Gruppo Tanzania e Zanzibar - Partenza del 29-05-2019

Viaggiare in Tanzania e Zanzibar significa ammirare sconfinate distese di savana, fotografare solitari baobab e immergersi in uno dei Parchi più famosi al mondo: il Serengeti. Ma significa anche spiagge bianche e mare cristallino: avete già pronte le valigie?

Clicca qui per informazioni generali sul viaggio. Nel forum saranno pubblicate le informazioni specifiche per questa partenza.

Tanzania e Zanzibar

Tanzania e Zanzibar

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→ Iscrizioni per conferma viaggio entro l'8 maggio 
(Se entro l'8 maggio questo viaggio non raggiungerà il numero minimo di 5 partecipanti per la conferma, verrà cancellato)

 

Con la Vagabonda doc Valeria / vale_pell

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Viaggiatrice curiosa e sempre con lo zaino pronto, Valeria parla inglese in modo quasi istintivo, francese con la mente e spagnolo con il cuore.
In lei convivono due anime: “metropolitana” e “campagnola” e di solito la seconda prende il sopravvento. Adora viaggiare in (quasi) tutte le sue forme. La natura la fa sentire libera, la rilassa e le regala il giusto tempo per apprezzare le cose. Entra in contatto con le popolazioni locali e quando non parla la loro lingua se la cava con sorrisi e semplici gesti.
Instancabile camminatrice, quando non è in montagna potreste vederla con il naso all’insù ad ammirare un tempio cercando una strada con la mente per vederlo anche dall’alto… Sperimenta con entusiasmo la cucina locale e adora il curry verde, i samosa e lo tzatziki. Al tofu preferisce parmigiano e pecorino sardo.

Quota

€ 2590 a persona 

+ cassa comune da aggiungere alla quota base e versare in loco: € 300 a persona (cos'è e come funziona la cassa comune?)

LA QUOTA INCLUDE:

-Voli aerei internazionali 
- Volo interno Arusha - Zanzibar
- Pernottamento ad Arusha prima notte in hotel
- Trasporto in jeep con tettuccio apribile durante il safari
- Ingresso ai parchi menzionati in programma
- Pernottamento e tasse per campeggio in ogni parco sopra indicato;
- Noleggio tende in loco (x 2) attrezzate con materassi, tavole e sedie, durante il safari
- Vitto durante il safari (3 pasti al giorno) 
- Autista/guida e cuoco
- Pernottamenti a Zanzibar
- Assicurazione medico e bagaglio

Al viaggio partecipa sempre anche un nostro Vagabondo DOC - chi è? cosa fa?

LA QUOTA NON INCLUDE (e per queste spese è stata stimata una cassa comune di € 300 a persona):

- Visto Tanzania (ogni partecipante deve pensare autonomamente al proprio visto di ingresso, ma sul forum potrete confrontarvi con il Vagabondo Doc). 
- Pasti, transfer ed escursioni a Zanzibar
- Mance ad autista/guida e cuoco
- Sacco a pelo (noleggiabile in loco al costo di 15 USD)

Assicurazione annullamento opzionale: se la volete stipulare avvertite lo staff al momento dell'iscrizione e vi sarà inviato il preventivo con il costo previsto)

A volte siamo costretti ad inserire dei supplementi a causa del costo elevatissimo dei voli, ma vi informiamo sempre e con anticipo proprio su questo forum.
Vi consigliamo però di iscrivervi con anticipo se non volete correre il rischio di supplementi da pagare.

Programma di viaggio Tanzania e Zanzibar

Potete trovare il programma Tanzania e Zanzibar dettagliato qui:

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Al momento della conferma del viaggio il programma potrà subire delle piccole variazioni in base ai voli utilizzati. Sempre al momento della conferma del viaggio, vi verrà inviato il programma definitivo via mail insieme a tutte le altre informazioni di viaggio.

Gruppo

Da confermare.

Il numero minimo di partecipanti per la conferma di questo gruppo è di 4 o 5 persone + il Vagabondo Doc.

Informazioni utili

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Viaggio di Vagabondo: 
Vagabondo DOC: 
Ritratto di vale_pell
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L'Africa VERA

Ciao a tutti cari vagabondi, sono Valeria, la vagaDoc di questo stupendo viaggio in Tanzania e Zanzibar.

