Gruppo Birmania a oltranza - Partenza del 2017-08-10

Birmania Easy Style

10
Ago
Completo

Viaggiare in Birmania, oggi Myanmar, significa addentrarsi in una parte di Asia ancora autentica tra templi antichi a Bagan, villaggi sulle acque al Lago Inle e sorrisi sinceri in tutto il Paese… Questo viaggio vi sorprenderà.

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Dettagli del viaggio

Completo
  • Quota: 2650 €
  • Cassa comune: 180 €
  • Partenza: 10  Agosto  2017
  • Ritorno: 24  Agosto  2017
  • Durata: 15 Giorni
  • Vagabondo DOC: _Nur_
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Partecipanti

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Tommaso è fiorentino, e ha una Smodata Passione per i Viaggi e sopratutto per le diversità che ha sempre accolto come fonte di arricchimento. Ha studiato informatica e attualmente scienze della comunicazione, ma è anche appassionato di Antropologia,… Continua a leggereVagabondo DOC

Tommaso è fiorentino, e ha una Smodata Passione per i Viaggi e sopratutto per le diversità che ha sempre accolto come fonte di arricchimento. Ha studiato informatica e attualmente scienze della comunicazione, ma è anche appassionato di Antropologia, Fotografia, Poesia e Musica etnica per compensare il suo lato più razionale.

Ha sempre avuto la passione del viaggio,per conoscere le diversità, le varie sfumature di cui è fatto il nostro mondo e i popoli che lo abitano e i suoi punti di vista, calarsi il più possibile nella realtà del paese visitato e non semplicemente come meri "turisti" alla scoperta solo delle attrattive più famose.

_Nur_

Questa partenza

  • 10
    Ago
    Dal 10  Ago al 24  Ago
    Completo

Forum del viaggio

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Forum del viaggio

6/6/2017 - 14:59 Collegamento permanente

Per la Birmania non c'è nessuna vaccinazione obbligatoria e secondo me non ce n'è nessuna da fare.

Per quanto riguarda il gruppo whatsapp è ancora presto secondo me mentre il tempo per fare è visto è all'incirca 2 settimane quindi anche per questo ci sarebbe tempo, comunque per maggiori informazioni sul visto manda pure una mail allo staff che ti rispondrà subitissimo *biggrin*

Vi lascio anche qualche libro da leggere:

Un classico è:

Giorni in Birmania di George Orwell.

E’ il primo romanzo dell’autore. Protagonista è il trentacinquenne John Flory, mercante angloindiano di legname che, insofferente ai codici di comportamento dei sahib bianchi e attratto dalla cultura orientale, si muove a cavallo tra due mondi senza riuscire a trovare una propria collocazione e, privo della forza morale necessaria per ribellarsi alla comunità bianca, rimane frustrato dagli inevitabili compromessi.

Tiziano Terzani:

In Asia

Leggendo questo libro ci si trova a rivivere gli eventi che hanno segnato la storia asiatica degli ultimi trent'anni, a ripensare ai grandi ideali che l'hanno formata e ai protagonisti delle sue svolte, a dare uno sguardo al suo futuro. E al tempo stesso l’autore ci invita a prestare ascolto all'altra voce, quella dell'Oriente vero, vissuto nella sua quotidianità, in mezzo alle donne e agli uomini, alle difficoltà, ai contrasti, ai riti, alle curiosità.

Un indovino mi disse

Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello "Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare mai". Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sul senso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage.

Il palazzo degli specchi di Amitav Ghosh

Il romanzo dipinge un grande affresco che attraversa tutto il Novecento seguendo i percorsi intrecciati di tre famiglie tra Birmania, India e Malesia. La storia è scandita dal succedersi di amori, matrimoni, nascite e separazioni, cui fanno da sfondo le violenze della Storia, dall'ingresso dell'esercito inglese a Mandalay nel 1885, con la caduta del regno di Birmania, alla Seconda guerra mondiale, la lotta dell'India per l'indipendenza e la fine dell'impero coloniale britannico. Dietro lo scorrere impetuoso della saga storica, sono evidenti gli enormi cambiamenti provocati dall'impero nella cultura materiale dei paesi conquistati.

