Gruppo India del Nord Easy Style - Partenza del 2016-12-28

India del Nord Easy Style



  • Prezzo base: 2150
  • Cassa comune: 180
  • Partenza: 28 Dicembre 2016
  • Ritorno: 8 Gennaio 2017
  • Durata: 12 Giorni
  • Iscritti/posti:
  • Status: Completo
  • Vagabondo DOC
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Partecipanti

Vagabondo DOC: paolo-ranz   

Paolo è un ragazzo di 50 anni (e qualcosa) che viaggia da ormai più di 30. Ha iniziato tanti anni fa ad andare in giro per l'Europa e poi, alla fine del liceo, andando a trovare suo fratello che viveva in Canada, ha cominciato ad avere "la malattia" di voler vedere e conoscere le altre culture che popolano il mondo. Finita la Laurea in Medicina ha continuato a viaggiare toccando tutti i continenti. Se vi servono informazioni su qualsiasi luogo nel globo, chiedete a Paolo, sicuramente ci è già stato, e se non c'è già stato si starà preparando per andarci.

Iscritti/posti:

- Viaggio con itineraio breve 12 giorni Rajastan e Taj Mahal  - CONFERMATO

- Viaggio con itineraio medio 17 giorni Rajastan e Gange fino a Varanasi  - DA CONFERMARE

 

Iscritti

Federica Federica aiello - da Milano - cerca compagna di stanza

Maria Rosa Marisa57 - da Roma - cerca compagna di stanza

Cinzia cinzia.enne - da Milano - cerca compagna di stanza

Irene IreneD - da Roma - cerca compagna di stanza - con estensione
Luigi Luigi Solinas - da Roma - cerca compagno di stanza - con estensione
Matilde matilde_strippini - da Roma - cerca compagna di stanza - con estensione

 

La Vagabonda Doc Milena - da Roma - cerca compagna di stanza

Quota

2350 euro a persona incluso supplemento capodanno  - VIAGGIO BREVE Rajastan e Taj Mahal 

2790 euro a persona incluso supplemento di capodanno - VIAGGIO MEDIO Rajastan e Gange fino a Varanasi 


Piano voli 

AI 122  W   WE28DEC  FCODEL HK15  1940 0715+1
AI 123  G   SU08JAN  DELFCO HK15  1420 1805

Programma di viaggio

Giorno 1: Italia - India (28 dicembre)
Giorno 2: Delhi-Udaipur (29 dicembre)
Giorno 3: Udaipur - Eklingi - Nagda - Udaipur (30 dicembre)
Giorno 4: Udaipur - Ranakpur - Jodhpur. (udaipur-Ranakpur 90 km - 3 ore.  Ranakpur - Jodhpur 210 km - 4 ore)  (31 dicembre)
Giorno 5: Jodhpur- Jaisalmer. ( 300 km - 5 ore) (1 gennaio)
Giorno 6: Jaisalmer (2 gennaio)
Giorno 7: Jaisalmer - Karni Mata - Bikaner (330 km - 5/6 ore) (3 gennaio)
Giorno 8: Bikaner - Jaipur (330 km - 5 ore) (4 gennaio)
Giorno 9: Jaipur  - Amber - Jaipur (5 gennaio)
Giorno 10: Jaipur - Galta - Abhaneri - Fathepur Sikri - Agra (Jaipur- Agra 250 km - 5 ore) (6 gennaio)
Giorno 11: Agra e il Taj Mahal - Dehli (7 gennaio)
Giorno 12: Delhi - Italia

Giorno 1: Italia - India (28 dicembre)
Partenza dall'Italia e arrivo previsto a Delhi la mattina successiva (ora locale).

Giorno 2: Delhi-Udaipur (29 dicembre)

Benvenuti in India, il secondo stato più popoloso al mondo e sicuramente quello in cui sono presenti più religioni e filosofie, tutte con usanze e riti specifici, musiche, danze e costumi variopinti.
Anche l'aeroporto di Delhi è un tripudio di colori: dal nero delle donne islamiche ai variopinti sari delle giovani induiste. Ci imbarchiamo su un altro volo che ci porta nella magica Udaipur.

E' qui che inizia la nostra immersione nell'India. Appena in città verrete colti da un tripudio di colori, rumori, odori. Un caos visivo, uditivo e olfattivo che lascia basito anche il più esperto dei viaggiatori. All'inizio si rimane straniati, quasi in preda al mal di mare, poi ci si abitua e si diventa parte del tutto, del miliardo e passa di persone che popolano questo subcontinente. Se il nostro volo di collegamento per Udaipur arriva presto potremo già cominciare a visitare la città nel pomeriggio, altrimenti la visiteremo la mattina successiva.

La sera consigliamo di assistere ad uno spettacolo di danze rajasthane in un'haveli in città. E' uno spettacolo allestito per un pubblico di turisti, indiani e stranieri,  e in genere noi di Vagabondo non consigliamo mai questo tipo di cose. Ma questo è davvero fantastico, sia per le danze e i danzatori, sia per la cornice in cui avviene.
Una cena sul terrazzo sul lago e ce ne andiamo a dormire.

