In Colombia a Cartagena.

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Quando i miei 3 amici (Alberto, Simone e Sergio) mi hanno proposto come metà la Colombia e in particolare Cartagena sinceramente ero abbastanza scettico; un po' perché non è una località particolarmente battuta dal turismo europeo, un po' perché la Colombia ha una nomea non proprio rassicurante. Solo adesso capisco che mi stavo facendo un sacco di problema per nulla. Infatti quella che vi sto per descrivere è la vacanza più bella della mia vita.

22/02/08 Ore 10:00 partenza da Milano Malpensa

Il clima è ovviamente molto euforico, stiamo per lasciare il freddo e la nebbia di Milano, ci aspetta una settimana di sole e di mare...cosa desiderare di più. Il charter della Livingstone parte in orario, il volo sembra non finire mai, ma per fortuna dopo circa 11 ore di aereo atterriamo all'aeroporto Rafael Nunez di Cartagena (sono le 15:00 ora locale).

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Appena usciti dall'aereo la sensazione è incredibile, ci sono circa 30 gradi con un'umidità che quasi ti soffoca però l'ambiente è stupendo. L'aeroporto, pur essendo un internazionale, sembra un piccolo scalo secondario, ci sono palme e piante ovunque con una serie di vialetti che conducono alle sale interne dove sbrighiamo le pratiche doganali. Appena usciti veniamo subito assaliti da una schiera di tassisti, ne prendiamo due e ci facciamo portare al nostro albergo, l'hotel da Pietro.
Durante il viaggio rimango incantato nell'ammirare il paesaggio di Cartagena, qualcosa di difficile da descrivere a parole. Eh sì, perché Cartagena è una città nella città; al Centro Amurallado patrimonio dell'Unesco si contrappongono i quartieri turistici di Bocagrande e Laguito con i loro grattacieli.
Dopo circa 15 minuti di taxi arriviamo al nostro albergo; a riceverci c'è il sig. Pietro, un simpatico pugliese trasferitosi a Cartagena per fare fortuna. L'albergo è molto familiare, le stanze sono semplici ma funzionali (c'è la cassaforte, l'aria condizionata, ecc.), il personale è molto cortese e disponibile e la pulizia delle camere è davvero minuziosa. Unico punto debole la colazione (problema facilmente risolvibile grazie alla presenza lì vicino di una caffetteria della catena Juan Valdez).
Dopo un'oretta passata a riprendersi dal viaggio interminabile e una rapida doccia, decidiamo di andare in centro per un aperitivo (erano circa le 17). Ci ritroviamo (su consiglio del buon Pietro) in Plaza Santo Domingo, dove sono presenti una serie di statue di Botero (come ad esempio la classica donna grassa) e locali con tavolini all'aperto molto suggestivi.

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L'aperitivo è di quelli importanti, rum de Medellin ( a mio parere molto più buono del classico rum Havana o Pampero), agua ardiente (liquore tipico con un retrogusto di anice) e la tipica birra Aguila scorrono a fiumi.
Dopo un'oretta e mezza ci riprendiamo e decidiamo di tornare in albergo per darci una sistemata e prepararci per la cena. Una volta cenato ci dirigiamo in uno dei locali più famosi di Cartagena, il Cafè del Mare.
E' un locale all'aperto dove si può mangiare, sorseggiare un drink ai tavolini o ballare al ritmo della musica elettronica (molto gettonata in Colombia). La cosa più bella di questo posto è la sua posizione; si trova esattamente sulle mura che costeggiano la città vecchia con un panorama mozzafiato sulle viette della ciudad da una parte e sull'oceano dall'altra. Lì conosciamo un gruppo di ragazze cartagenesi con cui decidiamo di andare a ballare al Tucandela (altro locale storico del posto, a cui vanno aggiunti anche Mister Babilla, Babar e l'Havana). La notatta passa allegramente, dopo un po' mi accorgo che Simone è sparito con una ragazza, Sergio sfinito dalla lunga giornata decide di tornare in albergo, mentre io e Alberto ci ritroviamo a casa di una delle ragazze conosciute prima insieme a una sua amica. Passiamo li la nottata per poi ricongiungerci il mattino dopo con gli altri.

Le giornate seguenti passano all'insegna del divertimento e sono scandite più o meno dalle stesse azioni. La giornata comincia intorno alle 11 con la colazione, quindi spiaggia o gita culturale in centro, poi rientro alla "base" verso le 17-17:30, aperitivo e serata per locali fino alla mattina seguente.

Le spiagge di Cartagena sono molto spaziose, l'oceano non è granché bello (l'acqua torbida e sempre agitata non ci ha permesso di fare molti bagni). La spiaggia migliore è Playa Tortuga (gestita da un ragazzo italiano) in zona Bocagrande. Per pochi pesos si possono avere un lettino, una specie di tenda che loro usano al posto dell'ombrellone e una bibita fresca. La cosa più negativa delle spiagge di Cartagena sono i venditori ambulanti: tra ragazze che fanno massaggi, venditori di bibite, occhiali, frutta fresca, ecc. si passa buona parte della giornata a dire "no, grazie".
Ben altra cosa sono le spiaggette dell'Isola del Rosario, un atollo a circa un'ora di motoscafo (costo intorno ai 30 euro comprensivo di taxi per il porto e pranzo sull'isola) dove le acque sono cristalline e i paesaggi da cartolina.

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Per quel che riguarda la parte culturale di Cartagena è qualcosa difficilmente spiegabile a parole. Una volta entrati nella città vecchia dalla porta dell'orologio o da una delle altre porte di accesso alla ciudad, ti sembra di essere in un altro mondo. Le vie, sempre affollate di gente indaffarata nelle più disparate azioni, si distinguono per l'architettura tipicamente spagnoleggiante dei loro edifici, le piazze (Plaza Santo Domingo, Plaza Simon Bolivar, Plaza San Pedro per citare le più famose) sono un centro di aggregazione dove spesso capita di incontrare attori che mettono in scena monologhi davvero suggestivi. A Cartagena non troverete edifici di grandissimo valore storico presi singolarmente, ma visti nel loro insieme e unendoli alla straordinaria simpatia ed allegria della gente colombiana otterrete qualcosa di semplicemente fantastico.
Il consiglio che posso darvi è quello di non crearvi un itinerario prefissato; entrate nella città vecchia e lasciatevi trasportare dai suoni, dai colori,dai profumi e dall'atmosfera di questo luogo magico, ve ne innamorerete.

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La nostra vacanza volgeva al termine; eravamo arrivati all'ultima serata e volevamo passarla alla grande! Eravamo rimasti in contatto con le ragazze conosciute la prima sera e insieme abbiamo cenato, passeggiato per un'ultima volta per quelle strade e ascoltato dell'ottima musica caraibica dal vivo all'Havana, un locale sempre affollatissimo vicino al museo naval.

29/02/08 Ore 11:00 partenza da Cartagena Rafael Nunez

Sembrava così lontana, ma la mattina della partenza era arrivata! Stancamente ho raccolto le mie cose e preparato la valigia. I sentimenti e le emozioni che provavo durante il viaggio in taxi che ci portava all'aeroporto erano diametralmente opposte a quelle vissute la settimana prima. Senza neanche accorgermene mi sono ritrovato in aereo con la consapevolezza che a Cartagena ci sarei ritornato.

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Autore: 
Paolo

Vagabondo0

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Iscritto: 10/2/2012

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Data del viaggio: 
11/03/2009