Etiopia

In Etiopia tra città millenarie, deserti e antiche leggende. Il Natale copto a Lalibela, l'Omo River, l'Arca dell'Alleanza nella chiesa di Aksum. Sono tante e strane le cose che si possono fare e vedere in Ethiopia! Secondo il noto viaggiatore Paolo Ranzini "Non ci si può definire viaggiatori, se non si visita l'Etiopia!".

  • Viaggi di Vagabondo
    Etiopia Freak Style
    Monasteri dell’XI secolo, città scavate nella roccia, storia secolare dell’antico impero etiope e ancora natura mozzafiato, cascate, animali selvatici, Africa… I motivi per andare in Etiopia sono infiniti. Etiopia Freak Style: un viaggio a cui non avevate pensato? Eppure dovreste.

Dritte e consigli per viaggiare

Profilassi antimalarica: si o no? - di Pollita

VAGABONDO CONSIGLIA: in questi casi di profilassi non obbligatorie raccomandate da alcuni e sconsigliate da altri, vi consigliamo di informarvi bene prima di decidere.
E' una scelta molto personale, che dipende anche dal vostro stato di salute e dalla vostra tolleranza ai farmaci antimalarici, che a volte possono dare effetti collaterali.
Noi ci limitiamo a darvi informazioni e illustrarvi i pro e i contro della profilassi antimalarica. Ma la scelta se farla o no deve essere vostra.
La malaria in Africa c'è e quindi vanno prese delle precauzioni: repellente, coprirsi gambe e braccia all'alba e al tramonto, farmaci antimalarici.
Ci sono due scuole di pensiero tra i viaggiatori: quelli che fanno l'antimalarica e quelli che non la fanno. Qui sotto vi presentiamo l'opinione della tour leader Pollita, che è tra quei viaggiatori che non la fanno. E' solo un'opinione, che non deve influenzarvi ma informarvi. Anche nello staff di Vagabondo c'è chi è d'accordo con Pollita e chi non lo è e preferisce assumere Malarone nei suoi viaggi africani.
Ci teniamo poi a precisare che l'artemisina NON è riconosciuta da tutto il mondo scientifico come efficace contro la malaria.

Pollita ci scrive... (dal suo viaggio in Kenya)
Allora, questa é una domanda difficile perché non sono un medico e non voglio sostituirmi a chi di dovere. Indubbiamente non bisogna nascondersi dietro un dito: la zanzara anofele in Africa c'é...ci sono maggiori probabilità di trovarla nei parchi (presenza degli animali) - in foresta (Kakamega) e un po' sulla costa.

Qualsiasi centro in Italia ti dirà che é necessaria la profilassi e che tipo di profilassi fare. Io posso solo raccontarti la mia esperienza e come mi regolo io.

Premesso che chi vive in Africa la malaria prima o poi la prende (mio fratello ci vive da 10 anni e ne ha fatte 4) per un periodo breve come il nostro io non la faccio. Ti posso anche dire che ho portato anche mia figlia in Africa, la prima volta é stato proprio in Kenya e aveva 2 anni e 1/2 e non le ho fatto profilassi. Il motivo per cui non la faccio (e tieni conto che io sono favrevole ai vaccini, io personalmente ho febbre gialla e epatite A) é che non é un vaccino, non copre al 100% e può dare problemi al fegato, con la profilassi rischi di stare anche male...

Un'altra cosa che gli italiani (compreso i centri vaccinazioni) non sanno é che esiste una sostanza in commercio già da quasi 40 anni che si chiama artemisina. Recentemente l'hanno "scoperta" anche le grosse industrie farmaceutiche multinazionali e la stanno commercializzando in Africa , in genere in associazione con un altro antimalarico tipo clorochina a modiachina. Una confezione costa 7-8 euro. Questo farmaco preso quando insorgono i primi sintomi di malaria la debella nel 97-98% dei casi (se non sei proprio sfigatissimo!!!). Ah, non é efficace se stai facendo la profilassi!!