L'accordatore di piano di Daniel Mason

1886, autunno. L'accordatore di piano Edgar Drake riceve una strana richiesta dal Ministero della Guerra britannico: deve lasciare sua moglie e la sua tranquilla vita londinese per trasferirsi nella giungla birmana e accordare un raro esemplare di pianoforte Erard. Lo strumento appartiene al colonnello medico Carroll, comandante dai metodi poco ortodossi di un avamposto dell'esercito inglese in una zona sperduta e ostile della Birmania. Nel suo viaggio attraverso l'Europa, il Mar Rosso e l'India, Edgar Drake incontra strani e coloriti personaggi.

Nonchè i libri di Aung Sang Suu Kyi

A presto intanto! *lol*

Repondi
6/6/2017 - 17:51 Collegamento permanente

Buongiorno ragazzi,

è possibile trovare alcune informazioni utili sul paese che andremo a visitare sul sito viaggiare sicuri della Farnesina, questo il link:

http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/myanmar.html

Come anticipato da Nur, non esistono vaccini obbligatori per chi arriva dall'Italia. Anche io, come Arianna, chiederò comunque una consulenza ad un centro specializzato della mia città. 

Repondi
7/6/2017 - 12:04 Collegamento permanente

Ciao Kal,

ho già contattato lo staff comunque per sicurezza mandagli anche tu una mail per promemoria, 

un saluto e un sorriso *lol*

Repondi
7/6/2017 - 12:24 Collegamento permanente

Ciao a tutti,

volevo riportarvi anche qui questo bellissimo racconto di viaggio di una partecipante del primo viaggio di Vagabondo in Myanmar:

Parti con sconosciuti, una compagnia ristretta, sette in tutto provenienti dall'intero stivale, dal confine con la Svizzera alla Sicilia.

