Una settimana da foodie a New York

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Vi ho sentiti..."ma che vuol dire foodie??" vi state chiedendo!

Prima di cominciare con il mio racconto, lasciate che ve lo spieghi...

Ecco l'identikit del foodie tipo: possiede almeno 1 guida del Gambero Rosso, gli piace guardare i programmi di cucina e in fondo si sente un po' Master Chef pure lui; quando va all'estero fa un giro perlustrativo tra gli scaffali del supermercato e lo riuscite a portare al ristorante italiano solo se sotto feroce tortura. Va in brodo di giuggiole se lo portate a visitare un mercato con prodotti tipici ed è alla continua ricerca di nuove esperienze culinarie. E' convinto che il cibo oltre ad essere buono debba essere anche bello e 9 volte su 10 gli piace anche fotografarlo. 

Bene...adesso, potete immaginare cosa voglia dire per una foodie (me medesima in questo caso) trovarsi catapultata oltreoceano, non in un posto qualunque ma a New York, la città dove tutto sembra possibile e tutto è a portata di mano!?

Chiaro fin da subito che io non sarei andata alla ricerca di scarpe, borse e quant’altro (nonostante ci fossero i saldi), ma le mie mire erano ben diverse. Nella mia lunga lista c’erano ingredienti vari che in Italia reperisco con difficoltà (uno su tutti l’essenza pura di vaniglia per buttare finalmente nel cestino quei surrogati di aromi che si trovano qua!!) e poi tutto quanto fosse affine alla mia passione per il cibo e per la food photography.

Avevo cercato di documentarmi prima della partenza, chiedere consigli qua e la, ma poi una volta arrivata sono stata assorbita dagli eventi, la città mi ha inghiottita e per un attimo sono rimasta quasi inerte e frastornata. Tante cose da fare e molte di più da scoprire e assaporare. Ho dovuto pesare ogni minuto ed ogni spostamento per riuscire ad incastrare tutto, che poi alla fine neanche ci sono riuscita. Ma non me ne rammarico perché vorrà dire che avrò un altro buon motivo per tornarci prima o poi.

Difficile riassumere giorni così intensi ma impensabile scriverene un lunghissimo racconto iper-dettagliato. Quindi, visto che il mio obiettivo in fondo è quello di condividere con altri appassionati come me quegli indirizzi che e mio avviso meritano una visita, ho deciso di andare dritta al sodo e darvi la mia top 5 (non definitiva!) di quei posti che, se vi trovate a NY, non dovete perdere.

 

Fishs Eddy

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Questo posto lo avevo trovato su internet, sul blog di una ragazza americana che ne aveva postato alcune foto. Io ci sono finita un giorno per caso senza neanche sapere in che modo ci fossi arrivata. Sono rimasta per un attimo pietrificata con occhi sbarrati davanti alla vetrina, poi nel giro di pochi secondi il mio cervello si è rimesso in moto ed ho iniziato a realizzare dove mi trovassi, ho iniziato ad emettere urletti di giubilo, ridacchiare in modo isterico e saltellare come i personaggi degli anime giapponesi. Un posto del genere proprio non lo avevo mai visto, ci ho passato delle ore.

 

Chelsea Market

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Credo che sia una tappa obbligata per chiunque si trovi a New York. Oltre a suggerirvi una sosta pranzo per le gustose aragoste da The Lobster Place,  ci sono due negozi in cui fare tappa se vi interessano cianfrusaglie per la cucina. Uno è il Bowery Kitchen Supply, un negozio pieno zeppo di accessori di ogni genere possibile immaginabile. Del secondo non ricordo il nome, ma lo troverete senza difficoltà. E’ un negozio molto grande disposto su due piani. Non è propriamente un negozio di accessori di cucina, ma ci sono diversi scaffali con utensili carinissimi ed anche alcuni ricettari.

 

Whisk

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Questo qui l’ho scoperto per caso. E’ quasi di fronte a Fishs Eddy sulla Broadway, affianco alla bakery Le pain quotidienne. Era proprio lì che stavo andando quando ci sono passata davanti e non ho potuto fare a meno di entrare. E’ più piccolo di Fishs Eddy ma, tra le altre cose, ha un bell’assortimento di accessori per la pasticceria, teglie, formine e accessori per la pasta di zucchero.  Ho trovato anche alcune cosine che rispetto a Fishes Eddy erano meno costose.

 

Two Little Red Hens

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Passando agli indirizzi mangerecci invece, vi suggerisco di fare una capatina in questa bakery nell’Upper East Side (indirizzo trovato sempre nel blog americano di sopra – ma c’è anche su Tripadvisor). Si tratta di una piccolissima pasticceria con si e no 3 tavoli. Non è una catena come Sturbacks ma un localino striminzito che ti colpisce per la sua autenticità. Pare che i loro red velvet cupcakes siano fenomenali, ma se andrete prima delle 12 am (come ho fatto io) non li troverete. Ho “ripiegato” quindi su un carrot cupcake, ma non ho potuto dire di no anche ad una fetta di cherry crumb pie.

Sebbene io non ami la glassa al burro, il cupcake era molto equilibrato come sapori senza risultare affatto stucchevole. Stessa cosa non posso dire per alcuni cupcake mangiati da Magnolia Bakery, ma in fondo è questione di gusti.

La cherry crumb pie poi era divina, l’ho assaporata boccone dopo boccone con gran gusto.

Non ho saputo resistere dal portarmi via anche un tri-berry muffin, che ho gelosamente custodito per tutta la mattina per mangiarlo poi sull’aereo durante il viaggio di ritorno. Senza la minima ombra di dubbio il più buon muffin che io abbia mai mangiato…favoloso!

Calexico

imageQui ho fatto il mio ultimo pasto newyorkese. Era la mia ultima mattinata in città, avevo programmato la giornata in ogni dettaglio ma mi rimaneva il dubbio del pranzo. Non avevo ancora deciso dove andare ma volevo che fosse un posto per cui ne valesse la pena!

Mentre attraversavo Madison Square Park ho visto che c’era un carretto parcheggiato al margine della piazza e una lunga fila di gente in attesa di ordinare il suo pranzo. Non ho avuto dubbi: quello era il mio posto e questo è stato il delizioso burrito che ho mangiato.

 

 

 

 

 Articolo e foto di Roberta - tratto da: http://www.ilovecooking.org/2013/01/21/una-settimana-da-foodie-a-ny/

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Roberta-san

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Iscritto: 10/4/2012

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Data del viaggio: 
22/01/2013
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