Viaggio fai da te in Transiberiana

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Questo è stato un viaggio totalmente "fai da te", della durata di 55 giorni (dal 23-06-07 al 17-08-07), che da Mosca, attraverso la Siberia, mi ha portato a Beijing, via Mongolia. (22 gg Russia; 6 gg Mongolia; 27 gg Cina).
Questo mio racconto si fermerà con l’arrivo a Beijing.
Il viaggio è stato realizzato in compagnia di una coppia, conosciuta su internet. Ottime persone, ma che non parlavano nessuna lingua diversa dall’italiano, e che purtroppo non se la cavavano, per tutto quello che concerne l’organizzazione del viaggio.
Per poter entrare in queste 3 nazioni, occorrono i relativi visti (3) sul passaporto.
Quello della Russia e della Cina è meglio farli in Italia, quello della Mongolia è più facile farlo in Russia.
Costo totale del viaggio €2.500 (inclusivo di qualsiasi spesa).
Ovviamente è un viaggio impegnativo, ma meno di quello che si dice in giro.
Si dice che potrebbe essere problematico reperire i biglietti del treno, ma non ho avuto questo genere di problemi, ho acquistato i biglietti, sia direttamente in stazione, sia per mezzo di agenzie di viaggio del loco.
Quando sono partito avevo: il biglietto aereo di sola andata per Mosca, i visti per la Russia e la Cina, la prenotazione della prima notte in ostello. Tutto il resto l’ho prenotato ed acquistato strada facendo.
Ho viaggiato e visto le diverse classi del treno, ma il mio suggerimento è di viaggiare in 3° classe, perché si ha la possibilità di state più a contatto con le persone, e perché si fa un viaggio più divertente e più autentico.
A mezzo internet ho prenotato un ostello al centro di Mosca, tra la Rabat e la piazza Rossa. Sono stati gentili ed efficienti. Tramite loro ho effettuato la registrazione del visto, per tutto il periodo che sono stato in Russia.

23-24-25-26-27/06/07 Mosca
Ero già stato una prima volta a Mosca, ma non mi stanco mai di visitarla e di scoprirne nuovi aspetti. Ci passo volentieri 5 giorni, durante i quali, acquisto il primo biglietto per il mitico treno "Ural" per la tratta Mosca-Kazan.
Il 27, un viaggiatore russo di nome Sergio, amico di miei amici russi, ci raggiunge a Mosca, e ci accompagnerà e guiderà fino a Kazan.

28-06-07 Kazan
Arriviamo a Kazan verso le 5 di mattina, ma già con la luce del sole. È una sensazione strana, è già giorno, ma la città è completamente deserta. In stazione c’erano parecchi barboni ed ubriachi.
In tutta tranquillità ci avviamo in hotel e subito dopo al bellissimo e restaurato Cremlino. Vale proprio la pena visitare il Cremlino di Kazan. Presto pago la mia curiosità di aver mangiato a Mosca in una mensa, (intossicazione alimentare, con tutti i suoi classici sintomi).
A Kazan le persone mi sono sembrate soavi, le ragazze ti accompagnano con dei lunghi e intensi sguardi.
La disponibilità dei biglietti del treno è rimasta un mistero, anche per i "rassegnati" russi.
A Kazan, tramite un’agenzia viaggi, riesco ad acquistare i biglietti del treno fino ad Irkutsk. Viste le grandi difficoltà, e le relative paure, di reperire i biglietti, mi sento felice di averli già acquistati per tutta la tratta siberiana.
Nelle fermate del treno ci sono molti venditori che propongono cibo, bevande, pesce secco affumicato, vetreria e souvenir vari. Ci sono inoltre diversi chioschi. I prezzi del vagone ristorante sono il doppio di quelli normali.
Le condizioni igieniche dei bagni della 3° classe, lasciano a desiderare.
Sono riuscito a superare il "NO!!!" iniziale delle due vagoniste della 1° classe di lusso per poter fotografare l’interno del vagone. Alla fine queste, mi fanno una dimostrazione completa di tutti i comfort e gli accessori del vagone. A loro dire il prezzo del biglietto Mosca-Kazan è di circa 500$. Due soli passeggeri erano presenti all’interno del vagone. Tra i film disponibili per i DVD, metà erano porno.

