Guadaloupe
Questo racconto partecipa al concorso Storie Vagabonde!
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La Guadaloupe è un piccolo isolotto situato nell'arcipelago delle "piccole antille", struttura che divide l'Oceano Atlantico dal Mar dei Caraibi. Quest'isola è un département d'outre-mer (dipartimento d'oltremare francese), infatti la lingua locale è il francese (insieme al "creolo" che è una specie di dialetto) e la moneta corrente è l'euro. La Guadaloupe è formata da 2 isolotti, quello a est si chiama "Grande terre", mentre quella collocato a ovest è la "Basse terre". Esse sono uniti mediante una fitta foresta di mangrovie. Grazie a un progetto universitario di studi internazionali chiamato ERASMUS, ho avuto la possibilità di vivere 7 mesi in questo paradiso tropicale. Sono partito il 27 agosto dall'aeroporto di Nizza che ha fatto scalo a Parigi all'aeroporto Paris Orly, e dopo 8 ore di volo sono atterrato a Pointe-a-Pitre, città più grande della Guadaloupe. Appena sbarcato ho percepito un'arsura incredibile, infatti i mesi di agosto e settembre sono i più caldi dove si superano tranquillamente i 40 gradi. Il momento migliore per visitare ed apprezzare a meglio l'isola, è da gennaio in poi dopo il periodo delle piogge perché la temperatura si mitiga notevolmente. La Guadaloupe secondo me è la metà ideale per gli amanti della natura, infatti si possono trovare diverse realtà naturalistiche: si passa dalle spiagge caraibiche con acque calme e sabbia bianche, alle falesie, alla giungla, alle mangrovie ed è persino fornita di un vulcano. Dei 2 isolotti che compongono la "Gwada" (così la chiamano gli isolani), la "Grande Terre" è la più turistica, infatti le spiagge più affollate di villeggianti si trovano nella parte meridionale. A parer mio le spiaggia più interessante di questa zona è quella di "Le Gosier" (a pochi km da pointe-a-pitre), non tanto per la per la bellezza della costa; ma per un isolotto posta a circa 300m dalla riva, "l'Ile de Gosier" (isola di Gosier). Questo atollo di circa 1 km² può essere raggiunto facilmente a nuoto, altrimenti ogni mezz'ora la tratta è solcata al prezzo di 2 euro da un gommone. Questa metà è ambita dagli amanti dello snorkeling, infatti essa è costeggiata da una fitta barriera corallina coloratissima. Alcune spiagge molto belle e generalmente poco frequentate sono: Plage de Bois Jolan, Petit Havre e Anse Vinaigri. Tutte le altre sono sempre molto affollate di turisti, perché più vicino ai centri abitati e non si ha bisogno della macchina per raggiungerle. Percorrendo tutta la Grande Terre verso est, dopo aver superato la città di Saint François si giunge al punto panoramico più suggestivo della Guadaloupe, "Pointe de Châteaux". Infatti in quel sito è possibile intravedere praticamente tutta la Grande Terre; ed è molto emozionante vedere sorgere l'alba in questa località. Risalendo verso nord lungo la costa, cambia la tipologia di spiaggia, infatti questa riva è bagnata dall'Oceano Atlantico con onde molto più imponenti ed è quindi paradiso per i surfisti. Il paese di "Le Moule" è il cento più importante per gli amanti del genere. La costa più orientale è caratterizzato anche dalla presenza di altissime falesie a strapiombo sul mare, e da diversi punti panoramici (dove i più suggestivi sono chiamati "Port d'Enfer"). Risalendo l'isola la vegetazione, molto simile a quella mediterranea, si fa più fitta e le abitazioni più rade, infatti puoi viaggiare per kilometri senza incontrare anima viva con i lati della strada costeggiata da campi estesi di canne da zucchero e bananeti.
Un altro sito panoramico molto affascinante (e anche molto turistico) è il "Pointe de la Grande Vigie", punto più a nord di tutta l'isola. Raggiunto il sito, dopo aver parcheggiato la macchina, si procede per 20 minuti lungo un sentiero pianeggiante; il vista è davvero unica, infatti si vedono distese immense di falesie dalle forme davvero particolari modellate dalle onde. In questo sito si può vedere anche l'isola di Montserrat famosa per la sua attività vulcanica. Scendendo lungo la costa occidentale dopo aver passato qualche spiaggia poco frequentate, si entra nella foresta di mangrovie che caratterizza questa zona dell'isola. Tutta l'area è molto allettante per gli appassionati di bird-watching, infatti è presente una popolazione variegata di volatili, e non è raro trovare torrette per l'avvistamento.
