Europa dell'Est in moto

Dal 24.07.2010 allo 07.08.2010.
Il tutto inizia dal rientro dalla Tunisia, la domanda classica di che si fa chi ama viaggiare, e ora dove andiamo?...ed ecco spuntare le prime idee...Turchia...Siria...perché non facciamo tutto il mediterraneo...anzi facciamo l'Algeria...ma alla fine viene fuori perché non arriviamo fino a Mosca?....fatta prendiamo la cartina europea che per sbaglio avevo con me e tiriamo giù un primo itinerario e quando prepari la bozza sei già a metà viaggio organizzato...ora non resta che preparare i visti per la Russia e pianificare le tappe. Qualche mese di preparazione ed eccoci pronti per la partenza ...sveglia la mattina presto con l'intenzione di fare la prima tappa, quella più lunga, con tutta calma e anche perché il tempo non è il massimo con nuvole minacciose all'orizzonte..
Ok pronti direzione Cracovia ..Polonia..circa 1100km, ma appena dopo un'ora di moto ecco un imprevisto alla moto del matto ... i cuscinetti della ruota anteriore vibrano ... Pausa a Udine e in cerca di un meccanico per farli cambiare, ma essendo sabato mattina è come chiedere un miracolo. Però dopo varie info e giri per Udine dopo due ore riusciamo a risolvere il problema ed di nuovo felici e contenti si riparte, l'unico imprevisto è che mentre ci aspettano una mare di km abbiamo perso due ore di viaggio, ma il morale è alto ed il matto ha ritrovato il sorriso e nulla ci può fermare..
Strada buona e tempo che regge ma arrivati a Vienna tutto cambia ... nuvole e vento sembra di essere in pieno inverno per non parlare l'arrivo a Bratislava, praticamente sotto acqua e vento, ed il bello è che ci aspettano ancora 400km buoni. Da ora fino a Cracovia le intemperie non ci mollano un secondo..e grazie alla tenacia del matto e alla provvidenza arriviamo a Cracovia alle 22.30 stanchi, congelati, bagnati, ed il bello è che dobbiamo ancora trovare da dormire, ma la gioia di essere arrivati dopo una giornata intensa è tanta..
Dopo vari tentativi in ostelli troviamo un appartamento in centro carino caldo e accogliente alla modica cifra di 10 euro circa a testa al giorno. Parcheggiamo le moto, doccia calda e giro in centro a bere una birra, mangiare qualcosa e far festa visto che è sabato sera?..Cracovia è molto giovanile e piena di locali dove far festa e bere.?Il giorno dopo giretto per la città, che è molto bella e ricchissima di chiese e monumenti, merita la visita alla cattedrale dove sono sepolti tutti i re di Polonia. La pioggia ci accompagna sempre ma non ci spaventa e il pomeriggio destinazione Auschwiz a vedere il famigerato campo di concentramento ebreo. Il tempo rende il posto ancora più tenebroso e cupo ... ti mette tristezza a pensare cosa ha rappresentato per tanta gente, i polacchi lo chiamano il campo della morte. Dopo la visita rientriamo alla base zuppi di acqua, doccia, cena al Mac e poi a nann,a il giorno dopo ci aspetta Villnius capitale della Lituania.
Partenza programmata alle otto, ma ovviamente partiamo alle dieci con la solita compagnia della pioggia che ci accompagna fino a Varsavia. Le strade sono una prova all'abilità del pilota visto che sono piene di solchi fatti dai TIR e guidare è un'impresa ardua.
Più si sale e più i paesaggi sono belli, collinari e ricchi di foreste e si possano vedere lungo la strada nidi di cicogne sui pali della corrente ... qui le strade sono belle, strette e asfalto buono, guidare è una gioia anche perché oramai si avvicina il tramonto e l'atmosfera è molto rilassante. Arriviamo a destinazione in tarda serata..tanto per conservare le sane abitudini..e grazie al Tom Tom del matto troviamo un albergo in centro a buon prezzo:30euro con prima colazione e parcheggio moto privato; doccia e via in centro a sfamarci .Ormai è tarda notte ed è quasi tutto chiuso ma la sorte e la caparbietà ci portano a trovare un baretto rock dove riusciamo a mangiare un panino, bere più di una birra e fare un po' di festa.
La tappa a Villnius è solo di passaggio e la mattina si riparte: destinazione Tallinn passando per Riga, il tempo è buono e guidare è un piacere anche perché le strade sono buone e scorrevoli. Nel pomeriggio ci fermiamo dopo Riga per un bagno nel mar Baltico... che emozione trovarsi li nella natura selvaggia che è tipica di questi posti dove le foreste arrivano quasi ai bordi delle spiagge. Bagno, due foto, due chiacchiere sul prossimo viaggio ed eccoci di nuovo in moto destinazione Tallinn. L'arrivo ovviamente è in serata, ma per fortuna le giornate sono lunghe in quanto c'à luce fino alle undici di sera e per fortuna trovo un affitta camere che ci dà una camera per 20 euro con parcheggio privato. La sera cena tipica e giretto in centro. La cosa stranaè che qui si spende veramente poco per mangiare e bere: incredibile...




