Gruppo Indonesia Freak Style - Partenza del 2016-09-17

Indonesia Freak Style



  • Quota: 1500
  • Cassa comune: 600
  • Partenza: 17 Settembre 2016
  • Ritorno: 3 Ottobre 2016
  • Durata: 17 Giorni
  • Iscritti/posti:
  • Status: Completo
  • Vagabondo DOC
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Partecipanti

Vagabondo DOC: Cinzi@   

Cinzia parla 3 lingue e impazzisce all'idea di conoscere il mondo. Sempre alla ricerca di nuove avventure, nella vita di tutti i giorni fa l'impiegata, ha il sorriso sempre a portata di mano e ama alla follia il teatro, la lettura...e la Nutella! Ha viaggiato molto e in modi diversi: a piedi o con i mezzi pubblici...da sola, con gli amici e con gruppi internazionali e la voglia di buttarsi a capofitto in una nuova avventura è sempre dietro l'angolo.

Iscritti/posti:

Questo è il forum del viaggio di gruppo Indonesia freak Stle del 17 settembre

Con la Vagabonda Doc Cinzi@

imageCinzia è una trentenne, che parla 3 lingue e impazzisce all'idea di conscere i mondo. Sempre alla ricerca di nuove avventure, nella vita di tutti i giorni fa l'impiegata, ha il sorriso sempre a portata di mano e ama alla follia il teatro, la lettura...e la nutella! 
Ha viaggiato molto e in modi diversi: a piedi o con i mezzi pubblici...da sola, con gli amici e con gruppi internazionali e la voglia di buttarsi a capofitto in una nuova avventura è sempre dietro l'angolo

Elenco iscritti

Maria Lucia Lucia L- da Roma - cerca compagna di stanza Gianluigi cl0ud9 - da Roma - cerca compagno di stanza Raffaella - da Roma - cerca compagna di stanza Annalena Anna in viaggio - da Milano - cerca compagna di stanza Ramona Ramona flocchini - da Milano - cerca compagna di stanza Roberto - da Milano - cerca compagno di stanza Daniela - da Milano - cerca compagna di stanza Stefano Kraka1982 - da Milano - cerca compagno di stanza   La vagabonda Doc Cinzia Cinzi@ - da Milano - cerca compagna di stanza

Quota

1550 Euro a persona

+ Cassa comune stimata in 600 euro.

Piano voli

Da Milano Malpensa con Singapore Airlines 1 SQ 367 17SEP 6 MXPSIN*HK1  1200  0600   18SEP 7             2 SQ 956 18SEP 7 SINCGK*HK1  0925  1010   E      3 SQ 949 02OCT 7 DPSSIN*HK1  2145  0020   03OCT 1             4 SQ 368 03OCT 1 SINMXP*HK1  0205  0845       Voli interni

Mon 19 Sep 2016
Air Asia QZ7552
CGK Jakarta 10:05AM
JOG Yogyakarta 11:10AM

Fri 23 Sep 2016
Air Asia XT8441
JOG Yogyakarta 07:55AM
DPS Bali 10:05AM

 