Attraversando la foresta di Mangrovie si giunge alla Basse Terre, e la prima cosa che ti colpisce è come si passi da una vegetazione mediterranea a una giungla tropicale, questa parte dell'isola è ricca di cascate spettacolari, a parer mio la più bella è la "Saut de la Lèzard" essa è incassata in un anfiteatro misto di roccia e vegetazione. Sicuramente le più imponenti sono le "Chute de Carbet" che raggiungono anche i 100 m di altezza. Per gli amanti della camminata in montagna, la risalita del vulcano "La Soufriere" offre un tragitto di media difficoltà; questa zona è una della più piovose al mondo (cadono mediamente 12 m di acqua all'anno), infatti è molto facile imbattersi in un acquazzone lungo il tragitto. Giunta la cima, ci si può avvicinare alla bocca del vulcano che emette fumi sulfurei ad alta temperatura e pressione. Nelle poche giornate limpide da quell'altezza (1490m.slm) si ha una visuale davvero magnifica. Anche la Basse Terre è ricca di spiagge davvero poco frequentate anche nei periodi di alta stagione, le più belle sono Grand Anse (2 km di spiaggia) e Plage Tillet (piccola e incassata tra 2 falesie). Dopo aver percorso la "Rue de la Traversè" (strada che taglia tutta la giungla) si giunge a "Pointe de Malendurè" riserva naturale e paradiso per le immersioni. Infatti la zona è ricca di centri diving a prezzi davvero modici, assolutamente da visitare. La Guadaloupe è costeggiata da 3 isolotti: La Desirade, Les Saints e Marie Galante.
Tutte e 3 raggiungibili via nave da Pointe-a-Pitre e da visitare in sella a uno scooter. Les Saints sono molto turistiche e dove si trova la "Baie de Pont Pierre" che vanta di essere la seconda più bella del mondo. Mentre Marie Galante è famosa per le distillerie di Rhum che producono punch davvero insuperabili. Oltre alle bellezze naturalistiche, quest'isola offre alcune alternative culturali come: il museo della schiavitù a Pointe-a-Pitre, oppure più pittoresco il museo del Rhum in località Petit Bourg; consiglio di andarci con un amico astemio munito di patente in quanto alla fine della visita, compreso nel biglietto, si ha la possibilità di degustare diversi rhum e punch. Per una breve vacanza consiglio di affittare una macchina, in quanto in Guadaloupe non esistono mezzi pubblici. Infatti ogni pullman è come se fosse una compagnia privata che decide la tratta e gli orari, quindi può capitare di aspettare anche mezz'ora al capolinea del bus, perché l'autista vuole riempire il suo mezzo. Gli abitanti dell'isola sono molto ospitali, però a volte possono diventare persino troppo invadenti, infatti mi è capitato di conoscere gente che ti piombasse a casa in qualsiasi momento facendo programmi per la serata senza tenere conto del tuo parere; e poi dopo un mese sparire nel nulla.
La "Gwada"offre 2 tipi di divertimento serale, uno per i turisti e uno per i locali. Per il primo genere di persone il centro delle movida è la "Marinà" che è collocato tra Le Gosier e Pointe-a-Pitre, dove si trovano diversi locali e ristoranti, il più importante è lo Zoorock, un discopub molto frequentato. Mentre gli isolani vanno in specie di bar un po' decadenti ma molto caraibici. Ne ho provati diversi, ma il mio preferito è "Chez Nico", collocato nei pressi dell'università. Spesso dopo una bevuta si dirigono al "Big Creole" un vecchio capannone riadattato a discoteca con musica reggae e zouk (musica locale, sembra un reggae più veloce). La mia avventura è finita il 12 marzo, è stato veramente un colpo duro tornare a casa, non solo per aver lasciato una località da sogno che consiglio a tutti di visitare, ma anche salutare i molti amici che mi son fatto durante il soggiorno.














