Jamaica into the wild

Paesi visitati Tipo di Viaggio
Giamaica In letargo

Un viaggio nel verde lussureggiante di un Paese noto per i suoi aspetti come dire, variegati? Vegetazione rigogliosa, torrenti limpidi, mare trasparente e atmosfera. I divertimenti, di giorno e di notte, non mancano in Jamaica. 

Jamaica into the wild
Durata:

15 giorni

Costi:

1950 euro a persona voli inclusi.
supplemento alta stagione agosto, Natale e Capodanno 200- 350 euro (a seconda della partenza, controllare sul forum del viaggio per info specifiche)

 

Cassa comune circa 500 euro (vedi sotto)

Difficoltà:  Viaggio simpatico ed informale, adatto a chi ama stare in gruppo.
Note

Gruppo minimo 5 persone.

Per informazioni  
CONTATTATECI

ci potete anche contattare telefonicamente dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 
clicca qui per visualizzare il numero di telefono.

 

 

Al momento non sono previste date di viaggio in questo luogo.
Per maggiori informazioni scriveteci!


Vagabondo viaggia senza inquinare

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Giorno 1 Italia – USA
(qualche volte si dorme negli USA, altre si vola in serata a Montego Bay)
Partiamo dall’Italia al mattino e dopo 10 ore di volo atterriamo negli USA. A seconda del piano voli si dorme una notte negli USA, a New York o Atlanta.

Giorno 2 : USA - Montego Bay - Dunn’s River Falls – Fern Gully - Ocho Rios (o Oracabessa)
La mattina torniamo in aeroporto e voliamo a Montego Bay dove ci viene a prendere il nostro pulmino. Ed eccoci qua, in Jamaica, sbarcati “solo” qualche anno dopo Cristoforo Colombo, che ci arrivò nel 1494 e la battezzò “El golfo de buen tiempo”. Oggi la città è necessariamente un po’cambiata ed è famosa in tutto il mondo per il suo Festival di Musica, il Reggae Sumfest, che si svolge tutti gli anni in luglio.

Appena arrivati non ci fermiamo a Mobay e ci spostiamo direttamente verso est seguendo la costa nord della Giamaica, che è varia e piena di spiagge e calette dove si può sostare per un bagno.

Facciamo tappa alle Dunn’s River Falls. Sono le prime delle 3 cascate jamaicane che visiterete in questo viaggio. Sono anche le più turistiche purtroppo. Popolate da americani obesi appena fuoriusciti dalle navi da crociera ancorate a Ocho Rios. E’ un peccato che ci sia tanta gente perché il fiume è molto bello con le sue vasche di calcare che degradano verso valle creando pozze e cascatelle dove fare bagni meravigliosi. Il tutto sotto una bella foresta pluviale.

Andiamo poi a Fern Gully, gola lussureggiante dove le felci formano una specie di galleria lunga diversi chilometri. Ci si passa in macchina e la luce che filtra dalla vegetazione conferisce all’insieme un’atmosfera davvero magica.

La sera non ci perderemo un po’ di vita notturna a Ocho Rios, che è una città che non dorme mai dove si balla dappertutto, anche e soprattutto sui tetti dei palazzi.

Notte a Ocho Rios o nella vicina Oracabessa.

Giorno 3 Ocho Rios/Oracabessa – mare o gite (Firefly, la residenza di Noel Coward  e/o Nine Mile, la tomba Bob Marley) - Port Antonio
Oggi chi ama la flora non potrà perdere una visita allo Shaw Park Garden, un bellissimo giardino dove ammirare piante tropicali, fiori e volatili (molti colibrì). Ci sono anche delle cascate. Hanno un ficus grosso come un baobab. Bellissimo il panorama della costa.

Poi prevediamo due gite facoltative. Chi non vuole farle invece andrà in spiaggia Le abbiamo messe come opzionali perché sono due posti sicuramente di importanza storica, ma che durante il viaggio di prova non ci sono piaciuti. Invece di non metterli per niente li inseriamo come facoltativi e vi raccontiamo perché a noi non sono piaciuti prevedendo però che a qualcuno di voi possano piacere.

La prima delle gite opzionali è a Firefly, la residenza di Noel Coward, che però consigliamo solo a chi conosce bene il commediografo, per chi non ne sa nulla sarà solo la visita di una bella villa, con molte stanze e un grandioso panorama sulla baia.

