Varanasi freak style

Paesi visitati Tipo di Viaggio
In letargo

Un itinerario in treno che da Agra attraversa Madhya Pradesh e Uttar Pradesh per arrivare a Varanasi. Per veri vagabondi zaino in spalla!

 

Varanasi Freak Style
Durata:

13 giorni

partenze di giovedì

Partenza da Milano o Roma (a vostra scelta).

Costi:

1050 euro a persona voli inclusi per gruppi da 8 a 14 partecipanti
1150 euro
a persona voli inclusi per gruppi da 5 a 7 partecipanti

supplemento alta stagione : agosto  200 euro e Capodanno 300 euro

Cassa comune prevista :
- 350 euro se viaggiate davvero freak style

Dove si dorme e come ci si muove:

Si viaggia in treno, sia di notte che di giorno.

Si dorme in piccole guest house familiari e alberghetti.

Si mangia in ristorantini locali (solo cucina indiana!).

Difficoltà







Visto: 

Viaggio zaino in spalla, ci vuole ALTISSIMO spirito di adattamento.

E' UNO DEI VIAGGI PIU' AVVENTUROSI DI VAGABONDO. Iscrivetevi solo se siete davvero motivati, altrimenti fate l'India in pulmino che è bello e comodo.

E' OBBLIGATORIO LEGGERE TUTTE LE RACCOMANDAZIONI QUI SOTTO. Almeno due volte e a voce alta Felice

Fauna indesiderata: animalacci di tutti i tipi - siamo in India con lo zaino!
(Per favore, cercate di non essere voi la fauna indesiderata autoselezionandovi bene per questo viaggio).

 

Necessario il visto India.
Come richiedere visto per l’India
Come si compila il modulo di richiesta visto India online

 

Al momento non sono previste date di viaggio in questo luogo.
Per maggiori informazioni scriveteci!


Vagabondo viaggia senza inquinare

 

Premessa – perché è nato questo viaggio

Nata da una richiesta degli utenti di Vagabondo, la formula freak style in India ha esordito con l’ormai famosissimo Rajastan freak style, che oramai tutti i vagabondi avventurosi hanno provato. Siamo riusciti davvero a creare un viaggio economico in India in treno in cui si vede davvero l’India e non solo il treno.
Eccovi quindi un secondo itinerario in India, che nasce dalla stessa filosofia.

Un viaggio in India in treno ha parecchi problemi, di cui parleremo sotto.  Quindi se avete un budget decente smettete subito di leggere qui e fate il viaggio in pulmino che è molto meglio. Ma se siete tra quelli che non possono realizzare il sogno di vedere l’India perché non se lo possono permettere economicamente e siete disposti a faticare un po’ e adattarvi alla vita locale indiana … continuate pure a leggere.

Vi dico subito che nell’organizzazione di questo viaggio ci sono alcuni problemi. Nei programmi dei tour operator che lo organizzano abitualmente nessuno ne parla e i partecipanti li scoprono solo una volta lì. Noi invece ve li enumeriamo in maniera trasparente e cerchiamo di risolverli alla radice o, quando non possibile risolvere, di avvertirvi che esistono.

Problema 1: durata del viaggio.

E’ impensabile, e dico IMPENSABILE prevedere in India la stessa durata di itinerario per un viaggio in pulmino privato e uno in treno. Per vedere bene gli stessi posti serve necessariamente più tempo. Noi di Vagabondo non mettiamo mai “itinerari di massima” scrivendovi che vi faremo vedere tutta l’india in 3 settimane per poi farvi scoprire lì che molte tappe sono infattibili. Quando facciamo un itinerario è perché si può fare. Quindi magari il nostro itinerario prevede meno posti di quelli degli altri, ma ci impegniamo a farveli vedere davvero.

Qualche volta, per qualche itinerario, data l’imprevedibilità del servizio ferroviario indiano metteremo il “giorno jolly”. Che sarà un giorno in più da utilizzare se accade qualche imprevisto (treni cancellati ad esempio).

Problema 2: prenotazioni treniimage

Nessuno lo dice ma trovare posto su un treno indiano non è affatto semplice.  In India i treni hanno una decina di classi, dal vagone letto al carro bestiame passando per tutte le intermedie. Per le tratte lunghe i posti in cuccetta (ci sono 5-6 diverse classi di cuccette con o senza aria condizionata) sono quelli che si esauriscono prima. Quindi può capitare di non trovar posto e di dover passare la notte su un sedile o peggio (molto peggio).

Cercheremo di prenotare noi le tratte notturne ma in alta stagione non sarà sempre possibile trovare la cuccetta se vi iscrivete al viaggio a meno di un mese dalla partenza. Preparatevi alla possibilità di una notte all’addiaccio, su un sedile o sul pavimento del treno.