Siete già stati in Africa? Quella VERA intendo...


quella in grado di regalare infinite emozioni

quella che ci fa perdere nei suoi paesaggi sconfinati

quella che ci fa avvistare tutti i Big 5 a distanza ravvicinata

quella che ci fa tremare un po' all'interno di una tenda Paura!! sentendo in vicinanza il ruggito di un leone o il barrito di un elefante

quell'Africa che come me avete sempre sognato?


E il mare? In Tanzania è splendido! Proprio quello che ci vuole per rilassarsi dopo giornate intense di safari fra elefanti, giraffe, gnu, zebre, leoni e tanti altri animali. 

Ebbene, questo è il momento giusto! Che ne dite di vivere insieme queste bellissime emozioni?  Vi lascio intanto qualche foto di questo splendido Paese e nei prossimi post inizierò a condividere con voi un po' di informazioni e tanta bellezza!

E fin d'ora, se avete domande fatevi avanti e facciamo due chiacchiere intanto che ci prepariamo alla partenza E vai!!


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Ritratto di vale_pell
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Mal d'Africa

Esiste davvero il mal d’Africa?  Ne avete solo sentito parlare?

Bene, vi invito a cercare la vostra risposta! Per me è assolutamente sì, ed è una sensazione che si presta a mille interpretazioni soggettive ma tutte con un denominatore comune, una struggente e fortissima nostalgia per i paesaggi spettacolari che solo questa terra regala.

In Africa davvero percepisci l'esistenza di una entità superiore, di un artista in grado di creare quadri naturali meravigliosi che nemmeno il genio più raffinato saprebbe realizzare.


E poi i colori dell'Africa..

Il rosa pallido e il viola più intenso di un'alba e un tramonto

Il nero profondo del cielo

L'oro delle stelle che brillano indisturbate, senza altri fasci di luce

Il giallo intenso del sole della savana

Il verde brillante degli immensi baobab


Ma per questo male per fortuna esiste una cura! Prendere un volo e lasciare (solo) le nostre impronte in Tanzania!


Vi lascio una foto che ho scattato nel 2011 quando sono stata a Zanzibar e dall'aereo ho potuto ammirare il maestoso monte Kilimangiaro.

Spero di tornare nuovamente molto presto in questo continente dove la natura, in tutte le sue espressioni, la fa da padrona.


Cuore Cuore


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Ritratto di vale_pell
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Tarangire

E allora iniziamo con i nostri safari nel profondo nord della Tanzania!

Il primo parco che visiteremo è il Tarangire, che si trova a poco più di 100 km da Arusha. Questo parco oltre ad ospitare, durante la stagione secca, la seconda concentrazione di fauna selvatica (dopo quella del Serengeti, altro parco che visiteremo) di tutti i parchi nazionali della Tanzania, con il suo fiume e alcune altre zone umide è il luogo ideale per l’avvistamento di immensi branchi di elefanti, zebre, gnu, alcelafi, eland, orici, antilopi d’acqua, kudu minori, giraffe e bufali. 

Ma è anche un parco pittoresco e "disordinato", regno di elefanti e giganteschi baobab. 

Si può distinguere il parco in tre aree:

Nord - attorno all'ampia ansa del fiume Tarangire. Un paesaggio che inizialmente è piatto come nella parte più a sud ma poco dopo si susseguono dolci colline, belle in ogni stagione. E qui gli enormi e secolari baobab la fanno da padrone! Ci impressioneremo per la loro dimensione.

 

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Che dite facciamo un cerchio per provare ad abbracciarne uno? Quanti dovremmo essere? Help

Non sono solo belli e maestosi, ma hanno molteplici usi: i gusci dei semi vengono utilizzati come contenitori per l'acqua, dalle foglie e dalla polpa dei frutti si ricavano medicinali, dalla corteccia si ricavano funi, carta e stoffa. Gli elefanti usano affilare le zanne strofinandole contro i fusti e durante i periodi di siccità utilizzano i tronchi cavi dei baobab come riserve d'acqua.


Centro - attorno alle paludi di Silale. Zona anch'essa molto panoramica e perfetta per gli avvistamenti, in particolare durante la stagione secca quando le paludi in parte si prosciugano e rimangono solo piccole pozze d'acqua attorno alle quali si raccolgono gli animali. Queste parti sono frequentate anche da molte specie di uccelli, e la stagione in cui andremo noi è perfetta in quanto nella cosiddetta stagione "verde" le piste potrebbero non essere percorribili.


