Lisbona è così

Eccoci qua …… partenza alle ore 4,30 da Modena direzione Bergamo, sosta tecnica in autogrill ed arrivo al parcheggio in perfetto orario.

Ritrovo alle 07,30 davanti check-in Ryan, tutti puntuali o quasi (il tempo è sempre relativo), procedure di imbarco veloci, volo tranquillo, si balla a tratti, atterraggio da “vivere” come un’esperienza quasi mistica per i ripetuti sorvoli ed allineamenti dell’aereo alla pista, atterraggio tremolante, quasi una rumba …….. alla fine direi piacevole, sospiri e gridolini dei passeggeri si confondono tra la musica di rito per avvenuto atteraggio (in questi casi propongo alla compagnia di mettere come colonna sonora Rumba de Barcelona di Manu Chao…… magari cambiando la città di volta in volta).

 

All’ arrivo, ci accoglie una leggera brezza di vento che ti fa ripensare di colpo alla tua dotazione di bagaglio ……. poi dopo aver realizzato di non essere a Trieste (soprattutto per le scritte sui cartelloni) ……ci accalchiamo sul bus navetta per il trasferimento verso la stazione aeroportuale, ritiro bagagli fatto alla “Bersagliera”…….poi via alla ricerca della metro……scompariamo nelle viscere della città (o meglio dell’ aereoporto) e facciamo i biglietti della metro ovvero la mitica  “Carta Verde – VIVA VIAGEM” che sarà nostra croce e delizia in tutti questi giorni……

 

Scale mobili, scale classiche, scale mobili spente da percorrere come scale classiche (temibilissime) ci hanno accompagnato sui cambi nelle stazioni……. Dopo aver serrato le fila del gruppo con la speranza (poi piano piano diventata certezza) di non aver perso nessuno ci incamminiamo verso l’ ultima scala di uscita ad INTENDENTE…. Davanti a noi si stagliano nitidi (è una bella giornata ed il vento è calato) i palazzi di Av. Almirante Reis ….. abbiamo appena il tempo di realizzare dove siamo e ci troviamo davanti al nostro albergo, il Residencial do Sul che ci accoglie con la sua facciata dal gusto retrò ed un’insegna in neon sottili di colore blu  evocativa di tante “battaglie” con il tempo, nel mentre il Tram n. 28 ci sferraglia vicino…. .entriamo…. si dai c’è la porta a vetri si entra da qui…… una piccola scala…… la reception….. il disbrigo pratiche ed assegnazione camere avviene in modo rapido… poi ancora qualche scala …. Ma credetemi che tutto è propedeutico ed in realtà fa parte di una vera e propria tabella di allenamento per poter partecipare a gare di resistenza in salita…….

Appoggiati i bagagli, rinfrescata veloce…….finalmente pronti via …….si parte.

 

Ci incamminiamo in vicoletti con le case dai colori pastello e scorci interessanti, leggera salita ma si dai smaltiamo il pranzo…….avanti…… poi scale ……ancora scale ………eh già si sale … mi ricordo di aver fatto il militare negli Alpini ed inserisco il passo cadenzato da montagna ……….prima tappa Miradouro da Senhora do Monte e visita alla chiesa (Irmandade de Nossa Senhora do Monte e São Gens)  dove le pale lignee e l’ altare si armonizzano in un ambiente che richiama i tratti romanici ……ti immagini la messa in lingua portoghese con la sua musicalità, la luce che entra nelle vetrate colorate crea un effetto chiaro scuro davvero degno di nota.

 

Il Miraduro abbraccia la città dall’alto ………..te la fa vedere, ti fa considerare i tetti ti dà una prospettiva diversa e soprattutto ti fa conoscere la necessità urbana di verticalità……. Dopo le foto di rito….. dopo qualche attimo di meditazione e di attenzione sulla struttura urbana della città ci spostiamo verso il castello …….incontriamo bellissime scritte sui muri in Rua Damasceno Monteiro e poi giù con ripidi passi  fino al miraduro  Sophia de Mello Breyner Andresen ……breve sosta … poi giù ancora direzione castello….. al che veniamo assaliti dalla necessità di provare a bere qualcosa di tipico.

 

Marcelino Pão & Vinho (Rua do Salvador 62) ci ospita al suo interno caratterizzato da salami in vetrina e vecchi apparecchi vintage alle pareti, il FADO ci fa da sottofondo…….. siamo pronti ad assaggiare la GINJINHA servita nei tipici bicchierini simil “shot”…….. qualche ardito prova il porto, usciamo carichi e corroborati dai sapori dolci portoghesi forse da qui in poi ci siamo sentiti “battezzati” ……..è qui che Lisbona ci ha dato il suo benvenuto.

 

Entriamo al castello dopo aver assaggiato un PASTEL DE NATA presso Nata Lisboa (R. de Santa Cruz do Castelo 7) meraviglioso il parco, austero che sembra volare come un rapace sulla città, il ponte 25 Aprile e il Tago (o Teji) fanno da orizzonte ai nostri occhi, si cercano nuove prospettive, la sotto la città, si scorgono le persone, un brulicare compatto di teste e di colori la piazza del Commercio e la Rua Augusta sembrano un formicaio mentre si sentono gli echi del traffico e le sirene di qualche nave da crociera che salutano la città.

 

Mi vengono in mente le parole di Curzio Malaparte che definisce Napoli una “metropoli di carne”…. cerco forse inutili analogie con le nostre città Italiane anche se Lisbona è unica ………a tratti mi ricorda Napoli a tratti mi ricorda la Genova verticale magnificamente descritta nella litania di Giorgio Caproni……forse mi sbaglio non lo so….. forse qui il terremoto del 1775 ha lasciato più il segno di altrove, ma è un segno quasi intimo, sotterraneo,  poco evidente ad un occhio sfuggente e distratto solo dal panorama, si vedono le case nuove confondersi in un’architettura frastagliata che in modo quasi inspiegabile trova un equilibrio con tutto, si vede la voglia di essere città globale e di provare ad assomigliare a tutte le città del Mondo  si distinguono i tratti Francesi delle strade, l’ architettura tecnica  Americana, il simbolismo Brasiliano, l’ estetica Italiana…… anche se che credo in fondo in fondo Lisbona non cerca di assomigliare  a nessuna altra città del mondo, lei è cosi e basta.

 

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Autore: 
Luca

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I viaggi di vagabondo nei luoghi del racconto

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Data del viaggio: 
04/09/2015
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