Itinerario

Giorno 1: Italia- Indonesia  17 settembre
Giorno 2: arrivo a Giakarta 18 settembre
Giorno 3: Giacarta - Yogyakarta (Volo interno di 1h)  19 settembre
Giorno 4: Yogyakarta – Borobudur – Wonosobo (Dieng Plateau) 20 settembre
Giorno 5: Dieng Plateau– Yogyakarta  21 settembre
Giorno 6: Yogyakarta - Prambanan- Yogyakarta  22 settembre
Giorno 7: Yogyakarta- Denpasar – Ubud (volo interno di 1h10) 23 settembre
Giorno 8: Ubud  24  settembre
Giorno 9: Ubud – Tampaksiring – Ubud 25 settembre
Giorno 10: Ubud – Pura Luhur Batukau - Jatiluwih - Danau Bratan  26 settembre
Giorno 11: Danau Bratan e dintorni  27 settembre
Giorno 12: Danau Bratan – Padangbai (80 km)  28 settembre
Giorno 13: Padang Bai – Isole Gili  29 settembre
Giorno 14: Isole Gili  30  settembre
Giorno 15: Isole Gili   1 ottobre
Giorno 16: Gili - Padangbai – Sanur (Denpasar)   2 ottobre
Giorno 17:  Denpasar - volo per L’italia  3 ottobre     Giorno 1: Italia- Indonesia Notte in volo   Giorno 2: arrivo a Giakarta Arrivo a Giakarta, capitale dell'Indonesia. Si trova sull’isola di Giava, che è l’isola più popolosa della terra.
Se l’Indonesia è un paradiso, Giakarta è il suo inferno. Sobborghi compresi, conta 23 milioni di abitanti (è il quarto agglomerato urbano del mondo), un traffico pazzesco e una serie di contraddizioni sociali su cui si potrebbe scrivere delle enciclopedie. Come se non bastasse è una città che sta sprofondando: diversi studi scientifici prevedono che a causa del surriscaldamento globale tra 25 anni probabilmente Giakarta verrà sommersa dalle acque. Le autorità indonesiane stanno già pensando a dove trasferire la capitale.
I turisti non si fermano ovviamente mai a Giakarta. Noi invece una notte ce la passiamo perché certe cose vanno viste ed è impossibile ignorare 23 milioni di persone. Pensiamo solo che il  giavanese è la dodicesima lingua al mondo.   Ci facciamo un giro per la città vecchia, Batavia, ora chiamata Kota. Qui gli olandesi nel XVII secolo costruirono la loro “capitale delle Indie Orientali Olandesi”  edificando palazzi che assomigliano a quelli di Amsterdam e scavando canali. Un colpo d’occhio molto strano. Poi magari andiamo a vedere l’imponente Merdeka square, considerata la piazza più grande del mondo. Oppure a fotografare il panorama sul vecchio porto olandese, il Sunda Kelapa, sulle cui acque galleggiano ancora bellissimi velieri.
Per cena possiamo andare a Glodok, il brulicante quartiere cinese dove tutto è avvolto dai vapori dell’incenso che fuoriesce dai templi buddhisti del complesso del Jin de Yuan, costruito nel 1755.
Notte a Giakarta.
Giorno 3: Giacarta  - Yogyakarta (Volo interno di 1h) Sveglia di buon ora per andare in aeroporto. Dal momento che Giacarta è nota per il suo traffico “corposo”, sarà necessario partire con buon anticipo, ma anche solo vivere questo trasferimento è un’esperienza. 
Gli ingorghi di Giacarta sono popolati, pieni di colore e soprattutto di venditori ambulanti disposti a vendere tutto quanto vi può servire. Incluso un bel giornale che non si sa mai, potrebbe servirvi nel corso dell’attesa. Non solo. L’intrattenimento musicale è un’altra attività che popola il traffico di questa città chiamato “macet” nella lingua locale. 
Ritenuta una delle città più trafficate al mondo, siate preparati e consapevoli che vivrete questa esperienza.
Arrivati in aeroporto un breve volo interno ci porterà a Yogyakarta, città dominata all'orizzonte dal vulcano Merapi. Yogya, come viene chiamata, è una città simpatica e viva, nonché un importante centro culturale, accademico e universitario. E' anche il principale polo per la produzione del batik, tessuto famoso in tutto il mondo. Ma, soprattutto, è sempre stata la città simbolo della resistenza dei nativi alla dominazione coloniale… e lo è ancora oggi: la città è una regione speciale tuttora governata da un sultano che vive nel suo palazzo, il meraviglioso Kraton. Nel 1946 Yogyakarta divenne la prima capitale della Repubblica di Indonesia e nel 1948 la sua riconquista fallì perché gli olandesi decisero di non attaccare il sultano per non scatenare le ire di milioni di giavanesi che lo consideravano una divinità. La sera ci uniremo al fermento degli abitanti di Yogya. Gente amichevole e simpatica che dopo il lavoro si riversa nelle strade per una cena nei warung, i chioschi di street food.  In queste stradine si può sempre assistere a concerti, spettacoli di marionette e danze tradizionali.
Pernottamento a Yogyakarta.   Giorno 4: Yogyakarta – Borobudur – Wonosobo (Dieng Plateau) 
In questi giorni visiteremo bene il palazzo del Kraton a Yogyakarta, lo spettacolare altopiano vulcanico di Dieng  e i due siti archeologici patrimonio Unesco che si trovano nei dintorni: Prambanan e Borobudur. Oltre che per la loro bellezza, esploreremo questi luoghi per farci un’idea della religiosità javanese e di come sia rimasta uguale per secoli cambiando  semplicemente bandiera dall’animismo della sua antichità al buddhismo di cui Borobudur è la grande testimonianza, all’induismo i cui canoni rimangono scolpiti nella pietra del Prambanan e nei templi del Dieng Plateau infine ai fasti dell’Islam nel palazzo del Kraton. Tutte queste religioni hanno lasciato mirabili tracce nell’area di Yogyakarta.

