via si parte, dobbiamo accelerare i tempi perché dobbiamo fare molto strada per arrivare in montagna.
Arriviamo al Dikssam Plateau, una lunga distesa di Alberi del Sangue di Drago, Ahmed sostiene che in questo monte ci sono circa 2.000.000 di alberi di sangue di drago.
Una leggenda dell'isola racconta che nell'antichità Socotra era abitata da moltissimi draghi e cosi i maghi provenienti da tutto il mondo si recavano nell'isola alla ricerca di questi draghi perché sostenevano che il loro sangue donasse la vita eterna...e oggi questi alberi si trovano esattamente nel punto in cui i draghi furono uccisi.
Ripartiamo e iniziamo la discesa-salita nel Wadi Dihror, un percorso di circa 45 minuti di "strada" (è un parolone) sterrata arriviamo a destinazione montiamo le tende, ceniamo e questa sera siamo tutti un po' più felici perché è la vigilia di Natale, una buona scusa per aprire una bottiglia di vino in più, l'aria è fresca e io non penso di avere bisogno della coperta, la lascio nella jeep....inconsapevole che avrei passato tutta la notte cercando di buttarmi addosso zaini, maglie, sassi, qualunque cosa potesse darmi un po' di calore.

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Sab 25 dic. Wadi Dihror – Omag Beach
foto di viaggio Socotra Yemen 2011Esco dalla tenda alle 5.45, tutto bagnato, forse ha piovuto, non capisco, sono congelato, ho un freddo incredibile, per fortuna Ahmed l'autista è sveglio quindi posso aprire la jeep e posso prendere maglie e giubbino dallo zaino.... Resto per circa 20 minuti dentro la jeep, immobile per scaldarmi un po'. Esce anche Moh dalla tenda e indossa un cappellino rosso di Babbo Natale, ci da il buon Natale a Tutti. Facciamo colazione e ci dirigiamo a piedi in uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi dell'isola, una piscina naturale a valle di due montagne. Il posto giusto per darci una bella lavata e allora tiriamo fuori saponi di Marsiglia, shampoo biologico....non ci sembra vero, tutti belli, lavati e profumati. Restiamo qui tutta la mattinata.
Dopo pranzo ci dirigiamo nella bellissima spiaggia di Aomak beach a sud dell'isola. Una spiaggia lunghissima, deserta circondata da dune di sabbia. Campeggeremo qui. C'è chi fa il bagno, chi passeggia, io prendo appunti e bevo un te con Sadik ed Enoir.
Alle 18.30 tutti a tavola per la cena di Natale, la nostra guida vuole farci assaggiare la sua specialità appresa in Italia. Spaghetti, aglio, olio e peperoncino , piatto che verrà promosso a pieni voti da tutto il gruppo. Finita la cena, come ogni sera la nostra guida ci racconta una storia, Renza pare non fidarsi molto dei racconti della nostra guida, appena inizia a raccontarci la storia, va a dormire...e noi tutti in coro la invitiamo a non abbandonarci...e con uno sforzo immenso accetta di restare con noi..forse perché è Natale:-). Oggi siamo tutti un po' stanchi e alle 22 andiamo a dormire.

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Dom 26 dic. Digab Cave - Desert – Matiaf
foto di viaggio Socotra Yemen 2011Io e il Fagiano ci svegliamo alle 6, andiamo a correre in spiaggia, 40 minuti di corsa, bagno e colazione con il gruppo. Restiamo ancora un po in spiaggia, fino alle 10...e poi ci dirigiamo a visitare Digab Cave, un grotta ai piedi di un monte, un tempo luogo di rifugio degli abitanti del luogo. Passeggiata sulle splendide dune bianche di Hayf, foto di gruppo e proseguiamo per Matiaf, piccolo villaggio a sud dell'isola.
Pranziamo in un bel wadi e nel pomeriggio ci rechiamo al villaggio di Matiaf, dove incontriamo un gruppo di bambini che si offre di gentilmente di mostrarci la strada per arrivare in spiaggia.
Passiamo il pomeriggio in spiaggia, c'è vento e decidiamo di non fare il bagno.Restiamo fino al tramonto, e poi decidiamo di rientrare al campo, siamo un po' lontani, e non abbiamo voglia di camminare. Fortunatamente incontriamo l'autista di due turiste inglesi, conosciute il giorno prima, che si offre gentilmente di accompagnarci al campo. Ceniamo, partita a briscola...e andiamo a dormire.

