Los dias de los muertos, Chiapas. Mexico

Nel 1954 la signora Roselia Ramirez, vedova Marcelin, ci ha lasciato. 

Siamo a Cristobal de las Casas.

Il fratello,  proprietario di un famoso locale, il REVOLUTION, non si da pace. Fa scolpire un'altra lapide,  uguale a quella che indica la tomba della defunta nel camposanto e decide di metterla in un luogo di transito, nel suo locale. Immagino sia un modo per sentiela vicino, per farla sentir partecipe della festa di bodas che si terrà domani sera o per il concerto, voce e marimba, di quel duo cubano che tanto le sarebbe piaciuto , in vita. 

Noi la morte la rifuggiamo, ne parliamo a bassa voce,  in modo che forse, non profferendola,  Lei non si accorga di Noi.

In Mexico dove divertirsi è una forma d'arte e come tale va condivisa, tra il 31 ottobre ed il 2 novembre,  il camposanto, quando cala la sera,  si trasforma in luogo di incontro, dove si balla e canta. Per ragioni ovvie, i morti giacciono immobili, in eterno riposo. I messicani così esorcizzano la morte ne Los Dias de Los Muertos. Si travestono con teschi insanguinati e lugubri falci girano in città,  come tanti zombie. 

C'è un potere rivoluzionario nel ridere delle cose serie. Questo non ha nulla a che vedere con il carnevale. Ci vuole qualche minuto di troppo per capire che tutte queste luci, suoni, tacos ed enchiladas consumate sulla lapide del caro estinto non siano una forma di blasfemia. Dovremmo risettare la nostra ardente tristezza e capire che anche giocando e divertendosi, si  glorifica il Signore. I Maya, particolarmente a Chichen Itza , attraverso la scienza, cercavano le ragioni di Dio.

Nello stesso periodo storico in Italia c'erano sì Michelangelo e Guido Reni, ma c'era pure Galileo con le sue scoperte che invece cozzavano con il dogma della fede e sappiamo bene come andò a finire. 

Per concludere voglio dire che non so nulla circa la aignora Rosalia indicata sulla lapide di cui prima ho parlato. So per certo però che se c'è vita oltre la morte, ha trovato il posto al mondo più divertente ove esser sepolta: il Chapas, Mexico. 

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Autore: 
Carlo Ceccarini

I viaggi di vagabondo nei luoghi del racconto

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carlos711

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Data del viaggio: 
27/10/2013
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