Ci sono tante cose da vedere e fare quindi… gambe in spalla!

Stamattina facciamo un’escursione in uno di quei luoghi che vanno visti almeno una volta nella vita: Borobudur, il più grande tempio buddhista del mondo.

Vi raccontiamo la storia: nel 1814, ben 50 anni prima del ritrovamento di Angkor Wat in Cambogia, il governatore di Giava sir Thomas Stamford Raffles senti raccontare una leggenda secondo la quale nel centro dell’isola di Giava c’era un luogo in cui sorgeva “la montagna dei guerrieri in gabbia”. Incuriosito finanziò una spedizione, che ritrovò sommerse dalla giungla un numero impressionante di statue. Lì sotto ritrovarono il gigantesco complesso del Borobudur: 60.000 metri cubi di pietra scolpita rimasto per secoli sepolto sotto cumuli di ceneri vulcaniche.

Ma il mistero rimaneva: che ci faceva lassù il più grande monumento buddhista del mondo? I giavanesi nel 1800 erano musulmani, nell’VII secolo induisti e prima ancora si pensava fossero stati animisti. E i buddhisti che c’entrano? Come ci sono arrivati? Sappiamo solo che tra il 750 e l’850 d.C. da queste parti c’erano i Sailendra, la dinastia buddhista che fece costruire Boronbur e che ad un certo punto di fuse con i Mataram induisti grazie al matrimonio della principessa Pramodhavardhani con il principe Rakai Pikatan.
Si è detto e scritto praticamente di tutto su questo tempio: secondo alcuni studiosi sarebbe la rappresentazione del sacro monte Meru, secondo altri sarebbe una sorta di monumento-messaggio tantrico per cui man mano che lo si scala ci si libera dai piaceri terreni, c’è chi pensa che rappresenti un mandala e chi lo definisce “un chip informatico dell’antichità”. E, chicca finale, c’è un matematico che sostiene che il complesso sia in realtà un monumento di fede islamica e che ha scatenato per questa teoria le ire di tutti, musulmani compresi.

Certe cose belle a volte non si possono spiegare, vanno solo ammirate.

Nel primo pomeriggio ci spostiamo verso nord arrivando a Wonosobo, tipica cittadina di provincia sede di un vivace mercato. Dormiremo una notte qui o al villaggio di Dieng.

