A casa oltreoceano

Il giorno che ho saputo dall’ orsetto che sarei partita per fare il capodanno a New York ho urlato e iniziato a cantare “New York, New York” di Frank Sinatra: ecco questo è l’ effetto che mi ha fatto la grande mela.
Ho iniziato a viaggiare zaino in spalla e ormai sono abituata a mete “meno turistiche”, ma New York è una di quelle città che bisogna vedere almeno una volta nella vita, così non mi sono lasciata sfuggire l’ occasione.

Atterrata al JFK ho subito capito che ero entrata in un mondo fatto di cose “grandi”: la pista passa sopra l’autostrada…l’ aereo, nonostante fossimo atterrati già da un po’, sembrava non aver intenzione di fermarsi e io non facevo che guardare fuori in cerca di tracce di neve e di…NY!
In macchina, una grande autostrada…cemento, tanti cartelli stradali…poi le villette tipiche americane, quelle dei film…ma ancora di New York, quella New York cui siamo abituati dai film, nessuna traccia, fino a che…eccoli! I primi grattacieli, le luci, i ponti in lontananza e l’ adrenalina sale, sale ancora e io canticchio “I wanna be a part of it New York, New York!!!” nella mia testa, mentre un sorriso sento che mi illumina il viso (in realtà avevo un po’ di timore che il tassista si accorgesse della mia espressione che ritenevo con forte probabilità molto stupida…).
Arriviamo all’ Hotel: uno spettacolo!!! Certo un po’ scomodo il bagno in comune e la camera era caldissima…ma l’ atmosfera era assoltamente impagabile!!! Ogni camera è dipinta diversa dalle altre ed ogni piano ha un suo” tema”.
La mattina dopo ero esagitatissima, un freddo becco, mi copro e raggiungo gli altri allo Starbucks (catena di caffetteria praticamente onnipresente ovunque) per la colazione: ottimo caffè al caramello e…Wi-Fi?!!! Praticamente ogni negozio molto grande o area di un certo interesse (Times Square, I musei ecc…) hanno il wi-fi gratuito, basta una piccola registrazione: una pacchia!
Con il mio caffè americano in mano inizio a camminare per le vie di New York e mi sento già a casa! (Mia sorella mi prenderà in giro non poco per questa abitudine che ho presa).

Ecco, la sensazione che ho avuto è stata di essere a casa…
Io sono romana, abito nella città più bella del mondo, ma New York è come se fosse casa e questa è una strana sensazione per chi, come me, dopo un po’ va in “crisi da astinenza da Colosseo”, come la chiamo io.

