India del Nord slow foot

Paesi visitati Tipo di Viaggio
In letargo

Un'itinerario alla scoperta dell'India del nord che unisce la voglia di qualche comfort in più alla voglia di scoprire la vera India.

Di giorno si visita l'India in modo informale, ci si immerge nel caos delle città e nella vita placida dei villaggi, si chiacchiera con chi si incontra, quando si può si partecipa a feste e cerimonie locali (in genere ci invitano!); di notte si dorme in buoni alberghi per riposare bene e lavarsi via la polvere delle strade


India del Nord slow foot

Durata:

16 giorni

Partenza da Milano o Roma (a vostra scelta).

Possibili partenze da altri aeroporti italiani (Firenze, Bologna, Venezia, Torino, Napoli, salvo disponibilità) con supplemento di 100 euro.

Costi:

3220 euro a persona

Supplemento capodanno e agosto 200 euro.

Note:

I gruppi sono massimo 14 persone.

Difficoltà

Facile e adatto a tutti.

Al momento non sono previste date di viaggio in questo luogo.
Per maggiori informazioni scriveteci!


Vagabondo viaggia senza inquinare

Giorno 1 : Italia - India

Eccoci pronti a iniziare il viaggio. Si parte dall'aeroporto di Roma Fiumicino o da Milano Malpensa, ma anche da altri aeroporti (tentiamo sempre di far volare ognuno dalla destinazione più vicina a casa sua se possibile). Poi ci riuniamo tutti al primo scalo aereo.

Arrivo previsto a Delhi la mattina successiva (ora locale).

Giorno 2: Delhi-Udaipur

Benvenuti in India, il secondo stato più popoloso al mondo e sicuramente quello in cui sono presenti più religioni e filosofie, tutte con usanze e riti specifici, musiche, danze e costumi variopinti.

Anche l'aeroporto di Delhi è un tripudio di colori: dal nero delle donne islamiche ai variopinti sari delle giovani induiste. Ci imbarchiamo su un altro volo che ci porta nella magica Udaipur.

E' qui che inizia la nostra immersione nell'India. Appena in città verrete colti da un tripudio di colori, rumori, odori. Un caos visivo, uditivo e olfattivo che lascia basito anche il più esperto dei viaggiatori. All'inizio si rimane straniati, quasi in preda al mal di mare, poi ci si abitua e si diventa parte del tutto, del miliardo e passa di persone che popolano questo subcontinente. Se il nostro volo di collegamento per Udaipur arriva presto potremo già cominciare a visitare la città nel pomeriggio, altrimenti la visiteremo la mattina successiva.

La sera consigliamo di assistere ad uno spettacolo di danze rajasthane in un'haveli in città. E' uno spettacolo allestito per un pubblico di turisti, indiani e stranieri, e in genere noi di Vagabondo non consigliamo mai questo tipo di cose. Ma questo è davvero fantastico, sia per le danze e i danzatori, sia per la cornice in cui avviene.

Una cena sul terrazzo sul lago e ce ne andiamo a dormire.

Giorno 3: Udaipur - Eklingi - Nagda - Udaipur

Oggi visitiamo Udaipur e i suoi dintorni.

Udaipur è circondata da tre laghi e subito ci appare un luogo affascinante e romantico. E' spesso chiamata la "Venezia dell'India" o il "Kashmir del Rajasthan". Forse qualcuno se la ricorda nelle scene di James Bond, "Octopussy". Fondata nel 1568 dal maharaja Udai Singh, la città è caratterizzata dai suoi tipici palazzi bianchi in calce. A Udaipur si visitano il lago Pichola e il possente City Palace, il palazzo-fortezza più grande di tutto il Rajasthan. Poi il museo, i giardini e il tempio induista Jagdish Mandir, dove al tramonto potete assistere ad un'affascinante puja.

Nel pomeriggio visitiamo il complesso shivaita di Eklingi dove ci confonderemo tra le centinaia di pellegrini scalzi che vi transitano ogni giorno. Qui si entra scalzi e senza calzini, ma il pavimento è molto pulito. Per questo o per altri motivi pochi stranieri arrivano fin qui, ed è un peccato perchè i suoi oltre 100 templi del VIII secolo sono cesellati mirabilmente e riportano praticamente tutti i miti induisti, dalla trimurti alle cavalcature, dalle reincarnazioni al Kamasutra. La visita di oggi ci consente di ripassare tutte le letture che abbiamo fatto prima della partenza e di acquisire nuove conoscenze sul pantheon induista.

