Cuba - Hasta Siempre

Paesi visitati Tipo di Viaggio
Cuba Viaggi di Gruppo

C'era una volta un gruppo di ragazzi che volevano realizzare un mondo migliore sulla loro isola. Vagando per città coloniali, localini, spiagge paradisiache ripercorriamo la storia di Cuba. Perchè un viaggio è sempre anche un racconto.

 

Hasta Siempre Cuba

Durata:

11 giorni. Partenza da Roma o Milano

Costi:

1950 Euro a persona voli inclusi

supplemento dal 15 luglio al 25 agosto e a Natale e Capodanno --- 500 euro (causa voli che costano molto ma molto di più)

Cassa comune prevista: 200-250 euro

Documenti e vaccinazioni:

Il visto turistico per i cittadini italiani lo forniamo noi ed è incluso nella quota.
Non ci sono neanche vaccinazioni obbligatorie.

Difficoltà:

Viaggio avventuroso. Bisogna avere un ottimo spirito di adattamento. Si dorme in case particular (cioè bed and breakfast locali), talvolta manca l'acqua calda.

Si viaggia in minivan e pulmini privati con autista.

 

 

Al momento non sono previste date di viaggio in questo luogo.
Per maggiori informazioni scriveteci!


Vagabondo viaggia senza inquinare

Itinerario di viaggio

 

Non mi nutro di quello di cui si nutrono i turisti. No, non si arriva a conoscere un paese o a trovare una spiegazione della vita in questo modo. Questa e’ una faccenda di lusso, la vera anima si rivela nel malato dell’ospedale, nel detenuto nel posto di polizia.
Che Guevara, Diario di viaggio, 1952

...e così cercheremo di fare in questo viaggio.

Itinerario di viaggio

Giorno 1: Volo Italia - Cuba – l’Havana

Partiamo la mattina, un rapido scalo e sorvoliamo l’oceano Atlantico, pronti ad atterrare sull’isola di Cuba esattamente 523 anni dopo lo sbarco di Colombo e 59 anni dopo lo sbarco del Granma. (Nota di redazione: dato che questo itinerario l’abbiamo scritto nel 2015… se non è il 2015 fatevi altri conti).

All’arrivo ci vengono a prendere i nostri pulmini e ci portano all’Havana Vieja, dove dormiremo in casa particular. Saremo stanchi per il viaggio e il fuso orario, ma se qualcuno ce la fa possiamo fare un primo giro per l’Havana e possiamo berci un primo daiquiri, che tra tutti i cocktail cubani è il migliore per brindare a quest’ora.

Benvenuti a Cuba!

Giorno 2: l’Havana

La mattina una bella colazione locale e poi una guida parlante italiano ci condurrà a piedi per i vicoli dell’Havana Vieja, il centro storico dichiarato Patrimonio dell' Umanità. E’ uno dei complessi architettonici più ricchi di tutta l’America con i suoi 150 edifici del XVI e XVII secolo, vecchi alberghi di lusso in stile coloniale, palazzi signorili con le ringhiere dei balconi in ferro battuto. Il nostro percorso a piedi passerà per tutte le piazze storiche: Plaza de la Catedral, Plaza de Armas, Plaza de San Francisco de Asis e Plaza Vieja. Ma soprattutto questo è un quartiere VIVO, abitato, che odora di sigaro e stufato della nonna. Bisogna infilarsi nei cortili, parlare con la gente.image

Nel pomeriggio invece saliamo… sulla macchina del tempo.
Noi di Vagabondo diciamo spesso che per visitare bene Cuba servirebbe una macchina del tempo che ci riporti indietro al momento in cui le masse di turisti da villaggio non erano ancora arrivate. Che bello sarebbe averla? Eccola: la nostra macchina del tempo però non è la Delorean di Ritorno al Futuro ma una cabrio d'epoca anni '50 che ci farà rivivere il periodo prerivoluzionario. Queste auto arrivarono qui dagli USA nuove di zecca, erano gli anni ’50 e l’Havana era un luogo di malaffare pieno di casinò e di bordelli in cui veniva a svernare la feccia degli Stati Uniti compresi criminali del calibro di Lucky Luciano e Meyer Lansky (che il dittatore Batista nominò ministro del turismo). Ma era anche il periodo in cui viveva qui il grande Hemingway, che trascorreva le giornate tra la macchina da scrivere e i suoi bar preferiti, la Bodeguita del Medio e il Floridita. Ed era l’epoca in cui il giovane Fidel iniziava ad inseguire, lui davvero allora l’inseguiva bene, l’utopia di una Rivoluzione che potesse cambiare veramente le cose.
A bordo di queste auto faremo un paio d’ore in giro per l’Havana, scoprendo gli altri quartieri della città: il Vedado, Plaza de la Revolucion, Miramar con lo storico Hotel Nacional e il Morro .“Sfrecceremo” a 50 all’ora lungo il Malecon, con il vento tra i capelli.