Giorno 5: Dieng Plateau– Yogyakarta Oggi saliamo al Dieng Plateau dove in un paesaggio spettacolare a 2000 metri sul livello del mare tra l'VIII e il IX secolo i giavanesi costruirono oltre 400 templi induisti. Faremo un'emozionante escursione a piedi su questo altopiano vulcanico (ancora attivo!) tra laghi minarali, crateri fumanti e una stranissima vegetazione tropicale.
Partendo dal villaggio di Dieng facciamo un giro di 3 o 4 ore verso sud che passa per il Telaga Warna (Lago Colorato), il tempio di Bima, il cratere di Sikidang, il tempio Gatutkaca e il complesso di Arjuna. Nel pomeriggio ritorniamo in bus a Yogyakarta, dove si dorme.   Giorno 6: Yogyakarta - Prambanan - Yogyakarta Oggi andiamo a Prambanan, il complesso di 224 templi hindu dedicati a Brahma, Shiva e Vishnu. A Giava ci furono molti floridi principati, tra cui il regno hindu di Mataram, fondato nell'VIII secolo e arrivato fino al IX secolo. Costruito attorno all'anno 850, il complesso di templi di Prambanan è la più alta testimonianza della cultura induista javanese.  
Visitiamo il Candi Shiva Mahadeva, il più grande tra i suoi templi, e anche il più bello. E' alto 47 metri e dedicato a Shiva. Poi gli altri, cercando sempre di riconoscere dei e cavalcature, e di ricostruire le storie, molte delle quali tratte dal Ramayana, scolpite su questa roccia. Ci sentiremo un po’ archeologi e un po’ narratori. Tornati a Yogyakarta visitiamo il Kraton, l’immenso palazzo dei sultani della città. All’interno delle sue mura vivono circa 25mila persone (di cui circa 1000 sono dipendenti del sultano) e ci sono un mercato, moschee, scuole, negozi e, naturalmente, il palazzo del sultano.
Se c’è ancora tempo possiamo vedere qualche spettacolo di danze tradizionali oppure farci un giro per qualche mercato locale. Notte a Yogyakarta.   Giorno 7: Yogyakarta- Denpasar – Ubud (volo interno di 1h10) Un breve volo interno ci porterà sull'isola di Bali, a Denpasar. Bali è un‘isola a maggioranza induista (il resto dell'Indonesia è invece a maggioranza musulmana). Verso l’inizio degli anni Settanta i turisti hanno scoperto questo paradiso verde e blu e, per fortuna, non sono riusciti a rovinarlo. Se paragonata a Java l’isola è piccola, ma per fortuna non è piccolissima e i soliti turisti da villaggio se ne stanno ben chiusi nei loro resort-copia-uguale-di-casa-loro-con-in-più-una-piscina lasciando l’esplorazione del resto a noi viaggiatori zaino in spalla. Andiamo allora! Da Denpasar ci trasferiamo subito ad Ubud, nell’interno dell’isola, tra quelle verdi risaie che avete sempre sognato. Dista solo 36 km da Denpasar ma sembra di essere arrivati in un altro pianeta. Qui, tra terrazze coltivate a riso e foresta vergine che tenta di riprendersele troverete il centro culturale di Bali con tutto ciò che ha da offrire: templi, danza, artigianato, ristoranti, yoga, passeggiate, santuari delle scimmie e tanto ancora. Notte a Ubud.   Giorno 8: Ubud Ci sono più templi nella cittadina di Ubud o più chiese a Roma? E‘ un bell’arcano anche perché mentre a Roma è abbastanza facile distinguere una casa da una chiesa, a Ubud ci sono case costruite nello stesso stile dei templi, e anche gli alberghi lo sono, in un tripudio di pagode, in un ininterrotto gioco di tetti. Il tutto condito dall’odore dei fiori e dalla musica. E il tutto immerso in una sterminata distesa verde smeraldo: sono le risaie che circondato la cittadina.

Ubud è anche la città più famosa per le danze balinesi. Attenzione: qui a Bali non c'è distinzione tra danza, musica e teatro. Sono tre arti strettamente collegate e spesso è impossibile capire dove finisca una e cominci l'altra.
Ogni settimana qui ad Ubud vanno in scena almeno una sessantina di spettacoli diversi solo per quanto riguarda le arti tradizionali, che sono:
- danza legong
- danza kecak
- rappresentazioni dal Ramayana 
- teatro delle ombre con marionette wayang
Ne abbiamo dimenticata qualcuna? Sicuramente si.