Giorno 3: Udaipur - Eklingi - Nagda - Udaipur (30 dicembre)
Oggi visitiamo Udaipur e i suoi dintorni.

Udaipur è circondata da tre laghi e subito ci appare un luogo affascinante e romantico. E' spesso chiamata la "Venezia dell'India" o il "Kashmir del Rajasthan".  Forse qualcuno se la ricorda nelle scene di James Bond, "Octopussy". Fondata nel 1568 dal maharaja Udai Singh, la città è caratterizzata dai suoi tipici palazzi bianchi in calce.A Udaipur si visitano il lago Pichola e il possente City Palace, il palazzo-fortezza più grande di tutto il Rajasthan. Poi il museo, i giardini e il tempio induista Jagdish Mandir, dove al tramonto  potete assistere ad un'affascinante puja.

Nel pomeriggio visitiamo il complesso shivaita di Eklingi dove ci confonderemo tra le centinaia di pellegrini scalzi che vi transitano ogni giorno. Qui si entra scalzi e senza calzini, ma il pavimento è molto pulito. Per questo o per altri motivi pochi stranieri arrivano fin qui, ed è un peccato perchè  i suoi oltre 100 templi del VIII secolo sono cesellati mirabilmente e riportano praticamente tutti i miti induisti, dalla trimurti alle cavalcature, dalle reincarnazioni al Kamasutra. La visita di oggi ci consente di ripassare tutte le letture che abbiamo  fatto prima della partenza e di acquisire nuove conoscenze sul pantheon induista.

Dopo andiamo nella vicina Nagda, città che accoglie i resti  della capitale del Marwar dove sorgono tre antichi templi: le rovine del tempio jainista di Abduji e i templi (questi perfettamente conservati) di Sas e di  Bahu, cioè della madre e della nuora. 
Poi torniamo ad Udaipur per una serata libera in questa bellissima città.
Secondo pernottamento a Udaipur.

Giorno 4: Udaipur - Ranakpur - Jodhpur(udaipur-Ranakpur 90 km - 3 ore.  Ranakpur - Jodhpur 210 km - 4 ore)  (31 dicembre)
Oggi ci trasferiamo a Jodhpur, la città  blu, e sulla strada di fermiamo a Ranakpur, città dai raffinati templi jainisti. Il più bello, che visitiamo, è quello di Chaumukha, con le sue 29 sale sorrette da 1.444 colonne, tutte diverse tra loro.  Janisti da tutta l'India arrivano tutti i giorni a visitarlo, ne vediamo alcuni che portano una benda sulla bocca e che spazzano con una scopa  il suolo dove camminano. Cosa stanno facendo? Dovete sapere che i janisti sono vegetariani e non uccidono alcun animale, insetti compresi. La benda sulla bocca gli serve per non inghiottire le mosche e la scopa allontana le formiche e gli impedisce di pestarle! 
Attraversiamo i Monti Aravalli sperando di incontrare le transumanze dei pastori rajasthani con i loro  turbanti rossi. 
Arrivo a Jodhpur in serata e pernottamento. 

Giorno 5: Jodhpur- Jaisalmer. ( 300 km - 5 ore) (1 gennaio)

Jodhpur è nota anche come la “città del sole” per il bel tempo che gode durante tutto l’anno (non a caso si trova giusto al confine con il deserto di Thar). Il suo regno fu governato dal potente clan Rathor, che discendeva direttamente da Rama, l'eroe del Ramayana. La prima cosa che vi colpirà saranno i suoi colori: qui le case sono dipinte in tutte le tonalità del blu, tanto è vero che ci si riferisce a Jodhpur anche come “la città blu”.  Inizialmente blu erano solo le case dei brahmini ma poi ne sono state dipinte altre dopo aver scoperto che questo colore... teneva lontane le zanzare.

La mattina sarà dedicata all'enorme Fortezza di Meherangarh che spicca su un'altura come il nido di un'aquila. Il forte è una struttura colossale difeso da una serie di porte e portoni e da centinaia di feritoie. Questo forte è stato teatro di numerosi tentativi di assedio e la popolazione era sempre all'erta e pronta a tutto. Nonostante ciò una volta fu conquistato dai nemici e tutte le donne fecero una gigantesca jawar, il suicidio collettivo sul rogo al fine di non essere catturate dagli invasori. La jawas è un'antenata del più famoso sati, il suicidio delle vedove che fino all'inizio del secolo scorso era ancora praticato in India.

Poi si scende alla città vecchia, che è un dedalo di stretti vicoli, splendide haveli e cisterne medievali. Se si parte dalla vecchia Jai Pol, la Porta della Vittoria, si passa davanti alla cisterna Jetha Bera del XV secolo e si arriva al Juni Dhanmandi, il mercato delle granaglie, dove potrete acquistare un bel po' di spezie. Da qui in poi siete tra le  affollate botteghe del  Sadar Bazar, il mercato cittadino che si trova vicino la Torre dell'Orologio. Ottimo posto per comprare cose che troverete solo qui e in nessun'altra parte del mondo. Qui c'è il meglio dell'artigianato rajastano per ciò che riguarda stoffe, pelli e gioielli. Mentre vi dedicate allo shopping alzate un po' gli occhi sui vecchi edifici pubblici della città, come la Stazione ferroviaria, la Corte Suprema o il vecchio ospedale.