Ci facciamo una bella serata in giro per questa stratosferica città brindando a quegli 82 ragazzi sbarcati dal Granma che sono riusciti a fare una Rivoluzione provando al mondo che la caccia all’utopia può rimanere aperta. Hasta la Victoria.

 

Giorno 3: l’Havana

imageOggi sarà una giornata per girare liberamente l’Havana facendo mille esperienze. La mattina possiamo andare a visitare il bellissimo Museo de la Revolucion che i cubani, con la loro ironia dirompente, hanno ubicato proprio all’interno dell’ex palazzo presidenziale del dittatore Batista. Bella rivincita! Il museo è fatto molto bene e ripercorre tutta la storia della Rivoluzione. Vedrete delle foto del Che Guevara che probabilmente ancora non conoscete e acquisirete maggiori elementi per capire la mentalità di un popolo che è stato capace di lottare per la sua libertà, anche se la lotta appariva un po’ come Davide contro Golia, e di vincere!

Poi tutti fuori. Questa è una città che va vissuta, non solo vista! Giratela a piedi, fate la fila per prendere il gelato da Coppelia, parlate con la gente, scoprite nuove cose, notate l’assurdità di altre, mescolatevi, riflettete.

Altre cose da fare:
- A chi ama i quadri consigliamo il museo nacional de Bellas Artes. Vanta una collezione davvero notevole, soprattutto la sezione di arte cubana ma anche di pittori fiamminghi, olandesi, tedeschi e… italiani. Ci sono tele di Rubens, Van Dick e persino di Tintoretto.
- A chi è interessato ad approfondire le sue conoscenze sulla santeria, la strabiliante religione cubana sincretismo tra animismo africano e cattolicesimo, consigliamo il Museo degli Orishas. Il biglietto di ingresso è un po’ caro ma vi ritroverete nella santa sede della santeria: l’associazione culturale Yoruba. Gli yoruba arrivarono dal delta del Niger come schiavi e portarono a Cuba una cultura religiosa antichissima, ma i loro padroni gli impedirono di praticarla. Come avvenne per il vudù haitiano e il condomblè brasiliano, anche gli Yoruba mascherarono il loro politeismo associando ad ogni spirito un santo cattolico. Una trovata che funzionò!

E la sera si continua con un giro nei migliori e soprattutto nei peggiori bar dell’Havana.
E’ da poco stata aperta la Fabrica de Arte Cubano, un centro culturale molto attivo che si trova nel quartiere del Vedado. Quasi ogni sera di sono concerti e performance. Volendo si può anche cenare lì. Il sito internet è ancora in costruzione ma sulla loro pagina facebook ci sono parecchie informazioni sulle serate.

Giorno 4: L’Havana – Cienfuegos – Trinidad (315 km)

Oggi partiamo di buon mattino e lasciamo la bella Havana per inoltrarci nella campagna cubana. Il nostro pulmino prende la strada che va verso est. La strada costeggia la parte nord del Parque Nacional Cienaga de Zapata e poi arriva a Cienfuegos, dove ci fermiamo un'oretta per visitare questa cittadina sul mare. Passeggiamo per la piazza principale, che si chiama Parque Josè Martì, ammirando i palazzi che vi si affacciano. Tutto il complesso è Patrimonio dell’Umanità. Diamo uno sguardo anche al Teatro Tomas Terry che… ci sembrerà familiare perché è una copia del Teatro alla Scala di Milano. Anche qui comunque si sono esibiti sia Caruso che Sarah Bernhardt. Magari ci facciamo anche un giro per il mercado municipal.
Nel pomeriggio proseguiamo per Trinidad, la splendida città Patrimonio dell’Unesco che secondo molti è la più bella di tutto il paese. Molti turisti fanno l’errore di visitarla di corsa e in giornata. Noi invece ci dormiremo 3 notti, in casa particular, assaporando lentamente l’atmosfera che si respira fra le sue stradine in pietra, negli accoglienti cortili dei bar.

