Kanonik karma

Sei pittoresco
e quando esco
io non riesco
a fare a meno di inquadrare,
fotografare,
un po' di storia un'impressione trafugare.
Sarai l'immagine rubata
di questa vita
sconsiderata,
sarai l'immagine lontana
di questa sorte
ingiusta e strana.
Senso di colpa che mi spolpa,
a piedi nudi
tu vai nel fango,
io ci ho la vasca con il getto
e tu neanche
il rubinetto,
perciò rimango un po' perplesso
quando mi guardi
come un alieno
se ti fotografo nel cesso,
mentre lavori
o prendi il treno.
E se mi cerchi me ne scappo,
sei assillante,
parola mia,
lasciami stare nel mio sogno,
non ho bisogno
di mercanzia.
Questo pianeta è squilibrato,
che posso farci
se sono nato
nell'Occidente danaroso,
dài per favore,
posa quel coso,
pashmina ed osso di cammello
nonvolioultìmo
tuoprezobello.
E quindi mo' ti mando via
ma non ti basta
una rupia.
Ma gira sempre questa ruota,
ci rivedremo,
questo è sicuro.
Sarai un turista giapponese
ed io la vacca
vicino al muro,
andrai nei templi e nelle chiese
e la campana
ti stordirà
ed io starò nel mio paese
senza far nulla,
in libertà.

Curata da:
Luoghi visitati:
Isabella Mingo
Quando:
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