I Tappa - Avventura in Australia

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La citta' di Kuala Lumpur (visitata nello scalo tecnico), il trekking fra le dune e le foreste di Fraser Island e la citta' di Brisbane

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I Tappaimage ::
II Tappaimage ::
III Tappaimage ::
IV Tappaimage :.
Scritto da Matteoimage

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Ringraziamo il nostro amico Scott, senza il quale questo viaggio non sarebbe stato così bello; ringraziamo Marthy e tutti i ragazzi della casa di Coogee a Sydney per la simpaticissima ospitalità. Ringraziamo quindi la Malaysian Airlinesimage, il calzaturificio Crispiimage, e la Ferrinoimage per l'aiuto fornitoci nell'organizzazione del viaggio.
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Il Volo e Kuala Lumpur

23 Ore di aereo sono tantissime, ma noi siamo stati fortunati: lo scalo a Kuala Lumpur, la capitale della Malesia, dura tutto il giorno, dalle 9 alle 21 e così potremo smaltire parte della stanchezza da fuso orario.

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L'ultima foto è presa da:
http://www.tropicalisland.de/image
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L'aeroporto di Kuala Lumpur è modernissimo e molto bello, con pareti in vetro e acciaio che affacciano su felci arboree e vegetazione tropicale.
Le prassi burocratiche per turisti in transito che vogliono fare un giro in città sono ridotte al minimo ed in mezzora siamo sul treno che collega l'aeroporto alla città.
Il simbolo della città sono le due gigantesche torri gemelle, che credo siano i grattacieli più alti del mondo, collegate da un ponte a circa un terzo dell'altezza, e dalle forme decisamente orientali.
Ma noi abbiamo un altro obbiettivo: il giardino delle orchidee e quello delle farfalle che ci ha consigliato la nostra amica Francesca (lei in realtà ci ha consigliato tante cose, ma l'idea di farfalle ed orchidee in una città all'equatore ci ha stuzzicato molto).
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Decidiamo di raggiungere il parco a piedi (da dove siamo dovrebbero essere 5 o 6 chilometri) traversando la Chinatown di Kuala Lumpur. Passiamo davanti ad un grande tempio buddista con centinaia di statue colorate e traversiamo un mercato con frutta, funghi e cose che non capiamo proprio cosa siano...
Fa caldo ed è umido, ma non è terribile come raccontano i romanzi inglesi, anzi, è una sensazione piacevole per chi viene da una giornata di gennaio a Roma...
La mappa rimediata alla stazione non è molto chiara e dai vicoli spuntiamo su highway sopraelevate che percorriamo alla meglio fino ad un parco pubblico oltre il quale si trovano i nostri giardini.
Anche un parco urbano come questo può rappresentare una meta interessante per chi, come me, si avventura così vicino all'equatore per la prima volta: lucertole lunghe più di un metro che attraversano la strada di corsa, bambù grandi come il palo di un semaforo (ma molto, molto più alti), felci di tutti i tipi abbarbicate sugli alberi; ci fermiamo a vedere una scimmietta arrampicata su una palma... un vecchietto ci nota (è lunedì mattina e nel parco non c'è quasi nessuno), ci sorride e ci fa cenno di seguirlo. Ci porta su un vialetto secondario dove, fra palme e bambù è pieno di scimmiette che saltano, si arrampicano e giocano.

Il "Giardino delle Orchidee" è un posto incredibile: migliaia di piante con fiori di forme e colori vivacissimi tutt'intorno, in terra, nei vasi, per aria su tronchi e sostegni, mischiate a felci gigantesche. Tutto questo non è in una serra, ma all'aperto, spruzzato via via da getti di vapore... l'ingresso al giardino è gratuito dal lunedì al venerdì, mentre si paga qualcosa nel fine settimana (poco, comunque). All'uscita ci sono banchi dove è possibile acquistare piante di orchidea splendide a pochi euro, ma non so dirvi se è possibile importarle in Italia, dovreste informarvi prima di partire.

