02 - Dalla passeggiata al trekking

02 - Dalla passeggiata al trekking

Autore: 
Finvarra

Parlando con molte persone amanti delle passeggiate, ma che non fanno mai pernottamenti, mi sono reso conto di una cosa parecchio bizzarra: molti considerano un percorso di più giorni qualcosa di più difficile di una lunga passeggiata. Secondo loro aver fatto molte passeggiate non necessariamente ti mette in grado di poter affrontare un trekking con dei pernotti, di poter affrontare la Notte Fuori!
Paradossalmente... è esattamente il contrario!

Quante volte abbiamo sentito ripetere quelle che dovrebbero essere le regole basilari di chi va in montagna?
1- Si parte all'alba e si torna presto
2- Mai abbandonare il sentiero
Queste due regole basilari servono ad allontanare uno dei terribili incubi dell'escursionista: Perdersi! Smarrire il sentiero e non sapere più tornare indietro. Se parto e torno presto ho delle ore jolly in caso smarrisca la strada, se non abbandono il sentiero, beh, è molto più difficile che io mi perda.
Ma Perdersi non è solo, fa coppia con un altro incubo: Intemperie, il tempo che cambia senza preavviso prendendoci alla sprovvista!
Ed effettivamente questi sono forse i due rischi più concreti per chi ama le passeggiate in montagna.
Ebbene, in un trekking questi rischi non esistono!



Ti sei perso? E' calata la nebbia e non riesci a capire dove ti trovi sulla carta? Sta arrivando la sera e non sei dove pensavi di essere? E' sparito il sentiero?
E chi se ne frega! :-) Pianta la tenda, fatti una bella cenetta e se ne riparla domani con calma.

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Nelle foto: Persi? Nebbia? Cenetta!

Il tempo è mutato improvvisamente? La temperatura sta scendendo velocemente? Camminavi su prati fioriti ed ora ti trovi in mezzo ad una tormenta di neve?
E chi se ne frega! :-) Pianta la tenda, fatti una bella cenetta e se ne riparla domani con calma.

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Nelle foto: Pioggia? Neve? Se ne parla domani!

Quindi vedete, un trekking di più giorni ci rende più facile il rapporto con la montagna (a patto di organizzarsi come vi spiegheremo presto), ma soprattutto poter dormire in montagna ci rende più liberi nel rapporto con la Natura!



A me non piace svegliarmi all'alba, ed infatti non lo faccio, le tappe dei miei trekking cominciano alle 10 di mattina, dopo una piacevole chiacchierata a colazione con i miei amici... E magari il tramonto ci trova ancora in cammino, perché no?

A volte è bello perdersi apposta: abbandonare il sentiero per esplorare un costone roccioso o salire in vetta ad un monte dall'aspetto intrigante. Ci sarà tutto il tempo poi per ritrovare il percorso più avanti... E se non ritrovi il sentiero tuo, ne troverai un altro, va bene uguale, no?

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Nelle foto: Fuori sentiero su Maiella e Supramonte. Campo bizzarro in Maiella.

Nel prossimo capitolo passeremo dalla teoria alla pratica, promesso, ma volevo cominciare affrontando il timore della notte fuori: un limite solo immaginario, una difficoltà che non esiste in realtà, ma così forte ed atavica da fermare molte persone.
Superate questo limite e sarete più liberi nel vostro incontro con la Montagna. Superate questo limite e vivrete qualcosa di nuovo, qualcosa di molto bello!
Vi assicuro, e chiunque faccia trekking ve lo potrà confermare, che la notte in montagna è una cosa bellissima: la magia della foresta nella notte, i cieli stellati e la striscia della Via Lattea, il richiamo di gufi e civette, fare due passi fra gli alberi sotto la luce della luna prima di ficcarsi nel sacco a pelo... Perfino una tempesta inattesa che si avventa sulla tenda ha il suo fascino, quando la si vive chiusi al calduccio del sacco a pelo.

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Lo sapevi?