Uganda

L'Uganda è un remoto stato centraficano dove poter vivere emozionanti avventure immersi in una natura sensazionale. Tutti gli animali africani vivono qui, compresi i rarissimi gorilla di montagna.

  • Viaggi di Vagabondo

    Uganda tra i gorilla di montagna

    Un viaggio in Uganda alla scoperta dei parchi e alla ricerca dei gorilla di montagna.
    Un itinerario fantastico costruito dai vagabondi DOC Paolo Ranzini e Vera, entrambi esperti di Africa che nell'agosto 2010 hanno fatto un viaggio di prova per poter mettere su Vagabondo questa avventura.

  • Un viaggio in Uganda alla scoperta dei parchi e alla ricerca dei gorilla di montagna...e non solo!

  • Per quei viaggiatori che amano qualche comodità in più(nelle note della scheda di iscrizione scrivete che preferite la formula Slow Foot!

Dritte e consigli per viaggiare

Profilassi antimalarica: si o no? - di Pollita

VAGABONDO CONSIGLIA: in questi casi di profilassi non obbligatorie raccomandate da alcuni e sconsigliate da altri, vi consigliamo di informarvi bene prima di decidere.
E' una scelta molto personale, che dipende anche dal vostro stato di salute e dalla vostra tolleranza ai farmaci antimalarici, che a volte possono dare effetti collaterali.
Noi ci limitiamo a darvi informazioni e illustrarvi i pro e i contro della profilassi antimalarica. Ma la scelta se farla o no deve essere vostra.
La malaria in Africa c'è e quindi vanno prese delle precauzioni: repellente, coprirsi gambe e braccia all'alba e al tramonto, farmaci antimalarici.
Ci sono due scuole di pensiero tra i viaggiatori: quelli che fanno l'antimalarica e quelli che non la fanno. Qui sotto vi presentiamo l'opinione della tour leader Pollita, che è tra quei viaggiatori che non la fanno. E' solo un'opinione, che non deve influenzarvi ma informarvi. Anche nello staff di Vagabondo c'è chi è d'accordo con Pollita e chi non lo è e preferisce assumere Malarone nei suoi viaggi africani.
Ci teniamo poi a precisare che l'artemisina NON è riconosciuta da tutto il mondo scientifico come efficace contro la malaria.

Pollita ci scrive... (dal suo viaggio in Kenya)
Allora, questa é una domanda difficile perché non sono un medico e non voglio sostituirmi a chi di dovere. Indubbiamente non bisogna nascondersi dietro un dito: la zanzara anofele in Africa c'é...ci sono maggiori probabilità di trovarla nei parchi (presenza degli animali) - in foresta (Kakamega) e un po' sulla costa.

Qualsiasi centro in Italia ti dirà che é necessaria la profilassi e che tipo di profilassi fare. Io posso solo raccontarti la mia esperienza e come mi regolo io.

Premesso che chi vive in Africa la malaria prima o poi la prende (mio fratello ci vive da 10 anni e ne ha fatte 4) per un periodo breve come il nostro io non la faccio. Ti posso anche dire che ho portato anche mia figlia in Africa, la prima volta é stato proprio in Kenya e aveva 2 anni e 1/2 e non le ho fatto profilassi. Il motivo per cui non la faccio (e tieni conto che io sono favrevole ai vaccini, io personalmente ho febbre gialla e epatite A) é che non é un vaccino, non copre al 100% e può dare problemi al fegato, con la profilassi rischi di stare anche male...

Un'altra cosa che gli italiani (compreso i centri vaccinazioni) non sanno é che esiste una sostanza in commercio già da quasi 40 anni che si chiama artemisina. Recentemente l'hanno "scoperta" anche le grosse industrie farmaceutiche multinazionali e la stanno commercializzando in Africa , in genere in associazione con un altro antimalarico tipo clorochina a modiachina. Una confezione costa 7-8 euro. Questo farmaco preso quando insorgono i primi sintomi di malaria la debella nel 97-98% dei casi (se non sei proprio sfigatissimo!!!). Ah, non é efficace se stai facendo la profilassi!!

