In viaggio con i bambini

Autore: 
Pollita

Un mio amico sostiene che portare i bambini in viaggi esotici o di avventura è una forma di egoismo...i bambini stanno molto meglio a Rimini o località simili. Non hanno stress, possono seguire le loro abitudini e se vanno tutti gli anni nello stesso posto si creano le amicizie che poi li inducono a ritornarci volentieri. Forse è vero...mi ricordo che, prima di avere figli, pensavo che non avrei più potuto viaggiare come piaceva a me, sicuramente non al di là di una settimana in Mar Rosso o simili (proprio per andar lontano...) In realtà, basta osservare cosa fanno altre popolazioni per capire che, tutto sommato, la paura di viaggiare con i bambini è tipica dei genitori italiani: ho visto una coppia del Nord Europa, tanti anni fa, con un bambino di meno di un anno portato a spalle in Perù, a Cuzco; ho visto una coppia di inglesi con una bambina di un anno e mezzo a Diani Beach, in Kenya... allora chi ha ragione?

In realtà tutti e nessuno: se siamo viaggiatori, e vogliamo continuare a viaggiare, possiamo farlo anche una volta che abbiamo avuto figli: ed è mia convinzione che non si tratti solo di egoismo (anche se oggettivamente c’è una componente di questo tipo, non neghiamolo), ma anche di un modo per aprire la loro mente alle esperienze e trasmettere loro quella cultura del viaggio che non è solo una vacanza, ma una voglia profonda di capire altre persone e conoscere altri luoghi, altri tempi, altri modi di pensare. E, perché no?, tutto questo si può fare anche divertendosi.
Per poter viaggiare con i bambini sicuramente bisogna comunque raggiungere dei compromessi rispetto al nostro modo di viaggiare precedente. Innanzi tutto, ovviamente quello che si può fare con un bambino dopo i 5 e 6 anni sarà decisamente diverso rispetto quanto possibile con un bambino di età inferiore...ma molto si può fare.


Ecco alcune veloci considerazioni:

Scelta della meta: non è detto che si debba pensare necessariamente a località tranquille; forse però un accampamento in foresta amazzonica o una discesa del Mekong in barca è più praticabile con bambini dai 6 anni in su. Comunque, al di là delle esperienze estreme, tutti i continenti vanno bene. Nel caso di mete un po’ più esotiche, è bene informarsi su eventuali vaccinazioni e partire con una "farmacia" personale molto fornita. Consigliabile accendere sempre un’assicurazione di viaggio per eventuali problemi medici (a me personalmente è capitato di usarla una volta sola, ma non si sa mai...)

Voli e altri trasporti: nessun problema, anche per gli intercontinentali. Tendenzialmente l’età più difficile per un volo di parecchie ore va da quando iniziano a camminare fino ai 3-4 anni (si annoiano). Come superare la noia del volo lungo? Così come si fa per un qualsiasi viaggio lungo anche con altri mezzi (auto, bus, treno..): munirsi di libri da leggere insieme, giochi, colori e carta per disegnare. E sperare che dormano anche un po’...Per quanto riguarda i ragazzini un po’ più grandi (dai 6-7 anni in su), onestamente viene in aiuto la tecnologia: per quanto ritenga che il loro uso vada razionato per la salute mentale dei bambini, giochi elettronici quali Nintendo DS e simili sono oggettivamente un ottimo svago per i percorsi lunghi in bus..così come l’I-Pod.

Alimentazione: tutti noi, grandi e piccini, siamo più o meno adattabili rispetto al cibo...è chiaro che un bambino non abituato a provare cibi nuovi e diversi, o con un’alimentazione non varia, ci creerà qualche difficoltà. Un bambino la cui alimentazione standard sia cotoletta e patatine, o junk food vario quali merendine, avrà difficoltà ad adattarsi a sapori diversi. Ma questo vale oggettivamente anche per gli adulti!! Credo che imparare a mangiare quello che viene presentato nel piatto senza lamentarsi sia oggettivamente una buona regola che si dovrebbe seguire con i bambini indipendentemente dal viaggio. Ovunque si può trovare almeno un piatto che possa essere consumato dai bambini, naturalmente facendo attenzione che non sia troppo speziato o piccante. Naturalmente, esistono sempre le ancore di salvezza (i fast food sono arrivati ormai ovunque!). Per quanto riguarda il pericolo di sviluppare patologie, basta seguire le normali norme igieniche per i viaggiatori: solo acqua in bottiglia sigillata, niente ghiaccio, niente cibi crudi...nella mia esperienza alla fine i bambini sono quelli che rischiano di meno, perché con loro si fa più attenzione: mi è capitato di situazioni in cui qualche adulto aveva "la vendetta di Montezuma" perché magari si lascia tirare da qualche esperienza fuori regole, mentre i bambini stavano benissimo!