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A meno di 500 metri dal "Giardino delle Orchidee" si trova quello delle farfalle. Questa volta si paga per entrare, ma ne vale assolutamente la pena: si tratta di un pezzetto di giungla in miniatura, coperto completamente da una rete ed a cui si accede da una doppia porta, in cui volano migliaia di farfalle tropicali.
E le farfalle tropicali, paragonate alle nostre, sono una specie di deltaplani colorati.
E' vietato fotografare, non so proprio perché, ma riesco a "rubare" questi due scatti per Vagabondo, purtroppo però per riprendere questi animali ci vorrebbe un'attrezzatura fotografica ben diversa da quella che avevamo con noi.

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Consigli pratici:

  •  Se, come noi, passate una giornata a Kuala Lumpur, mandate i bagagli direttamente a destinazione per non averli fra i piedi: vi servono solo un po' di soldi, una macchina fotografica e una giacca impermeabile leggera contro improvvisi acquazzoni tropicali (noi non l'avevamo, ma abbiamo avuto la fortuna di vedere l'acquazzone solo dal treno...).
  •  Comprate solo il cibo che avete intenzione di mangiare: arrivati in Australia vi faranno buttare tutto. Lo stesso vale per i generi alimentari italiani, in Australia non si può importare nulla di alimentare, alla frontiera australiana ci sono anche dei buffi cani bassotti addestrati alla ricerca del cibo clandestino.
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Fraser Island

Da Brisbane (ma della città parleremo in seguito) prendiamo il treno per Harvey Bay, e la mattina seguente raggiungiamo Fraser Island.
Fraser Island è stata introdotta nella World Heritage List dell'UNESCO, la lista che cataloga i luoghi più belli ed unici al mondo, come Venezia, San Gimignano o... Fraser Island: si tratta di un'isola di 120 per 20 Km composta esclusivamente di sabbia, un'area grande come metà della Corsica senza nemmeno un sassolino!
Ma non ve la immaginate desertica: gran parte della superficie è coperta da foreste immense con alberi alti come una palazzo di 15 piani... e non ve la immaginate nemmeno piatta: è un immenso susseguirsi di dune, alcune boscose e alcune no, che raggiungono anche i 200 metri di altezza.
Tutta l'area è parco nazionale, per la visita vedi le informazioni pratiche in fondo all'articolo.

Abbiamo camminato per 4 giorni lungo il "Forest Lakes Trail", un trekking abbastanza lungo (82 Km) che tocca alcuni dei luoghi più belli dell'isola, ecco la nostra storia...
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Il traghetto approda al Kingfisher Resort Bay, uno dei pochissimi punti edificati dell'isola, estremamente lussuoso, ma in equilibrio con l'ambiente che lo circonda (pensate che dal mare è totalmente invisibile) con le case edificate su palafitte per non intaccare il suolo.
Qui un ranger ci da un passaggio in land-rover fino in cima alla prima duna (la nostra fortuna sfacciata con l'autostop è proverbiale, ora la gente si ferma anche quando non glielo chiediamo!!) evitandoci di cominciare il percorso con una salita mortale.
Da qui un sentiero ci porta in un paio d'ore al Lago McKanzie, il lago è bellissimo, la sabbia è così bianca che messa in una zuccheriera fregherebbe tutti e la luce è tale che gli occhiali da sole sono indispensabili. Una nuotata nel lago è d'obbligo! Il colore dell'acqua va dal verde al blu e riluce come smeraldo.

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A Fraser Island si può nuotare in quasi tutti i laghi, mentre in mare è pericoloso a causa di squali e forti correnti.
Ci lasciamo il lago alle spalle e rientriamo nella foresta, la cosa che stupisce è che fra gli alberi di questa giungla intricatissima basta scansare le foglie secche con un piede per ritrovare la sabbia bianca...

...dopo poco raggiungiamo quel piccolo gioiello che è Basin Lake. Campeggiamo nelle vicinanze per poter fare un bel bagno la mattina prima di ripartire. Sull'isola si può campeggiare ovunque eccetto che sulla riva dei laghi, quindi, per dormire in prossimità di un lago, basta ritirasi di una ventina metri nella foresta.