La seconda è la tomba di Bob Marley a Nine Miles. Ciò che ci ha un po’ disgustati è che più che un monumento al grandissimo Bob ci sembra uno squallido business degli eredi. L’ingresso è caro e lo shop all’ingresso, con i suoi gadget sullo stile di quelli che da noi sono fatti per Padre Pio, già non promette nulla di buono. C’è una visita guidata alla casetta di Bob Marley: lì su quella pietra componeva, lì si faceva le canne... e poi la tomba stes, molto semplice, stretta dentro una stanza. E’ vietato fotografare (così vendono le cartoline). Ah, naturalmente vendono anche marijuana... la marijuana di Bob Marley. Però c’è un bellissimo video che proiettano nella sala del bar.

Nel pomeriggio ripeschiamo chi è rimasto in spiaggia e si parte tutti per la zona di Port Antonio, dove si dorme.

Port Antonio è una cittadina portuale animata e vera ma non ha belle spiagge (nei dintorni in compenso ce ne sono di meravigliose!). . E’ molto interessante il suo mercato, metà locale e metà turistico, dove vi abbiamo trovato i prezzi più bassi della Jamaica.

Qui troverete sicuramente qualche” baraccio” tipico e popolato da ubriaconi locali, che pronti arriveranno a scroccarvi un drink. Ma la vita locale è anche questa. Entrateci e provate diversi tipi di rum.

Giorno 4 Port Antonio - Reach Falls - Boston Bay – Long Bay - Port Antonio
La zona di Port Antonio è ricchissima di cose da fare e di splendide spiagge e calette. Bisogna passare in questa zona almeno 3 giorni per vedere tutto.
Qui vi abbiamo fatto un programma di massima, che potrà variare come ordine a seconda dei giorni di chiusura delle spiagge e… delle feste (eh si!) che ogni tanto vengono organizzate presso l’una o l’altra spiaggia, con musica e rum che scorre a fiumi.

Oggi andiamo alle Reach Falls, secondo noi le cascate più belle e divertenti della Jamaica. Ci vogliono due ore almeno per godersele appieno. Meglio andarci la mattina presto, così le troverete deserte. Il bello qui è risalire le cascate ma farlo da soli è sconsigliabile, dato che bisogna conoscere tutti i passaggi. E’ necessario saper nuotare perché bisogna attraversare alcuni tratti dove non si tocca. Fantastico, poi, il tunnel sotterraneo da attraversare in apnea. Non è pericoloso, basta lasciarsi portare dalla corrente. Prendete una guida (è compresa nel prezzo del biglietto ma alla fine vi chiederà una mancia), sarà anche utile per salvare le vostre macchine fotografiche dall’acqua. ATTENZIONE : andate in costume e riempitevi di Autan, qui le zanzare non perdonano. Riunite tutte le macchine fotografiche in una borsa impermeabile.

Dopo un bel po’ di divertimento alle cascate andiamo in spiaggia.

- Boston Bay, spiaggetta libera molto popolare. Dopo le due però entra in ombra. Vicino alla spiaggia ci sono molti chioschi di jerk e aragosta.

- Long Bay. Lunga spiaggia libera battuta dalle onde.

Notte nella zona di Port Antonio.

Giorno 5 Port Antonio - spiaggia - Port Antonio
Anche oggi giorno di spiaggia. Tutti posti da visitare in costume e ciabatte!
Vi consigliamo Frenchman’s cove, bellissima spiaggia privata (ingresso a pagamento, chiusa il martedì). Secondo noi è la numero uno tra tutte le spiagge di questa zona.

Da qui è possibile andare a Blue Lagoon in barca ma è un po’ caro e ricordatevi che comunque dovete pagare l’ingresso anche lì. In alternativa potete anche arrivarci in auto. Qui hanno girato “Laguna Blu” con Brooke Shields, film che solo i vagabondi più vecchiotti magari ricorderanno.

Molti vagabondi si ritroveranno a casa anche a Dragon Bay, riconoscendo il posto dove il giovane Tom Cruise aveva aperto il baretto nel film “Cocktail”.

Notte nella zona di Port Antonio.

Giorno 6 Port Antonio – Rio Grande rafting  - Winifred Beach - Blue Lagoon - Port Antonio
Oggi facciamo il Rio Grande Rafting,. la discesa del Rio Grande su zattere di bambù. Non è un rafting, è più simile ad una tranquilla gita in zattera, ma in una cornice naturalistica molto bella. Le zattere si muovono con l’aiuto di un lungo palo di bambù, con cui il rafter si da la spinta (l’acqua è sempre molto bassa). Si rema in piedi ed è molto faticoso. Il percorso dura 3 ore ed è molto bello, in mezzo alla vegetazione.

Nel pomeriggio ancora spiaggia, magari nella simpatica e bellissima Winnifred Beach. Da lì si può anche salire al villaggio di Fairy Hill.