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Lun 27 dic. Homil – Rush
Ci svegliamo verso le 6, colazione, Ragio e il Turco si fanno la barba in una piccola pozza naturale, ci laviamo e partiamo per Homil.
Dopo 3 ore di viaggio arriviamo nell'aerea protetta di Homil, dove attraversiamo una piccola foresta di alberi di incenso, alberi bottiglia e dopo un breve trekking in discesa fra una vegetazione unica al mondo arriviamo nella splendida piscina naturale che si affaccia sulla costa sottostante.
C'è troppo vento e non possiamo fare il bagno, siamo troppo tentati, ma non vogliamo rischiare di prendere la febbre, l'aria è troppo fredda.

A malincuore, rinunciamo al bagno e continuiamo la discesa. Dopo un trekking di circa 1h 30 arriviamo al mare, dove il nostro cuoco,ci ha preparato un ottimo pranzo all'interno di un abitazione locale.... Ci prendiamo 20 minuti in più, sentiamo la stanchezza della discesa, siamo cotti.... Cambio programma, non vogliamo tornare ad Homil per il pernottamento, troppo freddo, decidiamo di fermarci a Rush, perché il gruppo voleva rilassarsi in spiaggia e fare snorkeling. Ci fermiamo in un campeggio super attrezzato, con servizi ottimi e addirittura la corrente elettrica... e allora via tutti a caricare le fotocamere...qualcuno si addormenta, qualcun altro gira per il campeggio. E' già ora di cena, quindi ci attrezziamo come sempre per la notte, torce e lampade a gas...e invece...bum...c'è la luce....incredibile...questa sera esageriamo, stiamo svegli fino alle 23.30, io resto fino alle 01.00, per discutere con Moh il cambiamento apportato al programma.

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Mar 28 dic. Hog Cave – Dihamri
Ci svegliamo molto presto e dopo la solita abbondante colazione, ci dirigiamo in un piccolo villaggio che sarà il nostro punto di partenza per un trekking che ci porterà a far visita ad Hog Cave. Dopo una bella passeggiata in salita di circa un ora, arriviamo finalmente alla grotta. Cambio t-shirt, e iniziamo la visita all' interno della grotta. Stalattiti e stalagmiti ne fanno da padroni, accendiamo le torce perché man mano che entriamo dentro è sempre più buio. Le nostre piccole torce Quechua, hanno una luce troppo bassa, peccato non poter vedere bene queste enormi formazioni naturali. Impieghiamo circa 15 minuti per arrivare alla fine della parte visitabile e torniamo indietro quasi di corsa, volevamo vedere la luce del sole, umidità 100%....finalmente siamo fuori.
Adesso ci aspetta la discesa per tornare al campo e goderci il pranzo. Romano dice di restare li, non vuole scendere. Cerchiamo di convincerlo, ma lui vuole riposarsi ancora un po'. Lo aspettiamo e dopo circa un quarto d'ora iniziamo a scendere... io e il turco guidiamo il gruppo, il Fagiano e il Ragio, ci stanno dietro, poi Eli, Romano e Ahmed chiude la fila.
Dopo una bella passeggiata di un ora e un quarto, arriviamo giù. Ci sono già gli autisti e Gabri ad aspettarci per andare a pranzo vicino la lunghissima spiaggia delle tartarughe dove vengono a depositare le loro uova durante l'estate. Dopo il pranzo ci muoviamo verso Nord, nell'aerea protetta di Dihamri. Arriviamo nel pomeriggio, il posto è davvero molto suggestivo, e Gabri ci riferisce che questo è il miglior posto per potere ammirare i fondali di Socotra. L' aria è fredda e il mare è abbastanza mosso ma il Fagiano non vuole rinunciare, e si butta subito in acqua. Il resto del gruppo si ferma sotto il gazebo, c'è chi legge e chi si riposa, Ahmed si sistema il bel materassino, apre la sua bustina rossa e si mette li a masticare il qat. Io nel frattempo organizzo la disposizione delle tende, ma visto che c'è un grosso tendone, tipo militare, chiedo al gruppo se vogliamo dormire li. Accettano tutti, tranne una, ma ormai ci siamo abituati e cosi gli montiamo la sua tenda igloo accanto a noi. Romano e Ahmed mi invitano a sedermi con loro, quest'ultimo ci offre un po' del suo qat, e noi accettiamo volentieri. Ci spiega che nel paese nonostante il 45 % della popolazione viva al di sotto della soglia di povertà che equivale a 2usd al giorno, gli yemeniti non rinunciano a questo rito. Il prezzo del qat va dai 5 ai 10 USD. Non siamo ancora riusciti a spiegarci come facciano a vivere. Restiamo li per un ora circa, io e Romano ci guardiamo in faccia, tutti e due vorremmo sputare questa poltiglia che ci siamo messi in bocca ma non vogliamo offendere Ahmed. Io riesco ad alzarmi con una scusa, esco e sputo via tutto. (La nostra guida Ahmed, "Qat Time")
Romano resta li, non riesce a liberarsi. :-) Poco dopo ci servono la cena, facciamo ancora due chiacchiere e poi andiamo a dormire.