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Abbiamo realizzato un panorama a 360° del lago,
per vederlo è necessario Quicktime, il file pesa 343Kb
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Da Basin Lake in un'ora si arriva a Central Station, zona di campeggio attrezzata (e, teoricamente, punto tappa del trekking) dove si viene accolti da una piccola valle con torrente a micro-clima tropicale e gruppi di pappagalli.

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L'Australia è piena di pappagalli di tutti i colori: verdi, blu, neri, gialli, rosa... ma su questo articolo non ne vedrete molti, colpa del mio scarsissimo teleobiettivo e della mia poca pazienza come fotografo.
Altro incontro tipico dell'isola è quello con delle lucertole gigantesche, lunghe fino a 140 centimetri, scure a puntini gialli (corrono veloci, ma, visto che non volano via, queste sono riuscito a fotografarle).

La tappa odierna, da Central Station a Lake Boomanjin, attraversa una serie di foreste, laghi, zone umide ecc. sempre a confine fra acqua e terra (cioè, volevo dire "sabbia", non c'è terra qui!).
Non mi metterò a raccontarvi quanto sia bello, vi faccio vedere un po' di fotografie e vi avverto che non riescono assolutamente a rendere onore al luogo. Non ho il coraggio di dire che questa sia la tappa più bella, sono tutte belle, ma questi luoghi sono favolosi...
Arrivati sulla riva di Lake Boomanjin decidiamo di girare verso est invece che ad ovest e di accamparci presso la riva sud invece che nell'area attrezzata (ci stiamo prendendo gusto a fare la vita selvaggia).

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Il terzo giorno il sentiero punta verso il mare. Dopo poco si arriva ai piedi della duna sabbiosa Wongi, vale la pena di posare gli zaini scalare faticosamente il muro di sabbia per l'incredibile panorama che si gode dalla cima.

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Raggiunto il mare, si possono concludere le fatiche del giorno con un bell'autostop di 12 Km.
Si, perché a Fraser Island non ci sono strade (e se ci fossero sparirebbero presto sotto la sabbia), quindi ci si sposta solo o a piedi o in fuoristrada e l'immensa spiaggia est verso il Pacifico è "l'arteria di traffico" principale, mentre le piste interne di sabbia mossa ed asciutta sono adatte solo a guidatori esperti.

Non vi preoccupate però: il trekking non percorre mai queste piste, si cammina solo su sentieri pedonali e può darsi che arriviate al mare senza ancora aver visto un'auto.
Noi vi consigliamo, dopo esservi goduti un po' la spiaggiona immensa, di fare l'autostop perché 12 Km sono veramente tanti tanti ed il paesaggio rimane quello. Camminando si possono trovare molte noci di cocco, e mi chiedo come mai non nascano, ma si avranno serie difficoltà ad aprirle in un isola senza sassi o terreno duro (noi ci siamo riusciti a bastonate, un po' faticoso però...).
La landrover che ci da un passaggio è guidata da degli inglesi un po' inesperti (usciti dal bosco li avevamo notati in lontananza, totalmente insabbiati con un auto di australiani ferma a dargli una mano per liberarsi) e, anche se dopo l'insabbiamento corrono più prudentemente sulla sabbia bagnata, dobbiamo reggerci saldamente ai sedili con la macchina che salta e sbatte in continuazione.

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Si campeggia lungo la costa oltre l'Eurong Beach Resort (si, qui tocchiamo la civiltà e si può pure comperare un gelato o bere una birra!), consiglio di superare il villaggio di almeno 5 Km per accorciare la tappa del giorno seguente che è la più lunga di tutte.