Dopo pranzo lasciamo la bella Jodhpur per un viaggio nel deserto che ci porterà nella la lontana Jaisalmer, incredibile e affascinante città nel deserto del Thar non lontana dalla frontiera con il Pakistan.
Pernottamento a Jaisalmer.

Giorno 6: Jaisalmer (2 gennaio)

Jaisalmer è un antico centro commerciale dell'itinerario della seta. E' detta “The golden city” per le sfumature cromatiche dell'arenaria utilizzata per la costruzione delle case.  Anche questa città è dominata da un forte che, a differenza di molte altre fortezze dell'India, è abitato e pieno di botteghe e abitazioni.  

Visitiamo Jaisalmer. Tra i suoi palazzi interamente scolpiti nell’arenaria ci sono bellissimi templi jainisti e  raffinate “haveli”, le case dei ricchi mercanti. Ne visitiamo qualcuna ammirandone l'architettura e lo stile.
Nel pomeriggio tempo libero a Jaisalmer. Oppure si può fare un'escursione a Khuri, un villaggio nel Deserto del Thar. Al tramonto si può fare un giro in cammello. Certo, è una cosa un po' turistica, ma il deserto è affasciante. Per cena si può rimanere nel deserto o rientrare in città. 
Pernottamento a Jaisalmer. 

Giorno 7: Jaisalmer - Karni Mata - Bikaner (330 km - 5/6 ore) (3 gennaio)
Oggi si lascia Jaisalmer e si parte verso est, con soste e visite lungo la strada rajasthana. 
Per esempio ci fermiamo al tempio di Karni Mata, detto anche "tempio dei topi". Il tempio è abitato dacentinaia di topi grigi che, secondo la tradizione hindù, sono la reincarnazioni dei bramini. Sono considerati pertanto sacri e vengono protetti e nutriti dai fedeli con grandi ciotole di latte, cocco e cereali. Si dice che chi tra tutti i topini grigi ne vedrà uno bianco... sarà molto fortunato.
Arriviamo a Bikaner, dove si dorme.

Giorno 8: Bikaner - Jaipur (330 km - 5 ore) (4 gennaio)

Oggi si visita questa città rajastana al limitare del deserto del Thar.

Bikaner non è famosa come le altre città del Rajastan, ma ha secondo noi le haveli più belle di tutto lo stato. Ci sono anche il bellissimo Junagarh Fort del XVI secolo, il tempio giainista di Bhandasar e un vivace mercato.

La città fu fondata nel 1488 su antiche strade carovaniere, per cui divenne un fiorente centro commerciale molto ambito anche... dai predoni. Per questo motivo è racchiusa in un imponente spalto merlato (5 km di circonferenza, 5/9 mt. altezza) ed è sovrastata dal Junagarh Fort. 
Al periodo moderno del Maharaja Ganga Singh, che governò per 56 anni, risalgono il famoso "Ganga Canal", imponente costruzione per l'irrigazione che convoglia sin qui le preziose acque dell'Himalaya, e il Lalgarh Palace, reggia eretta tra il 1902- 1926, da pochi anni trasformata in albergo, perfetto esempio dello stile indo-saraceno. La famiglia reale di Bikaner vive ancora in una parte del palazzo. 
Un altro bel palazzo è il Gajner Palace, in arenaria rossa, residenza estiva dei maharaja, descritto come "incomparabile gioiello nel deserto del Thar". Si trova sulle rive di un lago, circondato da un bellissimo parco alberato, venne usato dai reali per battute di caccia e ricevimenti di re e dignitari da tutto il mondo ed ora in parte trasformato in albergo.

E lo shopping? Bikaner è anche un famoso centro per le manifatture di tappeti e coperte, vasellame e legni intarsiati, gioielli e smalti, lavorazione di pelli di cammello e dolciumi. 

Poi ci avviamo verso Jaipur, The pink city, con i suoi  abitanti, costumi, templi, colori, musiche, antichi palazzi . Durante il tragitto ci fermiamo a visitare il villaggio di Samode e poi, una volta giunti nella città rosa potremo assistere alla cerimonia presso il tempio di Govinda Devi Mandir. 
Notte a Jaipur.

Giorno 9: Jaipur  - Amber - Jaipur (5 gennaio)

Jaipur è la capitale del Rajasthan. Fu fondata nel 1728 dal Maharaja Sawai Jai Singh II. 