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Mer 29 dic Dihamri
foto di viaggio Socotra Yemen 2011 Ci svegliamo alle 6, oggi staremo tutto il giorno qui a goderci il mare....finalmente decido anche io di fare snorkeling...ma il mio si rivelerà più un"tuffing". Entro in acqua e dopo 3 minuti sono già fuori. Il mare è mosso, la visibilità è bassa e soprattutto le onde non mi consentono di nuotare bene. Mi siedo su una roccia, per togliermi le pinne, ma un onda mi fa cadere in mare nuovamente. Con fatica riesco ad uscire, e non mi accorgo di essermi procurato un bel taglio al polpaccio. Ma non c'è problema, c'è la nostra farmacia "Turbati" che ha tutto l'occorrente per ogni evenienza. Poco dopo escono dall'acqua anche Romano e il Fagiano e anche loro riportano tagli evidenti sulle gambe. Passiamo tutto il giorno a prendere il sole.
Alle 15.30 io e l'autista Ahmed ci dirigiamo all'aeroporto per dare il benvenuto al secondo gruppo. Durante il tragitto, mi chiede gentilmente se possiamo fermarci 10 minuti per la preghiera, ed io accetto. Ne approfitto per fare due passi e apprezzare la natura circostante. Ripartiamo dopo 20 minuti e arriviamo in aeroporto con largo anticipo. Entro senza problemi, pensavo di trovare Moh, ma non c'è, forse arriverà più tardi. Cerco di trovare un pezzo di carta, per farmi riconoscere dal gruppo, non ci riesco. Trovo un blocchetto di carta nel mio zaino e a fatica riesco a scrivere su un riga "VAGABONDO". Fortunatamente, Marco Vianz, mi riconosce subito (il bello del nostro forum di Vagabondo). Arriva anche Moh, ma non vogliono farlo entrare. Dopo poco riesce a passare anche lui, e aspettiamo insieme che arrivino gli altri.
Escono tutti, mi presento e facciamo conoscenza. Noto che qualcuno mi guarda un po' stranito, alla fine Davide riferendosi a Barbara dice "Vedi, il sole c'è, guarda Smarro come è tutto abbronzato". Il cielo era diventato grigio, e il gruppo si stava preoccupando per il mal tempo...poi hanno visto me che mi confondevo benissimo con gli abitanti locali...e hanno tirato un sospiro di sollievo.
Usciamo dall'aeroporto, incontro i nuovi autisti e la nuova guida, e partiamo per il campo di Dihamri. Io e Ahmed passiamo per Hadibo, a prendere Gabri. Arriviamo al campo insieme al gruppo 2. Si conoscono tutti, montiamo le tende, e poco dopo ci riuniamo tutti per la cena. Questa sera siamo in 18...
(Dihamri)
Ahmed tiene banco come sempre, dà il benvenuto al gruppo 2, e io gli spiego il programma del giorno successivo. Andiamo a dormire, sono quasi le 23.

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Gio 30 dic. Dihamri – Ahrer
Mi sveglio molto presto, sono le 5.30, ed esco dalla tenda non appena mi accorgo che si è svegliato anche il Ragio.
Facciamo due passi, e ci accorgiamo che sono arrivati altri gruppi al campo. 15/20...forse 30 persone. Il sole è già alto e si prospetta una giornata molto calda. Alle 6.30 iniziano a svegliarsi tutti...facciamo colazione e ci buttiamo in spiaggia. IL mare è calmo e oggi è davvero una bellissima giornata. Facciamo il bagno e prendiamo il sole fino a mezzogiorno.
Per il pranzo ci dirigiamo ad Ahrer, dove campeggeremo per la notte. Arriviamo e... sorpresa...la spiaggia è invasa da turisti...
(Spiaggia di Ahrer)
Fortunatamente Moh, prende i posti migliori per il nostro gruppo, preferiamo stare un po' isolati dalla massa. Montiamo le tende, il sole è coperto dalle grosse dune e cosi ci dirigiamo ad Ersel Beach, punto in cui si incontrano il Mar Arabico e l' Oceano indiano.
Il mare è mosso, e tira vento...nessuno fa il bagno. Verso le 18, torniamo al campo e notiamo che sono arrivati altri turisti. Ci sono moltissime tende e quindi iniziamo a studiar per bene il territorio. Il dilemma era " Dove c....o andiamo a fare i bisogni?" e allora è scattata una caccia alla "Roccia perfetta". Non ci siamo riusciti. Penso che in serata sarà più facile:-).
Ceniamo, super partita a Briscola (o per il Turco e Romano il gioco del silenzio).... Romano e il Turco...contro me e il Ragio.... Perdiamo noi...chissà perché? "uno sotto all otto...c ho l asso.... Il 3 ce l ha il Ragio, gli ho visto le carte".... E cosi senza polemizzare, accettiamo la sconfitta.
Alle 21 ci ritiriamo tutti in tenda. La notte vengo preso da un leggero disturbino... Esco dalla tenda e mi accorgo che poi non è cosi facile trovare un posticino isolato.... La visuale non è ottima, ma penso che qui vada bene...non si vede nessuno...La mattina seguente realizzo di aver lasciato involontariamente un bel ricordino vicino a delle tende.... Fortunatamente non sono le nostre...appartengono agli "altri". :-)

