Gruppo Tanzania e Zanzibar - Partenza del 2018-09-02

Tanzania e Zanzibar



  • Prezzo base: 2590
  • Cassa comune: 300
  • Partenza: 2 Settembre 2018
  • Ritorno: 16 Settembre 2018
  • Durata: 15 Giorni
  • Iscritti/posti:
  • Status: Da confermare
  • Vagabondo DOC
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Partecipanti

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Programma Tanzania e Zanzibar

potete trovare il programma Tanzania e Zanzibar dettagliato qui

Al momento della conferma del viaggio il programma potrà subire delle piccole variazioni in base ai voli utilizzati. Sempre al momento della conferma del viaggio, vi verrà inviato il programma definitivo via mail insieme a tutte le altre informazioni di viaggio.

Gruppo

Da confermare.

Il numero minimo di partecipanti per la conferma di questo gruppo è di 4 o 5 persone + il Vagabondo Doc.

Informazioni utili





Forum del Viaggio



Forum del viaggio

Ciao Vagabondi!

sono Vanvan, la vagabondadoc che vi accompagnerà in questo viaggio incredibile immersi nella natura!!!*yahoo*

Pensate sia presto per pensare alle ferie estive? nooooooo!!!!  non è mai tardi per dar vita ad un sogno!!!  per cui non abbiate timore e partiamo per questa avventura!!!

chi si unisce??? vi aspetto numerosi! *DANCE*

 

Gio, 02/22/2018 - 13:33 Collegamento permanente

sarà che in queste giornate si sta abbattendo un freddo glaciale....mi sogno il caldo e il bel sole che vivremo in queste terre fantastiche! partiamo?????? forza che è il momento giusto per dar vita ad un sogno!! *yahoo*

Gio, 03/01/2018 - 22:51 Collegamento permanente

molti pensano che Settembre sia solo il periodo del ritorno a lavoro...iniziano le scuole...beh Vagabondo se tu non sei uno di questi allora questo è il viaggio per te!!!

Ti piace la natura? il sano relax, cieli lunghi e colorati? e allora non ci pensare troppo che qui si parte!!!

Lun, 03/19/2018 - 10:40 Collegamento permanente

E' un viaggio nella natura ma mentre mi documento capisco l'originalità di questo tipo di viaggio.

Inizio col presentarvi un piccolo gioiello del nostro viaggio: ARUSHA NATIONAL PARK

Situato vicino alla città di Arusha, nel Nord Tanzania, è un parco poco visitato e non troppo conosciuto anche se è caratterizzato da una grande bellezza. Qui vivono indisturbate innumerevoli giraffe che si lasciano ammirare da molto vicino *cuore* ed sembrerebbe anche anche l’unico posto del Nord Tanzania dove si possono facilmente vedere le acrobatiche scimmie Colobus dal pelo bianco e nero. *shok*

E’ anche parco che ospita babbuini, scimmie blu, mandrie di zebre, famiglie di facoceri, dik dik, bufali e antilopi :si: ma anche il posto ideale per gli appassionati di uccelli come fenicotteri, pellicani, piccoli svassi, aironi, trampolieri e anatre.

Non è un parco estremamente esteso ma permette di osservare moltissime varietà di animali e se il tempo lo permetterà, in lontananza, il Monte Kilimanjiaro*shok*. Questo bellissimo parco si estende invece alle pendici del Monte Meru, un vulcano dormiente! ;)

io non riuncerei! voi? che aspettate ad unirvi???? *yahoo*

Gio, 03/29/2018 - 14:45 Collegamento permanente

se siete amanti della natura, se siete perosne capaci di adattarsi e che dai viaggi sanno farsi emozionare da colori, panorami e profumi. Credo che questo sia uno dei viaggi che davvero ha del magico e tocca approfittarne!

Mar, 04/10/2018 - 10:38 Collegamento permanente

ARUSHA NATIONAL PARK

 FENICOTTERI E GIRAFFE !    A NOI!