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Sud - questa è la zona più remota, poco frequentata, ma anche selvaggia e incontaminata ed anche più difficile da raggiungere. 

Potremmo anche raggiungere il lago Burunge, lago salato al confine occidentale del parco molto suggestivo, con la scarpata della Rift Valley sullo sfondo. Durante la stagione secca il lago si prosciuga completamente lasciando posto ad una distesa di sali luccicanti.

Sapete poi che il Tarangire è l'unico parco nazionale all'interno del quale alcuni campi possono condurre safari a piedi?

Io ne ho fatto uno 10 anni fa e vi posso dire che è assolutamente una esperienza da non perdere! Si vedono anche animaletti più piccoli, che ovviamente sfuggirebbero ai nostri occhi a distanza.

 

Preparate binocolo e macchina fotografica e tanta voglia di osservare, siete pronti? Applauso

Ecco la mappa delle nostre esplorazioni! 

 

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Ritratto di vale_pell
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Film ed accessori

"Avevo una fattoria in Africa ai piedi delle colline Ngong"...

Chi di voi ricorda quale film inizia così? Vi dico solo che sono passati più di 30 anni da quando questo film cult del XX secolo è uscito nelle sale cinematografiche ed ancora invita viaggiatori da tutto il mondo a visitare queste zone in Africa.

Indovinato?

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Ok ok ... non è ambientato in Tanzania, bensì nel vicino Kenya, ma in questa parte di mondo i confini sono più che altrove convenzioni dell'essere umano, non trovate? 

 

Guardate la mappa sotto: una linea tirata diritta segna il confine tra i due Paesi. E sopra e sotto questa linea ci sono i parchi nazionali più celebri d'Africa, molti dei quali saranno parte del nostro itinerario.

 

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Ma torniamo al nostro film, che a questo punto avrete senz'altro ricordato...tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Karen Blixen (Out of Africa):

 

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Pronti a sfoggiare il vostro personale look da safari e andare alla ricerca di bestie feroci? Figo

Non so come mi vestirò, ma senz'altro tra gli accessori non potrà mancare un bel binocolo, non tanto per vedere gli animali di grossa taglia, che da queste parti ed in questo periodo si osservano facilmente da vicino, ma magari per avvistare qualche forma felina in mezzo all’erba, per ammirare i dettagli di una scena di caccia nella natura, per buttare l'occhio al di là degli arbusti spinosi. 

Eccolo il mio fedele compagno di viaggio, ha i suoi anni (molti più del film...) ma fa ancora il suo dovere.


E voi, quale accessorio non lascereste mai a casa dovendo partire per un safari? 

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Ritratto di vale_pell
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Ben ritrovati vagabondi,

Ben ritrovati vagabondi,

oggi vi parlo ancora del Tarangire, il primo dei parchi che visiteremo.

Sapete che la stagionalità varia anche da parco a parco, pur essendo tutti nel nord della Tanzania? 

Abbiamo anche qui una stagione secca ed una stagione umida (detta anche verde per ovvie ragioni), ma nel Tarangire le stagioni sono più marcate che altrove, perché l’unica fonte d’acqua disponibile nella stagione secca è il fiume omonimo che attraversa tutto il parco.

Anche se non si possono prevedere con certezza le piogge, Maggio segna normalmente l'inizio della stagione secca per il nord della Tanzania. Nel caso del Tarangire questa tendenza è ancora più marcata e raramente si verificano piogge dopo la prima metà del mese di Maggio.

E questo cosa vuol dire per le nostre esplorazioni?

Eland ed orici iniziano a rientrare nel parco per primi seguiti da elefanti, zebre, gnu e predatori.

Gli avvistamenti sono facilitati dal fatto che la vegetazione inizia a lasciar cadere le foglie a causa della siccità.

Il risultato è che troveremo un’altissima concentrazione di animali (seconda solo a quella del Serengeti e di Ngorongoro, ma si sa, il nostro viaggio sarà un “crescendo” di emozioni visto che vedremo bene tutti e tre questi parchi).

 

Nel Tarangire si possono incontrare famiglie matriarcali composte da oltre 100 elefanti!