Oggi comunque dedicheremo la giornata al relax e alla cultura balinese, in tutte le sue forme. 
Possiamo visitare il Museo Puri Lukisan per avere un'idea di tutte le correnti pittoriche balinesi.
Possiamo passeggiare tra la jungla, le scimmie e i templi del Monkey Forest Sanctuary.
Possiamo visitare il tempio Pura Taman Saraswati, dove c’è un lago pieno di fiori di loto.
Non ci dimentichiamo di dare un'occhiata all'artigianato locale: da queste parti ogni villaggio produce qualcosa di tipico: Celuk, il villaggio dell’argento, Batubulan quello dei Batik, a Batuanci sono i pittori, a Dalodtundua fanno gli aquiloni e così via.

Ubud è spiritualità, arte, cultura, yoga, risaie, guaritori, negozietti e buon cibo. Sembra un po' di essere a casa, e un po' dall'altra parte del mondo.

Notte a Ubud.

Giorno 9: Ubud – Tampaksiring – Ubud Oggi facciamo una gita in giornata verso Tampaksiring, un piccolo villaggio a 18km di Ubud verso nord.

Qui ci sono due tempi molto belli, il Gunung Kawi ed il Tirta Empul. Nel primo 10 candi (tombe) scolpite nella pietra si pensa siano state costruite per la famiglia reale nel 11esimo secolo. Il Tirta Empul è uno dei templi piu importanti di Bali ed è costruito su alcune sorgenti termali che si crede abbiano poteri magici. Per non rischiare di sbagliare ci facciamo un bel bagno.

Notte a Ubud.

Giorno 10: Ubud – Pura Luhur Batukau  - Jatiluwih - Danau Bratan Oggi troviamo qualcuno che ci trasporti in rickshaw o in pulmino per una giornata all’insegna della natura. Partiamo presto da Ubud per una gita sulle pendici del Gunung Batukau, montagna sacra e seconda vetta di Bali per altezza.
Al mattino visitiamo il Pura Luhur Batukau, un tempio spettacolare immerso nella foresta.
Poi arriviamo nel cuore di Bali, a Jatiluwih, le cui risaie sono così belle che sono diventate patrimonio dell’UNESCO! Qui facciamo una splendida passeggiata.

A fine giornata andiamo a dormire nella zona del lago Danau Bratan. Quest'area è anche chiamata Bedugal, che è il nome del primo villaggio incontriamo arrivando da sud. Gli altri sono Candikuning e Munduk. La zona è ricca di boschi e di paesaggi mozzafiato.

  Giorno 11: Danau Bratan e dintorni Oggi partendo dal paese di  Bedugul in poco più di due ore di camminata raggiungiamo le pendici del monte Catur, in cima al quale c'è il tempio Pura Puncak Mangu, pieno di scimmie e di fascino. Scesi dal monte ci dirigiamo verso Candikuning, situato sul versante ovest del lago. Qui vedremo i Bali Botanical Gardens, uno degli orti botanici più sensazionali al mondo, e poi ci perdiamo fra la (strana) frutta del mercato locale. Seconda notte nella zona del lago Danau Bratan.   Giorno 12: Danau Bratan – Padangbai (80 km) Sveglia prestissimo per essere sulle rive del lago a vedere il sole che sorge e illumina le cappelle del Pura Ulun Danu Bratan, l’importantissimo tempio dedicato a Dewi Danu, la Dea delle Acque, che sorge sugli isolotti nel mezzo del lago. Dopo colazione un viaggio di soli 80 km che però sembra portarci in una realtà del tutto diversa: il mare di Bali.

Arriviamo nel pomeriggio a Padangbai, punto di partenza per i traghetti per Lombok e per le isole Gili, un tempo era un tranquillo villaggio di pescatori circondato da splendide spiagge: qui nel lontano 1992 Giorgio Bettinelli, viaggiatore, scrittore e giornalista, ebbe l’idea di girare il mondo in sella a una vespa, regalatagli da un suo amico indonesiano. Nonostante l’alto afflusso di turisti, il villaggio conserva ancora il suo fascino, e basta camminare qualche centinaio di metri a est e a ovest della spiaggia principale per ritrovarsi nelle baie meno affollate di Biastugal e Blue Lagoon. Ci rilasseremo una notte qui, in vista della nostra traversata verso le Gili.

