08 - Camminare, scarpe, ghette e robe di piedi

Come ho detto tante volte le cose su cui spendere un po' di soldi sono il saccappelo, lo zaino e le scarpe... Oggi parliamo delle scarpe, dei piedi che ci stanno dentro e di tutto ciò riguarda le une e gli altri :-)
Se chiediamo ad un commesso di un negozio scopriremo che teoricamente esiste un tipo di scarpe diverso per ogni tipo diverso di escursione: basse, alte, medie, rinforzate qui oppure lì, pesanti, leggere, traspiranti, invernali...
Vediamo, invece, come comprarne un paio davvero buono che vada bene un po' per tutto. Oltre a pensare alle caratteristiche, dobbiamo anche trovare un paio di scarpe che sia robusto e duraturo, che non si distrugga dopo un paio d'anni.



La suola.
Scegliamo scarpe con la suola Vibram. Ok, il Vibram da solo non è una garanzia di qualità della scarpa nella sua totalità, ma quantomeno è una garanzia che la suola è buona e che un minimo di interesse per la qualità il produttore ce lo ha messo: se ha speso i soldi per una suola Vibram invece che per una cinese, si presume che abbia curato un po' la qualità anche nel resto.

Evitiamo le suole con le tacche multicolore: più di una volta ci è capitato di vedere col tempo le gomme di diversi colori che si staccano l'una dall'altra... Personalmente consiglio il carrarmato classico, quello nero e semplice.

Infine una nota importante sull'invecchiamento delle suole: scarponi lasciati per anni chiusi in un armadio senza essere utilizzati possono apparire in perfette condizioni, ma camminandoci la suola potrebbe... staccarsi!!!
Detto così sembra impossibile, ma è vero, è successo a tante persone che conosco: in qualche modo la colla fra i differenti strati della suola si irrigidisce a stare ferma per anni e col movimento del piede si spacca. Scarponi usati poco, ma frequentemente non soffrono di questo problema.
Quindi vi suggeriamo, prima intraprendere un trekking di più giorni con uno scarpone che è stato fermo per lungo tempo, di farci una bella passeggiata per vedere come se la cava.

La tomaia.
Passiamo alla parte superiore della scarpa, la tomaia. Consiglio scarpe alte che proteggono i malleoli, che sono delicati. Non dimentichiamo che i nostri pedi porteranno anche il peso dello zaino oltre al nostro: eventuali storte e traumi saranno più duri, quindi è bene che il piede sia protetto. Personalmente cerco di scegliere scarponi che seppure alti non siano troppo rigidi e permettano al piede di flettersi camminando... Non mi piacciono quelli che tengono il piede bloccato e fanno camminare come Mazinga Z.

In tanti tessono l'elogio del Gore-Tex, in realtà che ci sia il Gore-Tex nelle scarpe o no è indifferente! Non perchè non sia utile, è utilissimo, ma perchè non dura: il Gore-Tex nelle scarpe altro non è che un sottile e delicato calzino sottoposto all'usura delle pressioni e dei movimenti di ogni passo. Se è ancora intatto dopo un anno siete fortunati!
Il miglior materiale per la tomaia, dal punto di vista di resistenza, durata, impermeabilità e traspirazione, secondo me rimane il buon vecchio cuoio. Ovviamente questa è la mia personalissima opinione... Ma ho scoperto che anche Mesner, cui gli sponsor possono fornire le cose più tecnologiche, la condivide :-)

Se volete comprare anche delle scarpe da trekking basse, adatte alle passeggiate giornaliere, controllate che la linguetta sia attaccata alla tomaia lateralmente, in modo che il terreno non penetri facilmente nella scarpa passando fra i lacci. (guarda il video)

Durata.
Ho avuto scarpe che mi sono durate 10 anni e scarpe che mi sono durate 5 mesi (il record negativo). Come capire se la scarpa che mi piace durerà o no?
Purtroppo non c'è un modo sicuro, ma qualcosa possiamo fare...
Tanto per cominciare ci troviamo nel paese che produce le migliori scarpe del mondo, sfruttiamolo!
Compriamo scarpe italiane, che siano fabbricate in Italia (troppo spesso ormai il made in Italy è fatto in Cina), con la suola Vibram e guardiamo a come sono fatte le cuciture, ai materiali e a tutto il resto: controlliamo che abbia l'aria di una cosa fatta con cura e non di fretta. Alzate la soletta interna della scarpa e guardate là sotto: è un angolo in cui non è previsto che la persona vada a curiosare e spesso la dice lunga sulla qualità della manifattura.
Ho chiesto anche ai miei amici con quali scarpe non hanno mai avuto problemi, ma solo soddisfazioni; sono uscite queste marche:
Calzature Dallapè, La Sportiva, Scarpa.
Il primo di questi tre marchi è una bottega artigianale: in molte regioni sono ancora presenti piccole manifatture artigianali poco note che offrono ottima qualità a prezzi convenienti.
Il mio record di scarpe peggiori (quello di 5 mesi) l'ho avuto una decina di anni fa con un paio di Dolomite. Il mio record di scarpe di maggior durata (10 anni) l'ho avuto con delle Trezeta, ma il paio successivo si è autodistrutto in 2 anni e mezzo (nonostante lo avessi fatto riparare), per cui non mi sento più di consigliarle!
E' un triste dato di fatto, ma le scarpe del nuovo millennio, anche quelle delle marche migliori, durano tutte molto meno di quelle del secolo scorso :-(