Problema 3: le guide

In un viaggio India low cost le guide le troverete al momento, in loco. Non tutte saranno buone. Quasi tutte parleranno inglese e non italiano.

Saranno i nostri Vagabondi DOC a passarsi le informazioni sulle guide migliori e a cercare di accaparrarsele per la giornata. Il gruppo li aiuterà a dare dei giudizi sulle guide, da passare ai gruppi successivi.
I nostri vagabondi DOC, che parlano bene l’inglese, tradurranno in simultanea le spiegazioni delle guide.

Problema 4: lo standard alberghiero

Abbiamo più volte scritto che in India gli alberghi di categoria media – i due stelle e alcuni a tre stelle - sono sporchi e squallidi e che è meglio usare quelli di bassa o di alta categoria. Noi per il viaggio in pulmino usiamo hotel di 3 e 4 stelle che costano anche  100 euro a camera. Per questo viaggio low cost invece useremo pensioncine familiari e guest house che troverete in loco. Costo sui 10-15 euro a persona a notte. Insomma c’è un abisso di differenza, in tutti i sensi.

L’acqua calda in questi posti non esiste proprio ed è meglio portare il proprio sacco a pelo o il sacco lenzuolo. Per il resto quello di dormire in piccole strutture è un ottimo modo di far arrivare i vostri soldi nelle mani delle famiglie indiane. Quindi state rinunciando al confort per viaggiare però in un modo molto più etico.

Problema 5: tappe che non sono sulla linea ferroviaria.

Come si arriva al Panna National park che non è sulla ferrovia? Va preso un bus. Questo in realtà non è un problema tanto grave perché in India si trova sempre un mezzo che ti porta da qualche parte per pochi soldi. Ma comunque ve lo segnalo.

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IMPORTANTE – DA LEGGERE ALMENO DUE VOLTE AD ALTA VOCE

L’India Freak Style non è un viaggio per tutti ma solo per quelli di voi che sono disposti a caricarsi uno zaino sulle spalle e lanciarsi in una vera avventura che prevede emozioni  belle e brutte, sempre intense.

Se siete: schizzinosi, ipocondriaci, igienisti, diffidenti, se avete paura di mangiare il cibo di una bancarella, se vi fa schifo condividere il sedile di un treno con un indiano sconosciuto, se odiate gli scarafaggi, se non mangereste mai il cibo che vi offrono i vostri vicini di posto indiani… allora questo viaggio non fa sicuramente per voi. Lasciate perdere.

Alessandro, un partecipante di un nostro recente viaggio in India, un giorno ha preso in braccio un neonatino indiano per aiutare la mamma che stava facendo altro. Una volta lasciato il bambino, Alessandro si è ritrovato la maglietta bagnata. “Sarà piscio?” gli hanno chiesto i compagni di viaggio. Lui  l’ha annusata. “Si, è piscio”, e non si è sconvolto più di tanto. La maglietta non se la poteva cambiare al momento. Vabbè, pazienza, se l’è cambiata dopo qualche ora.
Questa cosa vi sconvolgerebbe se accadesse a voi? Se si il viaggio non fa per voi.

Se invece siete pronti per questa avventura Benvenuti nell’India Freak Style!!!

Ecco, fino ad ora vi abbiamo elencato solo i problemi. Adesso invece vi enumeriamo i maggiori punti di forza di questo viaggio, che sono:

1)      L’itinerario – che è studiato nei minimi particolari apposta per farvi vedere e conoscere bene l’India.

2)      La formula freak style, che consente un buon contatto con le popolazioni locali, è divertente, insegue sempre il miglior rapporto qualità/prezzo e non è mai uno “star male a tutti i costi”. I nostri gruppi freak style sono intelligenti: preferiscono prendere un tuc tuc invece che camminare un’ora sotto il sole con gli zaini per risparmiare un euro.

3)      Il vagabondo DOC e i contatti locali di vagabondo (per esempio le guide e chi ci prenota i treni).

4)      Il prezzo davvero basso. Eh si, siamo riusciti a fare miracoli perché questo viaggio low cost… costa meno di quello dei tour operator nostri concorrenti!

Itinerario di viaggio

Giorno 1: Italia - India 
Giorno 2: New Delhi 
Giorno 3: Delhi – Agra 
Giorno 4: Agra  
Giorno 5 : Agra – Gwalior 
Giorno 6: Gwalior - Orchha  
Giorno 7 : Orchha  
Giorno 8: Orchha - Khajuraho  
Giorno 9: Khajuraho  
Giorno 10: Khajuraho - Varanasi (notte in treno) 
Giorno 11 : Varanasi 
Giorno 12: Varanasi – Delhi (volo nel pomeriggio) 
Giorno 13: volo per l'Italia 

Giorno 1: Italia - India
Eccoci pronti con il nostro zaino in spalla a iniziare il viaggio. Si parte dall'aeroporto di Roma Fiumicino o da Milano Malpensa.
Notte in volo e arrivo previsto a New Delhi la mattina successiva (ora locale).