Qui, a differenza del cratere di Ngorongoro, troviamo soprattutto elefanti giovani, in quanto sono nati in gran parte dopo la fine del bracconaggio degli anni '80.

 

E poi gli erbivori, come gnu, giraffe, zebre, gazzelle di thompson, gazzelle di grant, impala, reedbuck, eland , antilopi d'acqua, orici dalle orecchie frangiate, alcefali, struzzi, facoceri, kudu, duiker, dik dik, klipspringer ed altri ancora.

E dove ci sono le prede certo non mancano i predatori… tra i carnivori troviamo leoni, leopardi, ghepardi, iene maculate, sciacalli, caracal, gattopardi, tassi del miele, otocioni ma anche iene striate, aardwolf e licaoni seppure questi ultimi siano molto elusivi e quindi difficili da avvistare.

 

Voi conoscete tutti questi animali? Io ne ho visti alcuni, ma solo una piccola parte di quelli che potremo vedere in Tanzania!

Qualcuno pensavo fosse solo un famoso gruppo musicale (dik dik), qualcuno solo un romanzo (gattopardo)...

Iniziamo allora a familiarizzare un po' con qualcuno di questi magnifici animali!

Vista anteriore dell'eland...

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e vista posteriore dell'orix...Rotola dal ridere

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Due generazioni di tasso del miele...

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e altrettante generazioni di iena (ma non vi fa tenerezza? Sì, è proprio una piccola iena!)

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E poi tre cuccioli di otocione, o volpe dalle orecchie di pipistrello, ma che teneri Cuore  Cuore  Cuore 

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E ora veniamo alla cosiddetta stagione verde, indicativamente da Novembre a metà Maggio.

Con l'arrivo delle piogge e la disponibilità d'acqua e di pascoli anche lontano dal fiume, molti animali si disperdono oltre i confini del parco nel raggio di circa 20.000 kmq: gnu e zebre si muovono in direzione nord e nord-est verso il lago Manyara, Ngorongoro e Natron; bufali, gazzelle ed antilopi si spostano a sud e sud-est nelle aree di caccia controllate e nelle steppe masai; la maggior parte degli elefanti si sposta sia verso sud sud-est che verso nord nord-est.

In questi mesi quindi pur continuando ad offrire un grande spettacolo naturale il parco ospita un numero ridotto di animali. Restano una minima parte di elefanti, antilopi d'acqua, impala, facoceri, giraffe e kudu che tuttavia diventano più difficili da avvistare sia perché non devono scendere al fiume sia perché la vegetazione, ora rigogliosa, tende a nasconderli.

 

E a proposito di migrazioni, c’è migrazione e migrazione…

Mentre la migrazione del Serengeti è visibile per la maggior parte dell'anno in zone diverse del parco, la migrazione del Tarangire si concentra nella stagione secca quando gli animali si riuniscono nella valle del fiume all'interno del parco nazionale. E' la nostra stagione ragazzi!

Inoltre mentre la grande migrazione del Serengeti è composta quasi esclusivamente da gnu e zebre, la migrazione del Tarangire include un gran numero di specie animali che si spostano in direzioni diverse ed in tempi diversi.

 

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Insomma, abbiamo tutti gli ingredienti giusti perché il nostro viaggio sia indimenticabile, non credete?

A presto vagabondi!

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La grande migrazione degli gnu

Una delle “sette nuove meraviglie del mondo”, così è stata definita la grande migrazione degli Gnu.

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Proviamo a vedere di che si tratta, dove si "localizza", cosa si può vedere, ma poi perché è così bella lo dovremo scoprire del vero!

 

Enormi mandrie di gnu sono costantemente alla ricerca di pascoli più verdi e quindi si spostano dal Serengeti meridionale e orientale in stagione piovosa al nord nella stagione secca. 


Attraversano fiumi, due nazioni (Tanzania e Kenya), e intanto mettono al mondo cuccioli, si corteggiano, si accoppiano, sopravvivono (non tutti...) alle acque infestate da coccodrilli e altri predatori affamati sempre in agguato. Insomma, un “grande trekking” per la lotta alla sopravvivenza!

In pratica le mandrie compiono un grande circolo, scandito dalle stagioni, e l'evento può fornire esperienze diverse a seconda di dove ci si trova durante il processo di migrazione. 

In verde sotto vedete il grande parco Serengeti, che sconfina in Kenya e diventa qui il Masai Mara.