La mattina si parte per Wabby Lake, uno splendido laghetto dentro cui si tuffa una duna sabbiosa, un luogo unico. Dei due sentieri vi consiglio quello che traversa la duna. Purtroppo la vicinanza alla costa (meno di 2 Km da fare a piedi) rende questo lago affollato dai tour organizzati, ma la sensibilità ambientale degli australiani fa si che il luogo sia bello e pulitissimo lo stesso.
Dal lago inizia una infinita marcia nella foresta (bello, si, ma un po' faticoso) fino a tornare al Lago McKanzie e da qui altre due ore almeno per il Kingfisher Bay Resort (punto di arrivo e di partenza, approdo del traghetto).
Vi consigliamo di dormire nella foresta prima del villaggio, perché qui il campeggio è vietato.

Consigli pratici:
La visita.

  •  Fraser Island può essere visitata sia a piedi (ed il nostro percorso è sicuramente il migliore) sia in 4wd. L'ideale, avendo tempo, sarebbe fare tutte e due le cose (a nord ci sono posti splendidi lontani dall'area del trekking, mentre in auto si perdono luoghi magici dove si arriva solo a piedi).
  •  Evitate i tour organizzati in pullman 4wd: fanno solo fare su e giù sulla spiaggia.
  •  Se avete un po' di soldi da buttare vale la pena di fare un volo aereo sull'isola, si trovano offerte ed informazioni un po' ovunque.
  •  Se intendete muovervi a piedi l'imbarco ideale è ad Harvey Bay. Ma qui il traghetto è solo pedonale, quindi, se volete muovervi in auto, dovrete invece imbarcarvi a Inskip Point, a sud dell'isola.
  •  Fraser Island la si può visitare tutto l'anno. La stagione migliore mi dicono sia novembre (primavera) per le fioriture. Noi ci siamo stati in estate (gennaio) che, come clima, è paragonabile alla nostra estate. L'inverno (giugno - settembre) è temperato sui 20°, piacevole per camminare, ma freddo per fare il bagno.

Dormire.

  •  Come ho accennato si può campeggiare quasi ovunque eccetto che sulle spiagge, sta a voi scegliere fra la maggiore comodità delle aree attrezzate e la maggiore "wilderness" delle foreste.
  •  Il campeggio è comunque a pagamento: quando acquisterete il biglietto del traghetto dovrete anche "acquistare" le notti che separano il viaggio di andata da quello di ritorno, il prezzo non è elevato (circa 3 EU a notte).
  •  Per sistemazioni meno all'avventura non so aiutarvi, dovrete informarvi sul posto.
  •  La sera arrivano le zanzare: siate certi di avere la tenda montata all'ora del tramonto.

Il cibo e i dingo.

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  •  Portate tutto il cibo che vi serve, il "food store" di Eurong è più un bar che un alimentari.
  •  Il pericolo d'incendio è sempre elevato, quindi il fuoco, in qualunque forma, è giustamente vietato fuori dalle aree di campeggio attrezzato. Noi vi consigliamo di portare viveri che non hanno bisogno di essere cucinati in modo da essere liberi di campeggiare dove volete.
  •  Non perdetevi i mango: buoni come in Australia non ne ho mai mangiati!!
  •  La notte mettete tutti i viveri sugli alberi contro i dingo, non lasciate nulla di commestibile in tenda o in giro incustodito.
  •  Abbiamo incontrato i dingo due volte e non ci sono sembrati affatto pericolosi, però evitate di attirarli: è importante che rimangano animali selvatici e non comincino a dipendere dall'uomo.

Camminare.

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  •  Ci sono tantissime passeggiate segnate sull'isola, ed una breve guida la riceverete gratuitamente insieme al permesso per pernottare.
  •  Per tutte queste passeggiate è però necessario affittare un'auto 4wd per arrivare al punto di partenza. Per percorrere il nostro trekking invece l'auto non serve.
  •  Non sottovalutate le distanze: l'isola è più grande di quel che sembra.
  •  Il Forest Lakes Trail è adatto anche a camminatori non professionisti, ma comunque sportivi ed in buone condizioni fisiche.
  •  La Crispiimage ci ha permesso di testare (con ottimi risultati) le sue scarpe da deserto: sono delle calzature alte tipo scarponi da montagna, ma estremamente traspiranti e fresche (la temperatura qui è sempre sopra i 30 gradi!).
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Brisbane.