29-06-07 Partenza da Kazan per Ekaterinburg.
Il treno notturno è in ritardo di 20 minuti. Sergio ci lascia e torna nella sua città: Tula.
La grande curiosità dell’impatto con la 3° classe si affievolisce vedendone il disordine, sentendone il caldo umido, ma soprattutto sentendo gli odori del loro cibo misto all’odore di sudore. Queste stesse cose ci mancheranno quando viaggeremo in 2° classe.
Il percorso si snoda piacevolmente fra case di legno contornate da orticelli, pini e betulle. Comunque in un continuo cambiare di odori, di legno dei traversini dei binari, "tei" fioriti e profumati, sudore, cibi.
Diversamente da quanto letto nelle guide, i russi non sono così curiosi e loquaci, ne fra di loro, ne con gli stranieri, ma comunque hanno un grande senso dell’ospitalità, tutte le volte che mangiano o bevono, prima te lo offrono. Se scendono dal treno per comprare da bere, lo comprano pure per gli altri.
Ho visitato tutti i vagoni e non mi è parso di aver visto altri viaggiatori stranieri.
Ero sorpreso nel vedere grandi pozzanghere d’acqua nella foresta, quasi dei mini laghi.

EKATERINBURG 30/07/07
Hotel Ural (18€)
Arriviamo di buon mattino a Ekaterinburg. Troviamo l’hotel e sulla strada del ritorno visitiamo il luogo dell’uccisione dei Romanov, su cui sorge una sfarzosa chiesa in granito.
Il centro (vicino al lago/fiume) è pieno di giovani festanti, c’erano diversi concerti rock, con fiumi di birra.
Dentro un’agenzia viaggi, in cui ero entrato per acquistare i biglietti del treno per la tratta successiva, incontro Margherita, la quale accetta di farmi da guida ad Ekaterinburg, e mi invita a vedere, il giorno seguente, lo spettacolo del circo dove lei lavora.

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01/07/07 EKATERINBURG
Visita al confine Europa-Asia (45 km da Ekt). Con un tassista negoziano ed otteniamo una tariffa di 1000 R. Il posto si è rivelato una vera delusione, ma in compenso ho visto le autostrade russe senza guardrail e su cui si fa legalmente inversione di corsia. Visito un parco con molte attrazioni per i bambini. È tempo di incontrarmi con Margherita. È stata una grande e continua piacevole emozione assistere allo spettacolo del circo.
Alle 22,30, stanco ma non sazio mi dirigo in centro, chiedo dove trovo un internet point. Dico che sono italiano e con grande sorpresa vengo accolto con immenso entusiasmo da 4 ragazze. Rimpiango di non aver visto i musei di mineralogia degli Urali di Ekaterinburg. Mi sono sentito molto bene, ricordo il gran caldo.

02-07-07 giornata passata sul treno da Ekaterinbur per Novosibirsk.
NOVOSIBIRSK-TOMSK 03-07-07

Appena arrivo, trovo sistemazione nell’hotel della stazione (900 R), ma vista l’ora (le sei del mattino) cambiamo idea, decidiamo di provare a proseguire per Tomsk, anche se perdo i soldi dell’hotel. Dopo tanti tentativi, incontro finalmente uno che parla un po' di inglese (Antony), il quale cortese, ma poco efficace, mi conduce alla stazione degli autobus per Tomsk, dove casualmente incontriamo la graziosa Diana (di Tomsk), che ci invita e ci convince a visitare Tomks con lei. Tramite il suo ragazzo ci prenota un appartamento privato per soli 800R (3 letti). Ci spiega che ogni estate, per circa un mese non c’è acqua calda nelle abitazioni a causa delle riparazioni alla conduttura. Nell’appartamento non c’è acqua calda. Nell’hotel in cui siamo stati il giorno seguente, ovviamente c’è l’acqua calda.

04-07-07 Tomsk
Diana ci viene a prendere e ci guida alla visita della sua splendida città. Nonostante la sua giovane età si rivela una guida perfetta, svelandoci le tante bellezze della sua città. La sera la sua famiglia ci invita a cena a casa sua. Sua madre ci serve una tipica cena kazaka con gli immancabili brindisi a base di vodka e del vino italiano, che avevamo portato noi.
Tomsk è una splendida città. Diana ci spiega che in Russia, ogni 9 uomini ci sono 10 donne, per cui c’è concorrenza tra di loro per accaparrarsi un uomo. Dopo la cena dalle ore 24 alle ore 4 del mattino stiamo in un raffinato happy hour, in compagnia dei suoi amici (una di loro è stata un mese in Italia).
Il giorno dopo ci conduce alla stazione degli autobus, ci assiste in tutto, ci prenota anche l’hotel a Novosibirsk (R400). Malvolentieri lascio Tomks.

