Mal di Montagna: i consigli del medico

Mal di Montagna: i consigli del medico

Scritto dalla Dottoressa Francesca D'Agostino - _Franci_ Vagabonda Doc

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Cos’è il mal di montagna? 
È costituito da una serie patologie diverse, che variano anche per gravità. In generale, si può dire che il mal di montagna è qualsiasi sintomo che sentiamo dai 2500 m slm di quota in su.

Da cosa è causato?
Da una diminuzione della quantità di ossigeno nell’atmosfera e quindi, di conseguenza, nel sangue. 

Come ce ne accorgiamo?
Se ci sentiamo come se la sera prima ci fossimo presi una sbronza… Avete presente? Ecco, qui c’è qualcosa che non va!
Sembra che scherzi, ma sono seria. I sintomi più comuni sono cefalea, stanchezza, mancanza di appetito, nausea e vomito, insonnia (proprio come se avessimo bevuto qualche bicchiere di troppo).
Queste sono le sensazioni più comuni e caratteristiche del Mal di Montagna acuto (AMS). Ci sono poi anche sintomi di manifestazioni più gravi, come l’edema cerebrale (HACE) e l’edema polmonare acuto (HAPE), che di solito insorgono a quote maggiori (sopra i 4000 m) e in soggetti predisposti/scarsamente acclimatati.

Possiamo prevenire il mal di montagna?
Ni.
Ci sono diversi metodi per prevenirlo, ma non funzionano per tutti, perché alcuni di noi sono predisposti e purtroppo svilupperanno i sintomi comunque.
 

Come comportarsi per prevenire o limitare il mal di montagna?  
Dobbiamo ricordarci di adottare i seguenti comportamenti quando saliamo in alta montagna:
> attenzione al freddo! La temperatura con la quota scende molto ed è un fattore predisponente per lo sviluppo dei sintomi.
> la dieta è importante. Quindi sì a tanti carboidrati come pasta e pane, purché non troppo conditi e pesanti.
> Bere tanto! In alta montagna ci si disidrata molto in fretta.
> Non assumere alcool, caffè, farmaci per l’insonnia e… non fumare.
> Il punto più importante: dobbiamo dare il tempo al nostro corpo di acclimatarsi alle nuove condizioni. Quindi, se possibile, salire in alta quota solo a piedi e adottare una strategia di ascesa graduale

Ricordiamoci, inoltre, che il mal di montagna può colpire chiunque ed è indipendente da età, sesso, o grado di allenamento. Chiaramente, se qualcuno di noi è affetto da una malattia cronica, sarà a rischio maggiore; per i fattori di rischio personali, rivolgiamoci al nostro medico di famiglia. Inoltre, esistono molte sostanze – farmaci e fitoterapici- che possono essere utilizzate in profilassi, la più famosa è l’acetazolamide.
Non vi dice niente questo nome? E se invece lo chiamassi Diamox ?;)

Come e quando usare farmaci contro il Mal di Montagna quali il Diamox?
L’acetazolamide è l’unico farmaco che può in qualche modo prevenire il mal di montagna, ma NON è per tutti. Come farmaco, può causare allergie ed effetti collaterali e quindi, quando lo vogliamo usare in profilassi, dobbiamo ponderare attentamente i pro e i contro.

In generale l’acetazolamide è indicata in profilassi quando:
> si è già sofferto di mal di montagna in passato
> si arriva in alta quota in maniera troppo rapida (ad es. se arriviamo in aereo e l’aeroporto è ubicato sopra i 3000 m, oppure saliamo sopra i 3500 m in meno di due giorni)
> si cammina ad un ritmo di ascesa superiore ai 500 m di dislivello al giorno sopra ai 3000 m di altitudine, senza prevedere giorni di riposo.

Se stai per partire con Vagabondo e rientri in uno di questi casi, ti invitiamo a valutare l’opportunità di assumere l’acetazolamide in profilassi e quindi di parlarne con il tuo medico di famiglia. 

L’acetazolamide (Diamox) va assunta per tutta la durata del viaggio? 
No, normalmente si assume dal giorno prima l’inizio dell’ascesa e la si continua fino a quando si arriva al punto massimo di altitudine, per 2/3 giorni. Poi se ne può sospendere l’assunzione. Ora veniamo al punto più temuto. 