Attività: naturalmente non possiamo pensare che i bambini reggano il ritmo cui eravamo abituati, quindi dovremo sicuramente adattarci un po’ a loro (non del tutto) sia per quanto riguarda i tempi sia per i tipi di giornate da organizzare. Qualche esempio: no trekking troppo impegnativi (ma sì camminate piacevoli, ricordandoci che un bambino non abituato a camminare si stancherà dopo poco e comincerà a stressare tutto il gruppo), sì a tutto ciò che è natura ed animali, sì ad esperienze quali gite in cammello o in elefante, sì ad attività particolari quali notte nel deserto o campeggio (che però consiglio dai 4 anni in su: prima è veramente importante avere un bagno a portata di mano), sì ad attività più culturali ma con tempi più ristretti (per esempio, un sito archeologico lo reggono per non più di 2 ore, specialmente se fa caldo), sì a giri nei mercatini dei vari paesi ma facendo molto attenzione a non perderli (prepariamoci al "mamma mi compri..:" ogni momento). Importante è prevedere ogni tanto delle soste per riposarsi.

Pernottamenti: non ci sono situazioni particolari da evitare, se non un’attenzione all’igiene maggiore di quanto si farebbe tra adulti. Meglio, per bimbi un po’ più piccoli, spendere qualcosa in più ma avere una camera con bagno. Per i più grandi anche il campeggio è perfetto. Importante adottare accorgimenti quali portarsi dietro un sacco lenzuolo per il bambino e, soprattutto nel caso delle bambine, dei "copri water" usa e getta e carta igienica.
Composizione dei gruppi: secondo me, molto importante quando si viaggia con bambini é...viaggiare con altri bambini! Un bambino solo in un gruppo di adulti si annoia e condiziona tutto il gruppo, con il risultato che soprattutto i genitori finiranno per terminare la vacanza più isterici di quando sono partiti. Viaggiare con altri bambini permette loro di giocare insieme, e quindi non annoiarsi, e ai genitori di respirare. Inoltre, anche gli altri viaggiatori, che sono nella stessa situazione, comprendono e si adattano agli inevitabili compromessi.




Bene, fino ad ora ha parlato la mamma, ma cosa ne pensa mia figlia (11 anni)? Lasciamole la parola.

Cosa ti piace? Di un viaggio mi piace quando si fanno cose avventurose e divertenti, oppure (forse solo per me) andare sopra un animale, per esempio io sono salita su un elefante indiano, un cavallo indiano, sui cammelli e dromedari. Mi piace anche andare in luoghi non troppo ricchi (non mi piacciono gli hotel troppo lussuosi), perché mi piace stare nella natura. Però io consiglio in un viaggio di fare prima la parte più avventurosa e stancante e poi riposarsi, meglio al mare, in un hotel un po’ più bello.

Mi piace visitare i monumenti sacri o i templi o anche dei resti di città, basta che la visita non duri troppo tempo perché se no mi stanco. Una cosa molto importante è quella di portare sempre dei farmaci contro le malattie e influenze più comuni. Per esempio quando sono andata in Marocco con altri bambini nostri amici, uno dei bambini ha portato un virus ed è stato molto male e poi, uno a uno, ce lo ha passato a tutti noi (i bambini). Meno male che mia mamma ha portato da casa le medicine che servivano.

Mi piace assaggiare nuovi piatti tipici dei paesi che non conoscevo. Per me, non bisogna essere schizzinosi sui cibi dei paesi più poveri, ma bisogna mangiarli con gusto.

Cosa non ti piace? Non mi piacerebbe andare in un luogo dove c’è la guerra perché è pericoloso. Non mi piace continuare a camminare e camminare tra i mercati. Ma non c’è qualcosa che non mi piaccia perché tutte le volte dopo un viaggio torno soddisfatta, anche se avrei voluto rimanere ancora un po’ nel luogo che ho appena visto. L’unica cosa è che mi manca la mia gattina.
In sintesi, viaggiare con i bambini è un’esperienza per tutti, grandi e piccoli...anche se so che ho a disposizione solo più qualche anno per viaggiare con mia figlia (se il viaggio con bambini è una bella esperienza, sono assolutamente convinta che il viaggio con i teen-agers sia un’esperienza devastante!)

Scritto da Pollita

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