Malesia, naturalmente green

Malesia significa innanzitutto la mia prima volta in Oriente. Fin da subito nutrivo la curiosità di giungere alla volta di un luogo magico, memore, fin da piccolo, delle leggendarie storie del “moro” Sandokan che mi accompagnavano verso la buonanotte. Una terra incontaminata, dove la natura e gli animali vivono in un’armonia quasi fantastica, tra immense distese di giungla e una vegetazione rigogliosa.
In realtà la prima tappa di questo viaggio verso il sud-est è stata Singapore, e il suo super-tecnologico aeroporto dove facciamo scalo il 21 settembre. Percorrendo la grande area metropolitana, seduti tra giovani iper-connessi muniti di tablet, attraversiamo i vivaci quartieri di Chinatown e Little India, una delle zone più pittoresche di questa scintillante metropoli-stato, dove non risulta facile districarsi nelle stradine, tra negozi e bancarelle colmi di merce colorata, profumo di spezie, incenso e musica ovunque. In poco tempo, percorrendo il distretto finanziario CBD, tra le brillanti luci dei grattacieli svetta il Marina Bay Sand, il più grande resort dell'Asia, una gigantesca struttura con oltre 2500 stanze, negozi di lusso e un casinò, costruita a 200 metri d'altezza a dominare lo skyline.
Due giorni sono sufficienti perché la meta è ancora più a oriente: Borneo occidentale, il polmone verde della Malesia. Dopo una veloce visita alla cittadina di Sandakan (in nomen omen!), ecco la prima escursione, sulle acque del lunghissimo fiume Kinabatangan, quasi uno scioglilingua, dove, immersi nella foresta tra chilometri di verde, ecco comparire una famiglia di elefanti e buffe scimmie nasiche che si lanciano da un albero all’altro: spettacolo! Qui il rumore degli uccelli e degli insetti suona come un’armonia che è quasi dovuta: è la natura che parla, noi restiamo in rigoroso silenzio.
Il fatto di viaggiare con gli scardassati, ma autentici, mezzi locali, attraversando on the road i caratteristici kampung (villaggi) che contornano le polverose strade malesi, ci consente di cogliere appieno le sfumature di questo paese.
Il giorno successivo facciamo tappa al Rehabilitation Centre di Sepilok, regno degli oranghi. In questo centro, dopo un breve periodo di cura, i piccoli vengono rimessi nel loro habitat naturale. Per circa un’ora rimaniamo estasiati nell’osservare le acrobazie di questi simpatici esemplari che si contendono il cibo con i “cugini” macachi.
Neanche il tempo di ambientarci e si riparte alla volta delle isole Perhentian e Redang, autentiche oasi di pace nel mare della Cina del sud. Meritato relax in spiagge dorate, raggiungibili solo districandosi tra impervi sentieri nella giungla, dove dilettarsi nello snorkeling “alla ricerca di Nemo”, escursioni in barca nei villaggi di pescatori che cucinano specialità locali e qualche puntata in isolate calette.  Tornati sulla terraferma, dopo una breve sosta nell’anonima Kuala Besut, un’altra tappa imperdibile: il Taman Negara, really jungle! In realtà il “centro” della giungla, la cittadina di Kuala Tahan, è abbastanza turistica e meta di giovani che fanno tappa in spartanissimi ostelli e si rifocillano in simpatici ristoranti-chiatte lungo il fiume Tembeling. Dopo una vertiginosa camminata sul canopy walking, e una faticosa escursione mattutina, avvolti dall’umidità della giungla, il piatto forte è l’escursione notturna, anche se ci avvisano che purtroppo vedremo solo qualche insetto, seppur molto particolare.
Il viaggio volge al termine. Dopo 4 ore di bus lungo lo stato del Pahang, eccoci arrivare a Kuala Lumpur, la caotica capitale malese, un amalgama tra modernità e natura, dove convivono culture e religioni in un profluvio di suoni, colori, profumi, e accanto alle moschee spiccano le Petronas Towers, due torri da Guinness dei primati. Si riparte per l’Italia, con la nostalgia che sempre accompagna il ritorno da un bellissimo viaggio. La Malesia unisce le diverse anime dell'Asia e ogni sua peculiarità, che sia il cibo, la musica, l’architettura, qui trova una fusione nelle culture indiana e cinese.

Curata da:
Luoghi visitati:
Nicola Cristofori
Quando:
Luoghi visitati: