III Tappa - Avventura in Australia

Tremila Km in treno attraverso il deserto ed arriviamo a Sydney, una citta' di incredibile bellezza!

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Scritto da Matteo

Ringraziamo il nostro amico Scott, senza il quale questo viaggio non sarebbe stato così bello; ringraziamo Marthy e tutti i ragazzi della casa di Coogee a Sydney per la simpaticissima ospitalità. Ringraziamo quindi la Malaysian Airlines, il calzaturificio Crispi, e la Ferrino per l'aiuto fornitoci nell'organizzazione del viaggio.

Il Viaggio in Treno (con T e V maiuscole)

Clicca per ingrandireDa piccolo mi affascinavano moltissimo i film gialli e di spionaggio che si svolgevano sull'Orient Express: l'atmosfera del treno, quel viaggio interminabile, i posti sempre nuovi osservati correre via dal finestrino...
Forse è anche per questo che ho percorso l'Europa in lungo ed in largo con l'Interrail... Ma quell'atmosfera non ero mai riuscito a ricrearla.
Fino ad oggi!
“The Ghan” è un treno che va da Alice Springs, nel centro del deserto rosso australiano, fino a Sidney: 3000 Km in 48 ore di viaggio. Per l'atmosfera da Orient Express però non bisogna aspettare di essere sul treno, comincia in agenzia di viaggio ad Alice Springs...
“Allora ragazzi, presentatevi con questa prenotazione alla biglietteria della stazione venerdì mattina, quando il treno arriva da Sideney.”
“Quando parte il treno?”
“Venerdì mattina.”
“Si, ma a che ora?”
“Venerdì mattina... voi andate lì, prima o poi parte.”
“E quando arriva a Sidney?”
“Domenica mattina ...mica vorrai sapere l'ora?”

La stazione di Alice Springs è un grande edificio che per sei giorni la settimana sembra chiuso ed abbandonato sotto il sole del deserto e poi, ogni venerdì mattina, la magia: spunta gente di tutti i tipi, il bar, la biglietteria, arrivano i ragazzi degli ostelli a caccia di nuovi turisti cui offrire una stanza, qualche famiglia aborigena che aspetta parenti lontani, qualche vecchia nonna in stile coloniale che aspetta i nipoti che studiano a Sidney... l'arrivo del treno è un evento, non un fatto qualunque.

Clicca per ingrandire La lunghezza del treno è impressionante: in fondo ci sono i vagoni a due piani per le automobili, per evitare di guidare per migliaia di chilometri. Segue la seconda classe (Red Cangaroo), dove stavamo noi, vagoni stile pullman, ma con un curioso sistema che permette alle sedie di ruotare su se stesse: si può decidere se guardare in avanti o indietro, oppure se dare le spalle o stare di fronte ai propri compagni di viaggio. Ogni vagone ha una fontanella d'acqua potabile e delle televisioni collegate ad un videoregistratore, poi c'è il vagone bar, il vagone ristorante ed infine l'angoletto del fumatore. La politica australiana contro le sigarette è molto aggressiva e chi non può resistere a non fumare deve rinchiudersi in questo scompartimento, di solito il più sporco, rumoroso e sfigato di tutto il treno...
Clicca per ingrandireLa prima classe (Gold Cangaroo) costa circa tre volte la seconda, ma invece di ricreare l'atmosfera dell'Orient Express ti ci butta proprio dentro: scompartimenti da 2/4 persone (anche con cuccette matrimoniali a richiesta!), con bagno e doccia (nello scompartimento, non nel vagone!), tavolino per scrivere, tv e videoregistratore con raccolta di film; quindi vagone ristorante stile vittoriano-coloniale (le consumazioni sono comprese nel biglietto), vagone bar e vagone soggiorno tutto pieno di divani e poltrone per fermarsi a chiacchierare.
Alle 12 circa il treno parte. I controllori fanno una dimostrazione molto simile a quella delle hostess degli aerei (vederla su un treno fa un po' ridere): le uscite di sicurezza cui dirigersi in caso d'emergenza sono, ma guarda un po', le normali porte del vagone.
La locomotiva diesel tira l'interminabile serpentone che impiega parecchi minuti a prendere velocità. Alice Springs lascia quasi subito posto al deserto che attraverseremo senza fermate per 1500Km fino ad Adelaide, la meta di sabato mattina.
Il deserto australiano è un luogo molto arido, si, ma non è un deserto vero e proprio: c'è sempre vita, sempre qualche forma di vegetazione che disegna il paesaggio, un paesaggio sempre diverso, ora più verde, con piccoli alberi contorti e cespugli spinosi, ora più arido con solo i ciuffi di spinifex sulla terra rossa (lo spinifex è una pianta che potete immaginare come un riccio di mare troppo cresciuto e verdastro).
In questo ambiente arido e severo è facile vedere canguri rossi che scappano a lunghi balzi all'arrivo del treno o gruppi di emù (la versione australiana dello struzzo). Ci sono anche delle mucche morte: animali che perdono la strada per la loro fattoria e muoiono di sete.
Lo spettacolo del tramonto sul deserto visto da un treno che corre è qualcosa di eccezionale!
Ho detto che il treno non fa fermate per 1500Km perchè non ci sono centri abitati di nessun tipo, ma questo non è del tutto esatto...
All'imbrunire il treno rallenta improvvisamente. Ci affacciamo al finestrino per vedere, ma non c'è nulla: una distesa piatta di terra rossa e cespugli fino all'orizzonte. Ci affacciamo dall'altra parte e scorgiamo un fuoristrada fermo vicino ai binari con una coppia di giovani appoggiati alla macchina, non c'è strada ne tracce di abitazioni, solo il fuoristrada in mezzo al nulla. Il treno si ferma, si apre una porta ed un controllore aiuta due vecchietti a scendere. I quattro si abbracciano, montano in macchina, fanno manovra e ripartono verso l'orizzonte a est, il controllore risale, chiude la porta ed il treno riparte verso l'orizzonte a sud.
...fermata a richiesta.

Clicca per ingrandire Il tempo trascorre guardando dal finestrino, chiacchierando con altri viaggiatori (è facile fare conoscenza in un viaggio così lungo...), guardando i film in tv (tutti notevolmente brutti, ma quello con Arnold Schwarzenegger che faceva Luky Luke è fra i peggiori che io abbia mai visto!). Tutto sommato perfetto per riposarsi dal nostro ultimo trekking nel deserto.

La mattina di domenica ci svegliamo all'alba in un paesaggio completamente diverso: il treno sta scalando le Alpi Australiane in mezzo ai boschi, il sole che sorge illumina centinaia di canguri grigi che a gruppetti brucano nei pascoli intorno la ferrovia, ogni tanto fra i boschi compaiono canyon e alte pareti rocciose.
Inizia la discesa: fra mezz'ora saremo a Sidney, dove ci spetta il nostro amico Scott che non vediamo da due anni.

Consigli pratici:

  •  Il sito internet ufficiale dei treni interstato è: http://www.trainways.com.au/, è molto utile anche quest'altro: http://www.railpage.org.au/.
  •  Nei primi mesi del 2004 sarà inaugurata la linea Alice Springs - Darwin: sarà quindi possibile tagliare in due l'Australia da nord a sud, un esperienza interessantissima!
  •  Noi avevamo acquistato il biglietto due giorni prima,ma non ve lo consiglio: avevamo beccato gli ultimi due posti liberi! prenotate con buon anticipo.
  •  I treni interstato australiani hanno tariffe eccezionali per studenti e backpackers (vedi la mini-guida sull'Australia), con uno sconto intorno al 50%.
  •  Dividete il bagaglio in due: portate con voi quello che vi serve e lasciate il resto nel bagagliaio (non è permesso salire con grandi borse o zaini).
  •  L'acqua è disponibile gratuitamente, quanto al cibo vi suggerisco di portarvi i pasti e sfruttare il vagone bar per la merenda (se viaggiate in prima classe il ristorante è compreso nel prezzo).
  •  Mi risulta che, una volta acquistato il biglietto, si può fare tappa lungo la tratta tutte le volte che si vuole (chiedete per magiori informazioni).
  •  Ci sono anche alcune formule di biglietto tipo Interrail, (vedi i siti consigliti sopra e la Miniguida) alcune delle quali vanno acquistate prima di arrivare in Australia.
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Sidney

Sono molto affezionato a Roma e raramente viaggiando mi è capitato di dire: “ecco un posto dove potrei vivere senza la nostalgia della mia città!”, ma qui l'ho detto!

Arriviamo in città.
Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Scesi dal treno incontriamo Scott che ci porta a fare colazione in un bar sul mare fra l'Opera House e il grande ponte, i due simboli della città.
Lui non abita più qui: si è trasferito a Camberra, ma ci porterà a casa di dei suoi amici che ci ospiteranno qualche giorno. Prendiamo un autobus per la spiaggia.
Sidney è una città splendida: una metropoli di 4 milioni di abitanti che si affaccia sull'oceano in un punto in cui la costa è frastagliatissima, con fiordi ed isolotti.
Il mare non è inquinato e non è raro vedere gente che, uscita da lavoro, traversa la strada, si toglie giacca e cravatta e si getta fra le onde per una nuotata! Non so proprio per quale motivo, ma a Sidney non ci sono squali.
Come primo approccio verso la sua città Scott ha scelto di farci raggiungere casa con una lunga camminata lungo il mare.
Il rispetto e la sensibilità ambientale degli australiani è impressionate: la città si tiene a debita distanza dal mare lasciando una striscia di spiaggia, scogli, prati e boschetti, dove gli abitanti giocano, corrono, prendono il sole, nuotano e fanno surf. I prati sono pulitissimi, ma qualche vecchio tappo arrugginito fa capire che questo non è dovuto al fatto che vengano ripuliti quotidianamente, quanto al fatto che nessuno li sporca.
Facciamo anche noi vita da spiaggia, come tanti in questa domenica mattina, con un bel bagno (ad inizio febbraio non l'avevo mai fatto) e pic-nic sui prati: sembra veramente incredibile di essere in mezzo ad una città grande due volte Milano!

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Arriviamo nel pomeriggio alla spiaggia di Coogee, dove vive Marthy, l'amico di Scott.
I ragazzi della casa sono persone molto allegre e ci mettono subito a nostro agio, l'atmosfera è calda e vagamente fricchettona, loro sono tutti vegetariani. Promettiamo di sdebitarci dell'ospitalità con una bella cena italiana originale e corriamo a fare la spesa, dopo un consulto decidiamo: è giusto che sia una pasta, ma deve essere qualcosa che uno straniero proprio non si aspetta, quindi niente pomodoro; optiamo per la carbonara, “vegetarianizzata” con funghi e melanzane al posto della pancetta.
Otteniamo un gran successo ed anche lo stupore che volevamo: nessuno di loro aveva mai visto una pasta condita con le uova.

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La City ed il Botanic Garden.
Clicca per ingrandire Nel centro della città ci sono i grattaceli della city e il Botanic Garden: il contrasto è molto particolare, con alberi giganti provenienti da tutta l'Australia dietro ai quali si innalzano i grattacieli.
Passeggiare in questo parco lo consiglio a tutti: troverete alberi stranissimi come il “bottle tree” (l'albero bottiglia), la versione australiana del piccione, e le volpi volanti. Questi ultimi sono degli strani pipistrelloni vegetariani che di giorno affollano, appesi a testa in giù, i rami di pochi alberi prescelti dove schiamazzano e litigano per i posti migliori, mentre al tramonto si alzano in volo e girano per tutta la città (come da noi i rondoni).
Sapete cos'è l'albero immenso che si vede in questa foto?
E' un Ficus Benjamin! Si, è proprio quella piantina che molti di noi hanno in salotto, solo che qui è un po' più grande...
A proposito della bellezza degli alberi nei parchi di Sidney, vorrei dire qualcosa sugli alberi delle nostre città, ma vi rimando a fondo-pagina...
La City ed il Botanic Garden si incontrano su un promontorio che si affaccia sulla baia di Sidney, qui è stata costruita l'Opera House, l'edificio che è diventato il simbolo della città.
Quando venne bandito il concorso internazionale l'architetto Jorn Utzon vi partecipò più per fare curriculum che per altro, ma all'amministrazione piacque talmente l'idea delle immense vele bianche che lo dichiarò vincitore scartando tutte le celebri firme che avevo partecipato alla competizione. Questo creò notevoli problemi all'architetto che, mentre già venivano costruite le fondazioni, si interrogava ancora su come fare reggere in piedi la copertura (siamo nel 1960 e le tecnologie non sono ancora quelle di oggi); tutto si concluse comunque per il meglio ed una lotteria finanziò i costi proibiti dell'edificio.
L'amministrazione se la prese con Jorn Utzon per avere importato dalla Svezia 15 milioni di mattonelle per la copertura (questo fatto ed altri cambiamenti politici purtroppo incrinarono il rapporto fra l'architetto e la committenza), ma oggi lo ringraziano perchè si trattava di una monocottura indistruttibile che oggi sta ancora li come nuova e che al tempo nessuno era in grado di produrre in Australia.
Un'ultima curiosità: l'organo dell'Opera House (purtroppo non è consentito fotografare l'interno) ha 10.000 canne ed è il più grande del mondo, l'artigiano che l'ha fatto ha impiegato 20 anni per completarlo.

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Dall'altra parte del porto di Sidney rispetto all'auditorium si trova il piccolo quartiere di “The Rock” (La Roccia), il primo insediamento della città, che ha questo nome perchè tutti gli edifici sono in pietra. Oggi le costruzioni in pietra sono state vietate per salvaguardare le montagne che in Australia non sono poi molte...
Oggi questo quartiere è una zona molto commerciale, ma merita una visitina, così come il gigantesco ponte che collega Sidney-sud con Sidney-nord.
A fianco della city si trova l'ipermoderna area di Darling Harbor, un po' troppo americana per i miei gusti, ma vi si trovano l'aquario di Sidney e l'I-max (il cinema tridimensionale) più grande del mondo.

Glebe Point.
Molte guide turistiche dichiarano Kings Cross il quartiere più “alternativo” della città, ma i nostri amici autoctoni ci hanno avvisato che si tratta di un'area per spennare i turisti con un po' di negozi a luci rosse e locali costosi: la vera Sidney alternativa si trova al quartiere degli studenti: “Glebe Point”. Così siamo andati... e ci siamo innamorati subito!
Casette basse all'inglese con gente seduta fuori, ragazzi a studiare nei bar, negozi alternativi di dischi e libri usati, di prodotti biologici e vestiti strani, decine di posti dove mangiare a basso costo, il tutto in un clima molto solare e rilassato.
La sera, nel parco del quartiere, abbiamo assistito ad uno spettacolo di giocolerie improvvisato, c'erano almeno cento persone, molte guardavano, alcune suonavano, altre facevano i giochi; io mi sono innamorato di una ragazza che usava i pod-pois infuocati (quegli affari fatti da due sacchettini pesanti legati con una catenina) realizzando una danza di un'eleganza rara al ritmo frenetico dei tamburi: i pois non si vedevano più, c'era solo la sua danza illuminata da due cerchi di fuoco che le vorticavano attorno seguendo il battito dei tamburi.
La mattina dopo ripassiamo per il parco ed abbiamo, ancora una volta, l'occasione di stupirci per la sensibilità ambientale degli australiani: dove c'era stato lo spettacolo nessuno aveva lasciato la minima cartaccia o cicca di sigaretta! Complimenti!