Andremo nel Parco di Arusha a vedere la splendida vista che si ha dal Monte Meru,

la montagna che domina Arusha e iniziamo il nostro primo safari per ammirare da questo parco 7 bellissimi laghi,

ma soprattutto loro: gli animali. Potremo incontrare numerosi fenicotteri neri, scimmie, babbuini, giraffe, bufali e molti altri ancora… siamo in Tanzania.

 

Volendo è anche possibile richiedere come attività extra un safari in canoa, per gli amanti.

Pur essendo uno dei parchi meno estesi della Tanzania, con un'area di 137 km², il parco comprende numerosi habitat distinti. Si possono distinguere tre aree principali: il cratere Ngurdoto, i laghi Momela (o Momella) e il Monte Meru. Le pendici del Ngurdoto sono coperte da foresta pluviale, mentre all'interno del cratere si trovano paludi e aree di savana; sul Meru, in quota, si trova una vegetazione di tipo alpino.

 

La fauna del parco è altrettanto diversificata. L'avifauna è rappresentata da oltre 300 specie, alcune migratorie e altre stanziali, buona parte delle quali concentrate nella zona dei laghi Momela, in cui si trovano enormi colonie di fenicotteri. Il parco è anche noto per avere la più grande concentrazione di giraffe del mondo. Altri animali presenti sono per esempio gli ippopotami, i bufali, i facoceri, numerose specie di antilopi, leopardi e iene.

Lun, 07/02/2018 - 15:04 Collegamento permanente
gitanilla
Staff  Staff

Ciao Vagabondi,

 

volevamo informarvi che purtroppo la doc vanvan non può più partire per questo viaggio. Ma abbiamo trovato un degno sostituto, con voi partirà la DOC Monica / Nikita09!

 

Lo staff Vagabondo °O°

Mar, 07/03/2018 - 10:06 Collegamento permanente

FENICOTTERI LAGO MANYARALake Manyara è situato lungo la via che conduce a Ngorongoro ed al Serengeti, incastrato tra la Rift Valley ed il lago stesso.

E' uno dei parchi con la più alta biodiversità della Tanzania e fu dichiarato nel 1981 patrimonio dell’umanità.

In solo  330 kmq, di cui 200 di  lago!   troviamo 5 differenti ecosistemi:

• la foresta equatoriale alimentata dalle acque del lago sotterraneo.
• la foresta xerofila con palme e acacie e qualche baobab
• l'ambiente lacustre del delta con acquitrini e canneti
• la savana e le distese di erbe alte
• i siti vulcanici con sorgenti calde.

  per questo ha la biomassa [rapporto flora/fauna per metro q.] più alta dell'Africa orientale.!

Mer, 07/04/2018 - 14:18 Collegamento permanente

I Masai (o Maasai) sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi o semi-nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso addirittura stanziali (soprattutto in Kenya). La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall'allevamento all'agricoltura come fonte primaria di sostentamento; questa trasformazione è evidente nei clan masai kenioti come Kaputiei, Matapato e Kikunyuki, e in Tanzania presso gli Arusha.

La Bandiera del Popolo Masai

I masai parlano il "maa", da cui il nome dell'etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di popoli nilotici quali i pokot, i dinka ed i nuer. I masai sono il popolo nilotico che, in Africa, vive più a meridione.

 

 

I masai vennero chiamati con il nome di feroci guerrieri. Queste dicerie erano messe in giro dai portatori kamba e dai mercanti arabi che volevano scoraggiare altri gruppi ad esplorare l'interno e stabilire rotte mercantili alternative. Se è vero che i masai usavano razziare il bestiame di altri gruppi etnici, questo è vero per tutte le etnie. Nei riguardi dei carovanieri schiavisti, si sa che i masai li combattevano solo se cercavano di catturare schiavi tra la loro gente. Le maggiori rotte usate dagli schiavisti passavano nel bel mezzo del territorio masai, e la tratta è continuata per almeno tre secoli. Nei confronti dei coloni bianchi, si conosce un solo caso di attacco di massa. Si trattava di una vendetta dopo che un gruppo di inglesi aveva ucciso dei buoi e rubato altri capi di bestiame nella zona dell'odierna Mahi Mahiu, a circa 50 km ad ovest di Nairobi.