Se siamo sfigati e compaiono i sintomi di mal di montagna, cosa possiamo fare?
Sarà banale dirlo, ma è la cosa più importante: se stiamo male in montagna, dobbiamo fermarci e riposarci finché non ci sarà passato ogni sintomo. Non facciamo gli eroi!
Se i sintomi sono lievi, possiamo rimanere in quota ed attendere, altrimenti è obbligatorio scendere fino a quando arriviamo ad una quota che non ci dia fastidio. Normalmente ci si sente meglio scendendo dai 500 ai 1000 metri di altitudine.
Se la discesa non è sufficiente per farci stare meglio, è necessario rivolgersi ad un medico per iniziare una terapia adeguata. Cambierà a seconda dei sintomi, ma normalmente prevede l’utilizzo della stessa acetazolamide (ma a dosaggi maggiori) e/o di steroidi, come il desametasone. 

 

E ora... Buon viaggio!

 

SCARICATE QUI LA MINI-GUIDA COMPLETA CHE ABBIAMO PREPARATO PER VOI DA PORTARVI IN VIAGGIO SE VOLETE
GUIDA MAL DI MONTAGNA 

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Questo articolo è stato scritto dalla nostra Vagabonda Doc _Franci_
nonchè Dottoressa Francesca d'Agostino. La trovate anche come every_day_discovering su instagram 
con le sue foto! 
 
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Ritratto di dyante
Offline
Last seen: 1 ora 40 min fa
Iscritto: 22/02/2011 - 12:24
Grazie!

grazie per questo interessante articolo.

di sicuro mi sarà molto utile Smack!

Ritratto di _Franci_
Offline
Last seen: 3 giorni 21 ore fa
Iscritto: 15/02/2014 - 22:40
grazie a te!

grazie a te per averlo letto. (che smielata) Innamorato

Ritratto di Guidos
Offline
Last seen: 23 ore 2 min fa
Iscritto: 22/07/2014 - 20:13
Grazie per l'esauriente guida

Grazie per l'esauriente guida

Volevo chiederel conferma se non è da sottovalutare anche il problema opposto, scendere da quote molto alte a quote molto basse sopratutto se questo avviene velocemente

Mi è capitato di scendere da 4700 a 2500 in circa un'ora attraverso un passo stradale che consentiva una velocità normale, alla sera sono stato male, non gli effetti tipici del mal di altura ma una sensazione di svenimento (di fatti sono svenuto in un ristorante) ho misurato la pressione, avevo 95 contro la mia abituale di 140, di sicuro tutto questo è molto meno pericoloso che il mal d'altura ma forse non va sottovalutato del tutto?

A chi si avventura a quote elevate e si porta dietro liquidi (acqua o carburante) suggerisco di aprire le taniche o le bottiglie di acqua e svuotarle leggermente per far entrare un pò di aria, l'acqua è incomprimibile e le bottiglie o le taniche, in salita esplodono e in discesa implodono, così mi sono perso intere bottiglie di acqua, lasciando un pò di aria si minimizza il problema, l'aria si comprime

Ritratto di _Franci_
Offline
Last seen: 3 giorni 21 ore fa
Iscritto: 15/02/2014 - 22:40
ciao Guidos!

In realtà non mi è noto il probelma opposto.. sempre che non si scenda sotto sotto al livello del mare Linguaccia

A parte gli scherzi, quando si scende velocemente, il problema può essere correlato ad una compensazione dell'orecchio. Avrai sicuramente presente la sensazione di orecchie tappate che si ha talvolta scendendo in fretta dalla montagna, o quando l'aereo si approcia all'atterraggio.

Quindi, per quanto possa capire da un forum online, penso che il tuo svenimento non sia stato causato da una discesa troppo rapida Si si

ciao Felice

_Franci_

Ritratto di _Franci_
Offline
Last seen: 3 giorni 21 ore fa
Iscritto: 15/2/2014

Lo sapevi?

Gio, 03/08/2017 - 12:16