Dopo andiamo nella vicina Nagda, città che accoglie i resti della capitale del Marwar dove sorgono tre antichi templi: le rovine del tempio jainista di Abduji e i templi (questi perfettamente conservati) di Sas e di Bahu, cioè della madre e della nuora.

Poi torniamo ad Udaipur per una serata libera in questa bellissima città.

Secondo pernottamento a Udaipur.

Giorno 4: Udaipur – Chittorgarh – Udaipur

Oggi andiamo a visitare Chittorgarh con il suo forte, che è adagiato su un’alta collina vicino il fiume Gambheri.

Visitiamo la spettacolare fortezza, che è una vera e propria meraviglia architettonica ricca di storie affascinanti e… terrificanti.

Chittorgarth era la capitale del piccolo regno rajput del Mewar, che nel 13003 venne attaccato dal sultano di Delhi Allaudin, che si era follemente innamorato della regina Padmini, sposa Ratan Singh, il sultano di Chittorgarth. Allaudin attaccò la fortezza con un esercito gigantesco e la regina Padmini e tutte le donne della città, per non diventare schiave degli invasori, fecero un’enorme johar, il suicidio con il fuoco.

Rientraimo poi ad Udaipur, dove pernottiamo.

Giorno 5: Udaipur - Ranakpur -Jodhpur.(udaipur-Ranakpur 90 km - 3 ore. Ranakpur - Jodhpur 210 km - 4 ore)

Oggi ci trasferiamo a Jodhpur, la città blu, e sulla strada di fermiamo a Ranakpur, città dai raffinati templi jainisti. Il più bello, che visitiamo, è quello di Chaumukha, con le sue 29 sale sorrette da 1.444 colonne, tutte diverse tra loro. Janisti da tutta l'India arrivano tutti i giorni a visitarlo, ne vediamo alcuni che portano una benda sulla bocca e che spazzano con una scopa il suolo dove camminano. Cosa stanno facendo? Dovete sapere che i janisti sono vegetariani e non uccidono alcun animale, insetti compresi. La benda sulla bocca gli serve per non inghiottire le mosche e la scopa allontana le formiche e gli impedisce di pestarle!

Attraversiamo i Monti Aravalli sperando di incontrare le transumanze dei pastori rajasthani con i loro turbanti rossi.

Arrivo a Jodhpur in serata e pernottamento.

Giorno 6: Jodhpur

Jodhpur è nota anche come la “città del sole” per il bel tempo che gode durante tutto l’anno (non a caso si trova giusto al confine con il deserto di Thar). Il suo regno fu governato dal potente clan Rathor, che discendeva direttamente da Rama, l'eroe del Ramayana. La prima cosa che vi colpirà saranno i suoi colori: qui le case sono dipinte in tutte le tonalità del blu, tanto è vero che ci si riferisce a Jodhpur anche come “la città blu”. Inizialmente blu erano solo le case dei brahmini ma poi ne sono state dipinte altre dopo aver scoperto che questo colore... teneva lontane le zanzare.

La mattina sarà dedicata all'enorme Fortezza di Meherangarh che spicca su un'altura come il nido di un'aquila. Si sale attraverso una ripida e tortuosa via d'accesso, ogni tanto chiusa da porte monumentali. Il forte è una struttura colossale difeso da una serie di porte e portoni e da centinaia di feritoie. Questo forte è stato teatro di numerosi tentativi di assedio e la popolazione era sempre all'erta e pronta a tutto. Nonostante ciò una volta fu conquistato dai nemici e tutte le donne fecero una gigantesca jawar, il suicidio collettivo sul rogo al fine di non essere catturate dagli invasori. La jawas è un'antenata del più famoso sati, il suicidio delle vedove che fino all'inizio del secolo scorso era ancora praticato in India.

Poi si scende alla città vecchia, che è un dedalo di stretti vicoli, splendide haveli e cisterne medievali. Se si parte dalla vecchia Jai Pol, la Porta della Vittoria, si passa davanti alla cisterna Jetha Bera del XV secolo e si arriva al Juni Dhanmandi, il mercato delle granaglie, dove potrete acquistare un bel po' di spezie. Da qui in poi siete tra le affollate botteghe del Sadar Bazar, il mercato cittadino che si trova vicino la Torre dell'Orologio. Ottimo posto per comprare cose che troverete solo qui e in nessun'altra parte del mondo. Qui c'è il meglio dell'artigianato rajastano per ciò che riguarda stoffe, pelli e gioielli. Anche se non siete dediti alle spesucce comprate almeno una sciarpa di pashmina da regalare a qualche vostra amica rimasta a casa, sono di ottima fattura e colori stupendi (Comunicazione di servizio: il comitato "amiche rimaste a casa" ringrazia di cuore lo staff di Vagabondo per questo messaggio). Mentre vi dedicate allo shopping alzate un po' gli occhi sui vecchi edifici pubblici della città, come la Stazione ferroviaria, la Corte Suprema o il vecchio ospedale.

Serata libera e pernottamento a Jodhpur.

Giorno 7: Jodhpur- Jaisalmer. ( 300 km - 5 ore)

Questa mattina lasciamo la bella Jodhpur per un viaggio nel deserto che ci porterà nella la lontana Jaisalmer, incredibile e affascinante città nel deserto del Thar non lontana dalla frontiera con il Pakistan. Appena arrivati iniziamo la visita della città.

Jaisalmer è un antico centro commerciale dell'itinerario della seta. E' detta “The golden city” per le sfumature cromatiche dell'arenaria utilizzata per la costruzione delle case. Anche questa città è dominata da un forte che, a differenza di molte altre fortezze dell'India, è abitato e pieno di botteghe e abitazioni.

Tra i suoi palazzi interamente scolpiti nell’arenaria ci sono bellissimi templi jainisti e raffinate “haveli”, le case dei ricchi mercanti. Ne visitiamo qualcuna ammirandone l'architettura e lo stile.

In serata tempo libero e pernottamento a Jaisalmer.

Giorno 8: Jaisalmer - Karni Mata - Bikaner. (330 km - 5/6 ore)

Oggi si lascia Jaisalmer e si parte verso est, con soste e visite lungo la strada rajasthana.

Per esempio ci fermiamo al tempio di Karni Mata, detto anche "tempio dei topi". Il tempio è abitato dacentinaia di topi grigi che, secondo la tradizione hindù, sono la reincarnazioni dei bramini. Sono considerati pertanto sacri e vengono protetti e nutriti dai fedeli con grandi ciotole di latte, cocco e cereali. Si dice che chi tra tutti i topini grigi ne vedrà uno bianco... sarà molto fortunato.

Arriviamo a Bikaner, dove si dorme.

Giorno 9: Bikaner-Jaipur. (330 km - 5 ore)

Oggi si visita questa città rajastana al limitare del deserto del Thar.

Bikaner non è famosa come le altre città del Rajastan ma ha secondo noi le haveli più belle di tutto lo stato. Ci sono anche il bellissimo Junagarh Fort del XVI secolo, il tempio giainista di Bhandasar e un vivace mercato.

La città fu fondata nel 1488 su antiche strade carovaniere, per cui divenne un fiorente centro commerciale molto ambito anche... dai predoni. Per questo motivo è racchiusa in un imponente spalto merlato (5 km di circonferenza, 5/9 mt. altezza) ed è sovrastata dal Junagarh Fort.

Al periodo moderno del Maharaja Ganga Singh, che governò per 56 anni, risalgono il famoso "Ganga Canal", imponente costruzione per l'irrigazione che convoglia sin qui le preziose acque dell'Himalaya, e il Lalgarh Palace, reggia eretta tra il 1902- 1926, da pochi anni trasformata in albergo, perfetto esempio dello stile indo-saraceno. La famiglia reale di Bikaner vive ancora in una parte del palazzo. Se riusciamo vi manderemo a dormire proprio qui!

Un altro bel palazzo è il Gajner Palace, in arenaria rossa, residenza estiva dei maharaja, descritto come "incomparabile gioiello nel deserto del Thar". Si trova sulle rive di un lago, circondato da un bellissimo parco alberato, venne usato dai reali per battute di caccia e ricevimenti di re e dignitari da tutto il mondo ed ora in parte trasformato in albergo.

E lo shopping? Bikaner è anche un famoso centro per le manifatture di tappeti e coperte, vasellame e legni intarsiati, gioielli e smalti, lavorazione di pelli di cammello e dolciumi. 

Tra le numerose manifestazioni religiose e culturali, grande notorietà spetta al Camel Festival che si svolge durante la seconda settimana di gennaio. La città è gemellata con la nostra Udine.

Poi ci avviamo verso Jaipur, The pink city, con i suoi abitanti, costumi, templi, colori, musiche, antichi palazzi . Durante il tragitto ci fermiamo a visitare il villaggio di Samode e poi, una volta giunti nella città rosa potremo assistere alla cerimonia presso il tempio di Govinda Devi Mandir.

Notte a Jaipur.

Giorno 10: Jaipur - Amber - Jaipur

Jaipur è la capitale del Rajasthan. Fu fondata nel 1728 dal Maharaja Sawai Jai Singh II.

La mattina sarà dedicata all'escursione alla vicina Amber e alla visita del Forte Man Singh.

Amber è stata fondata nel X secolo da un principe rajput in un luogo strategico sulla via carovaniera tra Delhi e il Rajasthan. Divenne la capitale di un potente Stato grazie anche all'alleanza dei suoi sovrani con i Moghul. La città fprtificata sorge entro una possente cinta muraria.

Poi rientro in città e altre visite:

- l'Hawa Mahal (comunemente chiamato Palazzo dei Venti) costruito nel 1799 è un palazzo di otto piani la cui facciata, in arenaria rosa, comprende quasi mille fra nicchie e finestre, tutte finemente lavorate a merletto. Dalle finestre le donne di corte, non viste, potevano assistere alla vita della città.

- l'osservatorio astronomico Jantar Mantar è un posto davvero singolare: un osservatorio astronomico all'aria aperta i cui enormi strumenti astronomici sono tutti costruiti in pietra.

Altra attrazione della città sono i bazar ed i mercati, numerosissimi e suddivisi a seconda delle varie e molteplici attività artigianali. Per citarne alcune: gioielli, pietre preziose, smalti, stoffe sia stampate che intessute, oggetti intagliati.

Secondo pernottamento a Jaipur.

Giorno 11: Jaipur - Galta - Abhaneri - Fathepur Sikri - Agra (Jaipur- Agra 250 km - 5 ore)

Oggi partiamo verso est e ci fermiamo a visitare il tempio di Galta, un luogo poco turistico ma davvero meraviglioso. Se c'è tempo sosta anche ad Abhaneri, il pozzo- palazzo (1000 d.C.), un tempio scavato sottoterra per effettuare le cerimonie nel periodo della calura estiva.

Poi si prosegue per Fathepur Sikri, l'impressionante città abbandonata costruita dall'imperatore Akbar tra il 1571 e il 1584 in onore del suo maestro sufi Salim Chisti, del quale qui si trova la tomba con le spoglie. La città fu abitata solo per... 15 anni! Questo perchè avevano sbagliato a costruirla in una zona priva d'acqua (ops...). Ma in questi 15 anni fu capitale assoluta di un grandioso impero, quindi c'è moltissimo da vedere. All'interno di questo enorme forte si mescolano gli stili architettonici più impensati e tendenze religiose molto diverse: indù, musulmana, janista, cristiana.

Arrivo ad Agra.

A seconda del periodo dell'anno e del giorno della settimana (il venerdì il Taj Mahal è chiuso) decideremo se visitare il Taj Mahal oggi al tramonto oppure domani.

Pernottamento ad Agra.

Giorno 12: Agra e il Taj Mahal - Delhi

Ed eccoci qui ad Agra per visitare uno dei monumenti più famosi al mondo: il Taj Mahal. E' indiscutibilmente il simbolo dell'India anche se, e questo è curioso, non è un monumento induista ma musulmano. Fu fatto costruire dall'imperatore Moghul Shah Jahan nel 1631 in memoria della moglie Mumtaz Mahal, morta durante il parto del quattordicesimo figlio. Tutto l'amore dell'imperatore è espresso in questo questo colossale mausoleo di stile islamico Mughal. All'alba e al tramonto il marmo bianco si illumina di colori magici.

Nel pomeriggio ci rechiamo con 5 ore di bus a Delhi, dove pernottiamo.

Giorno 13: Delhi – Varanasi (volo)

Questa mattina andiamo in aeroporto per prendere il volo che in circa 1 ora ci porterà a Varanasi.

Il tempo di ritirare i bagagli a andiamo subito a visitare Sarnath, luogo ove Siddharta Gautama (Buddha) predicò per la prima volta la dottrina delle 4 verità. E' il famoso giardino dei cervi con uno degli stupa buddisti più famosi al mondo.

Torniamo poi verso Varanasi, che è ad appena 11 km, e ci facciamo una passeggiata nella caotica città verso il Gange, per assistere alla cerimonia del tramonto sul fiume Aarti. Arrivo in hotel sistemazione, cena e pernottamento.

Serata a Varanasi.

Giorno 14: Varanasi

Oggi facciamo un’scursione in barca all'alba sul Gange con cerimonie del mattino e abluzioni. Si potrà osservare la vita lungo i gath incluso il Manikarnika (cremazioni). Poi dedichiamo il resto della giornata alla visita della città, con i alcuni dei suoi tempi, e del Museo universitario con piccola lezione su statue e simboli.

Varanasi/Benares, la città più sacra all'Induismo, non offre monumenti architettonici spettacolari, ma è essa stessa un monumento unico all'essenza dell'India. Era Kashi, al tempo dei Veda; divenne poi Varanasi, dal fiume Varuna che scorre a Nord e dall'Assi che scorre a Sud, per essere poi deformata in Benares dagli Inglesi che non sapevano pronunciarne correttamente il nome. Oggi è nuovamente Varanasi, il nome di questa città santa a Shiva, brulicante, particolarmente caotica e faticosissima, che nulla conserva nelle pietre del suo antichissimo passato, ma che offre la straordinaria opportunità di poter vedere, respirare e vivere riti millenari ed immutabili lungo i Ghats, le gradinate al fiume; dove gli edifici e i vicoli oscuri, Galis, del quartiere antico, si accatastano disordinati rigorosamente tutti sulla riva occidentale del Gange, mentre quella orientale è spiaggiosa e deserta; dove la morte e la vita, la prima nelle pire costantemente fumanti e i funerali, e la seconda nei pressantissimi procacciatori e venditori di qualunque cosa, si intrecciano ad ogni passo. Dove la mendicità, le deformità, gli animali macilenti in mandrie e gli odori possono diventare tanto invisibili quanto insopportabili dopo pochi attimi dall'arrivo. Un milione di pellegrini visita Varanasi ogni anno, in quanto una delle sette città sacre dell'Induismo e luogo di culto per il Jainismo: sono 50mila i brahmini che vi risiedono permanentemente. Si crede che chiunque muoia nel territorio compreso oggi dalla Panch Koshi Road, una strada a Nord del fiume Varuna, passi direttamente al regno dei cieli, liberandosi dal ciclo delle rinascite. Il pellegrinaggio ortodosso prevede un lungo cammino che percorre prima la riva del Gange partendo dal Manikarnika Ghats - tra i più importanti per le cremazioni - fino al Assi Ghats, per poi compiere un ampio semicerchio intorno alla città, in totale 58 Km, e ritornare al Gange. Generalmente si impiegano sei giorni per compiere il percorso che è intervallato da santuari, ricoveri e villaggi attrezzati per l'ospitalità. Il centinaio di Ghats lungo il fiume costituiscono l'attrazione principale per i visitatori e i pellegrini: all'alba per i riti al sole nascente o al tramonto all'ora della Puja, verso le 18, quando il fuoco e la luce vengono offerti al fiume, tra canti, conchiglie suonate, cimbali, mantra e migliaia di offerte votive luminose che fluttuano sulle acque. Questi Ghats, che bordano le rive per parecchi chilometri, un tempo erano sovrastati da meravigliosi palazzi. Lungo i principali, sotto grandi parasole bianchi, i sacerdoti, gli astrologhi e gli indovini prestano servizio per i credenti, impartendo mantra e responsi, offiiciando riti e intercedendo con le divinità, mentre centinaia di Sadhu meditano praticando yoga o semplicemente trascorrono lungo il fiume la loro vita ascetica.

