Mississippi on the road

Un viaggio intenso che attraversa gli Stati Uniti del sud e la loro musica. Da Atlanta a New Orleans passando per Georgia, Tennessee, Mississippi e Louisiana. Country, jazz, soul e blues dal vivo, cucina creola, follia e vodoo.

Mississippi on the road
Durata:

15 giorni

Non si effettuano partenze ad agosto e settembre.

Costi:

1650 euro a persona.
supplemento Capodanno:  200 euro.

Cassa comune  da 800 o 1000 USD (dollari, non euro!) dipende da che gruppo siete (vedi sotto)

:Trasporti

Auto a nolo guidate da Vagabondo Doc e partecipanti. Leggi come funziona

Difficoltà


Itinerario intenso e... musicale. Viaggio avventuroso. Richiesto spirito d'adattamento. Adatto a persone che amano stare in gruppo e condividere con i compagni di viaggio esperienze bellissime e intense, ore di macchina, imprevisti belli e brutti.

Per informazioni scrivere a staff@vagabondo.net o telefonare al 333 2675541.  

programmi qui sotto

Partenza e Ritorno Iscritti, Status, TL Note Prenotazioni Forum
Dom 27/1/2019
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Dom 10/2/2019
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Dom 17/2/2019
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Dom 3/3/2019
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Dom 10/3/2019
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Dom 24/3/2019
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Dom 31/3/2019
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Dom 14/4/2019
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Sab 20/4/2019
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Sab 4/5/2019
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Dom 12/5/2019
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Dom 26/5/2019
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Dom 2/6/2019
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Dom 16/6/2019
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Dom 23/6/2019
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Dom 7/7/2019
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Dom 14/7/2019
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Dom 28/7/2019
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Dom 20/10/2019
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Dom 3/11/2019
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Pagine


Vagabondo viaggia senza inquinare

 Itinerario di viaggio

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GIORNO 1: ITALIA – ATLANTA
Arrivo in serata ad Atlanta. Dopo aver ritirato le nostre auto ci dirigiamo verso la sua downtown. L’impatto è grandioso: lo skyline illuminato si staglia contro il cielo. Ad Atlanta non è mai davvero "notte": di giorno il cielo è sempre azzurro e la notte, dopo essere passato ai viola e rossi del tramonto, diventa blu. Il clima è mite tutto l'anno, asciutto e limpido. Siamo nel sud.
Dopo avere posato le valigie facciamo un primo giretto notturno per cominciare a conoscere questa città storica del Sud. Una città recente, se vi ricordate bene durante la guerra di secessione bruciò quasi completamente (sicuramente tutti si ricordano la celebre scena di Via col Vento) ma affascinante in quanto è la patria della lotta per i diritti civili.

GIORNO 2: ATLANTA
Una giornata intera per visitare le principali attrazioni della città, da scegliere tra queste: 
- la downtown con il Georgia State Capitol, la Rhodes Hall, il Bank of America building, le numerose chiese, l'Underground market. Da girare usando il Peachtree trolley o la Metropolitana. E  per i nostalgici… visita alla casa di Via col vento.
- il Martin Luther King National Historical site.
Nel 2013 c’è stato il cinquantenario della marcia per il lavoro e la libertà su Washington di Martin Luther King. "I have a dream" disse, e oggi gli USA hanno un presidente nero anche grazie a lui. In questo quartiere viene commemorato questo grande attivista per i diritti civili, nato e vissuto ad Atlanta.
- High Museum of Art
- CNN Center, dove è possibile fare una visita guidata per capire come funziona uno dei maggiori network televisivi del mondo.
- World of Coca-cola
-  l'Istituto di Tecnologia della Carta, all'interno del Georgia Tech Campus.
- in serata uno spettacolo al Fox Theater (da prenotare in anticipo )

