Gruppo Copenaghen Fly&Drink - Partenza del 2020-11-05

Copenaghen Fly&Drink



  • Prezzo base: 450
  • Cassa comune: 230
  • Partenza: 5 Novembre 2020
  • Ritorno: 8 Novembre 2020
  • Durata: 4 Giorni
  • Iscritti/posti:

    2 - Gruppo composto da 2 vagabondi + la Doc. Età dai 43 ai 50 anni

  • Status: Annullato
  • Vagabondo DOC
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Partecipanti

Vagabondo DOC: Naghiba   

Laura ha sempre avuto forte passione per le altre culture, al punto da volerne fare la sua professione e andare a vivere in Siria. E’ stata traduttrice e interprete, giornalista di arte e cultura araba, ha ideato un programma radio sulla musica araba, ha insegnato italiano agli stranieri e ha viaggiato in Africa e in tutto il Medio Oriente. Per lei il viaggio non è il punto di arrivo, ma ogni percorso personale che si intraprende, meglio se non soli, per vivere ogni difficoltà e gioia con più di una prospettiva. Ama negli altri la curiosità e il coraggio di aprire cuore, occhi, mente a nuovi scenari, odori e soprattutto sapori. Il suo hobby preferito in viaggio è esplorare i supermercati per capire meglio i locali. Pensa che nella vita il regalo più grande che ci si possa fare è collezionare e regalare momenti, e chi viaggia si sa, vive due volte.

Iscritti/posti:

2 - Gruppo composto da 2 vagabondi + la Doc. Età dai 43 ai 50 anni


Le iscrizioni per la conferma del viaggio chiudono lunedì 19 ottobre (se non raggiunge il numero minimo di iscritti per la conferma il viaggio verrà cancellato).


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Non si può dire che Copenaghen non sia un città eclettica, vibrante, piena

 di sorprese. Mi ha sempre incuriosito tanto, e mi piacerebbe esplorarla con voi ;)

 

Andiamo? 

Gio, 09/17/2020 - 16:39 Collegamento permanente

Ciao vagabondi!

Ho visto che in tanti siete attratti da questa nuova meta di Vagabondo che regala davvero tante meraviglie da scoprire: Nyhavn, il quartiere del vecchio porto con le sue barche colorate e i numerosi bar e locali; il castello di Rosenbourg; i giardini di Tivoli, il secondo parco divertimenti più antico del mondo; Amalienborg,il palazzo della Regina, che raccoglie le opere e la collezione d'arte della casa reale in un percorso lungo 4000 anni di storia; la Torre Rotonda, uno degli osservatori più antichi del mondo e non ultima la famosissima Sirenetta di Copenaghen, il simbolo della città che rappresenta la protagonista della fiaba di Andersen .

Ma personalmente, quando penso a Copenaghen, la cosa che mi affascina di più è il quartiere di Christiania. Negli anni 70 viene proclamata “Città Libera di Christiania” e diventa una comunità parzialmente autogestita.  Dal 2011 i suoi abitanti hanno acquistato gran parte del suo territorio, rendendola ancora più autonoma.

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Alla fine degli anni Sessanta del Novecento, quando il primo nucleo di “stravaganti” abitanti si insedia in questo quartiere, questa “città nella città” non è nient’altro che un susseguirsi di costruzioni abbandonate circondate dal verde. Questa “porzione” del quartiere di Christianshavn era un tempo una zona militare. Le casermette e i magazzini abbandonati appartenevano all’esercito danese, che aveva qui un deposito di artiglieria, già dismessa ai tempi dell’occupazione. Nel 1971 un gruppo di hippie decide di occupare questi spazi “dimenticati” e dare forma a un’eccezionale esperienza di vita comunitaria. Ripulisce le strutture, rendendole abitabili, cura gli spazi verdi, si organizza in piccole unità autonome, allestisce eventi, concerti, rappresentazioni teatrali e partecipa alle manifestazioni cittadine per i diritti. Lo “stato libero” oggi conta un migliaio di abitanti e si ispira a valori di libertà, condivisione, pace. I suoi edifici sono pieni di murales e graffiti e ogni anno attira milioni di turisti oltre ad artisti, film-maker, e musicisti che ne traggono ispirazione per le loro opere.