Giorno 15: Varanasi – Delhi

Qualche altra ora libera a Varanasi e poi ci dirigiamo in aeroporto per prendere il volo per Delhi, dove passiamo l’ultima sera del viaggio.

Giorno 16: Delhi – Italia

Volo di rientro per l'italia

 

La quota comprende:

  • voli intercontinentali di linea;

  • voli interni in classe economica (Delhi-Udaipur e Delhi-Varanasi a/r)

  • le tasse aeroportuali;

  • franchigia bagaglio 20 kg.;

  • autobus a disposizione per tutta la durata del viaggio, con aria condizionata e autista

  • sistemazione in camera doppia in hotel 4, 5 stelle o grand heritage

  • tutte le prime colazioni

  • guide locali in italiano e inglese per le visite previste nel programma

  • Elephant ride a Jaipur

  • escursione in barca sul Gange

  • tutti gli ingressi ai monumenti (ingresso singolo)

  • Assicurazione Medico Sanitaria e Bagaglio

 

Al viaggio partecipa un vagabondo DOC - chi è? cosa fa?

 

La quota non comprende:

  • il visto 

  • i pasti,

  • le mance

  • permessi per video e foto

(Per pasti e mance per semplicità  potrete fare una cassa comune, fate conto un 12 euro al giorno, 15 se cenate nei migliori ristoranti - vedi Dove e cosa mangiare in India).

Supplementi:

camera singola su richiesta (supplemento 50 euro a notte). ma è possibile - e consigliato - trovare un compagno/a di stanza nel gruppo.

 

Qualche informazione aggiuntiva

Trasporti

Il viaggio viene effettuato in pulmino con autista ad uso esclusivo del gruppo.

Nelle città ci si muove utilizzando i rickshaw, un mezzo di trasporto veloce e divertente.

 

Hotel generalmente utilizzati

UDAIPUR - Hotel Lalit Laxmi Vilas Palace – Grand heritage

JODHPUR - Hotel Indana Palace – 5 star

JAISALMER - Hotel Fort Rajwada – 4 star

BIKANER - Hotel Laxmi Niwas Palace – Grand Heritage

JAIPUR - Hotel ITC Rajputana Palace - 5 star

AGRA - Hotel Jaypee Palace – 5 star

VARANASI - Hotel Ramada Plaza – 5 star

DELHI - Hotel Jaypee Siddharth – 5 star

 

Malattie e vaccinazioni

Molti viaggiatori sono spaventati dall'India e pensano di dover fare un mucchio di vaccinazioni prima di andarci. State tranquilli, non è così!

Non ci sono vaccinazioni obbligatorie per un viaggio in India ma qualcuno si vaccina lo stesso contro l'epatite A e contro il Tifo. Queste due sono forse le uniche malattie per cui valga la pena proteggersi ma ripetiamo, non è obbligatorio. Sconsigliamo invece la profilassi antimalarica perchè in queste zone non c'è rischio malarico.

La malattia più diffusa tra i viaggiatori in India è invece... la diarrea! Qualcuno pensa che per non prenderla basti stare attenti a ciò che si mangia e lavarsi i denti con l'acqua minerale. Sbagliato! Se deve venirvi vi viene lo stesso, sia che laviate i denti con l'acqua di rubinetto sia che li laviate con la Ferrarelle portata da casa. Ma tranquilli: nella maggioranza dei casi passa da sola. E se non dovesse passare portatevi dietro una piccola farmacia da viaggio per curarla: una scatola di antibiotico intestinale Normix e pasticchette di Imodium o Dissenten. Starete bene nel giro di 24 ore.

Altri consigli utili per viaggiare in India

 

Lo sapevi?

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