Tornare a San Francisco


Tornare a San Francisco



I Viaggi di Vagabondo
Niente tour operator, ma piccole agenzie locali in armonia con cultura e territorio.

Rural Journey: Agriturismo e case rurali ai migliori prezzi
Agriturismo e sistemazioni rurali selezionate in tutta Italia, ai prezzi migliori.

Riad e sistemazioni tradizionali in Marocco
Riad e sistemazioni tradizionali in Marocco, di tutti i tipi, per tutte le tasche.

Agriturismo e sistemazioni rurali in Francia
Agriturismo e sistemazioni rurali in Francia, dal Mediterraneo alla Bretagna.

Torna al Caffe' di Fiamma


Autore: 
Dafne Perticarini

Questo racconto partecipa al concorso Storie Vagabonde!
Ci sono 1000 euro in palio! Partecipa anche tu inviando i tuoi racconti entro il 25 aprile 2009. Dal 1 al 30 giugno 2009 potrai votare il vincitore ed assegnare il premio: se questo racconto ti è piaciuto, ricordatene!





Continuo il giro di Chinatown: trovo un centro dove sono esposti e venduti prodotti artistici cinesi, ogni venditore ha il suo angolo per esporre. Mi placca una donna che mi vuole vendere dei bellissimi bracciali di giada verde e delle perle naturali grigio-rosa. Mi fa degli sconti pazzeschi sui prezzi dei cartellini: non capisco se è pazza o solo furba. Mi tocca prometterle di tornare, mi da un foglietto dove a stento- chiedendo a me lo spelling inglese dei giorni della settimana- mi scrive in che giorni la trovo, che solo lei mi può fare dei buoni sconti.
Più tardi mi spingo fino al famoso Fisherman Warf, dove vado a vedere i leoni marini: la puzza non te la posso descrivere, per farti sentire il chiasso che fanno ho fatto un mini filmato con la fotocamera. Poi ho visto l’acquario, non grande come quello di Lisbona, ma l’idea del tunnel da attraversare con i pesci tutt’intorno e la sala per toccare gli animali- razze, squali e stelle marine- ripaga del prezzo del biglietto.
Più tardi finalmente in camera, prima prendo la cena d’asporto da KCF.
Il giorno dopo vado con l’autobus verso il famoso Golden Gate Park -famoso per chi ha letto la guida della città-: come puoi vedere dalle foto mi sono immersa nella natura: scoiattoli in giro, una mega serra con mille tipi d’orchidee e le farfalle libere in un’ala a loro riservata, poi il giardino cinese, con le carpe nel laghetto. Anche se quest’ultimo va visitato in due: pagare il biglietto per vedere le altre coppiette è un po’ triste. A pranzo ho seguito ancora i consigli della guida della Lonely planet: ristorante Taiwan, zona Golden Gate Park and Avenues. La zuppa che mi ha messo ko : un ciotolone pieno di noodles, un tazzone di brodo scuro con pezzettoni d’agnello dentro. Meraviglioso e piccante,ma ho fatto una sudata, quando mi sono vista allo spechio avevo un bordo fucsia tutto intorno la bocca . La sera mi sono addormentata abbastanza presto, ma, come ormai tutte le notti, mi sono svegliata prima dell’alba. Dalle cinque alle sette e mezzo di mattina ho cercata di dormire inutilmente, alla fine mi alzo disperata, con la testa che pulsava come se avessi avuto i postumi di una sbornia, invece era la colpa della zuppa.
Oggi sono andata al centro con l’autobus. E’ facile prenderlo: sulla cartina ci sono tutte le linee colorate con il numero, tu vedi dove devi andare e dove ferma, leggi il numero e cerchi sulla via la pensilina. A bordo ogni fermata è segnalata su uno schermo, così seguo tutto con la cartina e non mi posso sbagliare.
Al centro vado a vedere il museo d’arte moderna, veramente interessante. Oltre ai soliti classici- da Picasso a Matisse, ecc..- c’è tutta una sezione di foto bellissime: foto fine ottocento di Roma o del Giappone, il ritratto di un militare americano nello studio di Hitler dopo la presa di Berlino, che legge il Mein Kampf, e una donna nella sua vasca da bagno, con la divisa gettata in terra.
Poi tutta una sezione di arte moderna cinese ironica e coloratissima, davvero meravigliosa.
Finalmente ho visto il Golden Gate Bridge, anche se da lontano;ero in un parco che scendeva verso i moli. Ho camminato un bel pezzo, fino a dove c’è l’imbarco per Alcatraz, ma ho perso l’ultimo tour per mezz’ora. Ci vado domani.
Sono tornata in albergo, poi sono uscita per prendere ancora il pollo fritto da KCF- è l’unico take away qui vicino che ti da anche le posate-. Per strada ho incontrato un barbone che oggi avevo già visto due volte vicino ai moli. Ci siamo sorrisi, puzzava di brutto. Qui la gente è abbastanza rilassata, soprattutto se pensi che grande città che è; sarà forse anche il colore tenue dei palazzi, in tutte quelle sfumature pastello, che tranquillizza.

