Giardini di Ninfa

Ai piedi dei monti Lepini, in corrispondenza di una imponente risorgiva che aveva spinto gli antichi a consacrare il luogo alle Ninfe (come risulta dagli scritti di Plinio) sorse nel medioevo un importante centro abitato con il nome, appunto, di Ninfa. Nel dodicesimo secolo, momento di massimo splendore, la città contava ben sette chiese ed era circondata da una cinta muraria, ma poi nel quattordicesimo secolo devastanti lotte interne ed una guerra con le città limitrofe portarono alla caduta di Ninfa e al suo definitivo abbandono.
Feudo della nobile famiglia romana Caetani fin da XIII secolo, all'inizio del ventesimo Ada Wilbraham, moglie di origine britannica del principe Onorato Caetani rimasta impressionata dal fascino esercitato dagli antichi ruderi e dalle antichissime sorgenti, decise di trasformare tutta la zona in un giardino.
La generazione successiva, con Gelasio Caetani e la moglie americana, Marguerite Chapin, portò avanti la creazione del giardino, però l'attuale dimensione e definitiva configurazione si devono soprattutto alla terza ed ultima delle donne del casato, Lelia Caetani, valente paesaggista e pittrice di qualità.
Quando Ada Wilbrahan dette inizio all'opera il luogo era in stato di totale abbandono, cui i ruderi della torre e delle antiche abitazioni, la strisciante vegetazione che si arrampicava ovunque, l'acqua che ruscellava formando qua e là piccoli stagni conferivano un aspetto selvaggio e romantico.
L'impostazione del giardino intese fin dall'inizio salvaguardare questo aspetto informale, non geometrico, apparentemente spontaneo tipico del giardino inglese.

Per informazioni e prenotazioni:
www.fondazionecaetani.org

Testi e foto di Matteo Bordini