Abbazia di Casamari

Fondata attorno all' XI secolo da monaci benedettini, all'inizio del XII sec. Il pontefice Innocenzo II vi introdusse i Cistercensi; questi la ricostruirono integralmente secondo i canoni dell'architettura cistercense, e a loro il complesso deve l'aspetto attuale.
Il nome di Casamari, secondo alcuni storici, deriva da "Casa di Mario", e la località coinciderebbe con l'antica Cereatae, dove appunto nacque Caio Mario.
L'Abbazia si trova nel comune di Veroli, ad 8 km. da esso, ed è posta lungo la SP. 214, detta anche Via Mària.
E' un esempio particolarmente rappresentativo, sia sotto l'aspetto architettonico che sotto quello organizzativo, dell'architettura cistercense,
ed è ancora attualmente in piena efficienza. Infatti vi troviamo, oltre all'interessante Museo-pinacoteca, un collegio, dotato di una moderna biblioteca, una farmacia con annesso laboratorio, una liquoreria ed una tipografia.
I cistercensi resero Casamari molto potente e ne fecero un fiorente centro culturale che contribuì, con l'Abbazia di Fossanova, alla diffusione nell'Italia centrale delle forme gotico-borgognone di provenienza francese.
Arrivando si vede dapprima la Casa Abbaziale; dal portico ad essa sottostante
attraverso una cancellata si accede ad un un ampio cortile-giardino in leggera salita, terminato da una larga gradinata. Al sommo di questa gradinata domina la chiesa, preceduta da un ampio porticato con un arco centrale a tutto sesto e due laterali ogivali, sul quale apre il maestoso portale d'ingresso. Il portico è sormontato da un complesso sistema di archi concentrici a tutto sesto che poggiano su una serie di slanciate semi-colonne e racchiudono una lunetta in bassorilievo. Tutto l'insieme è realizzato nella bella pietra chiara locale ed è perfettamente conservato.
L'interno, pure interamente in pietra, si presenta oggi austeramente disadorno come prevede la regola cistercense, perché le successive decorazioni di epoca barocca sono state eliminate nel corso dei restauri. E' a croce egizia a tre navate, le volte sono a costoloni e tutti gli archi sono ogivali. Le finestre i cui specchi sono in lastre di alabastro, fanno piovere su tutto l'interno una calda luce dorata rendendo l'ambiente fortemente suggestivo.
Per una porta nella navata destra si accede al chiostro, col pozzo centrale, circondato da mura che, solo forate da bifore, rendono il camminamento molto ombroso; da questo alla possente Sala Capitolare, le cui volte ogivali a crociera sono sorrette da quattro eleganti pilastri polilobati in pietra chiara. Sempre dal Chiostro si accede al Museo, sul lato opposto è l'accesso al refettorio, un lungo ambiente a due navate con volte ogivali che poggiano su brevi colonne cilindriche.
Nel Monastero troverete pure la Farmacia e la liquoreria, con un bell'assortimento di prodotti medicamentosi e liquori, digestivi, vari tipi di miele, ecc.

Testi di Fiamma Dinelli
Foto di Matteo Bordini