Ven 31 dic. DIHAMRI
Sveglia presto, oggi resteremo tutto il giorno qui a goderci il mare e ci prepariamo per la festa in spiaggia di stasera che ci stanno organizzando Moh e i suoi amici.
Dopo aver passato del tempo in spiaggia, decidiamo di scalare le dune... partiamo in 10...ma arriviamo su soltanto in 6.... Marcello cerca disperatamente di raggiungerci...ma il suo zaino con ipad-iphone-computer-stampante-reflex-digitale-12 obiettivi, gli impediscono di arrivare in cima. In compenso...scatta delle gran foto :-).
Eugi e Lidia stanno malissimo, non escono dalla loro tenda per tutto il giorno. Anche Davide ha passato tutta la notte a combattere con il cagotto... Vengono visitati dal "medico-ballerino" dell'isola...che gli dice di stare a riposo..avranno preso un colpo di sole...!?!?
Verso il tramonto iniziano ad arrivare Moh e tutti i suoi amici, tutti curiosi di vederci festeggiare l ultimo dell'anno. Montano una gran tenda...nel caso piovesse...potremo ripararci...ma x fortuna non è stato necessario.
Fatel ci prepara una ricchissima cena, carne, pesce, pasta, diverse "sbobbe" e tanto riso, e x finire iniziamo a tirar fuori dagli zaini panettoni, torroni, biscotti, grappe, limoncello, vino rosso e bianco, mirto... Alle 20 abbiamo già esaurito le nostre risorse. Ci domandiamo come fare per arrivare a mezzanotte. Moh e company accendono un gran fuoco, avvicinano una jeep, accendono la radio e si aprono le danze. Ci mettiamo tutti in circolo...e iniziamo a ballare...Nel giro di 20 minuti...arrivano circa 40 persone del posto...invitati da Moh....c'era anche il figlio del sultano dell'isola, che si siedono in circolo, tirano fuori patatine, noccioline, coca cola, stile curva sud...e si godono lo spettacolo.... Sadik, con il suo cappellino di Babbo Natale che non se l'è più tolto dal giorno di Natale, e il medico ballerino sono gli animatori della serata che riescono a tenerci svegli fino alla mezzanotte. Baci, abbracci e auguri a tutti, e continuiamo a ballare.... C'è un profumo buonissimo di incenso dell'Oman, portato dal nostro carissimo medico che ci avvolge. Qualcuno per sentire meglio il profumo, si avvicina un po' troppo enonsi accorge che la sua futa sta prendendo fuoco. Nulla di grave.
Guardo l'orologio, sono le 2.30...battuto il record dello scorso anno :-)...adesso possiamo andare a dormire :-).. Buon anno a tutti.

Sab 1 gen. 2011 Wadi Ayaft – Qalansya
Questa mattina dividiamo i due gruppi, per riprendere il programma di viaggio. Io e il primo gruppo andiamo al Wadi Ayaft, mentre al gruppo 2 gli tocca il trekking ad Hog Cave.
Arriviamo presto al Wady Ayaft, a mio parere non bello come il Wadi Dihror, ma molto carino...ci "scrostiamo" con il sapone di Marsiglia...e prendiamo il sole. E' l'ultimo giorno sull'isola del primo gruppo, e dopo 2 settimane....anche la Renza decide di farsi un bagno MITICAAAAAAA.....
Dopo una bella mattinata....torniamo a Qalansya...il primo gruppo mi ha chiesto di passare l'ultima notte in tenda insieme al 2 gruppo invece di tornare nel bunker del Lazzaretto.
Parlo con Moh e mi dice che non ci sono problemi. Passiamo tutto il pomeriggio in spiaggia.
Serata un po' fredda...Cena e andiamo a dormire.