Nel periodo del nostro viaggio il grosso delle mandrie si troverà nella regione centrale del Serengeti e attraverseranno il fiume Grumeti

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Vi dirò presto qualche dettaglio in più...ma non siete un po' tentati? Risata

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Gnu nei vari mesi dell'anno, dove sono e cosa fanno?

Ben ritrovati vagabondi!

Ecco come si muovono le mandrie di gnu nei mesi vicini al nostro viaggio; chiaramente ogni anno può esser diverso, molto dipende dall'abbondanza delle piogge e da quando inizia la stagione secca, ma indicativamente possiamo orientarci così:


APRILE-MAGGIO

Questo è il periodo dell’anno in cui le mandrie sono in piena modalità trekking. Si può essere abbastanza fortunati da vederli formare colonne fino a 40 km! Questo è il modo in cui si spostano dal sud del Serengeti nelle zone centrali e occidentali del parco. 

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GIUGNO-LUGLIO

Questo è il periodo dell’anno che è spesso considerato il punto culminante del calendario della migrazione – il periodo in cui le mandrie attraversano le acque infestate da coccodrilli del fiume Grumeti. Guardare gli gnu attraversare nervosamente il fiume – sfuggendo dalle mascelle di coccodrilli, e’ una scena che toglie il respiro!


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AGOSTO-SETTEMBRE

I fortunati che sopravvivono la traversata del fiume Grumeti si dirigeranno poi nel Serengeti settentrionale. La mandria comincerà a rompersi in gruppi più piccoli mentre iniziano a muoversi verso la Riserva Nazionale del Masai Mara, in Kenya. Mentre alcuni rimarranno nel Serengeti, altri andranno a pascolare nel Masai Mara. Qui sono ancora una volta vulnerabili ai predatori.

 

Pronti a partire? Questa sarà una delle più grandi emozioni del viaggio!

A presto Vagabondo  Vagabondo  Vagabondo

Ritratto di vale_pell
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Il grande Serengeti

Forse il parco che più rappresenta la nostra idea di savana è il grande Serengeti, nel nord della Tanzania al confine con il Kenya. 

Nella lingua delle popolazioni masai locali Serengeti significa pianura sconfinata e quando ci si arriva si capisce il perché: occupa un’area di circa 15.000 km² ed è una delle più importanti aree naturali protette dell’Africa orientale.

Qui è possibile avvistare tutti e 5 i “big five”: l’elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e il bufalo.

Il Serengeti ospita tra l’altro la più grande concentrazione di leoni al mondo, circa 3.000 esemplari, non male eh?

Ok noi saremo anche fortunati, ma qui davvero non faremo fatica ad incontrare questo stupendo felino.. E vai!!


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Qualche curiosità su questo immenso parco, studiamo un po':

Il sottosuolo delle vaste savane è fatto soprattutto di masse di granito e tufo vulcanico e questo impedisce alla vegetazione robusta di radicare. La mancanza di una densa vegetazione e di fogliame rende molto più facile l'individuazione degli animali Nascosto

La grande migrazione di zebre e gnu (con 1.7 milioni di gnu e 250.000 zebre!), è uno spettacolo unico ed emozionante da queste parti!

Anche durante la stagione verde (da Novembre a metà Maggio circa) quando gli erbivori tendono a disperdersi la migrazione è un vero e proprio catalizzatore di predatori. E quindi arrivano anche leoni, leopardi, ghepardi, iene, sciacalli e avvoltoi al seguito di gnu e zebre.

Noi ci saremo nella stagione secca, quindi gli avvistamenti saranno ancora più agevoli.

Passeremo giorni interi nei parchi, e anche le notti saranno un'esperienza che ci rimarrà impressa: in tenda, con tutti i rumori intorno della natura più selvaggia!

 

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E forse anche un po’ di timore? Ma sarà bello anche per questo e saranno tutte emozioni da condividere. Ci sentiremo piccoli nella natura sconfinata, ma saremo felici di esserci, lì, proprio lì.

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Ci renderemo conto che la natura fa il suo corso, i predatori cacciano e le prede fanno il possibile per sopravvivere.

Ci sentiremo in un documentario, sì perché molti documentari vengono girati proprio nei grandi parchi della Tanzania.

 

Pronti anche voi a vivere questo parco sconfinato? Forza partiamo vagabondi!