Prima cena e notte in casa particular.
E dopo cena ce ne andremo in giro a bere qualcosa di tipico, magari una “Canchanchara” (aguardiente, miele e limone + una pianta segreta che non sappiamo qual è perché è segreta), il cocktail tipico della città e dell’omonimo locale vicino a Plaza Mayor dove fanno ottima salsa dal vivo tutto il giorno fino a sera tardi.

Giorno 5: Trinidad

Oggi visiteremo bene la città di Trinidad assieme ad una guida parlante italiano. Visitiamo Plaza Mayor e tutto il centro storico.image

Questa piccola placida città è ricchissima di edifici in stile coloniale e sembra un vero e proprio museo all’aperto. La sua fondazione avvenne nel 1514: La Villa de la Santissima Trinidad era la terza colonia spagnola delle Americhe e Diego Velasquez trovò qui un filone d’oro. Poi gli anni passarono e la città divenne casa di pirati e contrabbandieri. Ma alla fine del XVII secolo la produzione dello zucchero attirò i ricchi possidenti che si fecero edificare tutti i bei palazzetti che vedete e che oggi sono stati trasformati per la maggior parte in case particular. Nel 1919 arrivò anche la ferrovia.

Trinidad è solo una cittadina di provincia dove il pomeriggio si fa la siesta sull’amaca sotto il patio? Eh no, non proprio. I suoi fieri abitanti se dormivano lo facevano con un solo occhio e quando ci fu da rivoltarsi contro Batista combatterono in prima linea.

Anche stasera cena e notte in casa particular.
Anche stasera si esce!
Le serate a Trinidad sono sempre una festa. C’è da scegliere tra decine di locali dove si balla salsa ma anche molto altro. Sono quasi tutti i palazzi coloniali bellissimi. Ultimamente tra gli abitanti locali va molto di moda una discoteca ricavata all’interno di una grande e suggestiva grotta, il nome ufficiale è Disco Ayala ma tutti la chiamano semplicemente "la cueva".

 

Giorno 6 : Trinidad

Dedichiamo la giornata di oggi a Trinidad e dintorni lasciandovi liberi di scegliere tra le seguenti attività, tutte fantastiche:
- giro a piedi per i quartieri popolari della città, quelli lontani dal flusso turistico. Un’immersione nella realtà locale che finisce sempre a casa di qualcuno ad ascoltare le sue storie davanti a una tazza di caffè.
- mare a Playa Ancon per quelli che non vedono l’ora di fare il bagno nel mar dei Caraibi e non sanno aspettare domani.
- Una gita a cavallo nel Parque natural El Cubano e una rinfrescata nella sua cascata.
- Un’escursione alla Valle de Los Ingenios, patrimonio dell'umanità, con i suoi mulini e le sue piantagioni di canna da zucchero oggi riconvertite quasi tutte a banane, mango, yucca e guaiava.
- Un piccolo trekking al Topes de Collantes. Siamo nella Sierra dell’Escambray, un’area montuosa molto estesa che fu rifugio dei soldati del Che.

Dato che sono tutti posti molto vicini a Trinidad potreste riuscire anche a fare 2 cose di questa lista!

Ultima cena e notte nella casa particular di Trinidad.

