Malaga e Granada in solitaria: racconto di viaggio



di Nichelina

Ogni tanto una gioia! La posta mi regala un biglietto aereo andata e ritorno da scegliere fra una serie di mete e mi casca l'occhio su Malaga. 

È fine gennaio e mi sembra un buon compromesso in questo grigio e freddo inverno brianzolo. 

Faccio le ricerche del caso, in questo viaggio sono totalmente sola ad esplorare la città e vorrei godermela con molta calma, anche se il tempo ahimé è molto poco, ho poco più di un giorno.

L'unica mia compagna di viaggio è la mia reflex.

Atterro a Malaga e fuori dall'aeroporto trovo subito Juan, il mio blablacar del giorno. Mi carica in macchina e siamo: io, Juan insegnante di educazione fisica, la moglie commessa in un supermercato, la bambina di un paio di anni e un'altra ragazza spagnola che sta andando a Granada da un'amica. 

Ho volutamente scelto di andare a Granada con Blablacar per rinfrescare il mio spagnolo e in effetti è stata una grande idea. Durante il viaggio, durato poco più di un'ora, si parla di un pò di tutto. E con un italiana a bordo, non si può finire di parlare di Berlusconi e trovare qualche somiglianza tra lui e l'ormai ex re Juan Carlos.

Arriviamo a Granada e ci salutiamo, io salgo su un altro bus che mi porterà all'Alhambra. Nonostante sia presto, c'è già una bella coda all'ingresso.

Il sito è davvero stupendo, rifinito nei minimi dettagli, colorato, maestoso. Girare fra queste sale è un piacere per gli occhi. E i giardini con le fontane, peccato sia gennaio e non ci sia mezzo fiore! 
Passeggio con molta calma, mi fermo al sole, osservo il panorama dall'alto della torre, oggi ci sono solo io.
In totale la mia visita dura più di 4 ore, tutte strameritate.

Ritorno verso il centro città e salgo sul primo bus per ritornare a Malaga. Non faccio in tempo a salire che subito mi addormento. Mi riesce proprio difficile stare sveglia su un qualsiasi mezzo pubblico.

Arrivata a Malaga, corro subito verso l'Hostal Tilos, modesto ed economico, ma soprattutto comodissimo con la stazione. Una doccia veloce ed è tempo di esplorare la città. E anche qui inizio ad esplorare e a perdermi nelle vie, arrivo fino alla spiaggia, passo accanto all'arena e poi compare lo stimolo della fame.

C'è l'imbarazzo della scelta di locali e l'idea di essere sola non mi preoccupa minimamente, mi sento molto sicura. Mi fermo in un posticino molto caratteristico e mi prendo un tavolino con vista sulla cattedrale.

Ovviamente non si può non mangiare la paella con un bel calice di vino. 

Faccio ancora due passi e mi dirigo con molta calma verso l'hostal.

In tanti mi avevano detto che questa città non aveva nulla di speciale, e anzi, era "bruttina". Invece mi ha regalato molto, l'ho assaporata e scoperta, come non facevo da molto tempo e sono tornata decisamente soddisfatta e rigenerata.

A volta basta davvero poco per ricaricarsi.

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