Notte nella zona di Port Antonio.

Giorno 7 Port Antonio – Blue Mountains
Oggi non senza qualche lacrimuccia lasciamo Port Antonio e saliamo sulle montagne, le Blue Mountains, famose in tutto il mondo per il loro ottimo, e costosissimo, caffè. Sulla strada per salire ci sono diverse piccole torrefazioni dove il caffè si può assaggiare e comprare.

Le Blue Mountains, dicevamo, sono di un verde stupefacente (non nel senso che ci coltivino la maria… ma anche in quel senso). Se amate il trekking e la natura potete fare splendide camminate all’interno della Holywell Recreation Area, che comprende 120 ettari di bosco con  decine di sentieri per tutti i livelli. Non è obbligatorio essere accompagnati da una guida, ma Attenzione: come ci siamo già lamentati in passato, i nomi dei sentieri segnalati sulla Lonely Planet sono tutti sbagliati. Il ranger quando gliel’abbiamo fatta leggere si è messo a ridere. Ad esempio l’Oatley Mountain Trail non è quello che arriva al fiume, ma quello che sale sulla montagna e ci vuole poco più di mezz’ora per percorrerlo. In ogni caso state tranquilli: i sentieri sono segnalati e non ci si può perdere.

Dopo il trekking arriviamo a Newcastle, guidando lungo stradine quasi invase dalla lussureggiante vegetazione tropicale. Qui o nei pressi pernotteremo, con i rumori della foresta a cullarci.

Giorno 8 Blue Mountains (Parco Holywell) – una sosta a Kingston? - Tresure beach (180 km)
Oggi la tappa più lunga del viaggio (in realtà percorriamo meno di 180 km): si scende dalle montagne verso Kingston Town, la capitale della Giamaica. E’ una grande città e come tutte le capitali centroamericane è pericolosa, sporca e meno interessante di altri posti. Vagabondo nel corso del viaggio di prova ha visitato questa città, senza restarne particolarmente colpito.

Continuiamo la strada passando per Mandeville, una cittadina di campagna che piace tanto ai pensionati inglesi e tedeschi. La città vanta un mercato molto pittoresco e un’interessante costruzione che merita una visita se siete appassionati di architettura, Huntington Summit. Tel. 9622274. E’ il palazzo di Cecil Charlton, personaggio politico eccentrico e di dubbia onestà. Un miliardario che fu sindaco di Mandeville negli anni ‘70 e ‘80. Si è sempre vantato di questa casa a pianta ottagonale, e perciò ne permette la visita. L’ingresso è libero ma si lascia una mancia   al maggiordomo vi farà da guida per circa un’ora. Il palazzo è tanto stravagante quanto interessante, spesso cade nel kitch ma è da vedere. Per arrivarci imboccate Manchester road verso sud, poi svoltate a destra in Newport rd, a sinistra in May Day rd, percorrete 1,5 km e poi girate ancora a sinistra in George’s Valley rd. Lì c’è il grande cancello della villa.

Nei distorni c’è anche Bloomfield Great House. Perth road n.8. Tel. 9627130, una villa in stile caraibico che ospita un’esposizione di quadri. L’ingresso è libero ma a noi non ha detto molto.

Poi riprendiamo la marcia verso la costa, arrivando ad Alligator Pound magari per farci un’ottima grigliata di gamberoni ed aragoste al “Little Ochie Pub”. Da qui si può fare una gita in barca ai Sandy cayes e ad Alligator reef, per lo snorkelling (ne avremo il tempo solo se non ci saremo fermati a Kingston).

Infine un bel tramonto panoramico a Lover’s Leap, la scogliera da cui gli amanti della leggenda si suicidarono insieme, precipitando per 510 metri. Orari lun-giov 9-18, ven-dom 9-19.

E si arriva a Tresure Beach, dove si dorme.

Giorno 9 Tresure beach (gita in barca al Black River)
Tresure Beach  ha spiagge belle come quelle di Negril o dei dintorni di Port Antonio. La sabbia non è bianca e la vegetazione  non è rigogliosa. Ma è un posto vero e per niente turistico dove  gli abitanti del posto sono socievoli con i pochi stranieri che vi soggiornano. Ma più che altro veniamo qui per la gita in barca di una giornata al Black River.

Le barche partono da Tresure Beach e seguono la costa verso ovest. Durante il nostro viaggio di prova mamma delfino e delfinetto hanno seguito per un po’ la nostra barca, incuriositi. C’è anche un vecchio bar di legno costruito su palafitta, in una secca in mezzo al mare, lontanissima dalla costa. Poi arriviamo alla foce del Black River e ci addentriamo. Vediamo coccodrilli e volatili di tutti i tipi. L’acqua è nera e limacciosa, la vegetazione quasi africana.