Giorno 2: New Delhi
Benvenuti in India, il secondo stato più popoloso al mondo e sicuramente quello in cui sono presenti più religioni e filosofie, tutte con usanze e riti specifici, musiche, danze e costumi variopinti.
Anche l'aeroporto di Delhi è un tripudio di colori: dal nero delle donne islamiche ai variopinti sari delle giovani induiste. Arriviamo in mattinata e prendiamo dei taxi per andare in città, dove c’è un albergo prenotato. Non vi piace questo esordio così borghese? Non vi preoccupate, lo facciamo solo perché dopo il viaggio sarete stanchi. Da adesso in poi zainetti in spalla e inizia il vostro freak style.

Con dei rickshaw andrete a visitare questa grande e smoggosa città. Si, Nuova Delhi è una metropoli che può sembrare infernale, ma ha anche dei monumenti molto belli come la tomba di Humayun, di ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, che si trova in un parco pieno di altri cenotafi e di alberi secolari, scoiattoli e pappagalini verdi. Si può anche fare un giro per Chandi Chowk, con il suo coloratissimo mercato sempre animato (tranne di lunedì che è chiuso), e/o andare a guardare da fuori (perchè è spesso chiusa ai turisti) la bellissima Jama Masjid, la moschea più grande del paese. Ricordatevi che in India ci sono più di 150 milioni di islamici. Non andiamo invece a visitare il Forte Rosso perchè vedremo quello di Agra che è... 1000 volte più bello!

E se volete fare un city tour guidato nella Old Delhi possiamo rivolgerci ad un bel progetto che si chiama Salaam Balaak Trust. E' una NGO fondata da Mira Nair, la famosa regista indiana. La sua missione è dare un'istruzione e un riparo ai bambini di strada. Alcuni di loro adesso, dopo aver studiato hanno preso l'abilitazione per fare le guide e fanno dei tour molto interessanti. Sul forum prepartenza valuterete se vi interessa.

Nuova Delhi è un caos visivo, uditivo e olfattivo che lascia basito anche il più esperto dei viaggiatori. All'inizio si rimane straniati, quasi in preda al mal di mare, poi ci si abitua e si diventa parte del tutto, del miliardo e passa di persone che popolano questo subcontinente.

Notte a Nuova Delhi.

Giorno 3: Delhi – Agra
Oggi ci sarà per voi il battesimo del treno. Sarà un percorso breve perché solo 200 km dividono Agra da Delhi.

E siamo ad Agra, la grande capitale moghul e di Akbar (1561-1605), il Gran Moghul, il forte sultano guerriero che la scelse per il suo regno facendovi costruire il Forte Rosso.
Agra si può dire che sia la destinazione più “turistica” dell’India. Abbiamo messo le virgolette perché ad affollare le sue strade e l’ingresso al celeberrimo Taj Mahal i turisti stranieri sono solo la minoranza. Gli indiani di fede musulmana (ma anche gli altri) adorano il Taj Mahal!

A seconda del periodo dell'anno e del giorno della settimana (il venerdì il Taj Mahal è chiuso) decideremo se visitare il Taj Mahal oggi al tramonto oppure domani.

Il Taj Mahal è uno dei monumenti più famosi al mondo:. E' indiscutibilmente il simbolo dell'India anche se, e questo è curioso, non è un monumento induista ma musulmano. Fu fatto costruire dall'imperatore moghul Shah Jahan nel 1631 in memoria della moglie Mumtaz Mahal, morta durante il parto del quattordicesimo figlio. Tutto l'amore dell'imperatore è espresso in questo colossale mausoleo di stile islamico Mughal. All'alba e al tramonto il marmo bianco si illumina di colori magici.

Notte a Agra.

Giorno 4: Agra       
Oggi visitiamo il Forte Rosso e gli altri monumenti di Agra. Ci muoviamo in tuk tuk, che è un mezzo di trasporto veloce e divertente.
Se il Taj Mahal esalta l’amore, il Forte Rosso celebra la potenza di tutto l’impero Moghul, che arrivò a conquistare quasi tutta l’India. Le pareti di questo forte è come se avessero assorbito le storie dei grandi uomini che vi hanno soggiornato. Sono storie avventurose, tragiche e leggendarie. Ve ne raccontiamo una tra tutte, scegliendo ancora  l'imperatore moghul Shah Jahan come protagonista. Nel 1658 uno dei suoi figli gli rubò il trono e il regno. L’usurpatore lo fece rinchiudere per sempre nel Forte Rosso. Da qui Shah Jahan fino alla sua morte guardò fuori dalla finestra. 8 lunghi anni in cui la sua amata moglie morta Mahal in qualche modo rimase accanto a lui. Se spiate dalla finestra potrete vederla anche voi: da qui c’è una vista spettacolare sul Taj Mahal.