Se in Africa muoiono ancora tante persone (soprattutto bambini) di malaria é perché:
- non usano le zanzariere (fondamentali), pensa che quando gliele hanno date in passato le usavano per fare i veli da sposa...
- non sanno che esistono questi farmaci o non se li possono permettere
- spesso vivono nei villaggi a distanza dai medici e dagli ospedali.

Io quindi personalmente mi regolo così:
- prendo tutte le precauzioni possibili per non essere punta: repellente forte, manica lunga e pantalone lungo quando cala la sera, zampirone in camera, spray intorno alla tenda e soprattutto zanzariera (a volte lo spray lo metto anche sulla zanzariera) - nota che queste sono rpecauzioni che devi prendere a prescidere)
- compro una confezione di artemisina il primo giorno e me la tengo ben stretta fino a circa 1 mese dopo dal ritorno
- incrocio le dita...
- nel caso mi venisse febbre anche al ritorno subito il test e poi cura con artemisina

Però ti ripeto non voglio sostituirmi a un centro per la profilassi del viaggiatore.
Ti riporto semplicemente la mia esperienza e come mi regolo io. A questo punto spero di averti dato qualche elemento in più per decidere, tutto qui!

Ah, questi consigli me li ha dati mio fratello la prima volta che sono andata in Africa, siamo andati proprio da lui in kenya.

L'efficacia dei derivati dell'artemisina nella cura della malaria
L'artemisina è il principio antimalarico isolato dagli scienziati cinesi nel 1972 dalle foglie della Artemisia Annua, un arbusto usato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il trattamento della febbre e della malaria.
I primi studi fatti in Cina nel 1972 hanno mostrato un'eccellente azione contro il Plasmodium Falciparum.
L'artemisina rimuove velocemente i parassiti, elimina rapidamente i sintomi associati alla malaria, può ridurre potenzialmente la trasmissione dell'infezione, previene il procedere verso la malaria cerebrale, è efficace in aree con resistenza ai farmaci e ha una buona tollerabilità.

Efficacia e innocuità riconosciute
I derivati dell'artemisina (Artesunato o Arthemeter) hanno un'azione più rapida e sono da 5 a 10 volte più efficaci degli altri antimalarici.
Paragonati al chinino nel trattamento della malaria severa, i derivati dell'artemisina hanno ottenuto:
- un abbassamento più rapido della febbre
- una minore mortalità dei malati
- una sparizione più rapida dei parassiti
I derivati dell'artemisina rimangono presenti nel corpo solo per brevi periodi di tempo, caratteristica che rende minimo il rischio di apparizione di resistenza al farmaco.
Intervengono sui gametociti (la forma sessuata del parassita, responsabile della trasmissione): riducendone il numero, possono diminuire la trasmissione del parassita. Tale diminuzione, in periodo epidemico, potrebbe "interrompere" la propagazione della malattia e diminuire la trasmissione della resistenza.
In generale i derivati dell'artemisinina non hanno effetti collaterali, ma non sono raccomandati alle donne nei primi tre mesi di gravidanza.

Utilizzo delle combinazioni terapeutiche
Oggi la soluzione terapeutica più efficace nella cura della malaria è una combinazione che associa un derivato dell'artemisinina e un antimalarico classico ancora efficace (clorochina, Fansidar o amodiachina), la cui scelta dipenderà dal livello di resistenza esistente.
Tale combinazione può produrre diversi vantaggi: il derivato dell'artemisina permette di eliminare rapidamente un numero significativo di parassiti, tra i quali i parassiti resistenti. Il secondo antimalarico, la cui azione è più lunga, elimina poi la debole parassitemia restante. Associando due molecole i cui meccanismi di resistenza sono diversi, si diminuisce ulteriormente il rischio di comparsa di una resistenza