Ritratto di vale_pell
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Arriviamo ad Arusha e ...

... anche se partiremo l'indomani per i grandi parchi, che ne dite di iniziare già ad avvicinarci alla cultura africana partendo da questa città?

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Arusha è un perfetto mix di culture Swahili, Masai, Hazdabe e molte altre che qui convivono pacificamente. 

Non perderei un giro al Mercato Masai, con molti negozi e bancarelle che vendono un po' di tutto, soprattutto artigianato locale, statue, maschere, quadri.

Ci sono poi diversi altri mercati in città, "specializzati" per così dire in base ai prodotti che vengono venduti. A me di solito piace vedere soprattutto i mercati di frutta e verdura, per i loro colori, per come viene disposta la merce, ma anche ovviamente per poter subito assaggiare qualche frutto delizioso...

 

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E poi non so se sapete che da queste parti viene coltivato il caffè e a pochi km dalla città si possono vedere le piantagioni; qui raccolgono ancora le bacche di caffè a mano, scegliendole una ad una, in modo da coglierle quando sono mature al punto giusto. Ve le immaginavate così le bacche di caffè?

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Ok ok, mirate a portare a casa qualcosa che faccia veramente colpo...sapete che non lontano da Arusha ci sono le famose miniere di tanzanite, dove si estrae questa pietra preziosa dal particolarissimo colore azzurro?

In città si possono comprare le pietre che poi si fanno montare su anelli, orecchini o collane. Pronti a stupirvi già al vostro arrivo?

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Ritratto di vale_pell
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Parliamo di bagaglio...

Cosa si metterà mai nel bagaglio perfetto per un safari, evitando cose inutili e non dimenticando quelle necessarie? La domanda che tutti si fanno prima della partenza.

E allora vediamo un po' di fare una cernita semiseria delle 10 cose principali:

1) Binocolo. Questo lo avevo già scritto, sarà il nostro fedele compagno di viaggio. Ci darà tante soddisfazioni e ci farà vedere ciò che l’occhio umano può solo immaginare. Ci appariranno nitidi i profili appena percepiti e godremo della bellezza unica dei piumaggi dei volatili. Non dimenticheremo poi la nostra macchina fotografica!

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2) Cappello e occhiali da sole. Servono in tutte le occasioni, per il sole, per il vento, per la polvere o la pioggia. Gli occhiali poi servono anche per non farsi notare troppo se ci cade la palpebra...


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3) Scarponcini da trekking e ciabattine in gomma. I primi sono versatili e adatti a qualunque tipo di situazione, si tratti di fango, polvere, acqua o terra e proteggono la caviglia. Le ciabattine sono utili per lasciare comodo il piede durante lunghi tragitti in auto e per docce in totale sicurezza. Ecco, come quelli della foto sotto per intenderci ... Linguaccia


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4) Cipolla. Ovvero…abbigliamento multistrato. Porteremo pochi cambi (durante il tragitto sarà semplice fare qualche bucato), con colori neutri e poca paura per macchie o strappi.


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5) Crema solare. Necessaria in tutte le attività all’aria aperta. Non si sa mai che ci scottiamo…

6) Libro flora e fauna. Fondamentale per distinguere le specie avvistate e capire l’ambiente che ci circonda. Esistono anche valide app, ma vuoi mettere l'albumino di carta dove segnare gli avvistamenti?


Questo è il mio! Ma ne prenderò anche uno direttamente sul posto!

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7) App stellare. Con il nostro smartphone potremo leggere il cielo immenso e luccicante dell’Africa, riempendo di magia le quiete serate con l’individuazione delle costellazioni più straordinarie e apprendendo le loro antiche storie.

8 ) Borraccia. Non è un oggetto necessario, ma che consiglio vivamente. Riempendo la nostra borraccia prima di ogni uscita, eviteremo di portare rifiuti in zone remote della terra, riducendo il consumo di plastica.

9) Repellente. Potremo spruzzarlo sia sul corpo sia sui vestiti, così da tenere a digiuno le zanzare affamate.


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10) Tutta la vostra carica ed entusiasmo!

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Ce le avete tutte queste cose? Allora siete prontissimi! E vai!!

Ritratto di vale_pell
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Che traffico

Stanchi del solito traffico cittadino? 