Se non è lunedì (giorno di chiusura) andiamo a fare un giro per il Kinari Bazar, un mercato vero e brulicante di vita locale.

Notte ad Agra.

Giorno 5 : Agra – Gwalior
Oggi lasciamo Agra e in 2 ore di treno siamo a Gwalior.
Gwalior è una città spesso ignorata dal turismo. A torto secondo noi, perché invece è ricca di splendidi templi e di colossali statue-sculture jainiste del V secolo scolpite nella roccia.
La città fu la culla di grandiose dinastie rajput e nel 1526 passò ai Moghul. Dopo vi arrivarono i Marathes e gli inglesi.  Oggi ci appare come una caotica cittadina circondata da un altipiano e dominata da un grande forte che si estende per 3 chilometri in lunghezza e 1 in larghezza.
Lasciamo i bagagli nella guest house e con dei tuk tuk saliamo a visitare la Cittadella. Già sulla rampa di accesso ci appaiono le prime statue janiste scolpite nella roccia. Centinaia (per la precisione 127) di giganti di pietra.
La Cittadella è davvero grande e comprende:
- il Man Mandir Palace. Costruito dal raja Man Singh tra il 1486 e il 1517 per farne la sua residenza. Una residenza a prova di attacco! E’ un vero e proprio nido d’aquila: la facciata si apre sul vuoto e sembra un prolungamento della montagna. Purtroppo però nei secoli qualche ladro ci è entrato, una volta incastonati nelle pareti c’erano diamanti e pietre preziose. Oggi… no. Osservate comunque l’ingegnoso sistema di “aria condizionata” delle sale estive.
- Teli-ka Mandir, un enorme (32 metri di altezza) monumento in pietra che divide gli archeologi sulla sua origine. Alcuni pensano che sia un santuario janista, altri che sia dedicato a Vishnu. Ma c’è una leggenda popolare che propone una terza ipotesi: questo sarebbe… un palazzo erotico. Fatto costruire da un imperatore in occasione delle sue nozze, doveva servire a ospitare gli sposi durante i primi 3 giorni di matrimonio. La tradizione allora prevedeva 3 giorni di segregazione per fare sesso con tanto di… personal trainer. Eh si, un istruttore si chiudeva con loro con un intenso programma: primo giorno: posizioni, secondo giorno: il marito doveva apprendere le tecniche per soddisfare la moglie, terzo giorno: la moglie doveva apprendere le tecniche per soddisfare il marito.
- Sasbahu, due templi dell’XI secolo dedicati a Vishnu. Lo stile ricorda molto quello janista di Ranakpur in Rajasthan.
- Madya Pradesh Archeological Museum, ricavato dal palazzo della favoriva di Man Singh
… e molte altre cose.

Notte a Gwalior.

Giorno 6: Gwalior - Orchha 

Oggi prendiamo in mattinata un treno che in poco più di un’ora ci porta nella stazione di Jhansi. Da lì raggiungere la nostra meta di oggi, Orchha, sarà molto facile. 15 minuti di bus o treno.image
Orcha è una cittadina tranquilla immersa nel verde, dove riposarsi le orecchie dai clacson. Il suo nome significa “nascosta”. Sembra quasi un paesotto e chi non lo sa si stupisce che un tempo sia stata la capitale della dinastia rajput dei Bundela.
Ma lo era! Fu fondata dal raja Rudra Pratap al principio del XVI secolo e i Bundela vi si trasferirono qualche anno dopo. Peccato solo che l’impero Moghul con in testa Shah Jahan (che ormai sta diventando protagonista di tutte le nostre storie) dopo averli appoggiati per una manciata di anni decise di spodestare i Bundela e saccheggiare Orchha, che cadde in disgrazia e fu ricoperta dalla foresta.
 
Giorno 7 : Orchha 
Oggi chi si sveglia presto può fare una passeggiata all'alba sul fiume Betwa con il panorama dei decadenti, ma affascinanti, palazzi Bundela.
Più tardi visitiamo il Raj Mahal, il palazzo costruito da Maduhukar Shah, un chiaro esempio di architettura bundela: due semplici corti rettangolari attorno alle quali sorgono gli edifici a tre piani. Un tempo questo palazzo era pieno di arazzi e decori. Oggi si intravedono i resti delle piastrelle turchesi e degli affreschi nelle stanze reali. Nei sotterranei invece c’era una sorta di “sala del piacere” usata dal figlio di uno dei marajà per intrattenersi con olgettine dell’epoca. Ehm, è un ambiente architettonico che per noi italiani non rappresenta una sorpresa. Dalla cima del palazzo c’è un bel panorama sugli edifici circostanti e sulla campagna. Al tramonto è splendido.