Giorno 7: Trinidad - Santa Clara (Memoriale del Che)  - Remedios - Cayo las Brusas (Cayo Santa Maria)

Oggi lasciamo con un po’ di tristezza la bella Trinidad e raggiungiamo il cuore dell’isola, Santa Clara. Ci fermiamo a Plaza imagede la Revolucion per visitare il memoriale dedicato a Che Guevara.
Perché lo hanno fatto qui a Santa Clara? Perché questa cittadina è un luogo simbolo della Rivoluzione Cubana. La grande statua del Che che vedete fu costruita nel 1988 per commemorare il trentesimo anniversario della battaglia di Santa Clara.
La storia ci riporta al dicembre 1958. I nostri eroici barbudos si erano divisi in varie squadre per conquistare il paese, ricordatevi che erano pochissima gente e Cuba è molto grande. Fidel e i suoi uomini erano riusciti a conquistare Santiago con la celebre battaglia della Caserma Moncada; Raul aveva preso Guantanamo; Camilo Cienfuegos Yaguajay e il Che Guevara Santi Spirictus alla vigilia di Natale. Poi il Che venne a sapere che a Santa Clara sarebbe passato un treno carico di armi e munizioni dirette all’esercito di Batista. Decisero di attaccarlo il 28 dicembre, usarono un bulldozer per divellere i binari, il treno deragliò e i barbudos riuscirono a impadronirsene. Il 31 dicembre la guerra era vinta e Batista scappò a Santo Domingo. Ci sembrerà assurdo ma questo atto predatorio gli fece vincere la Rivoluzione. Per la prima volta dall’inizio i rivoluzionari erano armati… veramente!  Non più ragazzini con il fucile da caccia del nonno ma veri soldati. Oggi il treno è stato trasformato in un museo e il simpatico bulldozer è esposto in bella vista.

Quella al Memorial de los Martires de la Revolucion è  una visita molto toccante da quando, nel 1997, le presunte spoglie del Che sono state riportate qui dalla Bolivia. Scriviamo presunte perché una parte di noi, che è stata a visitare quella tomba vuota prima del 1997, ancora non si è arresa all’idea che il Che sia morto. Noi non eravamo nati nell’autunno 1967 quando il mondo apprese con sconforto della sua morte in terra boliviana. I nostri genitori se lo ricordano quel triste giorno d’autunno, ognuno ha immaginato gli ultimi istanti di vita del grande eroe dei suoi sogni. “Signor Colonnello, sono Ernesto, il Che Guevara. Mi spari, tanto sarò utile da morto come da vivo”, e così è stato.

E se il rivoluzionario
non trova altro riposo che la morte,
che rinunci al riposo e sopravviva.
(Francesco Guccini)

La sopravvivenza del rivoluzionario va ben oltre la morte, questa storia ce lo ha insegnato. Hasta Siempre Comandante.

 

Ripreso il pulmino facciamo una breve sosta anche a Remedios, una bella cittadina coloniale lungo la strada.

E poi ci appaiono il mare e i suoi cayos. Tramite il lungo ponte terrapieno arriviamo a Cayo Santa Maria, che è composto da 3 isolotti principali: Cayo Santa Maria, Cayo Las Brujas e cayo Ensenachos.
Per pranzo ci aspettano al nostro hotel di Cayo Las Brujas, dove trascorreremo i nostri ultimi giorni di viaggio. In spagnolo la “Bruja” è una strega e il nome di quest’isola deriva da una leggenda. C’è la statua di una donna spettinata che ce la ricorda: questa donna aspettava sempre fino a tardi il marito, che era un ubriacone che preferiva il rum a lei e non ritornava quasi mai a casa. La poveretta finì per impazzire e i vicini la soprannominarono Bruja, strega. Ma anche il marito diede nome a un piccoli cayo del posto: cayo Borracho!
Ma torniamo alla… spiaggia. Quella che c’è qui è bianca, lunga e bellissima!

Cena e prima notte a Cayo Las Brujas.

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Giorno 8: Cayo Las Brujas
Temete di annoiarvi su questo isolotto dalle acque cristallline? Noooo? Bravi, non ci si annoierà tra bagni, uscite in catamarano, snorkelling, diving, cocktelling… L’hotel ha una spiaggia attrezzata. Qui vicino affittano catamarani e c’è anche un centro di immersioni.La sera poi c’è lo spettacolo fantastico del tramonto visto dalla terrazzetta sul mare, da vedere rigorosamente con un mojito in mano.

Pensione completa in hotel.

Giorno 9: Cayo Las Brujas
Altra giornata al mare.

Oggi si può organizzare un uscita snorkelling o andare a visitare l’altra bellissima spiaggia bianca che si trova a Cayo Santa Maria, playa Perla Bianca.