Se in Africa muoiono ancora tante persone (soprattutto bambini) di malaria é perché:
- non usano le zanzariere (fondamentali), pensa che quando gliele hanno date in passato le usavano per fare i veli da sposa...
- non sanno che esistono questi farmaci o non se li possono permettere
- spesso vivono nei villaggi a distanza dai medici e dagli ospedali.

Io quindi personalmente mi regolo così:
- prendo tutte le precauzioni possibili per non essere punta: repellente forte, manica lunga e pantalone lungo quando cala la sera, zampirone in camera, spray intorno alla tenda e soprattutto zanzariera (a volte lo spray lo metto anche sulla zanzariera) - nota che queste sono rpecauzioni che devi prendere a prescidere)
- compro una confezione di artemisina il primo giorno e me la tengo ben stretta fino a circa 1 mese dopo dal ritorno
- incrocio le dita...
- nel caso mi venisse febbre anche al ritorno subito il test e poi cura con artemisina

Però ti ripeto non voglio sostituirmi a un centro per la profilassi del viaggiatore.
Ti riporto semplicemente la mia esperienza e come mi regolo io. A questo punto spero di averti dato qualche elemento in più per decidere, tutto qui!

Ah, questi consigli me li ha dati mio fratello la prima volta che sono andata in Africa, siamo andati proprio da lui in kenya.

L'efficacia dei derivati dell'artemisina nella cura della malaria
L'artemisina è il principio antimalarico isolato dagli scienziati cinesi nel 1972 dalle foglie della Artemisia Annua, un arbusto usato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il trattamento della febbre e della malaria.
I primi studi fatti in Cina nel 1972 hanno mostrato un'eccellente azione contro il Plasmodium Falciparum.
L'artemisina rimuove velocemente i parassiti, elimina rapidamente i sintomi associati alla malaria, può ridurre potenzialmente la trasmissione dell'infezione, previene il procedere verso la malaria cerebrale, è efficace in aree con resistenza ai farmaci e ha una buona tollerabilità.

Efficacia e innocuità riconosciute
I derivati dell'artemisina (Artesunato o Arthemeter) hanno un'azione più rapida e sono da 5 a 10 volte più efficaci degli altri antimalarici.
Paragonati al chinino nel trattamento della malaria severa, i derivati dell'artemisina hanno ottenuto:
- un abbassamento più rapido della febbre
- una minore mortalità dei malati
- una sparizione più rapida dei parassiti
I derivati dell'artemisina rimangono presenti nel corpo solo per brevi periodi di tempo, caratteristica che rende minimo il rischio di apparizione di resistenza al farmaco.
Intervengono sui gametociti (la forma sessuata del parassita, responsabile della trasmissione): riducendone il numero, possono diminuire la trasmissione del parassita. Tale diminuzione, in periodo epidemico, potrebbe "interrompere" la propagazione della malattia e diminuire la trasmissione della resistenza.
In generale i derivati dell'artemisinina non hanno effetti collaterali, ma non sono raccomandati alle donne nei primi tre mesi di gravidanza.

Utilizzo delle combinazioni terapeutiche
Oggi la soluzione terapeutica più efficace nella cura della malaria è una combinazione che associa un derivato dell'artemisinina e un antimalarico classico ancora efficace (clorochina, Fansidar o amodiachina), la cui scelta dipenderà dal livello di resistenza esistente.
Tale combinazione può produrre diversi vantaggi: il derivato dell'artemisina permette di eliminare rapidamente un numero significativo di parassiti, tra i quali i parassiti resistenti. Il secondo antimalarico, la cui azione è più lunga, elimina poi la debole parassitemia restante. Associando due molecole i cui meccanismi di resistenza sono diversi, si diminuisce ulteriormente il rischio di comparsa di una resistenza