Giorno 13: Padang Bai – Isole Gili Al mattino prendiamo la barca veloce che fa il tragitto diretto da Padangbai alle Gili, ci mette due ore. Se vogliamo risparmiare c’è anche un traghetto più economico che passa per Lombok, ma è una soluzione molto più lenta.

In ogni caso arriviamo alle Gili (si pronuncia Ghili), che sono 3 isolotti da cartolina: sabbia bianca, palme e mare cristallino. Un vero paradiso!

Per dormire sceglieremo quale fa più al caso nostro tra la vivace Trawangan, famosa per la vita notturna, la tranquilla e rilassata Gili Air e la semideserta Gili Meno. le isole sono collegate tra di loro attraverso un servizio pubblico di trasporto, con imbarcazioni che partono la mattina verso le 9 da Trawangan e rientrano nel tardo pomeriggio, verso le 16.00, quindi in pochi giorni è anche possibile visitarle tutte.

Ci sistemiamo e cominciamo la nostra tre giorni di relax, tra immersioni, escursioni sulle altre due isole e bagni finché non ne avremo abbastanza.

Giorno 14: Isole Gili Un po' di informazioni sulle isole Gili:
Su queste isole non ci sono auto. Ci si sposta a piedi, oppure è possibile affittare delle biciclette.
Gili Air
 è famosa per i suoi splendidi fondali quindi è il luogo perfetto per un uscita snorkelling o diving. E’ abitata da comunità di pescatori e coltivatori di palme da cocco.
Gili Meno
 è una vera isola alla Robinson Crusoe: spiagge deserte e bianchissime. In un’ora a piedi si fa il giro, nella pace assoluta di questo luogo incantato fuori dal mondo. Qui si può visitare il Turtle Sanctuary. Ma anche durante lo snorkelling sulle barriere coralline vi capiterà di avvistare tartarughe, ce ne sono tante sia sulle barriere coralline al largo di Trawangan che su quelle di Meno.
Gili Trawangan (detta anche Gili T) è la più grande e popolata. Ma è popolata solo da 50 anni, prima non c’era nessuno! Negli anni ’80 era una meta hippy, negli anni ’90 era fighetta. Oggi c’è un po’ di tutto: eleganti lounge bar accanto a simpatici e scarcassati warung. Ci sono guest house per tutte le tasche, negozietti, diving center (qui è famosa l’immersione in apnea) e perfino un night market locale, un mercato del pesce dove si può scegliere cosa mangiare e farselo grigliare al momento. La sera c’è sempre qualcosa di divertente da fare.

Culturalmente le Gili sono diverse da Bali, soprattutto perché qui la popolazione è a stragrande maggioranza musulmana. Quindi non passeggiate in costume per le strade e niente topless! Nel mese del Ramadan alcuni ristorantini sono chiusi di giorno.

Giorno 15: Isole Gili Proseguiamo la nostra permanenza alle isole Gili. Magari facendo una gita in barca. 
Tra i siti diving (solo alcuni sono visitabili anche dagli snorkellers) citiamo:
- Deep Halik: un canyon in cui a 30 metri di profondità circolano squali pinna nera e pinna bianca.
- Deep Turbo: anche qui bisogna scendere a 30 metri per apprezzare il luogo
- Mirko0s Reef: canyon ricco di coralli colorati e spettacolari
- Japanese Wreck: il relitto di una nave giapponese si trova a 45 metri di profondità
- Shark Point: ci si vedono squali ma anche tartarughe, mante e pesci pappagallo giganti.
- Sunset (Manta Point): coralli, squali e, ovviamente, mante.
Ma già con maschera e pinne si vedono un sacco di coralli e pesci. Queste sono isole stupende sia dentro che fuori dall’acqua!   Giorno 16: Gili - Padangbai – Sanur (Denpasar) – notte in volo Lasciamo a malincuore questo paradiso terrestre per tornare a Bali. In due ore di barca siamo a Padangbai e dopo meno di due ore di bus a Denpasar. 
A seconda del nostro piano voli prendiamo un volo notturno oppure dormiamo qui e voliamo domani mattina.