I masai hanno una struttura patriarcale, e gli anziani hanno potere decisivo quasi assoluto per quanto riguarda gli affari comunitari. Il consiglio degli anziani è anche chiamato a dare giudizi legali qualora due o più contendenti non siano d'accordo su come applicare le leggi orali. Non esiste la punizione capitale, ma pene severe possono essere comminate ad assassini e a coloro che gravemente mancano di rispetto agli anziani. Nei casi più semplici, una richiesta di scuse, un pagamento di una multa in bestiame, sono sufficienti a porre fine ad un caso giuridico.

 

Gli anziani decidono quando iniziare un nuovo gruppo di iniziazione, che dà vita ad un nuovo gruppo di età. Essi sceglieranno chi sarà ammesso alla prima e alla seconda chiamata (gruppo della destra e gruppo della sinistra). A loro è affidato il compito di decidere i vari ruoli degli iniziati. Alcuni di questi, ad esempio l'oloibon (sacerdote), dureranno tutta la vita. Tutti i passaggi di età – iniziato, moran (guerriero), giovane anziano, anziano – verranno scanditi da una preparazione segreta, da rituali specifici, che spesso richiedono la costruzione di un recinto particolare (manyatta), diverso dalla normale casa (enkang).

 Le donne hanno anch'esse un sistema di iniziazione parallelo a quello maschile fino al matrimonio. Dopo il matrimonio, la donna partecipa ai rituali di passaggio del marito. Rituali particolari vengono decisi per la richiesta della pioggia e nel caso di infertilità femminile.

 

  

I masai sono monoteisti e credono in Enkai, dio che si rivela con colori diversi a seconda dell'umore.

Dio è nero (narok) quando è buono,rosso (nanyokie) quando è irritato.                                                                                    La vera natura di dio è difficile da capire, ma si sa che dio è soprattutto parnumin, il Dio di tanti colori, e cioè una realtà complessa. Dio ama gli esseri umani e li aiuta in caso di bisogno. In questo, dio è aiutato da una serie di esseri spirituali, alcuni dei quali sono da lui mandati a seguire le vicende umane.

La persona incaricata dal sacro è l'Oloibon. Questi conosce i rituali ed è in grado di funzionare da medium verso Dio, ma anche di portare il messaggio di Dio alla gente. L'Oloibon ha una funzione sacrale. Il suo ruolo sociale dipende dall'influenza personale e non dal suo essere dedicato al sacro.

Spesso le donne hanno un ruolo sacrale. In molte famiglie, la donna è la prima ad alzarsi e benedirà il recinto della casa ai quattro lati geografici con acqua posta in una zucchetta e sparsa con un rametto di oseki, un albero sacro. La maggioranza dei masai è oggi cristiana, o vicina al cristianesimo.

Donne masai riparano una casa

Mentre nel passato le abitazioni erano fatte per resistere poco tempo, negli ultimi due secoli i masai hanno dato vita ad una casa (enkang) abbastanza standardizzata. L'enkang tradizionale prevede un recinto spinoso all'esterno per proteggersi dagli animali selvatici, e un recinto spinoso all'interno per accogliere il bestiame alla sera. Nel secondo recinto vi sarà anche un reparto separato per vitelli e agnelli.

La prima casa sulla destra dell'entrata principale sarà la casa del capo famiglia, la seguente quella della prima moglie. La prima casa sulla sinistra sarà quella della seconda moglie, se presente. A seguire sono le casette per i bambini e le bambine.                 I figli vivono con la madre fino a circa 5 anni di età, dopo dormono da soli. L'uomo dorme da solo e visiterà la moglie quando necessario.

Le singole case sono fatte con sterco mescolato a fango e posto su di una struttura di rami flessibili.

  Un moran con i segni dell'iniziazione.

L'unità centrale della società masai è data dal gruppo di età. I bambini sono considerati veramente tali dopo una settimana circa dalla nascita, momento scandito dalla cerimonia del nome. È il padre a dare il nome ai figli, a volte la madre dà o suggerisce il nome delle figlie. I bambini piccoli, nella vita tradizionale, erano incaricati di far pascolare i vitellini e gli agnelli, le bambine di portare l'acqua, pulire l'enkang e aiutare nella cucina.