Questa è l'ora di punta al parco Ngorongoro. Eh sì, ci vuol pazienza, ci si ferma e si aspetta che la "strada" sia libera, poi si riparte. Con calma, senza fretta, piano piano, o come dicono in swahili, polepole... 

 P. S. qua semafori non ce ne sono, ma è chiarissimo chi ha la precedenza..  

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Ritratto di vale_pell
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Natura e bellezza

Avete anche voi una voglia incredibile di natura e bellezza condita con un pizzico di avventura? Io stasera condivido con voi qualche foto di Ngorongoro, e conto di ammirare dal vivo dal bordo del cratere alcune delle vedute più belle del continente africano. Forza vagabondi, l'Africa ci aspetta! E vai!!

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Ritratto di vale_pell
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Ingredienti del viaggio

Mettete insieme un po' di tutto questo:

  • un itinerario wild ma non da supereroi
  • una jeep fuoristrada con tetto apribile, che ci porterà su ogni terreno

 

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  • le nostre gambe che ci porteranno ovunque
  • uno zaino non troppo pieno di cose ma solo dello stretto necessario
  • una tenda come casa per le notti nei camping interni ai parchi nazionali: non un alloggio a 5 stelle qui nei camping, ma noi di stelle ne vedremo molte di più semplicemente volgendo il nostro sguardo verso l'alto

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Camping a Ngorongoro


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Camping nel parco Serengeti


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Camping al Tarangire


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Immersione nella natura, parco Tarangire


  • una cucina da campo per farci preparare (ed aiutare a preparare!) dei piatti buoni e saporiti
  • qualche falò, qualche barbecue, qualche buon sorso di birra, qualche coinvolgente danza locale 
  • il contatto con la gente del posto: incontreremo spesso piccoli villaggi lungo il tragitto e ci fermeremo per vedere un po' della loro vita, e loro la nostra
  • un mare da favola a Zanzibar (e non solo mare, Zanzibar la conosco e racchiude tanta della bella Africa in sé)

 

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Lingua di sabbia, Zanzibar

 

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Colobo rosso nella foresta di Jozani (anche questa è Zanzibar): si riescono ad avvistare facilmente (sperimentato di persona!)

 

  • voglia di adattarsi, di condividere, di collaborare e di stupirsi insieme
  • sale e pepe quanto basta


Forza allora, manca solo un gruppetto di vagabondi che amino il contatto con la natura e abbiano BISOGNO di Africa!

Dosate bene il tutto, unite tutti gli ingredienti e cosa ne uscirà? Una esperienza magnifica, e i nostri occhi e cuore pieni di immagini e di emozioni!

Avete qualche dubbio?

Non vi resta che provare. Chi farà il primo passo?

Forza vagabonda/o che stai leggendo, interrompi il mio monologo e fatti avanti, seguiranno altri dubbiosi che si chiedono se partirà questo viaggio ed intanto esitano attendendo che qualcun altro faccia il primo passo. Dai che l'Africa ci aspetta!

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Vagabondo  Vagabondo  Vagabondo 

 

 

Ritratto di vale_pell
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E alla fine arriva Zanzibar...

Ci siamo vagabondi, abbiamo fatto diversi giorni di safari fotografici nei parchi del nord, abbiamo percorso in lungo e in largo le piste e gli sterrati e ci siamo rifatti gli occhi vedendo innumerevoli animali e la sconfinata savana, abbiamo fatto vita da campeggio, ci siamo impolverati ben bene e ci abbiamo fatto su quattro risate. Ora ci vuole qualche giorno di relax, ma sempre immersi nella natura africana. 

Si vola a Zanzibar! Dopo un breve volo interno arriveremo in questa isola dell'Oceano Indiano. Anzi, sapete che Zanzibar è il nome dell'arcipelago, mentre quella che per noi è comunemente "Zanzibar", l'isola principale,si chiama in realtà Unguja? Infatti ci sono anche diverse altre isole e alcuni isolotti, e qualcuno lo potremo esplorare facendo qualche escursione.

 

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Così per darvi un'idea, questo è l'isolotto di Mnemba...che ne dite di nuotare in un mare così? L'ho fatto e lo rifarei subito!

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Alcune escursioni si possono fare con le imbarcazioni tipiche zanzibarine, i dhow, tradizionali barche in legno e con una grande vela triangolare, realizzate con i tronchi di casuarine e studiate per navigare sempre col vento dalla stessa parte, asimmetriche...