La mattina sarà dedicata all'escursione alla vicina Amber e alla visita del Forte Man Singh. 
Amber è stata fondata nel X secolo da un principe rajput in un luogo strategico sulla via carovaniera tra Delhi e il Rajasthan. Divenne la capitale di un potente Stato grazie anche all'alleanza dei suoi sovrani con i Moghul. La città fprtificata sorge entro una possente cinta muraria. Per salire si può andare a piedi oppure... in elefante.
Poi rientro in città e altre visite: 
l'Hawa Mahal (comunemente chiamato Palazzo dei Venti) costruito nel 1799 è un palazzo di otto piani la cui facciata, in arenaria rosa, comprende quasi mille fra nicchie e finestre, tutte finemente lavorate a merletto. Dalle finestre le donne di corte, non viste, potevano assistere alla vita della città. 
l'osservatorio astronomico Jantar Mantar è un posto davvero singolare: un osservatorio astronomico all'aria aperta i cui enormi strumenti astronomici sono tutti costruiti in pietra.
Altra attrazione della città sono i bazar ed i mercati, numerosissimi e suddivisi a seconda delle varie e molteplici attività artigianali. Per citarne alcune: gioielli, pietre preziose, smalti, stoffe sia stampate che intessute, oggetti intagliati.
Secondo pernottamento a Jaipur.

Giorno 10: Jaipur - Galta - Abhaneri - Fathepur Sikri - Agra (Jaipur- Agra 250 km - 5 ore) (6 gennaio)
Oggi partiamo verso est e ci fermiamo a visitare il tempio di Galta, un luogo poco turistico ma davvero meraviglioso. Se c'è tempo sosta anche ad Abhaneri, il pozzo- palazzo (1000 d.C.), un tempio scavato sottoterra per effettuare le cerimonie nel periodo della calura estiva. 
Poi si prosegue per Fathepur Sikri, l'impressionante città abbandonata costruita dall'imperatore Akbar tra il 1571 e il 1584 in onore del suo maestro sufi Salim Chisti, del quale qui si trova la tomba con le spoglie. La città fu abitata solo per... 15 anni! Questo perchè avevano sbagliato a costruirla in una zona priva d'acqua (ops...).  Ma in questi 15 anni fu capitale assoluta di un grandioso impero, quindi c'è moltissimo da vedere. All'interno di questo enorme forte si mescolano gli stili architettonici più impensati e tendenze religiose molto diverse: indù, musulmana, janista, cristiana.

E siamo ad Agra, la grande capitale moghul e di Akbar (1561-1605), il Gran Moghul, il forte sultano guerriero che la scelse per il suo regno facendovi costruire il Forte Rosso.
Agra si può dire che sia la destinazione più “turistica” dell’India. Abbiamo messo le virgolette perché ad affollare le sue strade e l’ingresso al celeberrimo Taj Mahal i turisti stranieri sono solo la minoranza. Gli indiani di fede musulmana (ma anche gli altri) adorano il Taj Mahal!

A seconda del periodo dell'anno e del giorno della settimana (il venerdì il Taj Mahal è chiuso) decideremo se visitare il Taj Mahal oggi al tramonto oppure domani.

Notte a Agra.

Giorno 11: Agra e iTaj Mahal - Dehli (7 gennaio)
Ed eccoci qui ad Agra per visitare uno dei monumenti più famosi al mondo: il Taj Mahal. E' indiscutibilmente il simbolo dell'India anche se, e questo è curioso, non è un monumento induista ma musulmano. Fu fatto costruire dall'imperatore moghul Shah Jahan nel 1631 in memoria della moglie Mumtaz Mahal, morta durante il parto del quattordicesimo figlio. Tutto l'amore dell'imperatore è espresso in questo colossale mausoleo di stile islamico Mughal. All'alba e al tramonto il marmo bianco si illumina di colori magici.Nel pomeriggio rientriamo a Delhi. Se abbiamo il volo notturno andiamo direttamente in aeroporto, altrimenti passiamo la notte a Delhi e pernottamento.

Giorno 12: Delhi - Italia

Oggi prendiamo il volo di rientro per l'Italia.

 

 

La quota comprende:
- voli intercontinentali di linea
- voli interni in classe economica 
- le tasse aeroportuali
- franchigia bagaglio 20 kg
- autobus a disposizione per tutta la durata del viaggio, con aria condizionata, autista e assistente
- sistemazione in camera doppia in hotel 4 stelle (qualche notte 3 stelle, qualche notte anche 5 stelle), o heritage b&b
- guide locali in italiano e inglese per le visite previste nel programma
- Assicurazione Medico Sanitaria e Bagaglio

Al viaggio partecipa un vagabondo DOC - chi è? cosa fa?

La quota non comprende:
- il visto (a propria cura € 53, al consolato di Roma, 68 a Milano oppure fatto con un'agenzia € 86-101);
- i pasti
- le mance
- gli ingressi nei musei e ai monumenti
- gita in cammello a Khiri facoltativa (costo cammello circa 5 euro)

- assicurazione annullamento (opzionale, se la volete stipulare avvertite lo staff al momento dell'iscrizione)

 (Per pasti, ingressi e mance per semplicità  potrete fare una cassa comune, fate conto un 12 euro al giorno, 15 se cenate nei migliori ristoranti - vedi Dove e cosa mangiare in India ).

