Sul Lago
Riflessioni semiserie di una mente annebbiata dal troppo lavoro...
Da qualche anno trascuro l'alpinismo per dedicarmi al kayak da mare e sto riscoprendo il mio territorio: dall'acqua è tutto diverso, il kayak ti cattura e scopri che ha un'anima tutta sua. In qualche momento ti manca un po' di adrenalina, ma non è importante perchè esplorazione non è sempre pericolo o rischio, e se prosegui per un po' riesci a scoprire l'immenso lago. Sì perchè, è più facile pensarlo come un lago, con un inizio ed una fine, anche se la fine non si vede mai. Yin e Yang, così si dice e per anni ci ho trovato un certo significato, ma poi, sono "sceso dal tram". Ma dall'acqua è tutto diverso, l'anima del kayak ti parla, ti tiene a galla e riporta in superficie sentimenti e ed emozioni morte e sepolte da anni. La punta della pagaia disegna, disegna un grande Yin e Yang di fronte a te e molti altri più piccoli tutte le volte che lascia l'acqua. Movimenti rotondi e respiro profondo, il kayak non è solo uno sport, è una disciplina. La solita vita, il "tran tran", e qui c'è anche quello che fai la domenica: i soliti posti, la solita gente, bello. Ma oltre c'è il lago, sì, il lago di prima, immenso ma con l'altra riva da qualche parte. Certo che, dall'acqua è tutto diverso, sali sul kayak, entri nell'acqua ed è lì che esci dal solito mondo. Se stai fuggendo da te stesso sul kayak non vai tanto lontano, il kayak è consapevolezza. Quando lasci la riva dell'immenso lago e cammini sulla terra, l'unica acqua che potrai portare con te è quella che sta nelle tue mani e dovrà bastarti per tutto il viaggio.
Point Break
Il tramonto è uno dei più emozionanti degli ultimi anni, giallo, arancio, rosso... tutto rosso... le montagne e i paesi sulla costa. Incredibile dopo il temporale di questo pomeriggio.
Sono ubriaco di bellezza, come da tempo non capitava. Il vento cade letteralmente sull'acqua come se fosse formato in colonne... sono sballottato dalla risacca e dalle onde... onde formate... a serie di tre e poi di due e poi di tre. Passano i battelli... incasinano tutto, ma le onde sono più grosse. Nel pozzetto già quattro dita di acqua, il paraspruzzi nel baule dell'astra, penso ai sit-on-top americani visti su internet... Ed è adesso che capisco, non so cosa, ma capisco che è bello essere qui, con il culo a mollo, un po' freddo... ma poco però, ma il sole... e il vento pazzesco. Mi muovo verso il largo, se do la pagaiata giusta sulle onde il kayak esce dall'acqua per quasi metà della sua lunghezza e quando ricade, la punta affonda tra un'onda e l'altra. Sempre più acqua nel pozzetto. Sono un po' più al largo, la risacca non si sente più ci sono le onde ben formate, ben intervallate... mi giro spalle al vento, almeno credo e non ne sono più tanto sicuro: da qualsiasi parte guardo ho sempre il vento sulla faccia. Perpendicolare alle onde, sto qui e basta... arriva l'onda mi abbraccia e solleva, un passo di valzer e mi deposita 10 metri più in là. Ne arriva un'altra, un colpo di pagaia, mi accompagna, cerca di superarmi, un altro colpo, mi spinge ancora, sposto in avanti il peso e la punta affonda un po'... la coda viene spinta di lato e l'ondina entra nel pozzetto. Funziona... funziona davvero... è divertente. Eccone un'altra, gli sono quasi parallelo, mi prende mi rialza e passa via... Ancora, pagaiata a destra, mi prende, pagaiata, mi accompagna, pagaiata e prosegue... è così, funziona così!!! Ancora e ancora e ancora, le spalle fanno male e le gambe e gli addominali, c'è un arcobaleno... torno verso la costa, è bello qui non c'è strada, solo pareti rocciose che cadono nell'acqua massi e insenature. Ritorno sulla punta, l'acqua è più calma, entro nel porticciolo sbarco e svuoto il kayak... Gente che guarda, si avvicina e chiede... non sono nessuno, ma mi sento bene, suscito curiosità ed interesse... ma dura poco... un "ma quanto costa" di troppo mi infastidisce. Acqua, ancora acqua, meno mossa, onde meno pronunciate ma sorprendentemente regolari. Giocarci... da qualche parte ho letto una cosa che ho fatto mia, da bambino c'erano tre cose che immaginavo tanto da esserne quasi convinto: il mio amico invisibile, la pozione magica che protegge e rende invincibili e volare. Ed adesso sono qui, ed è adesso che capisco... l'Orso quello di carne ed ossa è il mio amico invisibile, il caffè la mia pozione magica, e con il mio kayak posso volare. Tutto questo vicino a casa... ma lontanissimo dal mondo.
Mauro Toselli