Dom 2 gen. 2011 Dikssam Plateau – Wadi Dihror – Omak Beach
Ci svegliamo alle 6, il primo gruppo prepara i bagagli, alle 8 partiranno per l'aeroporto per rientrare a San'à, io e il secondo gruppo abbiamo la gita in barca a Shoab. Il mare é mosso e probabilmente non ci lasceranno partire. Parlo con Moh e Gabriella e gli propongo un cambio programma cosi da non perdere un giorno inutilmente, considerato che il tempo non è dei migliori. Decidiamo cosi di posticipare la gita in barca di due giorni e anticipare la visita di Dikssam Plateau-Wadi Dihror e Omak Beach, visto che a sud c'è sempre il sole.
Alle 8 salutiamo tutti, Renza, il Ragio, il Fagiano, il Turco, Eli e Romano. Salutiamo anche gli autisti Ahmed e Salem e la guida Ahmed, ci lasceranno anche loro e partiamo per il Wadi.
Incontriamo molte jeep durante il tragitto, facciamo diverse soste per fotografare lo stupendo paesaggio che ci avvolge e arriviamo al Wadi. Ci tuffiamo in acqua e ci godiamo il sole.
Incontriamo di nuovo il gruppo "dell'altra agenzia"...ci chiedono di adottarli. Non conoscono il programma, non sanno dove andranno, cosa visiteranno e soprattutto quando gli serviranno il pranzo Ci chiedono di lasciargli un bel posto ad Omak Beach, sostengono che noi di Vagabondo abbiamo sempre i posti migliori :-)...ed è vero.
Arriviamo in spiaggia nel pomeriggio, facciamo due passi mentre il nostro staff ci sistema le tende, io mi fermo con loro ad aiutarli.
Incontro la ragazza di prima, la vedo molto impacciata nel montare la sua tenda (si sono dovuti portare le tende dall'Italia , nessuno cerca di aiutarla. Io da gentiluomo mi avvicino e gli chiedo se ha bisogno di aiuto ...Lei.... non vedeva l'ora. Cosi dopo aver sistemato le nostre tende, aiuto la ragazza "dell'altra agenzia" a montare la sua tenda, ha perso i picchetti. Non c'è problema, "Noi di Vagabondo" abbiamo tutto. ;)
Finiamo di montare le tende, le nostre e non, e ci prepariamo per la cena. C'è molto vento ma come sempre ci danno il posto migliore, montiamo tavoli e sedie e passiamo un'altra bella serata.

foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011

Lun 3 gen. 2011 Digab Cave-Qalansya
Usciamo di corsa dalle tende, alle 6 il sole è già alto e sentiamo subito la sua presenza.
Restiamo in spiaggia fino alle 11 e poi ci dirigiamo verso la grotta di Digab Cave. Questa volta facciamo un velocissimo giro, ed entriamo dentro con le jeep. La prima volta che ci sono stato Ahmed, la guida-archeologo del primo gruppo, mi aveva spiegato che stava lavorando molto per evitare che gli autisti che accompagnano i turisti entrassero fin qui con le jeep perché zona archeologica. Richiamo subito all'ordine Radi e gli altri autisti e gli faccio posizionare le jeep fuori dalle grotte e gli spiego il motivo. I Socotrini non si curano molto delle ricchezze della loro isola, o meglio, non sono cosi consapevoli di ciò che hanno non essendo mai usciti dal loro paese e quindi è bene ricordare loro queste piccolezze per preservare l'isola.
Dopo la visita alla grotta, ci fermiamo per il pranzo a Delisha. Nel primo pomeriggio arriviamo a Qalansya e abbiamo modo di goderci l'ultimo sole della giornata e abbiamo anche il tempo di fare un bel bagno. Dalla prima volta che sono venuto a Qalansya (circa 9 giorni fa) ho notato che i gestori del campeggio si stanno sbattendo molto per migliorare i servizi per i turisti, hanno costruito un bagno in più e ahimè...c'è la LUCE....
Ceniamo in spiaggia, partita a Tre Sette e andiamo a dormire.

foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011

Mar 4 gen. 2011 Shoab Beach
Finalmente questa mattina possiamo recuperare la gita in barca. Il mare è calmo. Dopo la colazione partiamo per il villaggio di Qalansya dove ci aspettano i pescatori con le loro barche. Ci sono molto turisti....con le loro guide e autisti a seguito. Non capiamo l'arabo, ma ipotizziamo dai toni alti che stanno litigando per le barche... non ce ne sono abbastanza per tutti ....ma il nostro grande Moh... fa salire prima di tutti il nostro gruppo. Ci sistemiamo in 3 barche.
Senza difficoltà riusciamo ad arrivare alla splendida spiaggia di Shoab... super mega bagno, e mi rimetto in posizione lucertola a prendere il sole...mi addormento... vengo svegliato da Radi, che ci offre un po' di frutta e dei biscotti al dattero che gli aveva dato con tanto amore il nostro cuoco. Ci rifocilliamo e torniamo indietro verso Qalansya...per evitare il mare mosso. Durante il tragitto, i nostri due accompagnatori pescano dei pesci grandissimi...noi ci mettiamo comodi a prendere il sole.

