Caffè di Fiamma

Il Caffè di Fiamma è una rivista di viaggi in cui gli autori sono i nostri viaggiatori. Nato nel 2000, da subito ha avuto successo, perché la maggior parte dei viaggiatori indipendenti ha voglia di raccontare la propria esperienza, di far partecipi gli altri delle sue scoperte, delle emozioni che ha provato, degli espedienti che gli hanno permesso di superare gli ostacoli incontrati, degli incontri che ha fatto. Ognuno ha il suo modo di raccontare, chi è sintetico, chi dettagliato, chi emotivo, chi oggettivo. Chi è andato in posti remoti, chi ha scoperto cose interessanti vicino casa. A noi piace questa varietà e nel Caffè di Fiamma c'è posto per tutti.

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Gli ultimi racconti inseriti

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    Elisa alle prese con il suo primo vero viaggio avventuroso in Nicaragua e Costa Rica con Vagabondo. Come sarà andata?
  • Tour culturale in Israele
    La nostra (mia e del mio compagno) vacanza a Tel Aviv
  • Vienna: a spasso per le strade di una Capitale imperiale
    Vienna è una di quelle città che accontenta qualsiasi turista.Le sue mille sfaccettature la rendono appetibile per chi cerca una meta di viaggio, con aspettative anche molto diverse fra loro.Posso dirvi che a noi, la Capitale asburgica, ha ampliamente soddisfatto....
  • Ancora in Spagna: Valencia
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  • USA
    USAE' un paese in cui mi sono recato innumerevoli volte da adulto, sia per vacanza che per lavoro. Nel corsi di tali viaggi, sono stato molto poco turista e molto più viaggiatore. Muovendomi infatti in totale autonomia, a volte pure per mesi, con auto a noleggio e dormendo ogni notte in un hotel o motel diverso, ho potuto raccogliere una considerevole quantità di fotografie degli Stati Uniti d’America. Immagini che documentano i più diversi aspetti della grande e spesso contraddittoria civiltà americana.
  • Un Caffè a Tehran
     PROLOGOAngela non amava le moto e non amava viaggiare, così nel 2011 decisi di partire, in solitaria, per un giro nel Kurdistan Turco.La sera prima della partenza, navigando su questo forum, incontrai virtualmente due motociclisti già in viaggio verso Istanbul e li invitai a contattarmi per un caffè.La sera successiva giunto a Istanbul, con mia grande sorpresa Aldo e Giovanni vennero a trovarmi in albergo; ci fù subito grande sintonia e così viaggiammo per oltre 10 giorni insieme perdendoci, lontano, fino al confine con la Siria e alle pendici monte Ararat; a Dogubejazit ci salutammo.Il segnale che indicava l’Iran era proprio li, sotto il Monte della Bibbia, eravamo a soli 30 km dalla dogana.Con una foto catturai quel momento immortalando la mia moto e il  cartello stradale immaginando l’attimo in cui avrei finalmente deviato in quella direzione e superato il “confine”, l’Iran sembrava già chiamarmi.Rientrato a casa, cominciai a leggere libri di autori iraniani e sull’ Iran, amplificando quel desiderio di affacciarmi, sporgermi, vedere cosa ci fosse al di la di quella barriera ma anche, semplicemente di raggiungere Teheran per sorseggiare un caffè.Presto capii che quella dogana era diversa da tutte le altre; troppa burocrazia!Così, per anni ho contemplato quella foto cercando di trovare il coraggio di superare i miei schemi mentali, la mia ostilità alla preparazione di tutte quelle scartoffie.Nel mentre tante cose sono cambiate, Angela ora viaggia con piacere e con la sua moto mi ha già accompagnato nei luoghi dei sogni d’infanzia, anche in africa, laggiù fino in Senegal sulle tracce della Parigi Dakar … rifletto ancora e poi, tutto si chiarisce … forse è arrivato il momento … sono pronto, siamo pronti.
  • Un Caffè a Tehran
     PROLOGOAngela non amava le moto e non amava viaggiare, così nel 2011 decisi di partire, in solitaria, per un giro nel Kurdistan Turco.La sera prima della partenza, navigando su questo forum, incontrai virtualmente due motociclisti già in viaggio verso Istanbul e li invitai a contattarmi per un caffè.La sera successiva giunto a Istanbul, con mia grande sorpresa Aldo e Giovanni vennero a trovarmi in albergo; ci fù subito grande sintonia e così viaggiammo per oltre 10 giorni insieme perdendoci, lontano, fino al confine con la Siria e alle pendici monte Ararat; a Dogubejazit ci salutammo.Il segnale che indicava l’Iran era proprio li, sotto il Monte della Bibbia, eravamo a soli 30 km dalla dogana.Con una foto catturai quel momento immortalando la mia moto e il  cartello stradale immaginando l’attimo in cui avrei finalmente deviato in quella direzione e superato il “confine”, l’Iran sembrava già chiamarmi.Rientrato a casa, cominciai a leggere libri di autori iraniani e sull’ Iran, amplificando quel desiderio di affacciarmi, sporgermi, vedere cosa ci fosse al di la di quella barriera ma anche, semplicemente di raggiungere Teheran per sorseggiare un caffè.Presto capii che quella dogana era diversa da tutte le altre; troppa burocrazia!Così, per anni ho contemplato quella foto cercando di trovare il coraggio di superare i miei schemi mentali, la mia ostilità alla preparazione di tutte quelle scartoffie.Nel mentre tante cose sono cambiate, Angela ora viaggia con piacere e con la sua moto mi ha già accompagnato nei luoghi dei sogni d’infanzia, anche in africa, laggiù fino in Senegal sulle tracce della Parigi Dakar … rifletto ancora e poi, tutto si chiarisce … forse è arrivato il momento … sono pronto, siamo pronti.
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    Con poche parole di inglese ma molta faccia tosta, abbiamo completato la prima parte del nostro tour mondiale in camper...purtroppo alcune frontiere nel corso del viaggio si sono chiuse per disordini politici, ma per il resto poche cose ci hanno fermato!
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    Almeno una volta nella vita NEW YORK sotto Natale
  • Festa della neve in Svezia, oltre il circolo polare
    Breve racconto di un viaggio fatto a gennaio 2017, "handmade", non troppo dispendioso e pieno di fascino ed emozioni.