GIORNO 3: ATLANTA - AMICALOLA FALLS PARK  - CHATTANOOGA
Oggi si parte da Atlanta verso Chattanooga. Con una piccola deviazione andiamo a visitare l’ Amicalola Falls Park dove inizia (o finisce) l’Appalachian trail, uno dei piu' lunghi e selvaggi sentieri escursionistici degli USA, che si snoda per 3500 km dalla Georgia al Maine lungo i Monti Appalachi. Noi, bè, lo guarderemo solo e poi rimonteremo sulle nostre auto arrivando a Chattanooga nel pomeriggio.
Siamo in Tennessee e Chattanooga è una verde cittadina placidamente adagiata lungo il Tennesee River, piena di pittoreschi sentieri sul lungofiume tra cui il River Walk Tennesee che è molto caro agli abitanti locali e si snoda per 21 km. Qui a Chattanooga gli autobus sono elettrici e gratuiti e viene dato grande spazio a pedoni e ciclisti. Ci sono tetti ricoperti di erba, pareti dedicate all’arrampicata e parchi dappertutto. Insomma: un esempio da osservare e raccontare tornati a casa.
Da visitare anche il Chattanooga Choo Choo Holiday Inn , che è un hotel ricavato da una vecchia stazione ferroviaria.
Notte a Chattanooga.

GIORNO 4: CHATTANOOGA - NASHVILLE
La mattina prima di partire in direzione Nashville andremo a visitare il Rock City, un parco panoramico dove chi vorrà potrà comprare una delle famose casette per uccelli.
Abbandonata la città dello sport entreremo nel vivo dell'America della musica percorrendo i 190 km che ci separano da Nashville, patria del country. Fra i suoi tanti nickname il più famoso è quello di Music city. E lo stesso Tennessee invece di avere un inno ufficiale… ne ha sette!
Da qui in poi la musica non ci abbandonerà mai in questo viaggio: dalla radio della nostra auto fino alle migliaia di locali con musica dal vivo vi promettiamo un ritmo continuo.
Notte a Nashville.

GIORNO 5: NASHVILLE
La musica country è originata dalla commistione delle melodie folk degli immigrati irlandesi con ritmi blues degli afroamericani del delta del Mississippi. Poi ci vuole una chitarra e… un pellegrinaggio a Nashville. Trascorreremo questa giornata a visitare i templi della musica: dal museo della Country Music Hall of Fame, agli spettacoli della Grand Oly Opry House ai bar blues di periferia. E per chi vuole immergersi ancora di più nella vita locale la distilleria del Jack Daniels e il Cooter's place, ovvero il museo della serie televisiva Hazzard.
Seconda notta a Nashville.

GIORNO 6: NASHVILLE – MEMPHIS
Oggi il nostro percorso musicale ci catapulterà negli anni 50 e 60 imboccando l'intersatale 40 (anche detta Music Highway) ed arrivando a Memphis, dove per la prima volta vedremo il grande fiume Mississippi.
La storia di Memphis deve molto alla musica e alla sua comunità nera, senza la quale forse... non ci sarebbe neanche la città. Durante la Guerra di Secessione la città era in bancarotta a causa del crollo del mercato del cotone e di un'epidemia di febbre gialla che fece scappare tutti gli abitanti bianchi. Rimasero solo i neri, che guidati dall'ex schiavo Robert Church riuscirono a ridare vita alla città, che velocemente si trasformò in uno dei primi centri della musica blues e negli anni '50 si riempì di case discografiche popolate da artisti del calibro di Al Green, Johnny Cash e naturalmente Elvis.
Ma andiamo per gradi: in questi due giorni vi faremo ripercorrere tutte le tappe della storia della città.
Appena arrivati visiteremo il National Civil Right Museum, il Museo dei diritti civili che è stato costruito nel vecchio Lorraine Motel ovvero proprio nel luogo in cui è stato ucciso Martin Luther King. Questo bellissimo museo illustra la lunga lotta degli afroamericani per ottenere libertà e uguaglianza negli Stati Uniti.
Se c’è tempo visiteremo anche il Sun Studio, dove Elvis ha inciso il suo primo disco a 18 anni… per la sua mamma, ma dove sono passati anche altri grandi della musica, come Jerry Lee Lewis e Johnny Cash.
La sera una bella passeggiata e una cena lungo la festosa Beale street.