NOVOSIBIRSK 05-07-07
Hotel al centro, anche Novosibirk è un vivace ed animato centro, pieno di giovani con voglia di divertirsi. Superba è la vista del teatro dell’opera, sia di giorno che di notte. È venerdì e incontriamo più di 10 coppie di sposi. Mi colpisce la loro giovanissima età (circa 20 anni).

Da Novosibirsk a Irtkutsk 06-07-07
L’euforia di aver prenotato una cabina in 2° classe su un rinomato treno (n° 8 "Sibir"), mi passa appena vedo il duro volto della vagonista. È ancora peggio quando arrivo nel mio compartimento e vedo i miei super obesi compagni di cabina, grondanti sudore da tutti i pori.
Nei russi ricorre una sorta di rassegnazione a tutto, rispondono: "cosi è il sistema russo, non possiamo farci niente". Tutti grondavano sudore, sul treno ancora fermo, ma nessuno apriva il finestrino. Io ne ho aperti 4. Appena il treno parte, con esso parte pure l’aria condizionata-ghiacciata sparata a manetta. Anche qua nessuno protesta. Protesto una prima volta con la vagonista. Mi metto il pigiama pesante, mi copro, ma mi stavo letteralmente ghiacciando, fuori dal treno c’erano solo 25°C. Mi alzo arrabbiato e vado ad urlare alla vagonista, dando un poderoso pugno sulla porta di lamiera, che fa un rumore udito in tutto il vagone, ma riesco immediatamente a far cessare il
congelamento. Nel frattempo i miei super obesi compagni di viaggio hanno divorato chili di provviste.
La mattina dopo vengo svegliato dalla radio dei miei compagni di compartimento. Accompagnato dal bel tempo, il treno scorre tra dacie, orticelli e splendidi villaggi con case di legno, dalle coloratissime finestre. A Novosibirsk già si respira un’aria asiatica, almeno dalle loro auto con il volante sulla destra ed il cambio automatico.
(I russi portano la fede nella mano destra).
Già a Kansk gli alberi si diradano e la taiga lascia il posto alla steppa.

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08-09-10-11/07/07 IRKUTSK
Lascio i miei due compagni di viaggio in stazione e mi dirigo in città, alla ricerca di un alloggio. Gli hotel con prezzi medi non hanno acqua calda. Gli ostelli sono tutti occupati da tempo, ma con sorpresa riesco a trovare per 3 notti alloggio nel miglior ostello del centro.
Fra tutte le località visitate in questo viaggio, Irkutsk è la prima città dove c’è una visibile presenza di turisti. La città è piena di belle ed antiche case in legno. Si notano diversi volti orientali (buriati).
Lunedì chiediamo il visto per la Mongolia che otteniamo in meno di 24 ore. Ci assiste una gentilissima impiegata che parlava un ottimo inglese. Stiamo 3 gg a Irkutsk, durante i quali compriamo i biglietti per UlaanBaatar.

11-07-09 partenza per l’Isola di Olkhon
Con rammarico salto la circumbaikal per paura di perdere l’autobus per l’isola di Olkhon. Un maxi taxi ci porta ad Olkhon. Aspettiamo 3 ore il nostro turno per traghettare. Appena arrivati ci rivolgiamo alla Nikita la quale ci trova un alloggio (singola a 500 R) presso un privato a 20 metri dalla sua struttura.

12-07-09 Isola di Olkhon
Partecipiamo all’escursione nel nord dell’isola (comprata da Nikita per 360 R, pranzo incluso), che ci fa scoprire bellissimi posti. Avvistiamo anche una foca che nuota libera nelle fredde acque (+15 °C) del Baikal.

13/07/09 Olkon
Escursione nel sud dell’isola, ma è molto più scarsa di quella del nord, complice anche una giornata piovosa. Provo a fare il bagno nelle pulite acque del Baikal, ma riesco a resistere solo pochi minuti, per me l’acqua è troppo fredda.