Le ghette
Le ghette da trekking in Italia vengono chiamate "ghette da neve" e le si usa quando si cammina sulla neve, appunto, per evitare che si infili nelle scarpe.
In realtà le ghette non servono solo contro la neve, ma anche contro il fango e la polvere, solo che qui in Italia solitamente non è ne tanto paludoso ne tanto desertico da richiederne l'uso.
Nella giungla del Costa Rica, come nelle Fiordlans della Nuova Zelanda, avere le ghette si è rivelato davvero fondamentale per evitare che fiumi di fango abbastanza schifoso si riversassero continuamente nelle scarpe.
Nel John Muir Trail, sulle Alpi della California, le ghette non le avevo, non immaginavo fossero utili. Invece i nostri passi sollevavano una polvere finissima che si attaccava ai calzini umidi di sudore e colava nelle scarpe: era poca, quasi non ci si faceva caso, ma la sera i calzini erano tutti impastati e rigidi in una specie di creta molto fastidiosa. Lungo il percorso potevi riconoscere i trekkisti europei da quelli americani per il fatto che questi ultimi lo sapevano e si erano portati le ghette.

Bacchette per camminare
Quando faccio passeggiate da mattina a sera non le porto mai. Ma nei trekking con lo zaino pesante si.
Sono utili soprattutto in caso di forti pendenze, distribuendo il peso fra gambe e braccia. Anche in luoghi scivolosi, fangosi o dove ci siano da guadare parecchi torrenti svolgono un utile ruolo di stabilizzazione.
Consiglio sicuramente quelle telescopiche, per poterle mettere via se non servono. E consiglio quelle che si bloccano con la levetta, perchè quelle a vite spesso si incastrano, si allentano.... Insomma, rompono le scatole!

Infine... I piedi
Se il piede si fa male in un trekking... E' male! Cosa possiamo fare per evitarlo?
Lo sanno tutti, ma lo ripetiamo, tanto per cominciare è bene non iniziare un trekking con delle scarpe mai messe, se sono nuove andrebbero usate un po' per farle adattare al piede. Potete metterle anche per andare al lavoro, non c'è bisogno di farci chissà quale camminata :-)

Il secondo suggerimento è quello di comprare le scarpe delle dimensioni giuste. Si, lo so, sembra un consiglio ovvio ed idiota, ma lo è fino ad un certo punto...
Mi è capitato spesso di vedere persone che comprano le scarpe da trekking delle dimensioni precise del piede, questo può essere sbagliato: bisogna sempre verificare che l'alluce NON tocchi la punta della scarpa.
In caso contrario camminando in piano o in salita non ci accorgeremmo di nulla, ma il giorno che ci trovassimo ad affrontare una lunga discesa sarebbero dolori! Il peso, infatti, spingerebbe l'alluce con forza contro la punta della scarpa facendoci male e potenzialmente con gravi danni per l'unghia.

Un altro suggerimento utile è portare tante paia di calzini, in modo che il piede abbia sempre un tessuto morbido e pulito intorno: io nei trekking lunghi ne porto sempre 4-5 paia e li cambio tutte le mattine (se il trekking dura 6 giorni, vabbè, porto 6 paia, se dura di più, li lavo :-)

Infine, se temete che vi venga una vescica, agite prima!! Di tanto in tanto portate l'attenzione ai i piedi nelle scarpe e sentite come stanno: se percepite un inizio di sfregamento o irritazione metteteci subito un cerotto, non aspettate che venga fuori una vescica! Se la pelle è solo un po' rossa ed irritata un cerotto può ancora fare tornare la cosa indietro... Che è meglio :-)

Quando si ha uno zaino pesante sulla schiena le salite sono parecchio faticose. Tenete conto che si fatica MOLTO più facendo una strada breve in grande pendenza che una parecchio più lunga a minor pendenza: se ci sono dei tornanti seguiteli, non tagliate, arriverete in cima molto meno stanchi!