Avventura in Argentina di Giuliano


Dopo il viaggio in Australia, partire per l’Argentina sembrerebbe quasi un gioco, ma il viaggio in aereo è sempre faticoso e solo allora ti rendi conto che stai veramente partendo.

Per fortuna le 13 ore di viaggio sono senza scalo e la partenza di sera ti permette di dormire.

Arrivati non troppo stanchi, prendiamo un taxi e cambiamo aeroporto con destinazione Salta.

Questa è la città base per la partenza a San Antonio De Los Cobres per l’avventura sul El Tren a las Nubes, che in 14 ore tra andata e ritorno arriva ai 4500mt attraversando 21 tunnel, 31 ponti e 13 viadotti di cui la Polvorilla lunga 240mt e alta 65, offre uno spettacolo mozzafiato.

All’arrivo, siamo assaliti dagli indios, per fortuna ancora rimasti, che cercano di venderci i loro prodotti. Questa popolazione vive completamente isolata ad un’altitudine di 3800mt in mezzo al vento e alla polvere. E’ stata una bellissima esperienza, e ancora mi manca la tenerezza di una ragazzina, che abbracciata al suo lama, aveva gli occhi rossi e tristi perché non avendo niente da vendere e si consolava con l’affetto del suo unico amico!

Altra gita molto spettacolare è stata quella a Cafayate, dove le montagne sono multicolori, alcune fino a sette colori. Le mie sensazioni non potranno mai essere convertite in parole.

Salta è stata la località dove siamo stati circondati da un calore umano molto sincero.

Dopo una settimana, abbiamo preso un bus (attraversano tutte le nazioni del Sud America) e siamo approdati a Mendoza, terra di vigneti e di belle montagne. Qui ci siamo anche un poco annoiati e abbiamo purtroppo smarrito la videocamera e il filmato di Salta. Pazienza.

Salta-Bariloche. Il paesaggio durante il percorso è molto noioso fino a 50 km da Bariloche.

All’arrivo un’esplosione di ginestre spinose dai colori incredibili. (siamo a fine primavera) ci farà dimenticare l’arido paesaggio che ci ha accompagnato dalla partenza.

Questa credo sia la località più bella di tutta l’Argentina perché è circondata da laghi, montagne (d’inverno si scia), campi da golf e paesaggi spettacolari.

Bariloche-El Calafate in aereo, e siamo in Patagonia dove i miei sogni spero si realizzino di fronte ai ghiacciai.

All’arrivo mi sento come un disperso in mezzo al deserto in quanto tutto è brullo e il vento temuto ci accoglie per darci il benvenuto.

Il bus ci porta al nostro. albergo dove ancora ci sono poche case e le strade polverose mi fanno venire l’angoscia. Ma El Calafate è tutto qui? L’accoglienza di tre ragazzi giovani ci rincuora, ma d’altronde la Patagonia è terra d’avventura. Non si smentirà.

Usciti dall’albergo, dopo 5 minuti siamo al centro del paese e.. tutto cambia. Case basse di legno, tutto è orientato per l’avventura, la Patagonia bisogna scoprirla e amarla con i suoi paesaggi aridi, frustati dal vento, ma... affascinanti. Sembra di essere proiettati in un altro pianeta.





Il giorno seguente si parte per l’avventura del Perito Moreno. Questo ghiacciaio, il terzo come grandezza, è il più maestoso della Patagonia. Non vengo deluso. Tutti sono con il fiato sospeso a mano a mano che ci avviciniamo. Quando la guida ci porta sempre più vicino, sembra che sia il ghiacciaio a venirci incontro e non noi che ci avviciniamo. Con un fronte di 5 km ed un’altezza di 70-80mt. è l’unico ghiacciaio che cresce di 100mt l’anno.

Di fronte alla sua imponenza, non riesci più a staccare gli occhi ed aspetti con il cuore in gola che qualche pezzo di ghiaccio si stacchi e provochi un boato ed un eco assordante. Quando accade, un applauso sorge spontaneo. Ci sarebbe molto da dire, ma come al solito parlano solo le immagini, il silenzio ed il rumore del ghiaccio che esplode.

Al ritorno, ci rendiamo conto che il Lago Argentino ha un colore turchese, mai visto una cosa del genere. Questo effetto è prodotto dallo sfregamento dei ghiacci sulle rocce che finiscono così nel lago. Vediamo anche molti condor, che hanno un’apertura alare di 3mt

L’indomani facciamo la gita in battello sul lago Argentino per vedere gli altri ghiacciai e passare in mezzo agli iceberg che troviamo sulla rotta.

E’ tutto molto emozionante, sembra di essere arrivati in Antartide. Dopo una lunga giornata, si ritorna in albergo e la sera ci scaldiamo davanti al fuoco che arrostisce poveri agnelli, capretti e vitelli che noi crudelmente mangiamo!!

Finita quest’avventura, siamo pronti per La Terra del Fuoco, Ushuaia, chiamata la Fine del Mondo.

Dopo, il vuoto, l’oceano e l’Antartide.

L’atterraggio è bellissimo, in mezzo alle Ande del Cile da una parte ed il mare dall’altra. All’uscita dall'aeroporto un vento gelido ci accoglie. Ci infiliamo in fretta nel taxi per arrivare da "zia Alba", una casa privata. Qui l’atmosfera è senz’altro mistica. Sarà l’idea del mistero dell’Antartide, ma ci si sente veramente lontanissimi da tutto.

Sogniamo di mangiare la famosa "criolla", la granseola, consigliata al naturale, ma rimaniamo delusi, molto migliore quella dei nostri mari.

Facciamo la gita sul canale di Beagle per vedere i lupi-leoni marini e non veniamo delusi.

Ci facciamo timbrare il passaporto dall’ufficio turistico per evidenziare che siamo proprio arrivati...alla fine del mondo!!

Dopo due giorni riprendiamo l’aereo con destinazione un altro patrimonio dell’umanità :IGUAZU le cascate al confine con il Brasile e Paraguai. Dal freddo ritorniamo al caldo tropicale.

Qui il panorama è completamente cambiato. Una bellissima vegetazione lussureggiante. Prima di atterrare vediamo le cascate ed il "fumo" che sale verso il cielo.

Qui veniamo travolti dalla forza impetuosa delle acque dove attrazione e paura ti attraggono e ti respingono come una calamita. Le ripercorriamo in lungo ed in largo sempre più affascinati fino alla Garganta del Diavolo, dove confluiscono varie correnti per riversarsi in un salto pauroso nel fiume sottostante. Tutti sono come ipnotizzati. L’indomani prendiamo il taxi e le rivediamo dalla parte brasiliana, dove la visione è più ampia, ma non così da vicino. Abbiamo fatto anche la gita in battello, con il cuore in gola, e doccia sotto le cascate con un capitano pazzo che faceva lo slalom nel fiume...

Credo che a questo punto, dell’Argentina ne abbiate avuto abbastanza, ma abbiate pazienza perché dobbiamo ancora arrivare a Buenos Aires e passare gli ultimi quattro giorni prima di rientrare in Italia.

Qui siamo nel cuore della vita e della storia argentina, ma pensavamo di trovarla più affascinante.

A parte la Florida, la Boca, la 9 di Julio e qualche altro posto, non rimaniamo molto impressionati, forse è proprio ora di rientrare dopo un mese.

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