Sfortunatamente anche questa volta, non siamo riusciti a vedere i delfini....ma è stata lo stesso una bella escursione. Pomeriggio al mare, cena e pernottamento in campeggio.

foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011
foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011

Mer 5 gen. 2011 Socotra – San'a
E' l'ultimo giorno sull'isola, siamo tutti un po' tristi, ma nessuno rinuncia a prendere l'ultimo sole. Io resto con Sadik, Enoir & Fatel. Beviamo un te. Mi chiedono di restare a Socotra. Prometto che tornerò...Gli guardo intensamente, non parlano italiano e io non parlo arabo, Sadik conosce qualche parola in inglese... cosi come il cuoco, quindi riusciamo a comunicare come sempre... gli abbraccio e gli ringrazio di cuore, sono stati con me sin dal primo giorno che sono arrivato sull'isola, e mi sono stati sempre vicini...svuoto tutto il mio zaino, lascio tutta la mia roba a loro, tengo il necessario x restare altri due giorni a San'a. E' mezzogiorno, è ora di andare... andiamo in un carinissimo campeggio ad Hadibo x il pranzo. Salutiamo tutti, Moh, Gabri, e tutti gli altri e ci dirigiamo in aeroporto.
L'aereo è in ritardo di un'ora ma recuperiamo 30 minuti in volo, scalo velocissimo a Mukhalla e arriviamo a San'a verso le 19. Ritroviamo la nostra guida Kalhed, ci accompagna in albergo, e ci dà appuntamento per il giorno successivo. Dopo un'ottima cena, vanno tutti nelle loro stanze. Io, Vianz, Vito e Monica, decidiamo di fare un giro nel centro storico. Non c'è molta gente per strada, troviamo gli spazzini che stanno pulendo le strade, incontriamo due ragazzi sul motorino che ci salutano, ci dicono qualcosa ma non riusciamo a capire...passeggiamo ancora un po', usciamo in una piccola stradina commerciale, c'è ancora qualche negozio aperto, ci salutano tutti e noi gentilmente contraccambiano, non avvertiamo un minimo segno di pericolo, siamo tutti sereni e tranquilli. Rientriamo in albergo, accendo il telefono dopo 16 giorni..mando un sms a mio fratello per fargli gli auguri di buon anno e fargli sapere che sono vivo, fumo un'altra sigaretta in compagnia di una coppia slovena e vado a dormire.

foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011 foto di viaggio Socotra Yemen 2011
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Gio 6 gen. 2011 San'a – Bait Baws – Grande Moschea – Citta vecchia
foto di viaggio Socotra Yemen 2011Alle 7, siamo già tutti a fare colazione. Arriva Kahled e partiamo per Bait Baws, uno dei tipici villaggi fortificati della regione.
(Bait Baws)
Scendiamo dal pulmino e veniamo subito accolti da due bambini del posto che insieme a Kahled ci fanno da guida all'interno del villaggio. Anche oggi c'è un bellissimo sole e quindi passeggiamo con molto piacere.
Dopo circa un' ora facciamo ritorno a San'a per visitare la Grande Moschea, per secoli è stata un'importante scuola islamica e la biblioteca annessa alla moschea custodisce la più vasta collezione di manoscritti di tutto lo Yemen. Fatta costruire dal presidente Saleh, come dono alla città di San'a.
Passiamo il controllo senza nessun problema ed eccoci all'interno del parcheggio della moschea. Ne ho viste tante di Moschee ma questa è davvero stupefacente. Ci dividiamo in due, uomini da una parte e donne dall'altra. Entriamo nell'atrio della Moschea, notiamo l'accuratezza dei dettagli, cosi voluta dal presidente perché diventasse la moschea più bella del Medio Oriente...credo ci sia riuscito.
Entriamo all'interno e tra lo stupore generale iniziamo a scattare foto e intanto il tizio che sta seduto all' ingresso si avvicina, e chiede a Kahled che se abbiamo domande da fargli...ben vengano.... Spariamo a raffica....come sempre...