Per chi si reca in paesi dove la malaria è endemica è fondamentale disporre di un'informazione aggiornata sui pericoli di contagio e adottare adeguate misure profilattiche, ma questa situazione pone anche in evidenza il problema dell'adeguamento dei protocolli terapeutici italiani alla nuova realtà della malattia: il chinino, somministrato in Italia nei trattamenti antimalarici, spesso non da risultati, visto che in moltissimi paesi dove la malattia è endemica si è ormai sviluppata una resistenza a questo farmaco. I derivati dell'artemisina come l'Artemether o l'Artesunato, riconosciuti da più parti (dall'Organizzazione Mondiale della Sanità a Medici senza Frontiere) come i ritrovati attualmente più efficaci per combattere la malattia, non sono inclusi nei protocolli italiani, sebbene la "Guida all'uso dei farmaci 2003", distribuita dal Ministero della Sanità a tutti i medici e farmacisti, sostenga a pag. 261. "Nei casi di difficile soluzione, dovrebbe essere chiesto il parere di uno specialista, poiché altri farmaci come l'Artemeher, somministrato per via intramuscolare e l'Artesunato, somministrato per via endovenosa, possono essere disponibili in casi particolari". Se il Ministero della Sanità è a conoscenza dell'efficacia di questi farmaci, perché non li introduce nei protocolli terapeutici italiani al posto di altri meno efficaci?

Scritta da: Vagabondo0
Come e dove si vedono i gorilla di montagna - di Paolo Ranzini

Tutti i viaggiatori che desiderano intraprendere l’attività di ricerca dei gorilla i montagna devono conoscere alcune regole basilari da seguire prima durante e dopo l’attività. Il non rispetto di queste regole può comportare l’interruzione immediata dell’attività senza alcun rimborso.

Prima di arrivare ai gorilla
• Soltanto 8 visitatori al giorno possono visitare un gruppo di gorilla abituati alla presenza umana. Ciò è necessario per rispettare gli animali e ridurre al minimo i rischi di contrarre malattie portate dall’uomo.
• Sono ammessi soltanto visitatori che abbiano almeno 15 anni. Non sono quindi ammessi bambini o ragazzini.
• Prima di intraprendere l’attività è necessario lavarsi accuratamente le mani.
• Non bisogna lasciare rifiuti all’interno del parco. Tutto ciò che viene portato all’interno del parco deve essere riportato all’esterno.
• Le guide del parco inizieranno la ricerca dei gorilla nel punto in cui sono stati avvistati il giorno precedente. Da questo punto si seguiranno le tracce lasciate dai gorilla.
• In prossimità dei gorilla, la guida vi informerà quando utilizare le macchine fotografiche.
• È necessario mantenere un tono di voce pacato. Ciò darà la possibilità di osservare anche la prolifica varietà di specie di uccelli presenti nella foresta.

Insieme ai gorilla di montagna
• Mantenere una distanza di 7 metri dai gorilla per proteggere i gorilla dalla possibilità di contrarre malattie portate dai visitatori.
• Restare in gruppo mentre si osservano i gorilla.
• Mantenere un tono di voce basso durante il tempo di osservazione dei gorilla. Ovviamente si possono fare domande alle guide.
• Non mangiare o bere in prossimità dei gorilla.
• Può capitare che i gorilla carichino. Seguite le direzioni della guida: accovacciatevi lentamente, non guardate i gorilla negli occhi e aspettate che il gorilla si allontani. Non provate a fuggire. Scappare aumenta il pericolo.
• Non è possibile usare il flash per fotografare i gorilla. Mentre si fotografa muoversi lentamente e con attenzione.
• Non toccare i gorilla.
• Il tempo massimo concesso per l’osservazione dei gorilla è di 1 ora. Nel caso i gorilla diventino nervosi o agitati, la guida dovrà interrompere l’attività con i gorilla.