Queste barche sono state introdotte sulla costa dell’Africa già nel X secolo dai mercanti arabi. Dall’Asia Minore i mercanti venivano fino a qui per caricare schiavi, avorio, oro, legno, in cambio portavano tela, profumi.

Il monsone permetteva ai dhow di navigare: quello di nord est spingeva le imbarcazioni fino alla costa dell’Africa, poi si doveva aspettare quello di sud ovest per tornare a casa con le stive piene di merce o di uomini.

Insomma erano studiate proprio per questo meteo così fortemente influenzato dal fenomeno dei monsoni.

 

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E poi...c'è anche molto di più a Zanzibar! Non ci credete? Provare per credere!

Figo

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Jambo jambo

Le andiamo a vedere le tartarughe giganti?

Si trovano su un'isoletta che si raggiunge facilmente da Stone Town, la capitale di Zanzibar.


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E qui potremo vedere le gigantesche tartarughe importate dalle Seychelles (isola di Aldabra), che popolano l’isola da più di 150 anni.

Pare che il sultano di Zanzibar Majid bin Said nella seconda metà del 1800 fece portare dalle Seychelles alcune tartarughe per farne dono alla prima moglie nella reggia in stile arabo che volle far costruire sull’isola.

Secondo altre fonti, sarebbero state portate qua nel XIX secolo per proteggere la specie dall’estinzione e dal bracconaggio. Sarà questa la versione corretta? Un po' meno poetica ma per nobili motivi...

Altre fonti ancora dicono invece che potrebbero essere discendenti delle tartarughe che i marinai che navigavano nell’Oceano Indiano portavano con sé come riserva di carne fresca. Ecco, questa è decisamente poco poetica, io la scarterei a priori...

Altre ancora ritengono che l’arrivo delle tartarughe sia molto più recente, e che sia riconducibile a un dono fatto dal governatore britannico delle Seychelles nel 1919. A me non piace neanche questa, troppo politica...

Fatto sta - e per qualunque ipotesi di provenienza voi facciate il tifo - che è molto interessante andare a visitare questa colonia di pluricentenarie tartarughe; ce ne sono un centinaio e di ogni dimensione e peso (alcune superano i 2 quintali!).

Ecco un esemplare intento a porgere un bel sorriso sdentato! L'età si fa sentire, anche tra le tartarughe... Rotola dal ridere

 

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Ritratto di vale_pell
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Africa e ancora Africa

Ciao vagabondi,

ho appena rivisto un pezzetto di Africa, il Marocco, con un bel gruppo di simpatici vagabondi, e anche se ben diverso dalla Tanzania già non vedo l'ora di tornare in questo continente!

Fatto sta che sto rifacendo il passaporto, e tra un appuntamento e l'altro dovrei finalmente averne uno bello nuovo tra qualche settimana. Pronto per essere inaugurato proprio con la Tanzania Applauso

Nei nostri giorni a Zanzibar avremo tempo di esplorare sia la parte nord sia la parte sud.

Jambiani a me è rimasto nel cuore; si trova a sud dell'isola ed è un piccolo e sonnolento villaggio di pescatori. 

Cosa si fa a Jambiani? Non solo bagni e mare! Belle passeggiate per ammirare il fenomeno delle maree presente in questa zona.

Per centinaia di metri il mare si ritira lasciando un’immensa distesa di bianca e soffice sabbia bagnata da acque turchesi che assumono tante tonalità diverse, un gioco di colori che rende questo posto unico e diverso ad ogni ora della giornata. 


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E poi si possono percorrere tranquillamente le vie del villaggio a piedi, e avremo modo di scambiare qualche timida frase in swahili con i locali Timido

Naturalmente non mancherà lo snorkeling nella barriera corallina utilizzando i dhow, le barche locali che prenderemo direttamente dai pescatori.


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E che dite di prendere un dalla-dalla (camioncini che trasportano di tutto) e arrivare fino al famoso “The Rock Restaurant”? E' costruito in cima ad una roccia che affiora dall’oceano e si può raggiungere a piedi nei momenti di bassa marea e con delle piccole imbarcazioni di legno durante l’alta marea.

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L'Africa vera ci aspetta vagabondi Balla

 

Lo sapevi?

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