GIORNO 7: MEMPHIS
Ancora un giorno nella splendida Memphis immersi nella storia della musica. Oggi il nostro percorso musicale ci catapulterà negli anni 50 e 60.  
Visitiamo Graceland, la casa di Elvis, una dimora meravigliosamente kitsch e assolutamente folle. Pur essemdo nato in Mississippi, Elvis è cresciuto a Memphis, nel quartiere popolare di Lauderdale Courts e ha ascoltato tutta la musica blues che la città poteva offrirgli. Nel 1957 Elvis aveva solo 22 anni ma potè tranquillamente comprare questa supercasa per 100 mila dollari. L'arredamento è stato scelto da Elvis in persone (e si vede eheh!): c'è un divano lungo 4 metri e mezzo, una finta cascata, soffitti ricoperti da una moquette verde pelosa. Elvis morì qui nel 1977, nel bagno di sopra, ucciso da un attacco cardiaco che tanto fece sospettare i suoi fan.
Se saremo interessati alla storia della musica non ci faremo mancare una visita alla fabbrica della Gibson e/o al Rock and Roll Museum. Altrimenti potremmo fare delle belle passeggiate nel bel parco di Mud Island, che è una penisola protesa nel fiume Mississippi, o al Greenbelt Park.
E la sera sarà ancora musica e musica e… musica
 
GIORNO 8 : MEMPHIS - TUPELO  - CLARKSDALE
Oggi lasceremo Memphis ed il Tennessee e ci addentreremo nel profondo sud lungo il Mississipi Blues Trail, un percorso che attraversa i luoghi fondamentali che hanno segnato la storia del blues. Passiamo per Tupelo, citta natale di Elvis, per Oxford e arriviamo a Clarksdale per visitare il Mississippi Delta, una pittoresca distesa di campi coltivati famosissima perché esporta in tutto il mondo... musica blues..
Come avrete capito la cittadina di Clarksdale è piena zeppe di musei sulla musica e di gente che suona. Nel Delta Blues Museum potrete ammirare cimeli straordinari come ad esempio la chitarra di B. B. King, che si chiama Lucille.
E sarà la musica ad accompagnare il nostro vagabondare di locale in locale per tutta la sera.

GIORNO 9: CLARCKSDALE – INDIANOLA - NATCHEZ
Oggi punteremo dritto verso sud e sulla strada ci fermiamo nella minuscola cittadina di Indianola per visitare il B.B. King Museum and Delta Interpretive Center.
Non ci fermiamo a Jackson, proseguendo direttamente per Natchez, cittadina incantevole arroccata su un promontorio con vista sul Mississippi famosa per le sue grandi ville e per essere la fine (o l’inizio) della panoramica Natchez Trace Parkway, il gioiello dello Stato, ben 444 miglia (714 km) di piste ciclabili.
Visitiamo l’Emerald Mound, un tumulo cerimoniale dei nativi americani.
A cena pare che qui in città facciano le costine di maiale migliori del mondo. Bò, assaggiamole!

GIORNO 10 :  NATCHEZ - BATON ROUGE
Utilizziamo la mattina per rilassarci ancora un po’ nella tranquilla Natchez, magari facendo un bel giro in bicicletta.
Poi lasciamo Natchez e guidiamo verso sud, fino a Baton Rouge, che è la capitale della Louisiana. Prende il suo nome dal un bastone rosso che i nativi usavano per delimitare i loro territori di caccia.