La sera ce ne andiamo a zonzo per i localini della zona. Roba tranquilla: un pub con tavoli da biliardo o qualche discoteca di paese. In realtà poi sono i posti in cui ci si diverte di più.

Notte a Tresure Beach.

Giorno 10 Tresure beach  - YS Falls – Bamboo Avenue -  Negril
Oggi partiamo verso ovest e ci fermiamo alle YS Falls. Chiuse lunedì e le ultime due settimane di ottobre. Sono infestate non dai coccodrilli ma… dai turisti dei villaggi di Negril, una specie che imparerete a conoscere nei prossimi giorni. Se riuscirete a sorpassarli potrete salire sulle cascatelle e fare un tuffo servendovi di una liana. Prima di andarcene passiamo in macchina per Bamboo Avenue, dove enormi piante di bambù hanno formato una galleria.

Proseguiamo per Negril, il luogo più turistico della Giamaica, che però ha una spiaggia bianca davvero favolosa. Quando arriverete qui e vi guarderete intorno vi renderete conto che… per tutto il viaggio in Jamaica siete stati praticamente le uniche persone bianche che giravano. Non ci avevate magari fatto caso. Invece adesso ci farete caso.

Giorno 11 Negril
Le cose da fare a Negril sono molte: snorkelling, cavalcate sulla spiaggia, gite in barca nelle paludi di mangrovie o semplicemente starsene sulla spiaggia bianchissima e fare il bagno nella sua acqua cristallina.
La vita notturna poi è sempre animata qui, con localini sulla spiaggia che hanno musica dal vivo di tutti i tipi.

Giorno 12 Negril
Mare e spiaggia!!!

Giorno 13 Negril - Montego bay
Un’altra bella giornata di mare e, nel pomeriggio, torniamo a Montego Bay. Dove trascorriamo l’ultima notte jamaicana.

Giorno 14 Montego Bay -Italia
Se c’è tempo facciamo ancora un bagno nelle acque caraibiche della Giamaica. Poi tutti in aeroporto per il volo di ritorno a casa.

Giorno 15 Arrivo in Italia

 

La quota comprende

Voli di linea in classe economica
Tutte le tasse aeroportuali /Franchigia bagaglio 20 kg
Itrasporti in Minibus con autista (incluso benzina) per i giorni da Montego Bay fino a Negril
La prima notte (a Montego Bay o negli USA, a seconda del piano voli) in camera doppia (o tripla se siete dispari) con bagno privato
   

Al viaggio partecipa sempre un vagabondo DOC - chi è? cosa fa?

Non comprende

I pasti
Ingressi a parchi e musei
I pernottamenti (eccetto la prima notte che è inclusa)
I trasporti da Negril a Montego bay e da Montego Bay all'aeroporto.

L'Esta per gli USA Come si compila

Per queste spese faremo una cassa comune di circa
- 500 euro se mangiate ai chioschi jerk e cucinate
- 700 euro se mangiate sempre al ristorante


Dove si dorme

Per questo viaggio dormirete in alberghetti e guest house locali, posticini semplici, ma molto molto simpatici. A volte hanno il bagno privato, altre in comune.
In certi posti affittiamo tutta una casa per i nostri gruppi. E c'è anche la cucina.

 

Dove si mangia

In Giamaica il cibo è buono ma un po' monotono. Carne e pesce alla griglia con contorni vari di verdure.
I piatti tipici più interessanti sono:
- il jerk, che è una carne al barbecue che in genere viene preparato usando i fusti vuoti della benzina. Può essere di pollo o maiale.
- l'ackee, un frutto eccezionale che si cucina ed ha la consistenza delle uova strapazzate. Infatti si mangia a colazione, a volte assieme al pesce.
I ristoranti giamaicani hanno in genere due grossi problemi: sono cari ed il servizio è di una lentezza esasperante. In compenso la birra e il rum sono molto economici.
Dato che in diverse guest house c'è la cucina noi vi consigliamo di usarla. E' molto divertente andare a fare la spesa al mercato e potete sbizzarrirvi nella preparazione di piatti italo-giamaicani davvero notevoli come le pankakes con la nutella (portate la nutella da casa) per colazione o gli spaghetti con l'aragosta.

