Baciarsi al tramonto a Cabo Sagres.

Ore 19,50

“Non ti sei mai baciata al tramonto a Cabo Sagres??!!”

“No, lo sai che è la prima volta che vengo in Portogallo!!”

La domanda mi creò qualche perplessità: quante volte era già venuto in Portogallo? E quante altre ragazze aveva portato in questo posto dimenticato da Dio, ma non dal vento... Intanto continuava a raccontare, spiegare, e più parlava, più camminava veloce verso la Fortaleza di Sagres:

- ...e non capisco questa fretta, mica scappa!”

 

Queste parole non fecero che aumentare il suo passo e la velocità delle sue parole:

- Ma proprio non capisci: il promontorio di Sagres è stato lo scalo di riferimento per le navi che dal Mediterraneo risalivano la costa atlantica portoghese verso il Nord Europa e per quelle che si muovevano fra le coste africane e quelle europee. Qui Enrico il Navigatore ha creato la sua scuola di navigazione, qui è nato il grande impero portoghese...

- E cosa c’entra tutto questo con i baci e con il tramonto?

- C’entra... c’entra... lo sai che i navigatori portoghesi arrivarono fino in Cina e in Giappone?

 

Ore 20,15

Ormai eravamo dentro la Fortaleza, a parte l’enorme bussola, qualche costruzione anonima e il faro in fondo al vialetto c’era poco altro da vedere. Il vento proveniente da sudovest spingeva le nuvole velocemente verso nord, mentre il sole lentamente colava a picco nell’Atlantico, dalle parti di Baltimora.

Lui intanto continuava a camminare e raccontare: questo Dom Enrique era stato una specie di visionario, immaginava mondi lontanissimi, senza spostarsi da qui, spediva i suoi ammiragli verso l’Africa, l’Asia, le Americhe... Anche il baccalà, era “colpa” di Cabo Sagres, perché i navigatori portoghesi arrivati fino all’isola di Terranova, si erano innamorati dello stoccafisso che sarebbe diventato il piatto nazionale portoghese.

- E poi qui siamo alla fine del mondo, nel punto più a ovest d’Europa!

- Qui ti sbagli, caro, la guida l’ho letta anch’io, il punto più a ovest è Cabo da Rocha... risposi un po’ divertita, mica potevo perdermi l’occasione di riprenderlo, una volta tanto

- Oh, sempre a fare la precisina, intendevo il posto più a sudovest d’Europa.

- Ma non eravamo venuti per baciarci?

- Non è ancora il momento!

 

Ore 20,45

L’Oceano d’improvviso s’infiammò, le barche dei pescatori diventarono macchie nere all’orizzonte, Cabo San Vicente dall’altra parte della baia si trasformò in una lunga lingua rosso fuoco. Un gruppo di inglesi già saturi di birra cominciò ad applaudire e a urlare.

Lui si avvicinò e mi baciò, rituale e imbarazzato, come quando il prete ti dà il consenso per baciare la sposa.

Cosa c’era di così speciale nel baciarsi al tramonto a Cabo Sagres? Nulla... o no forse qualcosa c’era... gli occhi: gli occhi erano aperti, non potevo perdermi un tramonto così a Cabo Sagres.

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Autore: 
hantonio

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I viaggi di vagabondo nei luoghi del racconto

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Data del viaggio: 
14/08/2015
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