Per chi si reca in paesi dove la malaria è endemica è fondamentale disporre di un'informazione aggiornata sui pericoli di contagio e adottare adeguate misure profilattiche, ma questa situazione pone anche in evidenza il problema dell'adeguamento dei protocolli terapeutici italiani alla nuova realtà della malattia: il chinino, somministrato in Italia nei trattamenti antimalarici, spesso non da risultati, visto che in moltissimi paesi dove la malattia è endemica si è ormai sviluppata una resistenza a questo farmaco. I derivati dell'artemisina come l'Artemether o l'Artesunato, riconosciuti da più parti (dall'Organizzazione Mondiale della Sanità a Medici senza Frontiere) come i ritrovati attualmente più efficaci per combattere la malattia, non sono inclusi nei protocolli italiani, sebbene la "Guida all'uso dei farmaci 2003", distribuita dal Ministero della Sanità a tutti i medici e farmacisti, sostenga a pag. 261. "Nei casi di difficile soluzione, dovrebbe essere chiesto il parere di uno specialista, poiché altri farmaci come l'Artemeher, somministrato per via intramuscolare e l'Artesunato, somministrato per via endovenosa, possono essere disponibili in casi particolari". Se il Ministero della Sanità è a conoscenza dell'efficacia di questi farmaci, perché non li introduce nei protocolli terapeutici italiani al posto di altri meno efficaci?

Scritta da: Vagabondo0
Il calendario copto etiope

Il calendario etiope è costituito da 12 mesi di 30 giorni ciascuno, seguito da un periodo di 5 giorni. Ogni quattro anni, durante l'anno bisestile, viene aggiunto un giorno supplementare nell'ultimo periodo. Quindi l'anno è mediamente composto da 365,25 giorni.
Il primo dell'anno corrisponde al nostro 11 settembre (il 12 negli anni bisestili).

Se oggi, secondo il calendario gregoriano, in uso nei paesi occidentali, è il giorno 15-10-2010. In Etiopia invece è il 5 Tekemt 2002 .

I mesi sono:

Meskerem (Settembre/Ottobre)
Tikemt (Ottobre/Novembre)
Hedar (Novembre/Dicembre)
Tahesas (Dicembre/Gennaio)
Tir (Gennaio/Febbraio)
Yekatit (Febbraio/Marzo)
Megabit (Marzo/Aprile)
Meyazeya (Aprile/Maggio)
Genbot (Maggio/Giugno)
Senay (Giugno/Luglio)
Hamlay (Luglio/Agosto)
Nehasay (Agosto/Settembre)
Pagume (Settembre)

L'orario in etiopia

L'ora viene calcolata dall'alba e non dalla mezzanotte come avviene da noi. Non è raro quindi che chiedendo l'ora a pranzo vi dicano che sono le sette ! In etiopia sono le 15:11 secondo l'ora straniera e le 8:11 secondo l'ora locale.

Festività

Data etiope Data gregoriana Festività
7 Tahesas 7 Gennaio Natale (Genna)
19 Tahesas 19 Gennaio Epifania (Timkat)
23 Yekatit 2 Marzo Festa nazionale per la vittoria di Adwa
4 Megabet 13 Marzo Fine del Ramadan (Id Al Fitir)
28 Megabet 6 Aprile Giorno dei Patrioti
9 Meyazeya 17 Aprile Id Al Adha - Giorno del Sacrificio (Arafa)
Meyazeya Aprile/Maggio Pasqua (Fasika)
23 Meyazeya 1 Maggio Festa dei lavoratori
20 Genbot 28 Maggio Caduta del Dergue
10 Hamle 17 Luglio Nascita del profeta Maometto (Al Mawlid al Nebawi)
1 Meskerem 11 Settembre Nuovo anno (Enqutatash)
17 Meskerem 27 Settembre Festa della Croce (Meskal)


Scritta da: Vagabondo0
Info utili

Siti dell'UNESCO

I monasteri del lago Tana
. Axum
. Lalibela
. Il parco nazionale dei monti  Simien
. Le steli di Tiya
. Il parco dell'Omo
. Il parco dell'Awash
. Harar  

Potenza elettrica 220 volt

Internet
Internet è disponibile nelle principali località turistiche

Cellulari
la rete è abilitata al roaming internazionale col sistema GSM 900, quindi si possono utilizzare i propri cellulari per ricevere e trasmettere chiamate.

Carte di credito
Le carte di credito funzionano solo nelle catene dei migliori alberghi e negli uffici dell'Ethiopian Airlines e nella Dashen Bank. La commissione per Visa è di 2.5 per la Master Card è di 6,00.