Se ci va possiamo visitare anche le rovine del Rai Praveen Mahal, palazzo dove visse la poetessa Raj Praveen, che fu la favorita del raja Indramani. A quanto raccontano le leggende l'imperatore Akbar si invaghì di lei e la costrinse a raggiungerlo a Delhi. Ma la poetessa compose un testo che, parafrasato, diceva “solo cani e spazzini si accontentano di carne avvizzita” e Akbar capì che lei era fedele a Indramani e commosso la rimandò a Orchha. La struttura del palazzo, considerato una pietra miliare nella storia dell'architettura indiana, sintetizza meravigliosamente lo stile indo-islamico.

Fuori dalle mura, vicino al bazar, c’è da visitare anche il Ram Raja Temple, cuore di Orchha e meta di pellegrinaggi. Orchha è in India uno dei luoghi  cari  alla tradizione di Rama. Se ci riusciamo cerchiamo di assistere ad uno dei due riti che si celebrano qui ogni giorno. Lì vicino c’è il Chaturbuj Temple, con la sua alta torre.

Possiamo poi fare una passeggiata fino al Lakshmi Narayan Temple.

Notte a Orchha.

Giorno 8: Orchha - Khajuraho 
Oggi si parte presto per prendere il treno che in 4 ore e mezza ci porterà a Khajuraho. In questa parte dell’India, dove il paesaggio è dominato dalle campagne, i collegamenti ferroviari non sono frequentissimi, ma col nostro treno prenotato non avremo problemi.
Il complesso di templi di Khajuraho è famoso in tutto il mondo per le sue sculture erotiche. Una fama che sminuisce parecchio l’importanza artistica di questo sito,ma che sicuramente diverte i viaggiatori più maliziosi.
Khajuraho  è in realtà un luogo di culto e pellegrinaggio con raffinatissimi esempi di scultura indiana. Pensate solo che già intorno all'anno 1000 vantava la presenza di 85 templi attivi ed era frequentato da 50.000 pellegrini al giorno.

Notte a Khajuraho.

Giorno 9: Khajuraho 
Quello di Khajuraho è uno dei complessi più famosi dell'architettura indo-ariana di stile Nagara. Degli 85 templi edificati tra il 950 e il 1050 d.C. oggi ne restano una ventina. Scoperti nella giungla dagli Inglesi nel 1840, i templi cominciarono ad essere restaurati solo agli inizi del '900. La loro costruzione si deve ai sovrani rajput Chandela. La dinastia raggiunse il massimo splendore con il re Dhanga ( 950 - 1008 ) e sopravvisse prospera fino al 1202, quando le prime incursioni musulmane ne minarono la potenza. Il prestigio della dinastia Chandela  andò poi via via scemando fino all'annessione dei territori al Sultanato di Delhi nel 1310.
I templi di Khajuraho, per la maggior parte in arenaria, sono disseminati in uno spazio aperto e su ampie piattaforme, spesso con quattro tempietti angolari. Sono caratterizzati tutti da un alto basamento a elaborate modanature che ne sottolineano lo slancio verticale.
Seguendo la collocazione geografica il complesso di Khajuraho si divide in due settori, il più importante dei quali è quello occidentale che include i templi di:
- Varaha, ovvero il terzo avatar di Vishnu, lo riconoscerete perché ha le sembianze di un cinghiale
- Lakshmana, il tempio più famoso, con il fregio che gira tutto intorno al tempio rappresentando una serie di spassosissime scenette erotiche che hanno come protagonisti uomini, dei e animali. Ammiratele in tutte la loro sconcezza ma non dimenticate che l’erotismo presso le popolazioni indù è una cosa molto seria!
- Kandariya, dedicato a shiva, ha una shikhara (= torre) alta più di 30 metri e alcune sculture erotiche diventate famose, per esempio quella in cui un uomo soddisfa tre donne (forse nei suoi sogni?).
E poi ancora i templi di Jagadamba, Chitragupta, Pratapeshvara, Vishvanatha…

Dopo una giornata così saremo più esperti di arte (e di Kamasutra?). Qui ci vuole una bella cena!
Notte a Khajuraho.

Giorno 10: Khajuraho  - Varanasi (notte in treno)
Un’altra giornata per goderci le bellezze di Khajuraho e la sua atmosfera rilassata.

Per chi è stufo di animali scolpiti e vorrebbe vedere quelli in carne e ossa si può anche organizzare una gita al vicino Panna National Park. Il parco è immerso, ha una vegetazione bellissima ed è poco turistico. Un luogo perfetto per una passeggiata Vagabondo style, ma solo se siete nella stagione secca. Si vedono tantissime scimmie e branchi di cervi e di antilopi. In realtà nel parco ci sono anche animali più interessanti: leopardi, coccodrilli, orsi e… tigri! Ma non è per niente facile vederli. Qui è stato avviato un  progetto di ripopolamento della tigre, partito da una popolazione di soli 30 esemplari. Comprate la maglietta per sostenerlo e far si che in futuro diventino di più!