Regole generali
• Rispettare il limite sul numero di visitatori.
• Nel caso un visitatore si senta ammalato o abbia una malattia contagiosa quando si trovi all’interno del parco è necessario che resti indietro volontariamente. Sarà organizzata una visita alternativa o sarà previsto il rimborso secondo le regole di prenotazione dei gorilla.
• Nel caso si debba starnutire o tossire in presenza dei gorilla, voltarsi e coprirsi il volto in modo da ridurre il pericolo di contagio.
• Mantenere sempre una distanza di 7 metri dai gorilla. Maggiore la distanza più rilassato sarà il gruppo di gorilla.
• Non lasciare rifiuti all’interno del parco. L’immondizia facilita la trasmissione di malattie ai gorilla.
• Nel caso di "bisogni urgenti" mentre si è all’interno della foresta, chiedere alla guida di scavare una buca. La guida la coprirà dopo che avrete finito.

Informazioni sui permessi dei gorilla di montagna
Il permesso per ricercare i gorilla costa 500 USD a persona ed è acquistabile direttamente dall'Uganda Wildlife Authority.
Le seguenti regole sui permessi dei gorilla di montagna sono estrapolate dai documenti ufficiali dell'Uganda Wildlife Authority. Ricordati di leggere le regole da osservare con i gorilla prima di intraprendere l’attività di ricerca dei gorilla di montagna.

Malattia: Ai visitatori che mostrino sintomi di malattia non sarà permessa l’attività di ricerca dei gorilla. I visitatori possono essere ritenuti non idonei a ricercare i gorilla a causa di una malattia, a discrezione del guardaparco in carica. Sarà rimborsato il 50% del costo del permesso. Le regole sulla cancellazione della visita si applicheranno a coloro che cadano malati prima del loro arrivo al parco nazionale di Bwindi.
Non rimborsabilità: I permessi per i gorilla di montagna non sono rimborsabili. I visitatori che per qualsiasi motivo ricerchino i gorilla di montagna per l’intera giornata ma non riescano a vederli saranno rimborsati del 75% del costo del permesso.
Ricerca e avvistamento: Il permesso per ricercare i gorilla non è garanzia dell’avvistamento dei gorilla di montagna.
Età minima: Non è possibile ricercare i gorilla se si hanno meno di 15 anni. È richiesto un documento per comprovare l’età dei partecipanti.
Tasse di entrata al parco: Il permesso per i gorilla include le tasse di entrata al parco nazionale per il giorno indicato.
Tempo concesso con i gorilla: I visitatori possono trascorrere non più di un’ora con i gorilla di montagna.

Scritta da: Vagabondo0

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  • Capitale: KAMPALA
  • Popolazione: circa 26 milioni (metà dell'Italia)
  • Superficie: 241.038 Km2 (un po' meno dell'Italia)
  • Fuso orario: +2h rispetto all'Italia, +1h quando in Italia vige l'ora legale.
  • Lingue: La lingua ufficiale è l'inglese. Ovviamente diffusissime le lingue locali luganda kiswahili.
  • Religioni: Molti cattolici, poi protestanti e mussulmani.
  • Moneta: Scellino Ugandese (UGS)
  • Prefisso dall'Italia: 00256

  • Prefisso per l'Italia: 00039 (si, gli zeri sono 3)

Clima: quando andare?: 

Caldo-umido tutto l'anno con temperature da 19-20 a 28-30 gradi. I mesi migliori per visitare il paese sono tra fine dicembre e fine febbraio, periodo in cui il clima è generalmente secco (senza essere eccessivamente caldo), e tra metà giugno e metà agosto. Ci sono due stagioni delle piogge: da aprile a maggio e da settembre a novembre. La stagione più secca (e calda) va da dicembre a marzo.

Documenti necessari: 

Passaporto e visto. Il visto si può fare direttamente in entrata nel Paese all'aeroporto e costa 50 EUR. Servono:
- 2 fototessere
- 2 copie del modulo richiesta visto
- passaporto
- itinerario e strutture dove si alloggia