Ogni 15 – 20 anni, gli anziani decidono l'inizio di un nuovo ciclo di iniziazione. Tutti i giovani non ancora iniziati fino ai bambini di circa 12 anni, vengono a far parte dello stesso gruppo, diviso in due tornate – la destra e la sinistra. Questa divisione verrà mantenuta per tutta la vita. Dopo varie cerimonie, il rito più importante è la circoncisione (emorata) che deve essere sopportata in silenzio. Dopo la circoncisione il giovane è considerato un moran, giovane guerriero. Dopo la circoncisione, e per circa 6 mesi, il moran dovrà vestirsi di nero e potrà disegnare sul viso dei simboli usando terra bianca. In questo periodo, i moran vivranno in una casa speciale, manyatta, costruita sul modello dell'enkang, ma senza barriere spinose, inutili visto la presenza di tanti guerrieri. All'incirca al tempo dell'emorata, il gruppo che ha avuto la circoncisione durante la precedente emorata passerà di grado, diventando guerriero anziano. A sua volta, il gruppo precedente farà il passaggio per diventare anziano (primo grado) con la cerimonia dell'eunoto.

 

L'adamu, una danza masai

Le donne hanno un loro rito di passaggio, la mutilazione genitale. La maggioranza dei clan prevede la clitoridectomia, altri richiedono anche l'escissione delle grandi labbra della vagina. Queste pratiche sono sotto accusa. Vietate dalla legge, sono rifiutate da molte ragazze che desiderano invece un tipo incruento di iniziazione. In molte zone, le donne obbligano le figlie alla circoncisione poiché sarebbe impensabile sposare una figlia ad un buon partito senza questa cerimonia. In ogni caso, anche i giovani masai stanno cambiando le loro aspettative e spesso sono loro a spingere per un cambiamento di questo rituale.[8]

Nel passato si insisteva sull'informazione che una donna masai fosse disponibile per l'attività sessuale con il marito e con tutti i suoi compagni di iniziazione. Si tratta di una notizia parzialmente falsa. Mentre l'uomo può sposare più di una donna, alla donna si richiede la fedeltà coniugale. Se essa decidesse di avere rapporti sessuali con un altro uomo, questo sarebbe considerato un fatto grave. Se da questa unione dovesse nascere un figlio, il colpevole dovrebbe pagare una multa, e il figlio verrebbe riconosciuto dal marito della donna. Alcuni uomini, che non hanno avuto figli maschi, chiedono ad una figlia di figliare per loro. La donna è libera di avere rapporti sessuali con chiunque lo desideri, i figli saranno del padre che così avrà un erede a cui lasciare i propri beni – le donne non hanno diritto all'eredità poiché sposandosi lasciano la loro famiglia e sono inserite nella famiglia del marito. Anche donne rimaste vedove e senza figli maschi possono ‘sposare' un'altra donna. Questo avviene pagando il prezzo del matrimonio consuetudinario alla famiglia della prescelta che provvederà a dare alla luce un figlio maschio che potrà ricevere così l'eredità.

Il divorzio è previsto e regolato da leggi molto restrittive. Se il divorzio - (kitala) – venisse accettato, dovrebbe essere consensuale, e la famiglia della donna dovrebbe restituire parte del prezzo di matrimonio (in passato erroneamente chiamato dote). I figli sono sempre del padre, se questi ha pagato il bestiame stabilito, del clan della madre se non c'è stata ufficializzazione del matrimonio o il pattuito non è stato versato al clan della moglie.

 

Danza masai.

Le canzoni accompagnano la danza, normalmente una serie di salti fatti a turno dagli uomini. Le donne muovono il collo in avanti e indietro, emettendo dei suoni che risultano sincopati. Le donne cantano canzoni mentre lavorano, specialmente alla mungitura, all'allattamento, e per lodare i propri figli. I moran cantano lodando i propri meriti, quelli del gruppo di età oppure per far innamorare una ragazza. Le arti grafiche non sono molto sviluppate. I disegni simbolici applicati al viso e al tronco durante alcuni momenti della vita hanno un significato spirituale più che di trasmissione di ideali. Non si fa uso di maschere, mentre il corpo viene modificato con tatuaggi o tagli (vedi sotto).