 

 


Forum del Viaggio



Forum del viaggio

carissimaaa... Torni a farti un viaggetto con me?!?!

che bello....

Una scorpacciata di colori, odori, sapori, forme e spiritualità!!!

ti aspetto!

Gio, 08/25/2016 - 16:08 Collegamento permanente

Ciao Milena, sto seriamente pensando di fare questo viaggio.... non mi sono mai iscritta per prima.... c'è qualcuno che rompe il ghiaccio??? :-)

Ven, 09/09/2016 - 21:32 Collegamento permanente

Ciao a tutti! ci sto pensando seriamente di unirmi a questo viaggio per capodanno!

eventualmnete ci sarebbero altri ragazzi della mia età?! ho 27 anni :D

Mar, 09/20/2016 - 17:35 Collegamento permanente

vi rispondo in ordine di comparizione...

@elvjjj anche a me piacerebbe moltissimo viaggiare ancora con te e conoscendoti posso dirti che questo viaggio sarebbe adattissimo a te... Risolvi in fretta i tuoi incastri e unisciti a noi... Ti ricordi cosa è successo con la Thai?!? ;)

@Irene se non lo hai mai fatto è la giusta occasione per essere tu la prima a rompere il ghiacci... Dai dai dai!!!*clapping*

sai che l'acconto ti verrà chiesto solo quando il viaggio sarà confermato, quindi non corri nessun rischio e fai solo in modo che il viaggio si confermi prima!!!

ci sono viaggi che una volta confermati si riempiono in una settimana... Vero Elvj??? Tu lo hai provato sulla sua pelle!!!

@whiteandrew se ti iscrivi con molta probabilità attirerai altri ragazzi della tua età...questo forum serve proprio a questo, a conoscere prima qualcosa delle persone con cui viaggeremo... e comunque se può esserti di conforto la mia età mentale è mmolti vicina alla tua ;)

vi aspetto tutti ragazzi e presto cominceró a raccontarvi qualcosa di questo viaggione!!!

Sab, 09/24/2016 - 12:01 Collegamento permanente

sicuramente ci sarà anche una partenza da Milano per questo viaggio e i voli verranno pubblicati sul forum appena si confermerà il viaggio. Ti consiglio di mandare una mail a staff@vagabobdo.net e il nostro efficientissimo staff ti darà tutte le info sui voli.

Per quanto riguarda la divisione della stanza lo decideremo quando ci incontreremo in aeroporto seguendo le simpatie del momento ...e spesso facciamo ruotare le stanze per creare lo spirito di gruppo... O se siete timidi faremo un'estrazione!!!

a presto!!!

Sab, 09/24/2016 - 16:15 Collegamento permanente
raffy
Staff  Staff

la partenza è da Roma ma si valuterà anche una eventuale partenza da Milano non appena il viaggio verrà confermato.

Lo Staff

Lun, 09/26/2016 - 10:44 Collegamento permanente

Sapete già quali sono gli orari dei voli da/per Roma? Lo chiedo perchè il volo è piuttosto lungo e volevo avere un'idea della durata e degli scali.

grazie mille

Mar, 09/27/2016 - 21:23 Collegamento permanente
raffy
Staff  Staff

Indicativamente il piano voli sarà questo ed è un volo diretto su Delhi.

Potrebbe variare a seconda della disponibilità.

AI 122  W   WE28DEC  FCODEL HK15  1940 0715+1
AI 123  G   SU08JAN  DELFCO HK15  1420 1805

Lo Staff

Mer, 09/28/2016 - 09:54 Collegamento permanente

come vedi i voli attualmente disponibili sono ottimi, per questo invito tutti gli interessati a questo viaggio di iscriversi appena possibile per poterli confermare...*clapping*;)

Per quanto riguarda l'estensione a Varanasi io sono disponibilissima a farla e anche per questa serve un numero minimo di partecipanti...allego qui il programma per tutti, leggetelo attentamente perchè è davvero strepitoso:

Chi prosegue il viaggio...

Chi prosegue il viaggio va a dormire a Gwalior.

image

Giorno 12: Gwalior - Orcha (120 km - 3 ore)