Cibo
La cucina etiopica si basa su una focaccia di un miglio locale, chiamato teff , l'injera, servita con varie salse di carne e  di verdure. Nei ristoranti degli alberghi si servono pietanze internazionali.

Vaccinazioni
Non ci sono vaccinazioni obbligatorie, ma è prudente la profilassi antimalarica a chi si reca nelle regioni del sud e dell'ovest.

L'Arca dell'Alleanza
E' uno dei misteri più famosi del mondo. Dove è finita l'Arca dell'Alleanza? Esiste davvero? E se si chi ce l'ha? Noi di Vagabondo prendiamo sempre le leggende per quello che sono, ma ci teniamo ad informarvi che l'Arca potrebbe essere ad Aksum, la città più sacra dell'Etiopia. Precisamente nella Chiesa di Santa Maria di Sion, dove un prete la custodisce gelosamente impedendo a tutti di vederla.
Dato che abbiamo tutti visto i film di Indiana Jones, noi Vagabondi andiamo ad Aksum, visitiamo la chiesa e la città, ma non insistiamo per vedere l'Arca. Meglio evitare di trasformarci in scheletri!

Scritta da: Vagabondo0
Natale Copto a Lalibela in Etiopia: partenza speciale

Natale Copto a Lalibela in Etiopia: partenza speciale

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Il Natale Copto di Lalibela rientra tra le feste religiose più importanti in assoluto dell’Etiopia: cade il 7 gennaio anziché il 25 dicembre nonostante si parli sempre della nascita di Gesù Cristo e questo perché in Etiopia si usa ancora il calendario giuliano a differenza che da noi. Inoltre essendo gennaio un periodo di festività anche per noi e soprattutto essendo il clima secco  e fresco in Etiopia a gennaio, la partenza in prossimità del Natale Copto è una partenza speciale che consigliamo vivamente: si parla di un vero e proprio viaggio nel viaggio.

La storia ci dice che l’Etiopia è diventata cristiana nel 335 d.C.
Dopo il Concilio di Calcedonia, nel 451, i Cristiani d'Etiopia aderirono alla chiesa d'Egitto, detta Copta. Nel secolo successivo l'Islam sbarcò in Africa e la chiesa copta etiope rimase isolata dal resto della cristianità. Grazie a questo isolamento oggi in Etiopia c'è un Cristianesimo delle origini, quasi primitivo, che si ispira direttamente alle regole dell'Antico Testamento.

I luoghi migliori per assistere al Natale Copto in Etiopia sono Addis Adeba e soprattutto Lalibela, ed è proprio lì che il nostro viaggio di Vagabondo Etiopia Freak Style fa tappa quando facciamo le partenze speciali per il Natale Copto a Lalibela.

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A Lalibela la celebrazione del Natale è chiamata Genna e celebra la nascita di Cristo. Ci sono migliaia di pellegrini nelle loro shamme bianche, danze liturgiche al suono dei tamburi e dei sistri, monaci e diaconi con i loro costumi tipici, sacerdoti nelle loro preziose vesti damascate. I canti religiosi dei preti sono dolcissimi e lenti, qui non esistono grida ed eccesso, si condivide la gioia della nascita di Gesù Cristo guardando i sacerdoti cantare e ballare. Il corteo lungo la sommità della chiesa di Beta Maryam è di una spiritualità intensissima, una delle poche testimonianze al mondo di una fede ancestrale e rimasta immutata per quasi due millenni. 

Se volete tornare indietro nel tempo e rivivere il vero significato del Natale e della sua fede, questo è il posto in cui potrete viverlo.  

Per maggiori informazioni su Lalibela vi rimandiamo alla lettura del bellissimo racconto di Carla, una nostra vagabonda che ha passato il "Natale a Lalibela". 