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Giungla e canoa.
Oggi tocca a Sidney nord: seguiamo il consiglio di Scott e andiamo ad affittarci dei kayak per esplorare i fiordi della città: è impressionante come si passa dalla foresta di mangrovie a quartieri abitati e ville lussuose (siamo ai “Parioli” di Sidney) nel giro di poche pagaiate, avere tutti quest parchi nella propria città dev'essere molto piacevole...
Concludiamo con un'atra passeggiata lungo la costa.

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Villaggio Olimpico.
A Roma abito al Villaggio Olimpico, quindi una visita a quello di Sidney è d'obbligo. Mi interessa anche perchè mi hanno detto che le residenze degli atleti (che dopo i giochi passano ai cittadini, come avvenne qui a Roma nel lontano '60) sono state costruite in collaborazione con Greenpeace per ridurre l'impatto ambientale e risparmiare energia.

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La zona degli impianti sportivi, invece, è un po' inquietante: stadi ed edifici giganteschi, viali immensi, architetture come quelle che incontrano nei videogiochi... ...e non c'è nessuno: un maxischermo trasmette a tutto volume i filmati delle olimpiadi, ma non c'è nessuno nel raggio di centinai di metri.

Consigli pratici:

  •  Il quartiere più caratteristico per trovarci da dormire, secondo noi, è Glebe Point.
  •  Non abbiamo visto l'acquario, ma ci hanno detto che è uno dei più belli del mondo.
  •  Una passeggiata nel Botanic Garden (si può partire o arrivare dall'Opera House) va fatta assolutamente. Le cose da vedere e fare poi sono tante, divertitevi e non esitate a chiedere in giro: gli abitanti sono gentilissimi e molto disponibili ad aiutare i turisti stranieri.
  •  I trasporti urbani NON fanno sconti a studenti stranieri.
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Conclusioni

Avevamo deciso di fermarci due giorni a Sidney, alla fine ci saremo stati quasi una settimana e saremmo rimasti più a lungo se avessimo potuto. Ci siamo veramente innamorati della città, degli abitanti e del quartiere di Glebe Point, ma ora è il momento di partire! Solo 50 Km di treno, questa volta, e siamo sulle Blue Mountains per un nuovo trekking... Alla prossima puntata.

Scusate un po' di polemica...
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Permettetemi una piccola polemica, nelle foto qui sopra si vede a sinistra un leccio (Quercus ilex) nel Botanic Garden di Sidney (che non è il suo ambiente naturale) ed a destra ancora un leccio della stessa età nei dintorni di Roma.
La domanda sorge spontanea: perchè a Sidney c'è una stupenda quercia immensa mentre il suo corrispondente laziale (che è proprio nel suo ambiente naturale) è debole, malato e mezzo morto?
La risposta è semplice: i giardinieri di Sidney sanno che le querce soffrono tantissimo le potature e non le fanno, da noi i continui tagli lasciano ferite aperte da cui i parassiti, i funghi e le malattie possono penetrare ed iniziare la loro lenta opera di indebolimento ed uccisione della pianta.
Va aggiunto che nei manuali di botanica per “potatura” si intende l'eliminazione dei rami secchi o deboli o un intervento di contenimento e NON la totale eliminazione della chioma! Quest'ultima si chiama “capitozzatura” ed è un intervento sempre dannoso ed estremamente traumatico per la pianta! (Non solo per le querce).
Ma per capirlo non bisogna essere degli esperti: basta camminare in un bosco per vedere come gli alberi che non sono mai stati capitozzati sono più belli, forti ed eleganti di quelli delle nostre città. Dico “delle nostre città” perchè in Europa è raro trovare alberi “potati” come da noi... e noi, con le nostre tasse, paghiamo l'uccisione degli alberi delle nostre città...
Finvarra

Scritto con la consulenza della Prof. Lidia Soprani dell'Università di Roma "La Sapienza"

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