La sera proveremo un’altra avventura: il treno notturno. Verso le 23 e 30 parte, saliremo a Khajuraho e occuperemo le nostre  cuccette. Faremo di notte il lungo viaggio fino a Varanasi.

Giorno 11 :  Varanasi

Arriviamo a Varanasi verso le 11 del mattino.
Varanasi è la città più sacra all'Induismo. Non offre monumenti architettonici spettacolari, ma è essa stessa IL monumento, un monumento unico all'essenza dell'India.
Il suo nome era originariamente, al tempo dei Veda, Kashi. Divenne poi Varanasi, nome sanscrito. L’etimologia è incerta ma si pensa derivi dal fiume Varuna che scorre a nord e dall'Assi che scorre a sud.  Nel sec. XVIII si chiamò invece Muḥammadābād. E Benares cos’è? Niente, a quanto pare solo una deformazione creata dagli colonizzatori inglesi che non sapevano pronunciare il nome Varanasi.

Se ci va possiamo andare nella vicina Sarnath, luogo ove Siddharta Gautama (Buddha) pronunciò il primo sermone davanti ai suoi 5 discepoli. Il Dhamek Stupa è perciò uno degli  stupa buddhisti più famosi al mondo.

In ogni caso saremo a Varanasi in tempo per la cerimonia del tramonto sul Gange.
Dopo molta strada e tante persone conosciute siamo arrivati all’epilogo del nostro vagare per l’India del nord. Sotto una fitta nebbia ci appaiono il Gange e gli antichi palazzi che vi si affacciano.
Epilogo è una parola azzeccata per questo posto. E’ qui che ogni indiano vorrebbe finire i suoi giorni: aspettare la morte sulle rive del grande fiume e, una volta arrivata, essere sicuro che le sue spoglie parteciperanno alla grande catena di montaggio delle cremazioni sui ghat.
Al tramonto, all'ora della Puja, il fuoco e la luce vengono offerti al fiume tra canti, conchiglie suonate, cimbali, mantra e migliaia di offerte votive luminose che fluttuano sulle acque.

Notte a Varanasi.

Giorno 12: Varanasi – Delhi (volo nel pomeriggio) 
Oggi ci sono due cose importantissime da vedere: le abluzioni mattutine e le cremazioni. Entrambe sono sul Gange. Prenderemo una barca per avere un punto di vista migliore e più discreto sulla vita, e sulla morte, presenti in questo luogo.

Un milione di pellegrini visita Varanasi ogni anno. E’ una delle sette città sacre dell'Induismo e anche un importante luogo di culto per il Jainismo. Sono oltre 50mila i brahmini che vi risiedono permanentemente. Ci vuole uno stomaco forte per visitare Varanasi e orientarsi attraverso i vicoli oscuri del quartiere antico gremiti di venditori di offerte, di pellegrini e di gente che semplicemente aspetta il suo turno di morire.

Perché la morte?
Innanzitutto DIMENTICATE il vostro concetto di morte! Per gli induisti la morte non è una fine, è un inizio, perchè ci si reincarna.
Ma forse reincarnarsi troppe volte è male... Si crede che chiunque muoia nel territorio compreso oggi dalla Panch Koshi Road, una strada a Nord del fiume Varuna, passi direttamente al regno dei cieli liberandosi dal ciclo delle rinascite. Il pellegrinaggio ortodosso prevede un lungo cammino che percorre prima la riva del Gange partendo dal Manikarnika Ghats - tra i più importanti per le cremazioni - fino al Assi Ghats, per poi compiere un ampio semicerchio intorno alla città, in totale 58 Km, e ritornare al Gange. Generalmente si impiegano sei giorni per compiere il percorso che è intervallato da santuari, ricoveri e villaggi attrezzati per l'ospitalità.

Tutto quello che abbiamo osservato in India, il marasma di contraddizioni, suoni, odori, lotte, frenesie, differenze… tutto finisce qui. E quel fiume umano formato da un miliardo di corpi e ignorato dal resto del mondo, sembra scorrere compatto verso una meta comune: la morte a Varanasi.

Si arriva qui e si attende la morte, e la reincarnazione; nella speranza di una vita futura migliore di questa. Migliore di questa.

E aspettando ci si bagna nel fiume sacro, il Ganga, secondo la leggenda purissimo e secondo i rilievi dei chimici uno dei fiumi più inquinati della terra. Fogne, residui industriali, cadaveri mal cremati o non cremati affatto, tutto finisce in quest’acqua. Il livello dei batteri fecali è fino a 300 volte più alto del limite consentito.