Io parlo meno inglese di quando parlavo in Italia con Amy, sarà che sono ancora stanca, o solo pigra. Oggi non mi si apriva la porta di dietro del bus, e tutto l’autobus all’unisolo: "Step down!" Ed io: "toc-toc" con le nocche sul vetro. Al secondo coro ho capito le parole: quando scendi lo scalino le porte si aprono automaticamente,...ma quanto sono avanti ‘st’americani?

Ora sono nel famoso locale Vesuvio, attaccato alla libreria CityLights. Mannaggia che mi si è scaricata la macchina fotografica.
Ho fatto un paio di foto dentro la libreria, poi è morta. Ma non posso descriverti l’atmosfera, l’odore di tabacco da pipa, i ripiani di legno smussati dal tempo...lo so: mi faccio troppo prendere quando so che un posto rappresenta una storia che mi appassiona. Se ci entra tu , magari, dici che è solo una bella libreria. Ma tuo babbo non ti faceva una testa così con Juke Box all’idrogeno e roba varia!
Però il Vesuvio ti piacerebbe di sicuro: il lampadario sopra al bancone ha fiammelle vere e dietro il barista una scritta in italiano recita: " Per favore non rompetemi i coglioni, grazie". In generale è uno di quei classici posti che a noi piacciono: un incrocio tra un negozio di robivecchi, la casa della famiglia Addams e il magazzino di una fanatica del decoupage, con musica jazz in sottofondo. Però la Coca che ho preso sa di acqua di piscina. Cloro al 100 %...Sono contenta di non aver lasciato la mancia!

Sono due volte che passo davanti ad un parco vicino Castro. Ci passo con la metro di superficie – qui si fa poca strada sotto terra per il pericolo terremoti-. Ci sono un sacco di cani che corrono, bambini belli e coppie stile Darma e Gregh. Babbi con la barba lunga e il sorriso smagliante, che sembrano appena scesi dal surf. Molti sono biondi, anche i cani sono biondi, non chiedetemi perché, ma è così. Prato verde, case pastello.
Bello, molto bello. Stucchevole. Ma bello.
Penso che potrei odiarli dopo un po’, che a forza di fare sorrisoni ogni volta che ci si incontra potrebbe creparmisi la pelle. Forse Los Angeles è meglio per il mio carattere, ma non mi ritrovo nella loro aggressività. Mi basterebbe un posto con gente concreta. Forse il nido deve rimanere quello, pur volendo io essere un piccione viaggiatore.
Sono venuta finalmente a vedere la spiaggia. Sta in fondo la via dell’albergo, due block più giù- qui va tutto a block, è una misura abbastanza precisa-.
Attraversi due strade e vedi le dune alte con i ciuffi d’erba secchi. Poi di là l’Oceano.
Non è la prima volta che in questo viaggio sono così felice da essere commossa. Ma questo è speciale. E’ il mio muro da toccare prima di tornare indietro, è il punto più lontano. L’ho sognato per così tanto.
I ragazzi sul surf, altri sulle dune con il viso inondato dal sole, che sembra la scena del guru di "In viaggio con papà", i cani e i gabbiani in giro sulla spiaggia...
La sabbia è così fina che, in confronto, quella famosa di Senigallia è fatta di torsoli di segatura.

Il sole sta calando.
E’ stato come toccare oro liquido. Il colore dei miei capelli non è stato mai così bello.
La macchina fotografica si è scaricata, ma tornerò. Questi sono i momenti che contano. Tante volte ho pensato vedendo quei documentari sui desaparecidos o i campi di prigionia: se all’improvviso ti tolgono tutto, se non hai immagini e sensazioni forti dentro, a cui aggrapparti, come puoi sopravvivere? Ora ce le ho.
E ora devo cercare un nuovo desiderio, perché uno bello grosso l’ho quasi finito di realizzare con questo viaggio. Come posso rinnovare questa profonda consapevolezza e pace?





Homepage di VagabondoRacconti di ViaggioTop of Page





Queste pagine sono ideate, costruite e mantenute da
Matteo, Fiamma, Martino e Sarita, disegni di Matteo.
Copyright © 1999 - 2011 Vagabondo Viaggi s.r.l.
Chi siamo - Scrivici - Autorizzazione Attività - Icone.