14/07/07 In viaggio da IRKUTSK a ULAN BATOR
Con rammarico mi accingo a lasciare la Russia con il treno 362 delle 20:45 (locali), che ci porta a Ulan Bator. Finalmente viaggiamo sul vagone più nuovo del treno, con una vagonista carina. Il treno impiega circa 2 ore per raggiungere il Baikal, quasi all’imbrunire. Il giorno successivo il viaggio in treno ci regala i bei paesaggi dell’immenso lungolago. L’ultimo tratto è proprio attraverso i villaggetti con le case in legno, dove pare che il tempo si sia fermato. Verso le ore 13 arriviamo a Nauski. La vagonista ci dice che abbiamo 3 ore libere, ma per visitare la città, 2 ore sono più che sufficienti.
Nel treno capitiamo nel vagone più nuovo. Il nostro vagone era composto da noi tre italiani, un mongolo ed il resto erano tutti francesi. C’era anche un altro vagone di turisti stranieri.
Dopo 6 ore fermi alla dogana russa ci eravamo illusi che fossero finite le formalità doganali, ma appena attraversata la terra di nessuno, arriviamo a Sukhbaatar, dove si ripetono le procedure doganali. Dopo 4-5 ore finalmente ripartiamo. Si può dire che abbiamo passato quasi un giorno tra le 2 dogane.

15/07/09 ULAN BATOR
All’arrivo in stazione troviamo quelli dell’ostello ad aspettarci, e ci portano in ostello (al centro) con il loro pulmino. Docciati e rinfrescati partiamo per la visita della città e dei suoi antichi monasteri.
Ulan Bator. è una città caotica, inquinata, sporca, dove tutti claxonano a tutti e malvolentieri rispettano i pedoni.
Nella speranza di vedere l’interno della Mongolia, compriamo in ostello un’escursione di 3 giorni, che si rivelerà una vera delusione. Di questi 3 giorni, 2 sono di viaggio (380 km di sterrato con un coupè, con gli ammortizzatori andati, senza aria condizionata, con un rozzo e strafottente al volante che non parla inglese), nessuna brochure, nessun materiale illustrativo.
Dormiamo in una ger, di un’autentica famiglia di mongoli nomadi, distante da quelle per i turisti, senza luce e con 1 litro di acqua per lavarci 3 persone. (costo 3€ a notte, cibo incluso) Io non mangio nulla di quello che ci preparano. Questo deserto aveva una polvere, più sottile ed appiccicosa, di tutti gli altri deserti che ho percorso fin’ora, che ci ha sporcato tutto: zaini, abiti, etc. La cosa mi dispiacque parecchio, perché dovevo ancora passare un altro mese in Cina.
Si paga per un breve tratto di strada asfaltata, con centinaia di interruzioni. Quello che ho visto fin’ora della Mongolia, non mi ha entusiasmato tanto, per cui rinuncio a prolungare la vacanza in Mongolia, a visitare il parco Terelj e il deserto del Gobi. Dedico l’ultimo giorno in Mongolia alla visita della città di Ulan Bator e la sera assisto ad un bel spettacolo di danze e musiche popolari.

21/07/09 in treno da Ulan Bator per Beijing
Gradevole il viaggio in treno che attraversa il deserto del Gobi. Qua e là si vedono cammelli, buoi, sporadicamente qualche piccolo villaggio. Sul treno ci servono un pranzo che neanche apro. A giudicare dalle lunghe file alla toilette, penso che sia stata la cosa migliore.
Interessante è stato assistere al cambio del carrello del treno. Beviamo del kagor e poi a nanna.

22/07/09
Vengo svegliato dall’assordante tromba del locomotore che suona più di una volta al minuto, di sicuro con più di 100 decibel, veramente snervante, per chi come noi, era vicino al locomotore. Dal treno con attenzione cerco di vedere, la grande muraglia, ma niente. Il cielo cinese è opaco e troppo inquinato, al punto che si può tranquillamente guardare il sole ad occhio nudo, e spesse volte non si vede neppure. In Cina ogni palmo di terra è coltivato, maggiormente a mais o orticelli familiari. Si vedono carrelli trainati da buoi e tanti impianti fotovoltaici sui tetti dei condomini. Incontriamo molti vagoni di carbone e tante industrie pesanti. Il treno per il tratto Ulan Bator-Beijing è diesel.
Notevole è il paesaggio tra i tunnel, lungo il fiume Sangan, (sembra di essere a Cavagrande di Avola). La nebbia li rende ancora più belli, non si vede a più di 300 metri.