Se dormiamo qui andiamo nella cittadina di Sanur, che si trova a 30 minuti dall’aeroporto. Passeremo la serata nei piacevoli localini di Sanur brindando direttamente sulla sabbia con una Bintang (birra indonesiana) alla nostra ultima serata indonesiana.

Giorno 17: Sanur – aeroporto Denpasar - volo per L’italia Oggi un lungo volo ci riporta a casa.  

La quota comprende: 
- Voli internazionali incluse tasse aeroportuali (franchigia bagaglio 20kg)
- I 2 voli interni incluse tasse aeroportuali e bagaglio (Giakarta - Yogyakarta e Yogyakarta - Denpasar). Leggi la nota VAGABONDO NON USA COMPAGNIE AEREE IN BLACK LIST
- Pernottamenti a Giakarta e a Ubud. Sistemazione in camere doppie (o triple se siete dispari). A volte potrebbe non esserci l'acqua calda.
- Assicurazione medico bagaglio

Al viaggio partecipa sempre anche un nostro Vagabondo DOC.

La quota non comprende (per queste spese verrà fatta una cassa comune)
- Altri pernottamenti non inclusi nella quota
- Mezzi pubblici (bus, barche, tuk tuk, taxi)
- Pasti (colazioni, pranzi e cene)
   

- Supplemento camera singola sui 25  eur/ notte - Assicurazione annullamento (opzionale, se la volete stipulare avvertite lo staff al momento dell'iscrizione)  

Forum del Viaggio



Forum del viaggio

Lo porto anch'io e rilancio anche per le medicine: io ad esempio ho una scatola intera di Loperamide (equivalente dell'Imodium) quindi chi già ce l'ha lo porti ma se qualcuno lo deve comprare può fare a meno. In compenso non ho Normix o Bimixin e all'occorrenza ve lo scrocco.

Grazie alla efficientissima Cinzia per tutte le info. 

Lun, 09/12/2016 - 22:32 Collegamento permanente

Ho ricevuto ivostri numeri di cell. Vorrei creare un gruppo whatsapp per gestire il prepartenza (ritrovi, incontro in aeroporto) nel casi in cui non ci trovassimo e anche per chiacchierare un po' in questi ultimi giorni. Posso inserire tutti o qualcuno non vuole entrarci / qualcuno non lo usa?

Grazie.

Ps: io porto jn sapone di Marsiglia a disposizione di tutti per le emergenze! :-)

Mar, 09/13/2016 - 21:40 Collegamento permanente

abbiamo più phon che capocce, vi amo già *lol*

d'accordissimo per whatsapp!

un piccolo sapone di marsiglia l'ho preso anch'io.

ho scaricato le mappe offline di yogya e ubud, posson bastare?

pensavo che siamo 9, come la compagnia dell'anello, e la trovo una cosa simpatica assai.

i russatori si costituiscano subito e non saranno puniti!

facciamo un gioco ed estraiamo a sorte gli abbinamenti delle stanze per la prima notte? *drinks*

quanto so telegrafico stasera. ho finito. buonanotte a tutti. *yahoo*

Mer, 09/14/2016 - 00:11 Collegamento permanente

Cosa metto in valigia?

Io odio fare lo zaino. Non so mai cosa mettere!!! Quindi come faccio! Tempo fa ho creato una lista con tutto quello che mi serve e mano a mano faccio la spunta.