Il giorno dopo ci aspetta San Pietroburgo; per fortuna fa caldo e la pioggia a lasciato posto al sole e anche al caldo che nelle ore centrali diventa insopportabile, qui la gente non è abituata a queste temperature come ci viene detto. Dopo 200km arriviamo in frontiera dove ci aspettano 4 ore di fila e controlli che si sono svolti senza nessun intoppo, con nostra sorpresa, in quanto tutti ci raccontavano della severità dei russi. Appena passata la frontiera il panorama cambia, cambia praticamente tutto... è un altro pianeta: persone che girano tranquillamente con birra in mano, macchine fatiscenti, strade piene zeppe di buche e asfalto rovinato dalla marea di TIR che le percorrono. Qui i distributori di benzina sono fatiscenti e si paga in anticipo la benzina che si mette e la gente ti guarda con aria tra un impaurito e minaccioso...
L'arrivo a San Pietroburgo è come al solito in serata e trovare da dormire questa volta è più duro del solito, in quanto il Tom Tom non ha la cartina della Russia e qui le persone parlano e leggono solo il cirillico, ma dopo varie peripezie con la mia ostinazione riesco a trovare una stanza a casa di una signora russa di una gentilezza incredibile. Che strani questi russi! all'inizio sono freddi ma dopo dieci minuti che ci parli sono semplici cordiali e persino simpatici. Rimaniamo in città per due notti dove abbiamo il tempo per girare e vedere come vivono questi russi. La città è un misto tra ricchezza e povertà: vedi insieme macchine lussuose e macchine fatiscenti, strade piene di buche e strade nuovissime, gente ricca e gente povera, da costruzioni recenti a quelle del comunismo, che ha lasciato un segno fortissimo nell'architettura locale... e comunque l'alcool regna sovrano. La città offre parecchie attrazioni storiche dal museo nazionale alla residenza della regina Carolina di Russia. Dopo due notti si riparte per arrivare a Mosca. La strada come al solito si commenta da sola: solchi. ..TIR che sembrano andare a carbone e auto senza targa forse risalenti ai primi anni del secolo scorso. Ma noi continuiamo senza indugio verso la capitale della grande Russia. Arriviamo a destinazione alle nove la sera come al solito ma questa volta ci fermiamo a cambiare il mio filo della frizione in una concessionaria bmw, che con nostro stupore è ancora aperta nonostante l'ora. Il capo officina gentilissimo mi cambia il filo e fa aspettare la sua donna per tutto il tempo... e a fine lavoro si offre di accompagnarci in un ostello di cui per mia fortuna avevo preso indirizzo a san Pietroburgo, e se non era per il capo officina ancora eravamo a girare per Mosca ...
Entrare a Mosca di notte e godersi le strade di questa città non ha prezzo, specialmente quando si arriva di fronte il Cremlino... emozione unica e in ripetibile. Qui rimaniamo due notti e ne approfitto per salutare una mia cara amica che vive qui e lei si offre volontaria per girare e farci visitare la città mentre la sera il figlio ci porta a un concerto rock e ci fa concludere la serata da amici a base di vodka e vodka. Emozionante è stato il ritorno in ostello, con sosta nella Piazza Rossa a goderci lo spettacolo di questo posto ricco di storia e potere. Ormai la sosta a Mosca si conclude, e la sorte vuole che alla nostra partenza la città venga avvolta da una nuvola di fumo provocata da numerosi incendi dovuti al forte caldo. Ma dopo due ore di moto siamo fuori in direzione Kiev: altri 800km con attraversamento di dogana. Il panorama è monotono: rettilineo e steppa. Finalmente in dogana dove compiliamo i moduli classici e dopo due chiacchiere con i doganieri e due ore di attesa infine siamo in Ucraina, e qui già le vie sono leggermente migliori, ma la polizia e più tacchente che mai: infatti dopo appena pochi km fermano il matto per eccesso di velocità, e qui il mio compagno di merende inscena una scenetta tipica napoletana con i due poliziotti che impietositi ci mollano dopo averci chiesto una mancia, ma noi poveretti come eravamo non gliela abbiamo data.
L'arrivo a Kiev ovviamente è alle dieci la sera, un po più tardi ma sempre nella media...Trovato ostello in centro e via a fare un giretto e mangiare qualcosa. Kiev è carina come città ma nulla di che; l'unica cosa che la rende degna di rilievo è l'alta concentrazione di donne..spaventoso... Due notti a Kiev ed eccoci diretti a Budapest con tappa intermedia a Elviv ,dove dormiamo una notte in un albergo molto carino e facciamo un giretto per la città molto tranquilla, dove conosciamo un tipo che con la scusa di accompagnarci a trovare il pub più bello ci scrocca anche da bere... Verso l'Ungheria il panorama già cambia: ci sono colline e pascoli e guidare è molto più bello e rilassante, e dopo un po' di strada eccoci all'ennesima frontiera, e anche qui una fila interminabile di auto e TiR, ma la polizia appena ci vede ci fa passare davanti a tutti e se lasciavamo una mancia ci evitava anche la perquisizione che ovviamente è avvenuta... L'ingresso in Ungheria è trionfale: strada decente, benzina buona e finalmente riusciamo e mettere il grasso alla catena e via sciolti in direzione Budapest ...
Qui arriviamo in anticipo..alle sei circa eravamo nella capitale, ma la sfiga vuole che gli ostelli siano tutti pieni e con la forza della disperazione chiedo aiuto a una ragazza che lavora in un negozio di arte. Lei gentilissima ci ha trovato e prenotato un ostello in centro ... ovviamente arrivo in ostello alle nove. Passiamo gli ultimi due giorni a vederci la città, ma ormai le vacanze e il viaggio sono giunti al termine:ci separano solo 600km dalla base e questo si sente nell'aria, ormai siamo felici per il giro fatto ma tristi perché e quasi finito. Il rientro alla base per fortuna è tranquillo ed è misto di voglia di rientro e tristezza che capisce solo chi viaggia ... io e il matto ci salutiamo a Ceggia: dopo 7100 km fatti in, dieci stati attraversati e mille emozioni vissute insieme ci rimane la voglia e la promessa di fare insieme un altro bel viaggio.

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Autore: 
Giancarlo

Vagabondo0

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Iscritto: 10/2/2012

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Data del viaggio: 
23/02/2011