22-08-07 Beijing
Dal treno, prima di arrivare in stazione, mi stupiscono le grate delle finestre fino all’ultimo piano degli appartamenti. Appena scesi alla stazione di Beijing, vedo i taxi con la cellula di protezione per il conducente. Arriviamo in ostello (Leo hostel) zona hutong (270 Y/totale, per una tripla con bagno in camera, senza finestre e con area condizionata).
Dando un’occhiata ai prezzi che ci sono in giro, mi sembra di essere nel paese dei balocchi (una contraddizione, i cinesi sono piccoli, però raramente si trova la taglia S: loro vestono come i pagliacci con taglie grandi).
I cinesi usano sputare sempre ed ovunque, in giro è un concerto di "scatarrate", con successiva emissione di sputi. La città e i cinesi, mi appaiono molto sporchi.
Appena si fa sera appaiono ovunque spiedini di tutto (carne, pesce, verdure, insetti, etc.) alla brace. I cinesi mangiano su tavoli di 40 cm, seduti su sedie di 20 cm. E buttano tutti i rifiuti a terra, come ad ostentare quello che hanno mangiato. Falsificano tutto: abiti, scarpe, bibite, farmaci, soldi, etc.
Dovendo reperire ogni giorno 4 miliardi di pasti, mangiare è più importante di cosa mangiare. Mangiano di tutto, qualsiasi cosa che si muove e/o abbia calorie. Sono molto curiosi e diffidenti, apparentemente sono sorridenti, ma presto scopri che è solo un sorriso di circostanza, che sono curiosi di voler conoscere le tue cose, senza mai voler far conoscere le loro. Tutti claxonano a tutti, generando un rumore infernale, non rispettano le strisce pedonali, né i pedoni.
A Beijing c’è una perenne cappa di smog. La densità della popolazione fa sì che sono costretti a lavorare con cura, ogni fazzoletto di terra disponibile. In pochissimi conoscono l’inglese, le abitazioni degli hutong sono senza servizi igienici, ogni 50 metri ci sono bagni pubblici. Provate ad immaginare l’odore che c’è nei dintorni. Accanto a questa c’è una Beijing moderna con bei palazzi, monumenti ed architetture, ma è tutto sempre intasato dal traffico.
Il mio disgusto è stato più forte della mia curiosità di provare i loro cibi. La notte rientravo sempre tardi, in giro c’erano solo i panettieri e i ristoratori, che preparavano i ravioli (da cuocere al vapore) per la colazione del mattino. L’aver assistito alla loro preparazione è stato il motivo per cui non li ho mai voluto assaggiare. I loro posti turistici sono belli e ripetitivi (templi). In questo scenario si sono distinti Li Ming e Grace, i quali si sono comportati molto bene. Non ho mai visto cinesi affacciati dalle finestre o dai balconi. Molte donne di quelle che lavorano nei centri estetici si prostituiscono, negli stessi centri. Dai parrucchieri, ho visto lavare i capelli senza acqua, con il solo shampoo. I cinesi non vogliono essere toccati, ma ti toccano ed alcune volte persino ti tirano per farti entrare nei loro negozi. Quando passavo, in molti si giravano a guardarmi, qualcuno mi salutava e sorrideva, per poi ritirarsi appena rispondevo al suo saluto. Quasi impossibile penetrare la loro sfera privata. Quando ti respirano vicino, senti l’odore delle loro "robine" a base di cipolla. Non ho incontrato il gusto salato, neppure nel pane.
Ho assistito allo spettacolo acrobatico dell’Opera, bellissimo.
Nelle stazioni cinesi, le piattaforme sono all’altezza delle porte dei vagoni, non c’è bisogno di salire gradini per entrare nei vagoni del treno.
Ovunque si vedono altiforni e raffinerie, anche a ridosso dei centri abitati.
Molti, specialmente in viaggio o in escursioni, mangiano una specie di spaghetti precotti, a cui aggiungono acqua calda e che poi succhiano, producendo fastidiosi rumori. Quasi tutte le loro pietanze, hanno aglio e/o cipolla. Le finestre dei bagni dei treni cinesi sono chiusi a chiave, non vogliono perdere niente dei loro aromi.
A Beijing visito la Città proibita, il Palazzo d’estate, il Parco del Tempio del Cielo, la Porta della Pace Celeste, il Tempio dei Lama, il Parco Jingshan.
Dedico un’intera giornata alla visita della muraglia, da Simatai a Jinshanling. Sono ben 10 km da fare per i saliscendi della muraglia, in alcuni tratti veramente ripidi e qualche volta pure in rovina. È stato impegnativo, ma ne è valsa la pena, ho evitato pure le grandi folle di turisti.
Il mio racconto si ferma qua, ma il mio viaggio in Cina continua fino al 17 agosto (27 giorni).

A disposizione per chi volesse chiedermi degli approfondimenti, <!--
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Il racconto continua con il viaggio in Cinaimage

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I viaggi di vagabondo nei luoghi del racconto

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