Arrivi a Yangon con un caldo sudatissimo che ti rimarrà appiccicato alla maglietta per le intere due settimane di viaggio, e trovi un traffico che a confronto il tamponamento all'ora di punta sul grande raccordo anulare è viabilità scorrevole. Doccia veloce per togliersi di dosso il jet lag (eliminare il sudore sai già che sarà una battaglia persa), e subito a visitare la prima pagoda, la prima di una lunga, lunghissima serie.Impari subito che al cospetto del Buddha si arriva scalzi, senza scarpe né calzini, non importa se piove e ci sono le pozzanghere, non importa se calpesti cacche di scimmia o gatto, se devi usare un ascensore o le scale mobili, se devi attraversare un mercato o arrampicarti su rovine in mezzo ad una foresta, vai scalzo e pensa positivo, pensa che non prenderai nessuna malattia.Solo nel primo pomeriggio ti fai fuori gigabyte di foto per immortalare l'oro che ricopre ogni millimetro degli edifici sacri, pungiglioni dorati che riempiono l'orizzonte fino a dove arriva lo sguardo. Tempo qualche giorno e avrai visto così tante foglie d'oro che ti ritroverai a pagare un solo biglietto, invece che sette, per avere il permesso di scattare foto, tanto ogni gruppo ha di sicuro colui che viene eletto fotografo ufficiale. Vedrai così tanti Buddha d'oro che alla fine ti serviranno gli occhiali da sole, e non potrai far altro che ridere di fronte all'ennesima statua talmente poco sobria che stonerebbe addirittura in un salotto rococò.Non necessariamente in questo ordine impari anche che: i monaci hanno lo smartphone più figo del tuo, le persone hanno nomi assurdi e se si chiamano Gnegne ne vanno anche orgogliose, l'aria condizionata è così potente che se non ti copri per bene rischi di prenderti un febbrone (true story), la pronuncia corretta del saluto mingalabar è mingalabaaaaaaaaaaaaaaaaar con tonalità crescente, i bambini birmani parlano più facilmente italiano che inglese, la somma di tanti souvenir economici risulta in realtà in una spesa consistente e in una valigia strabordante (ma d'altronde le sciarpe ricordo non sono mai abbastanza e un vestito tradizionale che fai, non lo compri?).Per quanto riguarda il cibo, scopri che la scelta è vastissima: si va dal riso ai noodles, alternati sapientemente a colazione a pranzo a cena. La birra must è la Myanmar, sia a pranzo che a merenda che all'aperitivo che a cena, perché l'alternativa sarebbe la degustazione di vini locali e quella decisamente non è un'opzione raccomandata. In realtà mangi a tratti bene, a tratti molto bene, e la cosa importante è non chiedersi mai cosa stai mangiando, tanto "in corpo c'è buio" e "quel che non ammazza ingrassa", almeno così la penso io e così dicono i proverbi a casa mia. E, fra parentesi, con tutto quello che sudi sfido veramente a ingrassare. Per momenti di disperazione ci sono quasi sempre ristoranti occidentali in agguato, ti accalappi pure un'ottima pizza a Bagan, ma facciamo due va, che ci ritorni volentieri in pizzeria in Birmania, fa molto chilometro zero.I giorni passano e conosci un popolo sorridente, gentile, che ti saluta dalla strada mentre passi con l'autobus, che ti grida mingalabaaaaaaaaaaaaaar dalla barca sul lago, un popolo che non ha quasi niente ma è più contento di te il giorno che ti danno la tredicesima. Conosci un cielo con riflessi dorati, tramonti che ti illuminano gli occhi di una luce nuova, cominci sul serio a pensare positivo, impercettibilmente la tua vita inizia a muoversi lungo la strada del Buddha. Quando meno te lo aspetti qualche passante ti ferma per strada e ti chiede di fare una foto insieme, non si sa bene per quale motivo, ma sei preparato a dar sfoggio del tuo profilo migliore. E sorridi, sorridi sempre, anche se sei scocciato o schifato o annoiato o stanco o triste, sorridi fino a quando sorriderai tanto da essere contento.Ti intestardisci a fare foto alla distesa di pagode a Bagan, ne scatti una dopo l'altra, ad ogni minuto di tramonto che passa, perché speri di riuscire a riportare a casa quell'immagine unica, per la quale ti sei fatto un viaggio fin quasi all'altro capo del mondo. Dopo un po' realizzi che nemmeno un fotografo professionista sarebbe in grado di immortalare quella bellezza, quella pianura di storia e fede, quei templi di pietra che cercano di arrivare il più in alto possibile fino a toccare il Nirvana. E quindi niente, te ne rimani appollaiato su una pietra, sull'ultimo piano di una delle mille e mille pagode, con i piedi penzoloni verso il vuoto, e stai lì a guardare il sole che se ne va tranquillo, mentre le sagome degli stupa cambiano colore sulla linea dell'orizzonte. Tramonto dopo tramonto comprendi che ti porterai a casa molto di più di una foto venuta non troppo bene, ti porterai dietro la serenità e la semplicità di una terra che ti ha liberato il pensiero e che ti ha regalato una filosofia di vita.imageOramai sei quasi a fine viaggio e i tuoi compagni, da sconosciuti che erano, sono già amici dei tempi d'oro. Hai visto un numero spropositato di fabbriche dove producono: i tessuti, il filo di fior di loto, i pugnali, le barche, gli ombrelli di carta, le statue, la grappa, i sigari. Dimentico qualcosa? Ah, già, la fabbrica di foglie d'oro, dove addirittura fanno la crema per il viso con polvere di oro. Non ne puoi veramente più di pagode e statue del Buddha, le foto cominciano a sembrare tutte uguali, ti arrampichi sugli alberi e su sculture di ragni giganti per passare il tempo, giochi a nascondino in una grotta neanche avessi cinque anni, scrivi con pennarello indelebile sul muro della fabbrica di ombrelli di carta "Primo gruppo Vagabondo agosto 2015". Incredibilmente continui ad essere contento, nonostante la partenza si avvicini.Torni a casa e non mangerai riso e noodles per qualche settimana, riprendi a lavorare e racconti a tutti che sei stato al monte Popa (dove sono andati anche quelli di Pechino Express), vivi di nuovo la tua vita quotidiana e pensi positivo. Ogni volta che dovrai fare il giro di qualcosa lo farai in senso orario, perché in Birmania ti hanno detto che porta bene, e se anche non fosse vero non importa, pensi positivo e vai in senso orario, inarrestabile, con il volto sorridente, il cuore allegro, la mente serena.Autore: Testo di Cenina e foto di Dyante Spero vi sia piaciuto, a presto!*biggrin*:ciao:  

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