Ho creato una lista anche per i miei compagni di viaggio. E' solo una traccia, naturalmente ci potete mettere quello che veramente vi serve, ma spero che possa n qualche modo esservi d'aiuto:

Cominciamo con il beauty!

spazzolino da denti Risata

dentifricio 

Deodorante (meglio no spray in aereo)

kit per far la barba (i ragazzi)

Cotton Fioc 

Elastici per capelli (servono sempre)

spazzola

docciaschiuma - shampoo - balsamo (senza esagerare che in alcuni hotel ci sono e cmq possiam comprarli in loco)

Protezione solare

Repellente per zanzare

Stick dopo - puntura

assorbenti (per le ragazze, se servono)

Liquido per lenti a contatto e porta lenti (chi le porta Prof)

tappi per le orecchie (NON DIMENTICATELI!!!! Se qualcuno russa o se di dorme jn hotel centrali possono essere davvero utili!!!)

Pinzetta - Cerotti - Cerotti per vesciche

E ora facciamo sul serio:

mutande Q.B. Timido

Reggiseni (le ragazze)

Calze

pigiama

ciabattine / infradito per il mare / scarpette da scogli

Sacchetto di plastica per la biancheria sporca

Pantaloncini q.b.

Canottiere q.b. (o t-shirt specie se tendete a scottarvi)

Almeno un pantalone lungo, se volete da indossare in aereo.

Un pile e una maglia intima pesanti per il Dieng

Un maglioncino  / felpa per le gite all'alba o per la sera

Costume da bagno

Telo per la spiaggia (quelli in microfibra occupano meno spazio) / pareo

Fazzoletti di carta

Igienizzante mani / salviettine umidificate

Utilities

Coprizaino

Zainetto piccolo per le escursioni

Torcia (o scaricate la app ;-) )

Cuscino gonfiabile da viaggio (sia mai che vogliate dormire in bus, in treno o in aereo)

Caricatore del telefono

Macchina fotografica e scheda di memoria

Caricatore Macchina fotografica

Medicinali (quelli che usate, quelli che vi consiglia il Vs medico. Visto che farà caldo e si suderà parecchio potreste favi consigliare anche degli integratori, tipo Supradin, Polase... pastiglie per il mal d'auto(bus) se ne soffrite, anticaghetta, melatonina, tachipirina, aspirina...)

Scarpe (comode)

K- way / giacca idrorepellente / antivento

Maschera e boccaglio se li portate

cappello (o bandana) e occhiali (anche da sole) probabilmente li indosserete quindi non li mettiamo in valigia.

Io di solito le cose ingombranti come scarpe, pantalone lungo e felpa le indosso alla partenza anche perchè in aereo fa freddo con l'aria condizionata. 

Comunque se ci manca qualcosa si può sempre comprare in loco. 

Ricordatevi PASSAPORTO, FOTOCOPIA E DENARI!!!!

Se portate un bagaglio a mano che i liquidi vanno messi in contenitori da max 100 ml e inseriti in busta, borsa o sacchetto di plastica trasparente richiudibile con zip o sistema a pressione della capacità max di 1 litro.

Niente oggetti appuntiti nel bagaglio a mano (no arco con le frecce e forbicine quindi).

Ricordatevi PASSAPORTO, FOTOCOPIA E DENARI!!!! 

La franchigia del bagaglio da stiva è di 20kg sul volo dall'Italia e 15kg sui voli interni. 

Oltre al bagaglio da stiva Singapore airlines vi consente di portare a bordo un bagaglio a mano di massimo 7 kg e la cui somma di altezza, larghezza e profonditá non può superare i 115 cm. 

Anche Air Asia (voli interni) consente un bagaglio a mano di max 7 kg e misure 56cm x 36cm x 23cm

Raccomandazione finale (sono ripetitiva, lo so :-) ) Non eccedete col bagaglio. Lo dico per voi. Ve lo dovete portare in giro due settimane ;-)

Questa lista è solo un supporto, non siete obbligati a portare tutto quello che c'è. Spero possa esservi d'aiuto e... spero di non aver dimenticato nulla :-)

Mer, 09/14/2016 - 00:40 Collegamento permanente



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In maniera REALE, concreta e verificabile; qui in Italia, nel Parco della Valle del Treja!

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