Gwalior è una città spesso ignorata dal turismo. A torto secondo noi, perché invece è ricca di splendidi templi e di colossali statue-sculture jainiste del V secolo scolpite nella roccia. 
La città fu la culla di grandiose dinastie rajput e nel 1526 passò ai Moghul. Dopo vi arrivarono i Marathes e gli inglesi.  Oggi ci appare come una caotica cittadina circondata da un altipiano e dominata da un grande forte che si estende per 3 chilometri in lunghezza e 1 in larghezza. Già sulla rampa di accesso ci appaiono le prime statue janiste scolpite nella roccia. Centinaia (per la precisione 127) di giganti di pietra.
La Cittadella è davvero grande e comprende:
- il Man Mandir Palace. Costruito dal raja Man Singh tra il 1486 e il 1517 per farne la sua residenza. Una residenza a prova di attacco! E’ un vero e proprio nido d’aquila: la facciata si apre sul vuoto e sembra un prolungamento della montagna. Purtroppo però nei secoli qualche ladro ci è entrato, una volta incastonati nelle pareti c’erano diamanti e pietre preziose. Oggi… no. Osservate comunque l’ingegnoso sistema di “aria condizionata” delle sale estive.
- Teli-ka Mandir, un enorme (32 metri di altezza) monumento in pietra che divide gli archeologi sulla sua origine. Alcuni pensano che sia un santuario janista, altri che sia dedicato a Vishnu. Ma c’è una leggenda popolare che propone una terza ipotesi: questo sarebbe… un palazzo erotico. Fatto costruire da un imperatore in occasione delle sue nozze, doveva servire a ospitare gli sposi durante i primi 3 giorni di matrimonio. La tradizione allora prevedeva 3 giorni di segregazione per fare sesso con tanto di… personal trainer. Eh si, un istruttore si chiudeva con loro con un intenso programma: primo giorno: posizioni, secondo giorno: il marito doveva apprendere le tecniche per soddisfare la moglie, terzo giorno: la moglie doveva apprendere le tecniche per soddisfare il marito.
- Sasbahu, due templi dell’XI secolo dedicati a Vishnu. Lo stile ricorda molto quello janista di Ranakpur in Rajasthan.
- Madya Pradesh Archeological Museum, ricavato dal palazzo della favoriva di Man Singh
… e molte altre cose.

Proseguiamo poi il viaggio per Orcha, un tempo capitale della dinastia Bundela,  uno dei luoghi  cari  alla tradizione di Rama. 
Orcha è una cittadina tranquilla immersa nel verde, dove riposarsi le orecchie dai clacson. Il suo nome significa “nascosta”. Sembra quasi un paesotto e chi non lo sa si stupisce che un tempo sia stata la capitale della dinastia rajput dei Bundela.
Ma lo era! Fu fondata dal raja Rudra Pratap al principio del XVI secolo e i Bundela vi si trasferirono qualche anno dopo. Peccato solo che l’impero Moghul con in testa Shah Jahan (che ormai sta diventando protagonista di tutte le nostre storie) dopo averli appoggiati per una manciata di anni decise di spodestare i Bundela e saccheggiare Orchha, che cadde in disgrazia e fu ricoperta dalla foresta.
Pernottamento a Orchha.

Giorno 13: Orcha - Khajuraho (170 km - 3/4 ore)
Oggi chi si sveglia presto può fare una passeggiata all'alba sul fiume Betwa con il panorama dei decadenti, ma affascinanti, palazzi Bundela.
Visitiamo il Raj Mahal, il palazzo costruito da Maduhukar Shah, un chiaro esempio di architettura bundela: due semplici corti rettangolari attorno alle quali sorgono gli edifici a tre piani. Un tempo questo palazzo era pieno di arazzi e decori. Oggi si intravedono i resti delle piastrelle turchesi e degli affreschi nelle stanze reali. Nei sotterranei invece c’era una sorta di “sala del piacere” usata dal figlio di uno dei marajà per intrattenersi con olgettine dell’epoca. Ehm, è un ambiente architettonico che per noi italiani non rappresenta una sorpresa. Dalla cima del palazzo c’è un bel panorama sugli edifici circostanti e sulla campagna. Al tramonto è splendido.
Se ci va possiamo visitare anche le rovine del Rai Praveen Mahal, palazzo dove visse la poetessa Raj Praveen, che fu la favorita del raja Indramani. A quanto raccontano le leggende l'imperatore Akbar si invaghì di lei e la costrinse a raggiungerlo a Delhi. Ma la poetessa compose un testo che, parafrasato, diceva “solo cani e spazzini si accontentano di carne avvizzita” e Akbar capì che lei era fedele a Indramani e commosso la rimandò a Orchha. La struttura del palazzo, considerato una pietra miliare nella storia dell'architettura indiana, sintetizza meravigliosamente lo stile indo-islamico.

Poi con il nostro pulmino ci trasferiamo a Khajuraho, sarà un lungo viaggio attraverso la campagna. Arriviamo nel pomeriggio.

Il complesso di templi di Khajuraho è famoso in tutto il mondo per le sue sculture erotiche. Una fama che sminuisce parecchio l’importanza artistica di questo sito, ma che sicuramente diverte i viaggiatori più maliziosi. 
Khajuraho  è in realtà un luogo di culto e pellegrinaggio con raffinatissimi esempi di scultura indiana. Pensate solo che già intorno all'anno 1000 vantava la presenza di 85 templi attivi ed era frequentato da 50.000 pellegrini al giorno.

Notte a Khajuraho.