 

Scritta da: Vagabondo0
Il Timkat

Il Timkat è l’Epifania della Chiesa ortodossa etíope con cui si celebra il battesimo di Cristo.
Viene celebrato in tutto il paese ma noi vi consigliamo di vederlo a Gondar.
Da tutte le chiese di Gondar escono in processione i preti addobbati con ricche vesti cerimoniali e ombrelli intessuti di fili d’oro. Portano il “Tabot” in legno o pietra ricoperto di vari strati di stoffa di seta. Il Tabot rappresenta l’Arca dell’Alleanza. I preti per tutta la notte pregano, cantano e suonano con tamburi e strumenti locali, dondolando l’incensiere dal quale esce il profumo dell’incenso che invade l’aria e benedicono l’acqua intorno a una piscina o del fiume o del lago dove avrà luogo la celebrazione il giorno successivo. Per tutta la notte pregano, mentre migliaia di pellegrini, tra i quali molte donne vestite di candido cotone, arrivano da ogni parte del Paese, camminando anche per giorni e giorni per poter partecipare a questo momento eclatante. L’insieme sembra un esodo biblico e per tutta la notte continuano a festeggiare con canti e danze.
Le cerimonie vicino alla piscina proseguiranno tutta la notte.
Il secondo giorno le celebrazioni hanno il culmine all’alba, quando il patriarca immerge la croce d’oro e una candela consacrata nella piscina costruita da re Fasilidas. Poi benedice i fedeli con la medesima acqua, in ricordo del battesimo di Gesù. Molti fedeli si buttano nell’acqua in segno di rinnovamento della propria fede. Dopo il battesimo i “Tabots” vengono riportati nelle chiese, mentre i fedeli continuano a festeggiare con canti e danze, mangiando e bevendo all’interno delle loro case.

Scritta da: Vagabondo0

Sui nostri viaggi in questo paese

  • IL NATALE COPTO A LALIBELA

    L'Etiopia è diventata cristiana nel 335 d.C. Dopo il Concilio di Calcedonia, nel 451, i Cristiani d'Etiopia aderirono alla chiesa d'Egitto, detta Copta. Nel secolo successivo l'Islam sbarcò in Africa e la chiesa copta etiope rimase isolata dal resto della cristianità. Grazie a questo isolamento oggi in Etiopia c'è un Cristianesimo delle origini, quasi primitivo, che si ispira direttamente alle regole dell'All'antico Testamento.
    A Lalibela la celebrazione del Natale è chiamata Genna e celebra la nascita di Cristo. Ci sono...

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  • Etiopia
    Partenza: 10/08/2019
    Ritorno: 24/08/2019

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Richieste di Info

Cambia destinazione

  • Capitale: Addis Abeba
  • Popolazione: circa 60.000.000 (circa come l'Italia)
  • Superficie: 1.127.127 Km2 (quasi 4 volte l'Italia)
  • Fuso orario: + 2h rispetto all'Italia; + 1h quando in Italia vige l'ora legale.
  • Lingue: Amarico, oromo, tigrino e vari dialetti locali. Diffuso l'inglese, soprattutto nei centri urbani.
  • Religioni: Cristianesimo ortodosso, islam, cattolica (in minoranza).
  • Moneta: Birr (ETB)
  • Prefisso per l'Italia: 0039
  • Prefisso dall'Italia: 00251

Clima: quando andare?: 

Gli altipiani abissini, che occupano la parte centrale del Paese, hanno un clima relativamente temperato, con la stagione delle grandi piogge che coincide con l'estate italiana: i mesi giugno e luglio sono gli unici da evitare. Il sud-est del paese ha un clima desertico.
Il Natale copto si festeggia a Lalibela il 7 e 8 gennaio. Non ve lo perdete!

Documenti necessari: 

Passaporto, con validità residua di almeno sei mesi e comunque sempre oltre la scadenza del soggiorno in Etiopia. Visto obbligatorio.
Il visto turistico può essere ottenuto all'arrivo all'aeroporto di Addis Abeba (ad eccezione dei cittadini italiani di origine eritrea che non possono avvalersi del rilascio del visto all'aeroporto: in questo caso rivolgersi presso l'Ambasciata di Etiopia a Roma). Costa 20 USD. Il visto per Gibuti si può  fare al consolato di Addis Abeba, occorro due foto e il costo è  di 30 usd. Il visto per il Somaliland si più fare al consolato di Addis Abeba, occorrono due foto e il costo è di 40 usd.