GIORNO 11: BATON ROUGE – REGIONE DELLE PLANTATIONS - NEW ORLEANS
Oggi partiamo molto presto da Baton Rouge per andare a visitare qualcuna delle plantation, le piantagioni di cotone e canna da zucchero che mille volte abbiamo visto in film storici. Sono a testimonianza di un periodo terribile e di una società di bianchi che si basava sul sistematico sfruttamento di schiavi neri deportati dall’Africa. Una giornata per riflettere sul mondo.
Le plantation prosperarono lungo il corso del Mississippi nel XIX secolo. A quel tempo era in vigore il “Codice americano” che regolava i diritti (pochi) e i doveri (tanti) di uno schiavo. Un'accozzaglia di leggi obbrobriose che meriterebbero uno studio più approfondito. Qui citiamo solo il fatto che i giudici dell’epoca conferivano ad uno schiavo lo status di “persona” soltanto se andava processato per un crimine, altrimenti egli era un “bene”, una cosa di proprietà del suo padrone. Un bene cedibile, vendibile, affittabile e, naturalmente, sopprimibile. 
Gli schiavi che lavoravano nelle piantagioni di cotone e canna da zucchero erano i più numerosi e quelli che se la passavano peggio. In alcune piantagioni ce n’erano anche mille. Una legge prevedeva di tenere i bambini con le madri fino al tredicesimo anno d’età, poi potevano essere  divisi e venduti. Le famiglie smembrate. E quando non venivano smembrate era comunque doloroso perché i padroni avevano diritti sessuali sulle schiave, che venivano violentate quotidianamente sotto gli occhi impotenti dei propri figli e mariti. Un bel film sull’argomento è l’ultima fatica di Quentin Tarantino, DJango Unchained.
Ad un certo punto gli schiavi iniziarono a ribellarsi e la repressione del governo americano fu violentissima: in un terribile giorno del 1811 a New Orleans vennero decapitati pubblicamente 500 schiavi (uomini, donne e bambini) e le loro teste appese a dei pali in bella mostra. Ma la ribellione continuò e poi, nel 1861, scoppio la Guerra di Secessione che – attenzione  – non fu in realtà una guerra fatta per abolire la schiavitù ma solo una guerra come tante, dichiarata per i soliti motivi di potere e, ovviamente, denaro. Ad Abramo Lincoln non importava un fico secco degli schiavi. Dichiaro “Se potessi salvare l’Unione senza liberare un solo schiavo, lo farei”.
Però la schiavitù venne abolita e le palntations sfiorirono dato che nessuno ci lavorava più gratis. Il muschio crebbe sulle facciate delle dimore sontuose, al limite del kitsch, che i padroni si erano fatti costruire da architetti famosi. Ora alcune di esse sono aperte ai turisti e si possono visitare. Curiosamente in quasi tutte gli eredi e i nuovi proprietari sorvolano un po’ sull’argomento schiavitù per privilegiare la visita delle architetture e del mobilio dell’epoca, che a noi europei spesso testimoniano solo il pessimo gusto dell’uomo bianco arricchito velocemente. In realtà la visita a queste piantagioni deve servirci a riflettere su questa storia vergognosa così recente. Nessuno più al mondo deve essere sfruttato.
In serata arriviamo a New Orleans, la nostra ultima tappa.

GIORNO 12: NEW ORLEANS 
Eccoci a New Orleans, la città del jazz, ma anche di altri generi musicali.
Abbiamo già parlato del “codice americano” che si applicava agli schiavi. Qualche decennio prima era in vigore un altro codice, il Codice Nero, promulgato dal governo francese e altrettanto folle. Uno degli articoli obbligava i padroni a battezzare tutti gli schiavi, che quindi diventavano nominalmente cattolici pur essendo di fede animista. Il codice vietò anche l’uso del tamtam, da quando il governo aveva scoperto che i neri si radunavano sotto gli alberi di Congo square per i loro riti e temeva che la loro aggregazione si trasformasse presto in rivolta.
Dire ad un africano che non può più fare musica è come tagliargli una gamba, ma gli schiavi reagirono inventando il blues, genere che incarnava perfettamente il sincretismo religioso che si era creato: da una parte le influenze della musica europea del tempo, dall’altra estatici ritmi africani.
Nacque così anche il gospel, un canto che non era inviso alla religione monoteista dei padroni perché invocava il Salvatore. Ma a lui, si badi bene, non chiedeva il paradiso, chiedeva la liberazione dalle oppressioni.
Questa musica poté quindi avere accesso alle chiese, alle parate e, soprattutto, alle strade, e quando nel Novecento arrivo il sax si moltiplicarono artisti neri, e poi anche bianchi, nelle strade e nei bordelli di New Orleans. Si concentravano più che altro nel View Carrè, o French Quarter, che visiteremo. In realtà il quartiere non fu costruito dai francesi bensì dagli spagnoli e… non è un quadrato ma un rettangolo. Le bellissime case hanno la tipica architettura del colonialismo spagnolo, con il fresco patio centrale. Anche la piazza al centro del quartiere, Jackson Square, all’inizio si chiamava Plaza de Armas. Passaggiamo per le pittoresche viuzze gremite di musicisti e artisti di strada. Tutta una giornata a scoprire questa stimolante città. E la sera… qualche jazz club.