Però qui si fanno le abluzioni ogni mattina e la vita scorre lenta sui gath, le scalinate che affacciano sul fiume. All'alba si fanno riti al sole nascente e al tramonto il fuoco e la luce vengono offerti al fiume. Questi ghat un tempo erano sovrastati da sontuosi palazzi. 

Lungo i principali ghat, i pellegrini recitano un mantra sacro, si immergono per tre volte consecutive e poi bevono una sorsata d’acqua del Gange, tutte le mattine.

La gerarchia delle caste è particolarmente evidente. Gli ombrelloni servono anche per ripararsi dal sole ma la loro funzione primaria è quella di indicare la postazione delle famiglie di bramini, la casta superiore. Sotto grandi parasole bianchi i sacerdoti, gli astrologhi e gli indovini prestano servizio per i credenti, impartendo mantra e responsi, officiando riti e intercedendo con le divinità, mentre centinaia di Sadhu meditano praticando yoga o semplicemente trascorrono lungo il fiume la loro vita ascetica.

I paria, gli intoccabili, lavorano senza sosta lavando vestiti nel fiume. Per tradizione gli toccano i compiti più impuri, come la rimozione di rifiuti e animali morti. Ma qualcosa sta lentamente migliorando anche per loro. Si dice che l’uomo più ricco di Varanasi sia un intoccabile, quello che vende la legna per le cremazioni.

C’è anche un ghat riservato alle signore. Le donne sono escluse da buona parte della vita sociale, per esempio non possono partecipare ai funerali; si metterebbero a piangere e attorno al morto non deve esserci dolore ma la gioia per la sua futura reincarnazione. Neanche le macchine fotografiche sono ammesse davanti ai roghi, e noi le spegniamo. Non vi raccontiamo qui come avviene il rito della cremazione, con la parola scritta è impossibile da descrivere.

Nel pomeriggio andiamo all’aeroporto per il volo che ci riporterà a Delhi.

Notte a Delhi.

Giorno 13:  volo per l'Italia
Oggi torniamo in aeroporto e ci imbarchiamo sul volo di ritorno, con l’odore e il fascino dell’India ancora addosso.
 
 
La quota comprende:
- voli intercontinentali di linea comprese tasse aeroportuali e franchigia bagaglio 20 kg.
- volo interno Varanasi - Delhi comprese tasse aeroportuali e franchigia bagaglio 20 kg.
- alcuni treni che prenota Vagabondo prima della partenza. Usiamo la seconda classe, posti o cuccetta (a seconda se si viaggia di giorno o di notte) ma se non vi iscrivete almeno un mese prima della partenza non possiamo garantirvi la seconda classe perchè i posti finiscono. In caso di posti esauriti vi prenderemo il biglietto di terza classe, sleeper class e così via.
    - Delhi - Agra (diurno, part 9:15)
    - Agra - Gwalior (diurno, part 9:55)
    - Gwalior - Jhansi (diurno, part 8:50)
    - Orchha - Kajurhao  (diurno, 7:23)
    - Kajurhao - Varanasi (notturno, 23:40)
- la prima notte a Delhi in albergo 3 stelle (camera doppia con bagno privato)
- assistenza di un nostro contatto locale se vi serviranno altri trasporti o servizi (da pagare con cassa comune)
- Assicurazione Medico Sanitaria e Bagaglio 
Al viaggio partecipa sempre anche un nostro Vagabondo DOC - chi è? cosa fa?


Cassa comune prevista (
Ci pagheremo ciò che la quota non comprende)
- 350 euro se viaggiate davvero freak style
- ZERO EURO se non volete viaggiare freak style. Perchè allora questo non è un viaggio adatto a voi e non possiamo accettare la vostra iscrizione.
Questi soldi serviranno a pagare le seguenti cose non incluse nella quota:
- i pasti,
- i pernottamenti in guest house e alberghetti (in genere in camere doppie o triple con bagno privato) - eccetto a prima notte che è inclusa nella quota
- gli ingressi nei musei e ai monumenti
- i trasporti (eccetto i treni che sono già inclusi nella quota - vedi sopra)
- le escursioni
- eventuali guide locali
- il visto
 
da aggiungere il visto per l'India (a propria cura € 53 al consolato di Roma, 68 a Milano. Se volete Vagabondo ha anche un'agenzia visti convenzionata)


 Supplementi:

- camera singola NON PREVISTA
- polizza annullamento (opzionale, da richiedere al momento dell'iscrizione)

 

Qualche informazione importante sul viaggio (da leggere assolutamente!)