 

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Stato autoproclamato, Christiania è dotata di tutti i servizi:  poste, primo soccorso, scuole dell’infanzia e asili, ludoteche. Ci sono anche organi di governo come l’Assemblea comune, la commissione economica e quella edilizia. Sin dall’inizio dell’esperienza comunitaria, i cittadini hanno condiviso la scelta di pagare le tasse al comune di Copenhagen e allo Stato danese e di sobbarcarsi i costi del consumo di elettricità, acqua, cura dei giardini, raccolta rifiuti, e servizi pubblici.

La città libera ha anche la sua bandiera (che è anche l’etichetta della sua birra): tre cerchi gialli in campo rosso, posti uno accanto all’altro su un piano orizzontale. I dischi gialli della bandiera farebbero riferimento ai puntini sulle tre “i” della parola Christiania. Il loro inno è la canzone di protesta dei Bifrost:  è I kan ikke slå os ihjel (Non potete ucciderci) . La birra la  assaggiamo insieme e il resto ce lo facciamo raccontare, che dite?

bb

Lun, 10/05/2020 - 16:11 Collegamento permanente

Salve sono Alessandro a b mi e oua e rebbe andare mi ero prenotato per ottobre adesso ho visto che d stato annullato se poi la doc parte da Napoli sarei anche più agevolato per non partire solo se mi date sapere

grazie

alesandro Esposito 

Mar, 10/06/2020 - 10:44 Collegamento permanente

Salve sono Alessandro a b mi e oua e rebbe andare mi ero prenotato per ottobre adesso ho visto che d stato annullato se poi la doc parte da Napoli sarei anche più agevolato per non partire solo se mi date sapere

grazie

alesandro Esposito 

Mar, 10/06/2020 - 10:44 Collegamento permanente

Ciao Alessandro, 

mi dispiace per la partenza di ottobre cerchiamo di far partire questo! 

Io però partirei da Roma. Potresti partire tu da Roma. 

 

Tienimi aggiornata!!! 

Laura

Mar, 10/06/2020 - 11:02 Collegamento permanente

Forse non sapete , o forse si… che Copenaghen è il paradiso della gastronomia e gli amanti del gourmet hanno l'imbarazzo della scelta. Uno dei ristoranti migliori del mondo, il Noma, si trova a Copenaghen.

Il maiale, i formaggi ed in generale tutti i latticini della Danimarca sono considerati tra i migliori al mondo.

La cucina danese è fortemente contaminata dalle influenze della gastronomia francese senza rinunciare però ai sapori tipicamente nordici. Potremmo spaziare dagli hot dog e le “frikadeller” (polpette di carne), alla renna marinata e le aragoste appena pescate.  

La carne di maiale è un ingrediente essenziale della cucina danese ed è la base del flæskesteg, maiale arrosto con crosta salata croccante e foglie di alloro.   

maiale

Altro piatto a base di maiale è il Mørbradbøffer, un filetto di maiale che viene fritto in abbondante burro e marinato con una cremina pesante pesante. 

Non mancherà sicuramente occasione di assaggiare il Rød Pølse, un panino farcito a base di salsiccia rossa che solitamente viene venduto nei classici “pølsevogn” danesi, ovvero i food truck che si trovano ad ogni angolo della città. Il Rød Pølse divenne popolare negli anni ’20, quando i venditori non potevano vendere salsicce che stavano per andare a male, e dunque le inzuppavano in una tintura rossa vendendole ad un prezzo più economico.

rod

Il panino tradizionale danese per eccellenza è invece lo  Smørrebrød . Si tratta di una fetta di pane di segale aperto, guarnito con carne, pesce, uova e formaggio.  Lo Smørrebrød è impossibile da mangiare tenendolo in mano perché è pieno di ingredienti, deve essere mangiato con una forchetta e un coltello!

smorre

Di origine francese è invece il Il Leverpostej, un patè di fegato che viene preparato utilizzando un mix di fegato di maiale, cipolla, burro, uova, latte e spezie. È una ricetta tipica natalizia, ma viene mangiato tutto l'anno. Viene utilizzato anche come guarnizione per gli smørrebrød.

Passiamo invece alle frittelle:  ci sono le Frikadeller, polpette preparate con carne di maiale, latte, uova, cipolle e farina, ed insaporite con noce moscata e cannella, e le Fiskefrikadeller, polpette a base di merluzzo condite con limone, cipolle e aneto, ovviamente fritte nel burro, come tutto il resto.

polpe

Tranquilli, cammineremo tanto per smaltire tutta questa leggerezza!!!

Gio, 10/08/2020 - 15:17 Collegamento permanente



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