GIORNO 13 : NEW ORLEANS
Anche oggi rimaniamo immersi nell’atmosfera della città, che va vissuta in modo tranquillo e rilassato, entrando nei bar e chiacchierando con tutti. Non dimentichiamoci che gli abitanti di New Orleans hanno molto da raccontare. Hanno sofferto e lottato contro le ingiustizie sociali, per secoli, fino all’ultimo atto nel 2005, quando l’uragano Katrina mandò in piedi il Mississippi e il governo Bush decise di abbattere gli argini per salvare i quartieri ricchi e distruggere i poveri, guardatevi lo splendido documentario di Spike Lee “When the Levees Broke” (Quando si ruppero gli argini). A New Orleans possiamo visitare la mostra "Living with Hurricanes. Katrina & beyond" nel Louisiana State Museum. Dove, per tirarci un po’ su il morale, c’è anche una mostra dedicata al Mardi Gras, il paganissimo carnevale che ogni anno si festeggia con parate e musica per tutta la città.
Anche il Vaudou Museum (il museo del vodoo) merita una visita, magari se vi sta antipatico qualche vostro compagno di viaggio. Ma non scherzate troppo con il vodoo perché su New Orleans aleggia il fantasma della grande sacerdotessa Marie Laveau, che è sepolta nel Cimitero Saint Louis Number One, altro luogo da visitare. Le tombe qui sono soprelevate, perché New Orleans si trova un metro e mezzo sotto il mare.
La città non dorme mai e perciò ci faremo un’ultima notte in Louisiana in giro per localetti e… localoni come la Presenvation Hall, tempio indiscusso del jazz che ancora oggi si rifiuta categoricamente di installare microfoni.

GIORNO 14: New Orleans - volo per Atlanta e partenza per l'Italia
Al mattino per chi ha dormito e chi non è andato a dormire tempo libero per gli ultimi acquisti e gli ultimi saluti. Poi, nel pomeriggio, un volo ci porterà ad Atlanta, da dove abbiamo la coincidenza per l’Italia.
 
GIORNO 15: arrivo in Italia al mattino

 

La quota comprende:
- Il volo internazionale e le tasse aeroportuali
- auto a nolo guidate dal Vagabondo Doc e da qualche partecipante al viaggio - leggete qui come funziona
- le prime due notti di pernottamento ad Atlanta (camere quadruple) - gli altri verranno pagati con la cassa comune.
- Assicurazione sanitaria e bagaglio.
 
Al viaggio partecipa sempre anche uno dei nostri Vagabondi Doc, che sarà uno dei guidatori delle auto.

Non comprende - Verra fatta una cassa comune che servirà a pagare:
- gli alberghi (salvo ad Atlanta che è incluso)
- i pasti
- biglietti di ingresso ai musei e ai parchi
- la benzina

- patente internazionale per chi vuole guidare
- l'Esta (leggete qui per sapere come si fa)

Quanto mi costano queste cose:
Abbiamo previsto una cassa comune di
- 800 USD a persona se i gruppi mangiano nei fast food, nei ristorantini a prezzo fisso o al sacco,
- 1000 USD a persona per i gruppi che mangiano al ristorante ordinando alla carta.
Se fate metà e metà sarà una cifra intermedia.

Pasti: per il cibo siamo in America: possiamo scegliere ogni giorno tra diversi ristorantini (in alcuni si trova menù a buffet sui 15 USD), ristoranti etnici, panini per strada e moltissima altra roba.

 

Dove si dorme

Per questo viaggio i pernottamenti sono previsti in hotel, bed and breakfast e guest house. Saranno in camerate o camere quadruple - a volte con bagno in comune.
Supplemento camera doppia: se le coppie vogliono dormire in doppia dovranno integrare la cassa comune di 20-30 USD a persona a notte per le notti in cui vogliono dormire in doppia. Per le coppie che si formano in viaggio... stessa cosa!
Camera singola: data la natura di questo viaggio, dove si condivide tutto con i compagni di avventura, non prevediamo la possibilità di dormire in singola, anche perchè è una soluzione troppo costosa.

Info generali

Cajun o Creolo?
Spesso e volentieri parlando degli Usa meridionali avrete sentito i termini "creolo" e "cajun" e avrete pensato probabilmente al cibo o a una razza. Forse avete confuso i due termini e avete pensato all'uno come ad un sinonimo dell'altro. Ma chi o cosa è creolo? Chi è creolo è anche cajun? Facciamo un po' di chiarezza in questo articolo scritto da Cinzi@.


Racconti di gente che ha fatto questo viaggio

Lo sapevi?

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