I treni indiani

imageIn India ci si muove benissimo con i mezzi pubblici, treni e bus. La rete ferroviaria è davvero estesa, i treni sono lenti ma raggiungono quasi tutte le località. L'unico imperativo è prenotare i posti, soprattutto le cuccette. Ci sono una decina di diverse classi sui lunghissimi treni indiani e l'ultima, che si chiama "chair" ed ha sedili di legno e sbarre di ferro ai finestrini, è un vero girone infernale. Un'esperienza da provare, certo, per capire come viaggia il popolo indiano, ma da provare per non più di un paio d'ore. Fidatevi. E' per questo che abbiamo incluso nella quota alcuni treni - i più difficili da prenotare. Quelli che invece non sono inclusi nella quota sono molto facili da prenotare e non li abbiamo inclusi per darvi modo di viaggiare nell'orario che volete.

Per viaggiare in treno è assolutamente indispensabile un sacco a pelo o un sacco lenzuolo. Noi consigliamo un sacco a pelo di tipo estivo, che si adatta bene alla temperatura dei treni.

Nelle stazioni ci sono sempre i depositi bagagli. Li useremo spesso.

 

Dove si dorme

In questo viaggio useremo guest house e alberghetti locali. Posticini davvero semplici che nella maggioranza dei casi non hanno acqua calda, o se ce l'hanno è tiepida.

Cosa si mangia

In India del nprd si mangia benissimo e si spende pochissimo. E' tutta cucina indiana però, dimenticatevi gli spaghetti.
vedi Dove e cosa mangiare in India

Il clima

In questa zona, soprattutto a Delhi, Agra e Varanasi, c'è sempre una forte umidità. In inverno e le temperature scendono e ci vuole un abbigliamento più pesante ma se partite dall'Italia andrà benissimo (anzi sarà anche eccessivo) ciò che vi sarete portati per andare in aeroporto.

Oggetti indispensabili da portare in viaggio

- zaino (questo viaggio proprio non si può fare con il trolley e anzi sarebbe antigienico per voi e per chi dorme in camera con voi perchè finireste a trascinarlo sulle cacche di vacca sacra)
- zainetto piccolo per le uscite giornaliere
- sacco a pelo o sacco lenzuolo
- asciugamano per la doccia
- ciabatte
- salviettine umidificate e fazzolettini
- un pezzo di sapone da bucato per lavarvi i vestiti (ma ci sono anche le lavanderie)
- calzini di ricambio per i templi (si entra scalzi)
- torcia elettrica
- medicinali (tachipirina, imodium e antibiotico Normix)
- una zanzariera portatile da attaccare sopra il letto
- fornelletto antizanzare (meglio a pile)

 

Cos'è un viaggio Freak Style

La sezione Freak Style di Vagabondo nasce da alcune esigenze comuni a noi dello staff e a voi partecipanti:
- creare una formula di viaggio economica
- poter girare il mondo usando anche i mezzi pubblici per un maggiore contatto con la realtà locale
- riuscire a creare gruppi formati al 100% da veri viaggiatori che non vadano in crisi di fronte all'imprevisto ma anzi che se ne nutrano.

Non vi lasciate spaventare dal termine, non vi manderemo in giro con i cani a chiedere l'elemosina ai lati delle strade. Avrete un tetto sulla testa tutte le notti e sarete comunque e sempre accompagnati da uno dei nostri vagabondi DOC che parla la lingua locale e che conosce bene il paese.

Molte persone ci confessano che vorrebbero tanto viaggiare zaino in spalla ma hanno alcune paure e dubbi che li bloccano.
Seguendo il nostro esperto vagabondo DOC nei viaggi freak style potrete fare un viaggio avventuroso senza dover stare a preoccuparvi di come muovervi e dove dormire. Ci pensiamo noi!

Perchè per questo itinerario useremo i treni?

Le risposte sono tante:

- Sono efficienti: l'India è un paese dove tutti si spostano molto e ha una rete ferroviaria capillare (fu costruita dagli inglesi durante il periodo coloniale)

- Sono divertenti ed istruttivi: sui treni si incontra tanta gente che ama chiacchierare. Alle fermate salgono venditori con tutti i tipi di cibi e bevande. Sul treno chi ha cibo lo pffre ai vicini, fate lo stesso! Alla fine del viaggio saluterete commossi il vostro vicino di posto.

- Sono economici: le stesse tratte in minibus privato costano almeno il doppio.

Dove si dorme?

Sempre in posti economici: guest house e alberghetti locali, gestiti da famiglie del posto. Le camere hanno bagno privato (solo in rari casi che segnaliamo bagno in comune) ma non hanno quasi mai altri servizi come la sala colazione o il bar.
A volte hanno poche camere e così il gruppo si può dividere (una parte in una guest house, l'altra nella guest house di fronte).
Spesso non hanno l'acqua calda.
Alcuni dei proprietari di questi alberghetti non hanno un conto bancario e quindi non gli possiamo inviare soldi dall'Italia. Possiamo solo prenotare le stanze e pagare una volta lì. E' per questo motivo che molti pernottamenti di questo viaggio non sono inclusi nella quota di partecipazione ma verranno pagati in loco con la cassa comune.

Lo sapevi?

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