Perché andare in Messico per il giorno dei morti, el Dia de los Muertos?



Perché andare in Messico per il giorno dei morti, el Dia de los Muertos?

“In molti ci avevano detto che un viaggio in quel paese a cavallo tra ottobre e novembre sarebbe stato un’esperienza unica. Che mai, come in quel periodo dell’anno, si è catapultati in un vortice di feste, storie e colori. Quello che però non ci avevano detto è che essere lì per il Dia de los Muertos avrebbe cambiato per sempre la nostra percezione del più terribile dei fatti della vita: la morte”... Queste le   (splendide) parole usate dalla nostra Vagabonda Doc Gitanilla nel suo racconto di viaggio “In Messico, inseguendo i morti”.  

Ma iniziamo con ordine.
Di cosa parliamo?
Parliamo di Messico, sì, ma di Messico nel Dia de los Muertos.

Il giorno dei morti o Dia de Muertos (dice Wikipedia) è una forma particolare di festa dei defunti tipica della cultura messicana. 
I giorni clou sono il 1 e il 2 novembre, ma le celebrazioni iniziano numerosi giorni prima (a partire già da metà ottobre) e prevedono una vera e propria festa continua con tanto di musica, cibo, bevande e rappresentazioni caricaturali della morte.  

"... la settimana prima del 31, cortei di giovani sfilano per le vie del centro fino alle piazze indossando le maschere tipiche dei loro morti. "Noi - spiega, con la matita nera sbavata a un angolo della bocca -lottiamo perché le tradizioni del nostro paese non vengano dimenticate"
racconta sempre Gitanilla, che ha vissuto questo viaggio e questa festa.

Quanto risulta quasi concepibile per noi, dalla mentalità ben diversa, è che si possa festeggiare i propri morti nella stessa modalità di un carnevale. Le tombe si tingono di colore, con cibi e bevande, tequila inclusa. Tutti si mascherano. E nei cimiteri? Si tengono concerti. 

Il culto dei defunti in Messico ha origini molto più profonde che non vanno sottovalutate, bensì comprese.
Come sempre l’unico modo per poter realmente capire una festa simile, lo sappiamo, è viverlo... (E nel mentre scrivo mi verrebbe voglia di partire all’istante, ve lo dico, NdR).
Ma è anche importante capire prima.

Quindi... Perché andare in Messico il giorno dei morti?

1. Perché è una festa unica nel suo genere...
Non c’è altra festa simile in tutto il mondo.

2. Perché è allegria pura!
Tutto è relativo, anche la commemorazione dei propri cari e dei propri defunti, e se in Italia (o in Europa) la tradizione vuole che si vada al cimitero e si rifletta, in Messico è uno dei giorni più allegri dell’anno.

3. I morti tornano a fare visita ai propri cari
La tradizione messicana vuole che i morti, proprio quel giorno, tornino a far visita ai propri cari che devono quindi accoglierli e farsi trovare pronti per festeggiarli. Non è splendido? 

4. C’è un mondo di tradizioni da scoprire...
Come quella che riguarda i fiori cempasuchil, tipici di qquei luoghi, che vengono messi a terra per indicare la strada ai proprio defunti e poi ancora sulla tomba, insieme a cibo e bevande.

5. Dicesi storia che vive nel presente, a cui assistere dal vivo!
Le origini di questa tradizione sono precolombiane dal momento che la morte ai tempi era una nuova rinascita. Poi gli Aztechi e infine la dominazione spagnola con la sua impronta cattolica: secoli di storia e tradizione rivivono oggi nei colori del Dia de Muertos. 

6. Per vedere i cimiteri come non li avete mai neppure immaginati
Milioni di persone si riversano nei cimiteri per salutare i propri cari. 

7. Perchè c’è anche la festa in maschera...
Con tanto di premiazione. Solo che qui si vestono da Catrina, la morte elegante. 

E per tornare al racconto di chi l’ha vissuto...
“Usciamo e Antonio ci versa un po' di posc, per brindare ai suoi e a questa giornata così intensa che ci lascia tutti senza parole. Noi i defunti non li abbiamo visti, ma è sicuro che ci sono entrati dentro” (di Gitanilla).

Se volete e potete, partite anche voi! (mamma che invidia, NdR). 
Eccovi il nostro prossimo viaggio in partenza per vivere tutto questo: Mexico Freak Style - speciale Dia de los muertos


Foto dei Vagabondi (che ringraziamo ancora): Federica Azzolini, Chris Tian e gian2k

Risposte