(Interno della Grande Moschea)
Ci mostra tutti i dettagli, i particolari delle rifiniture, e ci fa notare che tutt'oggi non si sa a quanto ammonta la spesa complessiva di tutta la Moschea. Ipotizziamo prezzi esorbitanti... arriviamo addirittura a 100 milioni di euro... ma per noi, comuni mortali che non sappiamo neanche scriverle certe cifre, sicuramente non abbiamo il senso della misura, ma siamo sicuri che la spesa complessiva non si discosti molto dalle nostre ipotesi.
Usciamo dalla Moschea, e ci sediamo nel giardino della moschea... fa troppo caldo, Marcello cerca riparo sotto una piccola pianta, noi restiamo sotto il sole. Stiamo aspettando le ragazze, sono ancora dentro. Aspettiamo ancora 40 minuti, poi finalmente vediamo un gruppo di sagome nere... venirci incontro....riconosco Monica...portano tutte un abito nero, hanno solo il viso scoperto. Sono accompagnate da una donna. Hanno in mano, libri, cd, penne e fogli di carta....salutano la ragazza, salgono sul pulmino, qualcuna è davvero incazzata, qualcun'altra è divertita e ci raccontano questo incontro con questa donna yemenita che cercava in tutti i modi di farle convertire all'Islam. Monica, la più entusiasta di questo incontro, ci dice scherzando "siamo diventate musulmane", perché all' interno della moschea "the woman in black" gli ha fatto ripetere un verso in arabo, e dopo che il gruppo ha ripetuto il verso la donna replicò "yeaaaaaah, I am so happy...now you are Muslim"...e tra le risa delle donne, qualcuna del gruppo l'ha presa seriamente, ed è uscita davvero incazzata.... MA daiiiiiiiii come si fa a incazzarsi per queste cose? Eppure è successo. :-)
Rientriamo all'Arabia Felix per il pranzo...Kalhed ci lascia in albergo e ci da appuntamento alle 14, per la visita della città vecchia di San'à.
Entriamo nel cuore della città vecchia, la guida ci spiega la particolarità dell'architettura di San'à, facciamo due passi nel Suq, ci invita a non fermarci ai negozi, vuole finire il giro e poi ci lascerà liberi per lo shopping....come non detto....dobbiamo sempre aspettare che il gruppo si ricompone.... Entriamo a visitare una bellissima casa yemenita, ...7 piani...tutti a piedi...ovviamente....
Dopo aver fatto il giro, torno giù, e mentre aspetto che arrivino gli altri.... Vedo dei bambini che stanno giocando a pallone.... Mentre faccio due passi, per sbaglio, il pallone mi viene addosso... faccio due palleggi e glielo tiro indietro.... Mi vengono incontro e mi ridanno il pallone. Capisco che vogliono vedermi palleggiare:-). Nel giro di 5 minuti sono circondato da una ventina di bambini che si mettono li a guardarmi, escono anche gli adulti dai loro negozi. Si fermano tutti. Un ":-)oga Bonito" nella città vecchia di San'a. Io, ovviamente, ero piu contento di loro . Quando arrivano gli altri mi vedono circondato da tutti questi bambini. Anche Kahled sorride divertito. Purtroppo devo lasciarli, gli saluto, loro mi ringraziano e io ringrazio loro. Kahled ci saluta e ci lascia liberi di girovagare per conto nostro. Ci dividiamo tutti. Restiamo come sempre Io, Vianz, Gianni e Vito accomunati da un desiderio di bere un buon caffè.
Entriamo nel Suq, ci fermiamo in un negozietto a comprare Kefiah, coperte e tovaglie...e incontriamo Salomon, un ragazzo somalo che parla perfettamente italiano, suo padre è stato console a Roma, dove ha vissuto per 8 anni. Un ragazzo simpaticissimo che si è offerto di girovagare con noi. Dopo aver fatto shopping, finalmente decidiamo che è arrivato il momento di un buon caffè...

(Caffè a San'a) (Con il nostro amico Salomon)
Entriamo in un piccolissimo vicoletto, ci fermiamo in un minuscolo chioschetto, se cosi si può chiamare, ha due grandissimi bollitori, le fiamme altissime, sembra uno spettacolo di fachiri, i due uomini all'interno sono enormi, fanno fatica a muoversi insieme, non c'è neanche la porta per entrare, devono scavalcare il bancone. :-)
Ci sediamo in una panca di legno e beviamo il caffè più buono (e dolce) mai bevuto.. ( a detta di Gianni :-))Probabilmente, non avendo bevuto caffè per 16 giorni, quello ci sembrò davvero il più buono di tutti.
Andiamo in un negozietto di artigianato, il proprietario ci chiede da dove veniamo, e ci offre del te...,Pensiamo, ""Adesso ci vorranno vendere qualcosa" e invece cosa semplicemente meravigliosa, non ci chiedono niente. Vogliono soltanto sapere chi siamo, e sono felici che siamo venuti a far visita al loro paese.
Sono le 19.30 e dobbiamo tornare in albergo per la cena. Salutiamo Salomon, e ci dà appuntamento nel Suq per il giorno successivo. Dopo cena, invio qualche mail e vado dormire.