Giorno 14: Khajuraho - Varanasi (notte in treno)
Oggi abbiamo tutta la giornata per visitare con calma i templi.
Quello di Khajuraho è uno dei complessi più famosi dell'architettura indo-ariana di stile Nagara. Degli 85 templi edificati tra il 950 e il 1050 d.C. oggi ne restano una ventina. Scoperti nella giungla dagli Inglesi nel 1840, i templi cominciarono ad essere restaurati solo agli inizi del '900. La loro costruzione si deve ai sovrani rajput Chandela. La dinastia raggiunse il massimo splendore con il re Dhanga ( 950 - 1008 ) e sopravvisse prospera fino al 1202, quando le prime incursioni musulmane ne minarono la potenza. Il prestigio della dinastia Chandela  andò poi via via scemando fino all'annessione dei territori al Sultanato di Delhi nel 1310. 
I templi di Khajuraho, per la maggior parte in arenaria, sono disseminati in uno spazio aperto e su ampie piattaforme, spesso con quattro tempietti angolari. Sono caratterizzati tutti da un alto basamento a elaborate modanature che ne sottolineano lo slancio verticale. 
Seguendo la collocazione geografica il complesso di Khajuraho si divide in due settori, il più importante dei quali è quello occidentale che include i templi di:
- Varaha, ovvero il terzo avatar di Vishnu, lo riconoscerete perché ha le sembianze di un cinghiale
- Lakshmana, il tempio più famoso, con il fregio che gira tutto intorno al tempio rappresentando una serie di spassosissime scenette erotiche che hanno come protagonisti uomini, dei e animali. Ammiratele in tutte la loro sconcezza ma non dimenticate che l’erotismo presso le popolazioni indù è una cosa molto seria!
- Kandariya, dedicato a shiva, ha una shikhara (= torre) alta più di 30 metri e alcune sculture erotiche diventate famose, per esempio quella in cui un uomo soddisfa tre donne (forse nei suoi sogni?).
E poi ancora i templi di Jagadamba, Chitragupta, Pratapeshvara, Vishvanatha…

In serata prendiamo il treno notturno che ci porterà a Varanasi. Eh si, abbiamo deciso di provare pure l'avventura del treno notturno in India, in questo modo guadagnamo qualche ora in più a Khajuraho e la mattina dopo saremo già  pronti per cominciare le nostre visite. Sul treno si dorme in cuccette da 3 posti. Lenzuola e coperte sono fornite, ma se volte potete portarvi il vostro  sacco a pelo. 

Chi volesse farsi il viaggio in comodità può sempre prendere il volo aereo, che dura 1 h, ma va pagato a parte. Per chi viaggi in aereo c'è un supplemento di 80 euro + il costo del biglietto da quotare al momento della richiesta.

Giorno 15: Varanasi  - Sarnath - Varanasi
Arriviamo a Varanasi verso le 11 del mattino. 
Varanasi è la città più sacra all'Induismo. Non offre monumenti architettonici spettacolari, ma è essa stessa IL monumento, un monumento unico all'essenza dell'India.
Il suo nome era originariamente, al tempo dei Veda, Kashi. Divenne poi Varanasi, nome sanscrito. L’etimologia è incerta ma si pensa derivi dal fiume Varuna che scorre a nord e dall'Assi che scorre a sud.  Nel sec. XVIII si chiamò invece Muḥammadābād. E Benares cos’è? Niente, a quanto pare solo una deformazione creata dagli colonizzatori inglesi che non sapevano pronunciare il nome Varanasi.

Oggi andiamo a Sarnath, luogo ove Siddharta Gautama (Buddha) pronunciò il primo sermone davanti ai suoi 5 discepoli. Il Dhamek Stupa è perciò uno degli  stupa buddhisti più famosi al mondo.

In ogni caso saremo a Varanasi in tempo per la cerimonia del tramonto sul Gange. 
Dopo molta strada e tante persone conosciute siamo arrivati all’epilogo del nostro vagare per l’India del nord. Sotto una fitta nebbia ci appaiono il Gange e gli antichi palazzi che vi si affacciano. 
Epilogo è una parola azzeccata per questo posto. E’ qui che ogni indiano vorrebbe finire i suoi giorni: aspettare la morte sulle rive del grande fiume e, una volta arrivata, essere sicuro che le sue spoglie parteciperanno alla grande catena di montaggio delle cremazioni sui ghat, le scalinate sul Gange.
Al tramonto, all'ora della Puja, il fuoco e la luce vengono offerti al fiume tra canti, conchiglie suonate, cimbali, mantra e migliaia di offerte votive luminose che fluttuano sulle acque.
Notte a Varanasi.

Giorno 16: Varanasi/Delhi o... Calcutta

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Escursione in barca all'alba sul Gange con cerimonie del mattino e abluzioni.