Brisbane è la capitale del Queensland ed è quindi il punto riferimento per visitare Fraser Island, la Barriera Corallina ed il nord tropicale (queste ultime due mete dovrebbero essere visitate durante l'inverno, cioè la nostra estate, per evitare la stagione delle piogge).
Potrò mostrarvi poche foto perché il rullino principale scattato qui è andato perduto.

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Sia che arriviate in aereo che in treno approderete ad una delle due stazioni centrali: Roma Street o Central Station. La prima è la più importante, quella da cui partono i treni e le corriere per il tutto il resto dell'Australia, ed affaccia sulla zona più ricca di ostelli e "backpakers" (ostelli indipendenti ed un po' fricchettoni tipici australiani). Central Station è la stazione storica e vi butta direttamente nel bel mezzo della city di Brisbane.
La città conta 1.600.000 abitanti ed è caratteristico vedere una city di grandi grattacieli concentrata in uno spazio piccolo, percorribile a piedi in breve tempo.
La zona più commerciale (e pedonale) è Elizabeth Street, con tanti posti dove mangiare e qualche supermercato nei vari "mall".
Nelle aiuole, a fianco ai ben noti piccioni, camminano degli uccelli stranissimi, grandi come una papera.

Merita assolutamente una visita il Botanical Garden che si trova in un promontorio sul Brisbane River, fra la city e il fiume. L'ingresso è gratuito e si possono vedere delle piante incredibili (ed averne perduto le foto è un vero peccato).
Sulla riva del fiume un sistema di passerelle permette di visitare una foresta di mangrovie dal suo interno, cosa che in natura sarebbe impossibile visto che l'albero vive in un terreno paludoso e salmastro: notate i tubicini che escono dal terreno, gli alberi li creano per portare l'ossigeno alle radici che altrimenti soffocherebbero nel fango.
Vi consiglio di farci una passeggiata subito dopo il tramonto per incontrare i simpaticissimi Opossum (ecco un link con foto da non perdereimage, sono grandi più o meno come un gatto), che all'imbrunire calano dagli alberi e saltellano sui prati. Incontrerete anche le flying fox (volpi volanti), dei pipistrelloni immensi che di giorno dormono sugli alberi appesi a testa in giù.
Non vi preoccupate: le volpi volanti non sono pericolose in alcun modo (ma neanche i nostri pipistrelli lo sono, a dispetto di leggende metropolitane su questi animaletti imprigionati nei capelli della gente).

Consigli pratici:
Beh, sono stato a Brisbane solo due mezze giornate di passaggio, un tempo troppo breve per darvi dei veri suggerimenti, comunque...

  •  Non perdete la passeggiata nel giardino botanico del centro (pare che ce ne sia anche uno più grande a 5 Km, ma io non ci sono stato).
  •  Se cercate una sistemazione economica oltre agli ostelli prendete in considerazione i "backpakers".
  •  Le ferrovie fanno sconti fortissimi a studenti (necessaria la carta studenti internazionale), quindi, se siete universitari, lasciate perdere le corriere ed usate il treno il più possibile.
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Scritto da Matteoimage
Continua il viaggio: il trekking attraverso il deserto lungo il Larapinta Trail; Alice Springs, la città sperduta nell'Outback; Ayers Rock, la montagna rossa degli aborigeni...
Clicca per ingrandireP.S.
Mentre scrivo sta per uscire al cinema l'ultimo capolavoro di Myazaki, il maestro dell'animazione giapponese che ha appena vinto Oscar ed Orso d'oro, "La città incantata". Noi l'abbiamo visto a Sydney: è assolutamente da non perdere !!
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Autore: 
Matteo

Vagabondo0

Ritratto di Vagabondo0
Offline
Last seen: 4 giorni 23 ore fa
Iscritto: 10/2/2012

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Data del viaggio: 
02/02/2005