Con la mano sul cuore..

 

Il nuovo anno per noi farang (stranieri) in Thailandia inizia in un’atmosfera magica, da cartolina..

Ko Tao, un'isola della Thailandia situata al largo della costa occidentale del Golfo del Siam. Siamo sulla terrazza di un meraviglioso resort a picco su un mare dalle infinite sfumature turchesi. Abbiamo consumato un cenone a base di barbeque di pesce e iniziato a ballare già da un bel pezzo, quando…. -10, -9, -8…. AUGURIIII… Un vagabondo ha portato un ottima bottiglia di spumante e via a brindare, tutti insieme, ma proprio tutti… Oltre a noi, un gruppo di 14 “ragazzacci”, una coppia australiana e il personale della struttura. E adesso????? Non ci posso credere… l’inno di Mameli a tutta birra dalle casse di un pc che è stato la nostra consolle del party di San Silvestro.

Io salto su una sedia e mi improvviso direttore del coro che si è inevitabilmente levato e le nostre mani, ovviamente, sul cuore… ma non siamo solo noi italiani in questa posizione, anche gli altri… e sono felici come e forse anche più di noi! Ci abbracciamo e scambiamo gli auguri e ci rituffiamo nelle danze. Anche le signore che lavorano in cucina si uniscono e per non perdere un passo non si tolgono neanche i grembiuli… Balli di gruppo????? Ma certo!!!! Tutti dietro alle bimbe che ci insegnano gli ultimi must della disco music…

I loro sorrisi, gli scatti fatti dai cellulari e la loro gioia sono stati un regalo bellissimo. Un ricordo che metterò nel mio “cassetto mentale” dei viaggi.

Personalmente amo l’oriente, la cultura così diversa dalla nostra e il suo approccio alla vita. In Thailandia c’è sempre un motivo per sorridere e non solo con le labbra.. Un thailandese quando ti sorride lo fa con tutto il corpo ed è un sorriso che ti avvolge e a cui non puoi restare indifferente. Un paese visitato costantemente da un flusso enorme di turisti che, pur evolvendosi a gran ritmo, ha saputo conservare un’identità forte e i principi base della thailandesità.

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Di tutti, il loro calore è quello che ancora una volta mi ha colpito maggiormente. Sono certa che i “miei” vagabondi abbiano respirato a pieni polmoni questa aria buona e a tutti coloro che sono chiusi o addirittura ostili a tutto ciò che non è “made nella propria terra” vorrei mostrare uno scatto del nostro inno e di quanto, in quel momento, fossimo tutti quanti insieme oltre i confini…..

Lucia

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Lucia

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I viaggi di vagabondo nei luoghi del racconto

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altamarea

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Data del viaggio: 
22/12/2014
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