Tanzania: la grande migrazione del Serengeti

Tanzania: la grande migrazione del Serengeti

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Lo abbiamo visto in decine di documentari: una mandria incolonnata che percorre la savana, poi all'improvviso l'incontro con un predatore, mammiferi che corrono da tutte le parti, un leone che attacca e un povero gnu che soccombe al ciclo della natura.
Ma ritrovarsi al centro della grande migrazione del Serengeti è davvero così semplice e scenografico?

LA MIGRAZIONE

Bisogna innanzitutto chiarire di cosa parliamo: un evento assolutamente normale in tutto il mondo, legato ai cicli della pioggia e al bisogno di approvigionamento. Ma qui, nel cuore dell'Africa, sono i numeri a rendere tutto così spettacolare: almeno 1 milione e mezzo di gnu, accompagnati da 400 mila gazzelle e 300 mila zebre cominciano la traversata delle pianure del parco nazionale del Serengeti diretti a nord, verso i verdi pascoli del parco Masai Mara, in Kenya. Ad attenderli, lungo il percorso, leoni, leopardi, iene e coccodrilli.

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QUANDO

E' difficile sapere con esattezza quando e come gli animali si muoveranno. Ogni anno la migrazione è legata alla stagione delle piogge, che comincia a fine ottobre e ha il suo picco ad aprile. Nei nostri mesi invernali, gli gnu popolano la zona sud del Serengeti, grosso modo intorno all'area di conservazione di Ngorongoro. In questa zona, aperta ai turisti solo tre mesi l'anno (gennaio-marzo), si assiste allo spettacolo della riproduzione di questi curiosi e coraggiosi animali: sono almeno 400 mila i piccoli che vengono alla luce ogni anno. Poi, quando la zona di riproduzione comincia a inaridirsi, inizia la traversata delle pianure del Serengeti, verso il piovoso nord. E' questo il momento peggiore per visitare la Tanzania, in quanto i violenti temporali da marzo a maggio rendono i sentieri in mezzo al bush delle paludi sconfinate.

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Poi, da fine maggio, nelle zone centrali e settentrionali del Serengeti si può assistere al passaggio di centinaia di migliaia di animali attraverso il cosiddetto Western Corridor verso il fiume Grumeti. Qui le scene di lotta per la sopravvivenza sono all'ordine del giorno: leoni o leopardi puntano le loro prede e si gettano nel mucchio, uno spettacolo crudele e naturale allo stesso tempo.

Infine, verso giugno-luglio, arriva il momento tanto atteso: l'attraversamento del fiume Mara, con i coccodrilli appostati in acqua pronti a pretendere il pedaggio dagli gnu. Gli animali che non cadono tra le fauci di questi enormi rettili sconfinano in Kenya, e riescono a raggiungere i pascoli verdi e freschi che si trovano nel Masai Mara.
A ottobre, all'inizio della stagione delle piogge, le mandrie fanno dietro-front, e cominciano la loro contro-migrazione fino al sud del Serengeti, per andare a riprodursi.

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COME ANDARE

Sarebbe bello poter dire che i parchi dell'Africa si possono visitare tranquillamente in modo indipendente, ma non è propriamente così. C'è bisogno di conoscere le strade, gli sterrati e soprattutto il comportamento degli animali. A volte, poi, la migrazione può iniziare prima a causa di stagioni particolarmente aride e della siccità. Per questo è meglio affidarsi a un tour, con un ranger che conosca la zona e possa guidarvi alla scoperta della bellezza - e crudeltà - della natura. Pronti per lo spettacolo della vita e della morte?

 

Se vuoi partire con noi: 

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 TANZANIA E ZANZIBAR
12 giorni
CON GUIDA 


Foto: archivio Shutterstock

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Vagabondo

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Mar, 29/01/2019 - 09:33