Oggi ci sono due cose importantissime da vedere: le abluzioni mattutine e le cremazioni. Entrambe sono sul Gange. Prenderemo una barca per avere un punto di vista migliore e più discreto sulla vita, e sulla morte, presenti in questo luogo.
Un milione di pellegrini visita Varanasi ogni anno. E’ una delle sette città sacre dell'Induismo e anche un importante luogo di culto per il Jainismo. Sono oltre 50mila i brahmini che vi risiedono permanentemente. Ci vuole uno stomaco forte per visitare Varanasi e orientarsi attraverso i vicoli oscuri del quartiere antico gremiti di venditori di offerte, di pellegrini e di gente che semplicemente aspetta il suo turno di morire.
Perché la morte?
Si crede che chiunque muoia nel territorio compreso oggi dalla Panch Koshi Road, una strada a Nord del fiume Varuna, passi direttamente al regno dei cieli liberandosi dal ciclo delle rinascite. Il pellegrinaggio ortodosso prevede un lungo cammino che percorre prima la riva del Gange partendo dal Manikarnika Ghats - tra i più importanti per le cremazioni - fino al Assi Ghats, per poi compiere un ampio semicerchio intorno alla città, in totale 58 Km, e ritornare al Gange. Generalmente si impiegano sei giorni per compiere il percorso che è intervallato da santuari, ricoveri e villaggi attrezzati per l'ospitalità.
Tutto quello che abbiamo osservato in India, il marasma di contraddizioni, suoni, odori, lotte, frenesie, differenze… tutto finisce qui. E quel fiume umano formato da un miliardo di corpi e ignorato dal resto del mondo, sembra scorrere compatto verso una meta comune: la morte a Varanasi.
Si arriva qui e si attende la morte, e la reincarnazione; nella speranza di una vita futura migliore di questa. Migliore di questa.
E aspettando ci si bagna nel fiume sacro, il Ganga, secondo la leggenda purissimo e secondo i rilievi dei chimici uno dei fiumi più inquinati della terra. Fogne, residui industriali, cadaveri mal cremati o non cremati affatto, tutto finisce in quest’acqua. Il livello dei batteri fecali è fino a 300 volte più alto del limite consentito.
Però qui si fanno le abluzioni ogni mattina e la vita scorre lenta sui gath, le scalinate che affacciano sul fiume. All'alba si fanno riti al sole nascente e al tramonto il fuoco e la luce vengono offerti al fiume. Questi ghat un tempo erano sovrastati da sontuosi palazzi.  

Lungo i principali ghat, i pellegrini recitano un mantra sacro, si immergono per tre volte consecutive e poi bevono una sorsata d’acqua del Gange, tutte le mattine.
La gerarchia delle caste è particolarmente evidente. Gli ombrelloni servono anche per ripararsi dal sole ma la loro funzione primaria è quella di indicare la postazione delle famiglie di bramini, la casta superiore. Sotto grandi parasole bianchi i sacerdoti, gli astrologhi e gli indovini prestano servizio per i credenti, impartendo mantra e responsi, officiando riti e intercedendo con le divinità, mentre centinaia di Sadhu meditano praticando yoga o semplicemente trascorrono lungo il fiume la loro vita ascetica.
I paria, gli intoccabili, lavorano senza sosta lavando vestiti nel fiume. Per tradizione gli toccano i compiti più impuri, come la rimozione di rifiuti e animali morti. Ma qualcosa sta lentamente migliorando anche per loro. Si dice che l’uomo più ricco di Varanasi sia un intoccabile, quello che vende la legna per le cremazioni.
C’è anche un ghat riservato alle signore. Le donne sono escluse da buona parte della vita sociale, per esempio non possono partecipare ai funerali; si metterebbero a piangere e attorno al morto non deve esserci dolore ma la gioia per la sua futura reincarnazione. Neanche le macchine fotografiche sono ammesse davanti ai roghi, e noi le spegniamo. Non vi raccontiamo qui come avviene il rito della cremazione, con la parola scritta è impossibile da descrivere.

Per coloro che scelgono di concludere qui il viaggio la giornata prosegue con il volo Varanasi/Delhi, dove trascorreranno la notte. Volo di rientro per l'italia il giorno 17.

Gio, 09/29/2016 - 08:46 Collegamento permanente

ciao milena, ciao elvy... sono molto interessata a questa partenza... parliamone.... oltretutto elvy è stata la mia grande compagna di stanza per il miuo primo viaggio vagabondo....mi organizzo un po'...intanto un saluto

Dom, 10/02/2016 - 13:16 Collegamento permanente

ma io vi consiglio di cominciare a iscrivervi perché questo viaggio partirà di sicuro e per esperienza vi dico che appena qualcuno comincerà ad iscriversi poi rischia di completarsi molto in fretta e rischiate di trovarlo full... a Elvy è già successo... Vero carissima?!?

buona domenica a tutti!!!

Dom, 10/02/2016 - 17:32 Collegamento permanente

Ciao a Tutti, sono Luca dalla provincia di Piacenza, molto interessato al viaggio, anch'io con partena da Milano e estensione a Varanasi, per favore, desideravo sapere qual'è il numero minimo perchè sia confermato e quando scadono le iscrizioni?

Grazie, ciao

 

Lun, 10/10/2016 - 09:17 Collegamento permanente



  • Prezzo base: 2150
  • Cassa comune: 180
  • Partenza: 28 Dicembre 2016
  • Ritorno: 8 Gennaio 2017
  • Durata: 12 Giorni
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