I disegni usati nella confezione di braccialetti e orecchini hanno un significato particolare. I colori usati indicano il clan di appartenenza, possono indicare lo status della persona, o dare un messaggio particolare: pace, concordia, disponibilità. Non si può parlare, però, di un uso di questi disegni per comunicare pensieri sofisticati, come accade in altre culture africane.

Anziano masai con i lobi delle orecchie allungati.

La caratteristica più evidente tra i masai è quella della perforazione del lobo delle orecchie e il conseguente allungamento della parte pendente del lobo. Il foro viene praticato usando un oggetto acuminato. Nel foro vengono inseriti spine e altri oggetti via via più grandi per aumentare progressivamente la lunghezza del lobo tagliato. Il lobo può poi essere ornato con perline, pezzi di avorio, orecchini. Questa pratica è sempre più rara, visto che i giovani non amano avere i lobi pendenti.

Alcune sezioni masai praticano la rimozione dei canini nei denti da latte, pensando che possano causare malattie gravi ai bambini. Anche uno o due incisivi possono essere rimossi – negli adulti – per permettere l'alimentazione in caso di paralisi della mandibola, questa è almeno la spiegazione data a chi chiede la ragione di tale comportamento. In realtà la soluzione più probabile è quella per cui, essendo frequente il fenomeno del furto di bambini tra comunità, si marchiavano indelebilmente i bambini della tribù al fine di poterli riconoscere.

La circoncisione e le mutilazioni genitali femminili vengono sostenute dall'idea che il pene non circonciso ricorda in parte la vagina, e che il clitoride ricorda il pene. Queste parti devono essere rimosse per ristabilire la divisione dei sessi. Inoltre, l'esperienza del dolore sopportato in silenzio è considerato segno di maturità umana.

Donna masai

In tempi remoti, i masai vestivano di pelli, spesso colorate con colori vegetali. Anche i monili erano pochi, fatti con semi e fili di origine vegetale. Con l'arrivo dei colonialisti, i masai hanno cambiato il loro modo di vestire.

Dai soldati inglesi, i masai hanno acquisito le tipiche coperte usate per il kilt. Ora queste coperte – shuka – di cotone a quadri con i colori predominanti rosso e nero sono diventate un simbolo del vestire masai. Oggi molti masai vestono usando due teli di cotone leggero che dalla spalle si incrociano sui lombi. Qui viene posto un terzo telo a coprire il bacino. Il tutto è fissato da una cintura di cuoio. Alla cintura è fissata una spada corta. Su questo vestito, i masai portano la shuka.

Le donne preferiscono portare delle tuniche di colore blu, rosso o nero – il colore può indicare lo status sociale – a due strati. Anche le donne possono portare la shuka, ma è raro vedere questo comportamento fuori dal proprio enkang.

Le calzature sono sandali di cuoio, sempre più spesso sostituiti da sandali ottenuti da vecchi copertoni di automobile.

Sab, 07/07/2018 - 15:54 Collegamento permanente

Natura,animali,  etnie e mare    Cosa volere di piu'? 

So che siete li' ...prendete coraggio e non aspettate gli altri ,date i buon esempio e fate click ! ! 

 

intanto lustratevi gli occhi .. IPPOPOTAMI !

ippoportami serengheti

Sab, 07/07/2018 - 21:41 Collegamento permanente

ragazzi..settembre arriva in un attimo!!!!!!!!! forza!

 

orsu' , rompete il ghiaccio .... e iscrivetevi !

poi occorre prepararsi ... e non si fa in agosto...

occorre pensarci subito .   

se uno smuove il numero di iscritti ..poi il totalizzatore impazzira' perche' tanti altri si iscriveranno !!! 

 

pronti a fenicotteri, leoni, scimmie e un bellissimo mare ?

Mar, 07/10/2018 - 16:52 Collegamento permanente



  • Prezzo base: 2590
  • Cassa comune: 300
  • Partenza: 2 Settembre 2018
  • Ritorno: 16 Settembre 2018
  • Durata: 15 Giorni
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