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Giorno 10: Cayo Santa Maria - aeroporto Havana (390 km) – notte in volo
Ed eccoci arrivati al giorno del ritorno.
La mattina ci godiamo ancora la spiaggia. Poi si parte per l’aeroporto dell’Havana, da cui in serata partirà il nostro volo di ritorno in Italia.

Ci imbarchiamo zitti zitti sul volo ascoltando l’immancabile ciarlare dei turisti da villaggio che recensiscono la pasta alla carbonara dei cuochi del loro resort all inclusive. “Brava, bravi, non lo sapete ma col vostro dollaro i cubani faranno qualcosa di buono in futuro”.
Abbiamo imparato che le utopie sono sempre da inseguire perché la strada verso l’utopia comunque porta a qualcosa di buono.

Hasta Siempre Cuba!

Giorno 11: arrivo in Italia


La quota comprende/non comprende: 

La quota comprende
- Voli internazionali incluse tasse aeroportuali (franchigia bagaglio 23kg)
-  Trasporti in minivan o pulmini con autista inclusa benzina nei giorni 1, 4, 7, 10. (tratte aeroporto - Havana-Trinidad-Cayo Santa Maria-aeroporto).
- all’Havana soggiorno in casa particular. Trattamento di pernottamento e prima colazione,  camere doppie con bagno in camera
- a Trinidad Soggiorno in casa particular. Trattamento colazione e cena (bevande a cena escluse), camere doppie con bagno in camera
- A cayo Las Brujas  soggiorno all’hotel Villa Las Brujas, camere doppie standard con bagno privato, pensione completa dal pranzo del giorno 7 alla prima colazione del giorno 10.
- una mattinata di visita dell’Havana Vieja con guida in Italiano
- affitto auto d’epoca con autista all’Havana
- di visita della città di Trinidad con guida in Italiano
- tassa d’uscita da Cuba (compresa nel biglietto aereo)
- Visto Turistico
- Assicurazione sanitaria

Al viaggio partecipa un vagabondo DOC - chi è? cosa fa?

La quota non comprende
- altri pasti non inclusi nella quota
- escursioni facoltative
- biglietti di ingresso a musei e monumenti
- bevande ai pasti
- assicurazione Annullamento (facoltativa) € 80

Le case particular

Sono bed and breakfast diffusi un po’ in tutta l’isola (tranne che nelle località di mare, dove è vietato).
Rispetto ai grandi alberghi governativi la casa particular è una realtà Vagabondo style in cui si conoscono i proprietari, ci si confronta, si vive la vita quotidiana della gente locale.
In alcune città sono stati ricavati da case antiche e quindi hanno un alto fascino, ma anche dei problemi di manutenzione. Ovviamente non hanno i servizi che trovate in un albergo, quindi per dormirci bisogna essere forniti di spirito di adattamento.
In genere ogni casa particular ha un paio di stanze quindi alloggeremo i gruppi in diverse case vicine.
Le celebri case particular di Cuba hanno un ruolo importante che si incastona nella travagliata storia del turismo cubano. Nel 1997 una legge di Castro rese possibile ai cubani ospitare turisti stranieri a pagamento. Con rigide regole (massimo 2 camere, alcune case solo per cubani, altre per solo turisti, divieto di pernottamento a coppie miste non sposate ecc.) e in cambio di molte tasse. Nel 2011 il governo tolse il limite massimo delle 2 stanze. Adesso si parla anche di aprire a Air B&B... Staremo a vedere.

L'illegalità

A Cuba ci sono case particular legali e purtroppo anche alcune illegali. Per i ristoranti privati (paladares) e per le guide è lo stesso. Gli illegali sono quelli che non pagano le (alte) tasse del governo. Ora, potremmo disquisire per ore sulle tasse (per noi italiani è un argomento molto comune) ma ricordatevi che i soldi dati alle attività legali aiuteranno non solo il gestore del ristorante che avete davanti ma anche l'operaio, il professore, l'impiegato che non avete conosciuto, e i loro figli. Pagheranno scuole e sanità. I soldi dati ad un'atività illegale invece arricchiranno solo l'evasore, alimenteranno l'ingiustizia sociale e non arriveranno mai alla comunità. Un fatto ovvio che troppo spesso noi italiani dimentichiamo.

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Fototeche di gente che ha fatto questo viaggio

Lo sapevi?

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