 

Oggetti indispensabilida portare:

- zainetto per le uscite giornaliere
- sacco lenzulo
- asciugamano o pareo per la doccia
- asciugamano o pareo per il mare
- crema solare ad alto fattore protettivo
- scarpe per camminare nelle cascate (vanno bene anche le Superga, ma quando poi si asciugano puzzano da morire, quindi portatevi anche delle scarpe di ricambio oppure gli altri partecipanti vi odieranno!)
- autan
- borsa impermeabile per chi ha la macchina fotografica
- kway

 

Clima

In Jamaica fa sempre caldo. Ci sono due stagioni: quella secca quando da noi è inverno e quella delle piogge quando da noi è estate.
E' possibile viaggiare in Jamaica anche durante la stagione delle piogge perchè in genere piove un'ora al pomeriggio e la mattina è bella. Il viaggio di prova per costruire questo itinerario per esempio è stato fatto in luglio: ha piovuto tutti i pomeriggi per solo 45 minuti o un'ora al giorno, salvo l'ultimo giorno che... non ha piovuto per niente.

Sicurezza

La Jamaica ha la brutta fama di essere un paese pericoloso perché  la piccola criminalità è molto diffusa. Ma con qualche piccolo scontato accorgimento non avrete problemi. Basta lasciare in Italia gli oggetti di valore e non girare con il portafogli nella tasca posteriore dei jeans. Insomma, tutte cose che magari fate anche in Italia.
Altra raccomandazione è di stare attenti con la… marjuana (vedi paragrafo a parte).
Ha anche fama di essere un paese “razzista al contrario” e questo qualche volta (ma non sempre perché il  razzismo è prerogativa solo delle persone stupide!) è vero, lo abbiamo constatato. La cosa eccezionale di questo viaggio è che se siamo sfortunati (o fortunati, a seconda dei punti di vista) ci farà provare cosa si prova ad essere discriminati a seconda del colore della nostra pelle. Una sensazione nuova per molti di noi, ma qualcosa che ci sarà d’insegnamento nelle vita.

 

La Ganja

Così chiamano la marijuana qui. Crediamo sia inutile fare gli ipocriti e dirvi “Brutti cattivoni non vi drogate”: sappiamo che chi viene in Jamaica spesso non disdegna la degustazione di questo prodotto locale. E quindi, che a voi piaccia o no, vi ci troverete sicuramente a contatto.
Ci teniamo però ad informarvi e ad avvisarvi sui rischi che potete correre fumando ganja in Giamaica.
La ganja è un momento importante nella vita e nella cultura dei rasta jamaicani, un po’ come il mate de coca in Sudamerica. E’ stupido scandalizzarsi, quindi. Camminando in strada, anche di prima mattina, sarete raggiunti da zaffate d’erba resinosa: c’è sempre qualcuno, accanto a voi, che si sta gustando un cannone in tutta tranquillità. La fumano pura, per tradizione e anche perché qui il tabacco costa molto ma molto di più della marijuana. E’ molto forte, della qualità sativa, quella che fa ridere e non butta giù. Per un europeo farne uso durante il giorno è abbastanza deleterio: riuscirebbe difficilmente a rimanere lucido. Per i jamaicani invece è acqua fresca e vedrete fumare in pieno giorno un po’ tutti: mamme che portano il passeggino, tassisti, vecchiette.
Eppure, attenzione attenzione: LA GANJA IN JAMAICA E’ ILLEGALE! Cioè, ci spieghiamo meglio: illegale ma tollerata per i jamaicani, assolutamente illegale per voi. La polizia fa di tutto per beccare i turisti mentre fumano, così può estorcergli un bel po’ di soldi.
Vi facciamo le raccomandazioni della mamma: non accettate erba dagli sconosciuti (che spesso sono in combutta con la polizia) e valutate bene di chi fidarvi e di chi no, non fumate MAI in strada o in spiaggia, non vi portate mai l’erba dietro (tanto la trovate ovunque e quasi gratis) e in aereo (mi sembra ovvio ma meglio prevenire che curare). La polizia non ha cani antidroga ma effettua perquisizioni molto accurate. Inoltre conosce tutti i pusher della zona. Se per caso trovate uno spinello già preparato in terra non lo raccogliete, ce l’ha messo certamente un pusher che vi tiene d’occhio e che presto si presenterà a reclamare (tanto) denaro; è un vecchio trucco.
VI RICORDIAMO INOLTRE CHE PER QUESTO VIAGGIO È VIETATISSIMO PORTARE MARIJUANA SUL PULMINO.

Guide e libri

La Lonely Planet usata da noi in viaggio aveva davvero parecchi errori. Da valutare le nuove edizioni nella speranza li abbiano corretti. 


Lo sapevi?

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