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Ven 7 gen. 2011 Wadi Dahar - Thula - Shibam - Kaukaban - Zakati – Bkaur - Sana'a
Oggi visiteremo i villaggi intorno a San'a. Aspettiamo Kalhed e partiamo per il Wadi Dhahar, che ospita il villaggio di Al Gabil, dove'è situato il Dar al Ha:-):-)ar, il bellissimo palazzo costruito nella roccia, residenza estiva dell Iman Yahia (lo abbiamo paragonato all "ex-nostro" Gaucci).
Partiamo alla volta di Thula un bellissimo villaggio situato a 2300 mt, famosa per la sua architettura storica, una di quelle tradizionali cittadine yemenite in perfetta sintonia con l'ambiente circostante.
Scendiamo dal pulmino e veniamo presi letteralmente d'assalto da un gruppo di bambini che ci chiedono di farci da guida..Noi rifiutiamo e andiamo avanti insieme a Kalhed, passeggiamo all'interno delle sue stradine polverose, rincorsi da questi bambini che non mollano la presa.
Ma sono troppo carini, non possiamo allontanarli bruscamente.

Dopo la visita di Thula ci dirigiamo a Shibam dove ci fermiamo per il pranzo in un ristorantino carinissimo, di proprietà di Amida, una signora sulla settantina, ricchissima, che riceve ogni anno in dono una macchina nuova dal presidente yemenita Saleh, è proprietaria di diverse attività all'interno del villaggio di Shibam. E' seduta li alla cassa, insieme a un ragazzo, forse suo nipote, che gli accarezza le mani, porta un abito azzurro ed è piena di gioeilli....troppo buffa. Decido di non fotografarla, anche se lei si sarebbe messa in posa molto volentieri.
Facciamo un pranzo lunghissimo e buonissimo, 15 portate. A fatica riusciamo a rialzarci da questi bellissimi divani, e partiamo per fare visita al villaggio di Kawkaban, posto su un promontorio che domina Shibam. Durante il tragitto facciamo una piccola sosta ad Hababah, molto simile a Thula sia per l architettura che per lo stile, ma possiede una cisterna idrica dove la gente va ancora ad attingere l'acqua ad abbeverare gli animali e perfino a concedersi unanuotata ( io ve lo sconsiglio vivamente).
Facciamo una sosta velocissima a Kawakaban, giusto il tempo di ammirare il suo paesaggio e fare qualche foto e torniamo a San'a. Abbiamo ancora il tempo di un ultimo giro nel Suq prima di tornare in albergo per la cena e poi dirigerci subito dopo in aeroporto per il volo di rientro in Italia. Ai magnifici 4, si aggiunge anche Monica, ammaliata dal racconto di ciò che avevamo fatto il giorno prima, Marcello ha il cagotto tanto per cambiare, e decide di restare in albergo.
Torniamo nel suq e subito ritroviamo Salomon che si unisce nuovamente a noi. Torniamo nella bettola per il caffè. Passiamo un altro bel pomeriggio nel centro storico e torniamo in albergo. Sistemiamo gli zaini, ceniamo e andiamo in aeroporto.
Sono arrivato in questo paese con pochissime aspettative, e invece sono contento di tornare a casa con un bellissimo ricordo di questo popolo meraviglioso, di cui sono riuscito ad apprezzare tutta la loro bontà, i loro comportamenti guidati da un forte sentimento di amore che nutrono per gli stranieri, vogliono conoscere il mondo, confrontarsi con gli altri...e tutto questo per amor proprio. Nonostante tutte le difficoltà, in tutto il paese nessuno e dico "NESSUNO" ci ha mai chiesto l'elemosina, o ci ha buttato dentro i negozi per farci acquistare qualcosa come spesso accade nei Suq egiziani, turchi o tunisini.
foto di viaggio Socotra Yemen 2011 Ringrazio di cuore Sadik, Fatel, Gabri e Moh, Enoir e tutti gli autisti per avermi fatto sentire davvero a mio agio.
Ringrazio la guida Radi e Ahmed, che ogni sera ci ha deliziato con i suoi racconti
Ringrazio tutti gli yemeniti per l'attenzione che ripongono nelle piccole cose
Ringrazio Eli e Romano, il Ragio, il Turco, il Fagiano e la nostra "mamma per amica" Renza, miei compagni di viaggio nei giorni a Socotra.
Ringrazio Marcello, che gentilmente, si è offerto di prendersi tutte le maledizioni di Montezuma, lasciando poco o niente al resto del gruppo. :-)
Ringrazio Vianz, Vito, Gianni e Monica, per avermi offerto il caffè :-)
Ringrazio tutti voi che siete stati i protagonisti di questo bellissimo viaggio
E infine, ringrazio te Sarita, per avermi dato la possibilità di viaggiare in questo paese meraviglioso :-)
Grazie di cuore ....a tutti Voi

Simone (Smarro)

Curata da:
Luoghi visitati:
Simone (Smarro), foto di Renza
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