Non voglio descrivere i luoghi che ho visitato, perché un museo può piacere o meno, se ne può preferire uno ad un’ altro e a New York c’è solo l’ imbarazzo della scelta, sono le sensazioni che, a mio parere, sono quelle che restano di un viaggio e, in questo caso sono state date dalla città, dall’ atmosfera…era il periodo Natalizio, un periodo particolare a NY: addobbi, musica, tutto è luce e spettacolo tutta la città non si ferma mai, sembra un gigantesco caleidoscopio in continuo movimento!
Se non volete morire di freddo, però, consiglio il periodo primaverile/autunnale (quello in cui spero di tornare a visitarla) a meno che non vogliate vivere l’ atmosfera del Natale.
Il capodanno come tale, l’ ho sentito poco, forse perché era la prima sera ed eravamo in giro da tutto il giorno, forse perché sembrava un giorno qualsiasi della magica atmosfera Natalizia newyorkese, forse perché ero influenzata…fatto sta che dopo cena siamo andati a Central Park, per la mezzanotte, e, stranamente, non sono rimasta troppo scioccata dalle migliaia di persone piuttosto sono rimasta scioccata dal fatto che, con quel freddo, fossero tutte in pantaloncini pronte per la maratona di capodanno (mi sentivo congelare al solo guardarli); poi  i fuochi di mezzanotte, quelli si, quelli sono stati strabilianti: un’ infinità e bellissimiiiii!!!!!
La cosa più bella è stata guardare mia sorella affascinata da questa città che ama profondamente e che era il suo sogno visitare, sogno che sono stata contentissima di dividere con lei!
Una volta presa la cartina della metropolitana e della città, New York non ha avuto più segreti ed ho iniziato a “giocare” su dove avrei voluto andare e a muovermi con estrema tranquillità.
E’ molto facile da girare, una volta capiti un paio di semplici meccanismi: perpendicolari e parallele le “Avenue e le street” e “downtown e uptown” per la metropolitana e il gioco è fatto!
La prima volta che siamo rimaste “autonome” dal gruppo mia sorella mi ha domandato “ma sai dove stiamo andando?”, sembrava un po’ preoccupata, ma neppure troppo in realtà, ed è lì che mi sono sentita molto newyorkese! Amo sentirmi a mio agio nei luoghi in cui giro e sentirmi cose se fossi del posto è davvero appagante.
Faceva un gran freddo e io ero letteralmente “drogata” di medicinali per stare in piedi (anche perché, se così non fosse stato, me ne sarei anche andata a ballare salsa, che, per chi come me balla “in linea”,  New York ha un fascino particolare: ci sono maestri con la “M”, vere leggende!!!), comunque siamo stati molto fortunati riguardo al tempo… un po’, lo ammetto, mi dispiace non aver visto la città imbiancata, ma non so quanto sarebbe stato più freddo con la neve…forse abbiamo girato meglio così.
Guardare in alto verso i tetti dei grattacieli, passeggiare sui ponti,  (perché si possono vedere lo skyline e i ponti principali anche dal battello, ma non da la stessa sensazione) fa un’ effetto strano, ti senti piccola, ma anche protetta, in un certo qual modo, anche se non tutte le zone sono fatte di grattaceli.
Anche guardare dall’ alto (consiglio una puntatina sul Top of the Rock…) New York e i suoi grattaceli (a questo punto più bassi) e l’ immenso Central Park, fa uno starno effetto…chissà che effetto doveva fare vederla dalle Twin Towers…
Per me e mia sorella (soprattutto per lei) Ground Zero è stata una tappa importante, molto suggestiva, che abbiamo fatto da sole poiché al gruppo non interessava; come ho detto cosa visitare o meno è una faccenda tutta personale a NY e una settimana è un tempo limitato: si deve scegliere!
Più free style di così!!!! Per fortuna il nostro gruppo era un bel gruppo, quindi abbiamo vissuto anche momenti molto belli e divertenti insieme!  
Molto suggestiva è stata la messa Gospel ad Harlem, anche quella è consigliatissima, se ci si trova a NY di domenica;  poi abbiamo mangiato in un locale con ottima musica dal vivo: Jazz e Blues, wow!!!!!
Il cibo è stato abbastanza vario: mi aspettavo che avrei mangiato hamburger stile Mc Donald per una settimana, invece siamo stati al cinese (il miglior cibo cinese che abbia mai mangiato, ndr…), all’ indiano, al fast food (che non ha nulla a che vedere con quello che ci immaginiamo: ragazzi che cheeseburger!!!!! Carne vera!!! Buonissima!!!!), tavola calda “a peso”, al greco e…al carretto degli Hot Dog!!!! (che ho altamente apprezzato: che meraviglia di hot dog!!!)
In realtà a pranzo non si mangia tantissimo, noi abbiamo mangiato principalmente a cena nei ristoranti, tranne un paio di volte, perché la colazione è più calorica di un pranzo!!! Per lo meno la nostra; all’ inizio ho scritto che il primo giorno abbiamo fatto colazione da Starbucks, ma dal secondo in poi, siamo andati a “colazionarci” in un locale sotto l’ hotel, dove gustavamo bagles tostati con un diverso ripieno ogni giorno, mega muffin, spemute d’ arancia e caffè americano… parlo al plurale perché è più o meno era quello che prendevamo tutti…a metà o variando: come si poteva avere fame, così?!!!
La popolazione residente è estremamente varia, ma ha una particolarità: è molto diffidente, anche se tutti sono stati gentilissimi quando abbiamo chiesto informazioni, addirittura un poliziotto ci ha lasciato fare una foto a lui e al suo cane (mia sorella adora i cani, poliziotto, poi…).

E’ davvero un posto che vale la pena vedere e, soprattutto, vivere, perché New York cambia a seconda degli occhi che la osservano e del cuore che la ascolta.
Un’ altra signora meta è stata aggiunta al mio mappamondo…ma tornerò, perché una settimana è solo un piccolo assaggio della Big Apple, un succosissimo morso che ti lascia il desiderio di scoprire il resto della gustosa Mela!

Elisa (Lilybonda)

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